Roma-Lazio 1-3, l’analisi: Spalletti e Dzeko, derby sulla coscienza. Non basta un rigore dubbio, giallorossi in balia dell’avversario per tutta la partita

Emerson Palmieri

(D.Luciani) – Minuto 2 del primo tempo, risultato 0-0. Dzeko da solo davanti a Strakosha. Tiro parato. Minuto 5 del secondo tempo, risultato 1-1. Salah regala a Dzeko il pallone per cambiare il derby. Tiro parato da Strakosha. In mezzo la mossa suicida di Spalletti: fuori El Shaarawy, dentro Peres. Squadra totalmente squilibrata, distanze perse e praterie per il contropiede di Keita che a differenza di Dzeko non sbaglia. Doppietta dell’ispanico-senegalese che mette a ferro e fuoco la disattenta difesa romanista che, forse, pensava ad un pomeriggio più tranquillo senza Immobile.

Inzaghi nel riscaldamento deve rinunciare al suo centravanti da 20 gol: a sorpresa dentro Lukaku e non Felipe Anderson. Lulic si alza vicino a Milinkovic-Savic sulla trequarti, sigillando il 5-4-1 scelto in fase difensiva, col solo Keita davanti. Spalletti va col 4-2-3-1 ma il possesso palla è estremamente lento, consentendo alla Lazio di chiudere ogni spazio. La Roma dopo 10 minuti però dovrebbe essere 2-0 ma Dzeko sbaglia e Strakosha si supera su un diagonale di Salah. Contropiede di Keita, marcatura molle di Fazio e Palmieri e sinistro che batte Szczesny in maniera non imparabile, 0-1.

Tutto in salita ma Orsato dà una mano alla Roma: non facile da vedere il contatto falloso tra Fazio e Lukaku nell’area romanista, con l’argentino che sembra calciare il pallone ma in realtà viene anticipato dal belga, poi colpito. Dall’altra parte, allo scadere del 45′, Wallace entra pericolosamente in scivolata, Strootman cade e l’arbitro decreta il rigore. In realtà l’olandese non viene toccato dal difensore laziale. De Rossi dal dischetto fa centro, 1-1, con esultanza rabbiosa prima sotto la Nord e poi davanti alla panchina della Lazio, emulando quanto fatto prima da Keita davanti a quella della Roma e da Milinkovic-Savic nel derby di Coppa Italia.

Al rientro dagli spogliatoi, l’inerzia mentale dovrebbe essere tutta dalla parte della Roma ma Dzeko ancora una volta getta via un cioccolatino servitogli da Salah. La Lazio risale, arriva al limite dell’area e con un tiraccio di Basta trova il nuovo vantaggio grazie alla deviazione di Fazio che batte Szczesny con l’ausilio anche del palo interno, 1-2.

Spalletti prova ad inserire prima Perotti e poi Totti ma la Roma mentalmente esce del tutto dalla partita. Manolas e Rudiger rincorrono a campo aperto Keita, Anderson e Lulic, capitolando a cinque dal termine dopo un primo salvataggio di Szczesny su Anderson. All’85’ Lulic mette Keita davanti alla porta e il senegalese fa esplodere la festa della Curva Nord, 1-3.

Chi vince festeggia, chi perde mastica amaro e riflette. Alla Roma resta questo. Guardarsi in faccia e pensare al futuro. Perché alla squadra resta da tenere il secondo posto, prima col Milan e poi con la Juventus. L’ennesima occasione di tenere aperto lo spiraglio Scudetto è persa. Alla società spetta l’onere di fare chiarezza. Per i rinnovi dell’allenatore e dei giocatori.

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