IL TEMPO La carica degli “irriducibili” dello sport

Damiano Tommasi
Damiano Tommasi

(N. Imberti) – Quand’è che uno sportivo può definirsi vecchio? Quand’è che la giusta consapevolezza dei propri mezzi si trasforma in incapacità di rassegnarsi all’evidenza? Diciamolo subito. La risposta non c’è. Gli sportivi non hanno un’età della pensione. Forse bisognerebbe fermarsi un attimo prima di diventare ridicoli. Di sottoporsi inutilmente alla gogna dei tifosi. Ma l’umore dell’ultras, si sa, è per sua natura volubile. Basta poco per deprimerlo o esaltarlo. E poi cos’è che può definirsi «ridicolo»?

Secondo questa regola, forse, Diego Armando Maradona, appesantito dagli anni (54) e da troppi chili, non dovrebbe più toccare un pallone. Invece, ogni volta che lo fa, c’è qualcuno pronto ad esaltare le sue «magie». Allo stesso modo il «vecchietto» Max Biaggi (44 anni tra pochi giorni) torna a correre in Superbike e gli ascolti si impennano.

La storia dello sport è piena di esempi più o meno virtuosi di evergreen. Giusto ieri l’ex romanista Damiano Tommasi, 41 anni, ha annunciato che giocherà due partite dei preliminari di Europa League con il club sanmarinese La Fiorita. «Sarà un’occasione per i miei figli per vedermi giocare» ha spiegato. Cuore di papà. Prima di lui era stato Aldair a prestare servizio tra i confini della Repubblica di San Marino. Anno 2007. L’ex difensore che al tempo aveva 41 anni, era stato schierato nei preliminari di Champions League dal club Murata.

Ma grandi esempi di longevità sportiva si registrano anche nel basket. Un nome su tutti: Michael Jordan. Due ritiri intermedi, 1993 e 1998, due ritorni, 1995 e 2001, prima di arrivare all’addio definitivo nel 2003, alla «veneranda età» di 40 anni. Che dire poi del tennista Jimmy Connors ritirato a 44 anni? O del collega Andre Agassi capace di toccare il fondo nel 1997 (a 27 anni) per poi risalire e lasciare tra gli applausi del pubblico amico di Flushing Meadows nel 2006? Per rimanere in Italia potremmo citare il «cannibale» Armin Zoeggeler che ha vinto medaglie fino a 44 anni o Josefa Idem che l’ultimo bronzo lo ha conquistato all’Olimpiade di Londra a 48 anni.

Poi ci sono quelli che continuano a lottare a viso aperto. Tra alti e bassi, fischi e applausi. È il caso di Alessandro Del Piero che «scartato» dalla Juventus e arrivato ai 40 anni ha deciso di andarsene in India. O di Andrea Pirlo (36) pronto ad accasarsi a New York. Ma anche di Francesco Totti (38), Roger Federer (33), del cestista Kobe Bryant (36). Talvolta, guardandoli, ci si domanda: ma perché non smettono prima che sia troppo tardi? Poi il pensiero va a Camille Muffat, la nuotatrice francese ritiratasi a 27 anni, all’apice della carriera. È morta in un incidente lo scorso marzo mentre partecipava ad un reality show. No, non esiste un’età in cui è giusto ritirarsi.

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