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	<title>gazzettagiallorossa.it &#187; IL ROMANISTA</title>
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		<title>IL ROMANISTA Destro favorito. Marcos a destra</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A.F.Ferrari – V.Vercillo) -Silenzio, la Roma è al lavoro. Da ieri, la squadra è in ritiro. Niente intrusi, oggi (alle 11) saranno concessi 15 minuti alla stampa, poi (alle 17) all’Olimpico parleranno in conferenza stampa Andreazzoli e Burdisso. Stop. Il gruppo ieri si è incitato a vicenda, a Trigoria non si parla di logo, di maglie, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135047" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/il-romanista-destro-favorito-marcos-a-destra/roma-vs-napoli-campionato-di-serie-a-stagione-2012-2013-6/" rel="attachment wp-att-135047"><img class="size-medium wp-image-135047" title="roma napoli Destro" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/destro3-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Destro esulta</p></div>
<p><em><strong>(A.F.Ferrari – V.Vercillo)</strong> </em>-<strong>Silenzio, la Roma è al lavoro</strong>. Da ieri, la squadra è in ritiro. Niente intrusi, oggi (alle 11) saranno concessi 15 minuti alla stampa, poi (alle 17) all’Olimpico parleranno in conferenza stampa Andreazzoli e Burdisso.<strong> Stop</strong>.</p>
<p>Il gruppo ieri si è incitato a vicenda, a Trigoria non si parla di logo, di maglie, di nulla che non sia il campo. Che non sia la Coppa. Duro lavoro, quello di Andreazzoli. Che (all’apparenza) non sa ancora che fine farà, perché Allegri è a un passo dalla Roma, mentre Mazzarri – è ufficiale – ha firmato per l’Inter: Stramaccioni è stato esonerato. In attesa del valzer degli allenatori, Aurelio è con la testa e il cuore alla Roma. C’è da preparare una finale.<strong> La finale. C’è solo lei.</strong> C’è solo l’As Roma.</p>
<p><strong>Di dubbi invece sembra che ce ne siano pochi, il modulo pare deciso: sarà il 4-2-3-1. Andreazzoli dovrebbe puntare ancora sulla difesa a quattro</strong>. Fuorigioco Stekelenburg, dato ormai per ceduto al Fulham, in porta toccherà naturalmente a Lobont. Per Torosidis, ancora non in perfette condizioni fisiche per un trauma contusivo alla caviglia sinistra (ieri ha svolto ancora differenziato), si prospetta la panchina.<strong> A destra dovrebbe andare quindi Marcos, dal lato opposto Balzaretti. La coppia di centrale sarà formata da Burdisso e Castan. </strong>Non sono attese sorprese nemmeno a centrocampo: i due mediani saranno De Rossi e Bradley, i tre trequartisti dovrebbero essere <strong>Lamela, Totti (al centro) e Florenzi</strong>. Il vero ballottaggio sarà tra <strong>Destro e Osvaldo.</strong> Mattia è reduce da un’ottima prestazione con il Napoli, all’Olimpico ha segnato la rete del raddoppio. Osvaldo sembra un po’ appannato. Andreazzoli deciderà all’ultimo. Intanto i tifosi continuano ha spronare la squadra. «Er popolo de Roma vole sta vittoria!». Questo lo striscione apparso ieri fuori dai cancelli del “Fulvio Bernardini” dove ad attendere i giocatori c’erano anche una cinquantina di tifosi. Tifosi che domani sera sosterranno ininterrottamente la loro squadra. Tifo che farà anche il presidente, James Pallotta, arrivato nella Capitale da qualche giorno per l’occasione e non solo. Il numero uno giallorosso, dopo il lancio del logo, l’udienza generale dal Papa e l’incontro con il presidente della Repubblica, ieri sera si è concesso un po’ di relax assistendo al Pala Tiziano alla Gara1 di Semifinale dei PlayOff tra la Virtus Roma e Cantù.</p>
<p><strong>LAZIO - </strong>La Lazio ha, invece, terminato il ritiro prederby: i biancocelesti ieri hanno abbandonato Norcia e sono tornati nella capitale. Nell’ultimo allenamento prima del ritorno a Roma si è lavorato molto sulla concentrazione e meno sulla tattica. Il modulo è scelto (4-1-4-1), la squadra sembra pressoché fatta. L’unico dubbio dovrebbe riguardare Alvaro Gonzalez. Anche ieri l’uruguagio si è allenato a parte, colpa della fascite plantare che lo tormenta da tempo, ma ha ripreso a lavorare con il pallone. <strong>Nel caso in cui non ce la dovesse fare è pronto Onazi. Insieme a lui a centrocampo ci saranno Lulic, Ledesma, Hernanes e Candreva</strong>. In difesa la coppia Cana insidia Dias-Biava, con Konko e Radu a completare la linea arretrata. Klose sarà l’unica punta con alle spalle Hernanes.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Paulo Sergio: &#8220;Roma vinci, sei nel mio cuore&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:46:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_90995" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/09/juve-roma-da-paulo-sergio-a-vidal-tutti-i-protagonisti-sudamericani-della-sfida-video/c_3_media_1271579_immagine_oleft-2/" rel="attachment wp-att-90995"><img class="size-medium wp-image-90995" title="Paulo Sergio" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/09/C_3_Media_1271579_immagine_oleft1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Paulo Sergio</p></div>
<p><strong><em>(E. Giulianelli)</em> &#8211; Paulo Sergio è uno che di derby se ne intende</strong>: ne ha disputati ben sei nelle sue due stagioni in giallorosso, tra il 1997 e il 1999 sotto la guida di Zdenek Zeman. E ha anche provato l’emozione di segnare un gol ai biancocelesti, il 21 gennaio 1998. Arrivato dal Bayer Leverkusen, con il quale si era classificato secondo in Bundesliga, fu l’acquisto più importante della rivoluzione attuata dalla dirigenza giallorossa dopo la disastrosa annata targata Carlos Bianchi. Giocatore moderno, Paulo Sergio realizzò ben 24 reti in 64 presenze nel campionato di Serie A con la maglia della Roma, prima che le sue ottime prestazioni gli valessero la chiamata di Hottmar Hitzfeld per il suo Bayern Monaco. E a certe offerte non si può dire di no. Così il brasiliano si trasferì in Baviera dove, in tre stagioni, vinse tutto il possibile: due campionati, una Coppa di Germania, una Coppa di Lega tedesca, una Champions League e una Coppa Intercontinentale.</p>
<p><strong>Paulo, ti va di raccontarci i tuoi esordi in Brasile?</strong></p>
<p>Da bambino mi divertivo a giocare a pallone in strada e non avrei mai pensato di poter diventare un giocatore di calcio. Sono nato in una casa modesta, ma non mi è mai mancato il cibo. All’età di 13 anni ho iniziato a giocare per il Corinthians, un grande club della capitale dello stato di San Paolo. A 18 anni ho firmato il mio primo contratto da professionista e da lì la mia carriera ha iniziato a prendere la piega giusta.</p>
<p><strong>Leverkusen: che esperienza è stata?</strong></p>
<p>Nel 1993 sono stato venduto al Bayer Leverkusen ed è stata, per me, una bellissima avventura. All’inizio non ero in grado di comunicare perché non parlavo inglese né, tantomeno, tedesco; il freddo, poi, mi infastidiva. Ma grazie a Dio sono riuscito a superare tutti gli ostacoli e a vivere quattro anni di importanti esperienze e successi.</p>
<p><strong>Come avvennero il contatto e l’acquisto da parte della Roma?</strong></p>
<p>Franco Baldini mi ha visto giocare in Germania ed è venuto a trattare con il Bayer.</p>
<p><strong>Quali altre squadre ti seguivano? Perché scegliesti la Roma?</strong></p>
<p>La prima proposta mi fu fatta dalla Roma e io sono stato molto felice di essere considerato in grado di giocare nel campionato italiano, oltretutto in una bellissima città.</p>
<p><strong>Zeman, che ricordo hai di lui?</strong></p>
<p>Un allenatore che ha dovuto operare una vera e propria rivoluzione nella squadra. Ci allenavamo molto, e lui sembrava condurre tutti per mano. Amava allenare molto sia la parte tecnica sia quella tattica. Il tuo gol alla Juve rimane memorabile.</p>
<p><strong>Secondo te è il più importante della tua avventura giallorossa?</strong></p>
<p>Sì perché lo realizzai in una partita molto sentita da tutti in un Olimpico pieno.</p>
<p><strong>Roma e la Roma cosa significano per te, nella tua storia personale?</strong></p>
<p>La mia esperienza in Italia è stata molto importante, mi ha insegnato molto e ho ricevuto grande affetto da parte dei tifosi.</p>
<p><strong>Quella Roma sarebbe potuta arrivare più in alto?</strong></p>
<p>Probabilmente sì, perché aveva grandi giocatori. Era una squadra molto unita. Domani c’è un derby speciale, che vale la Coppa Italia.</p>
<p><strong>Che ricordo hai delle sfide con la Lazio?</strong></p>
<p>Era un momento molto difficile quello delle quattro sconfitte. Nonostante avessi segnato un gol, la pressione era talmente alta che organizzammo un incontro per confrontarci con i tifosi.</p>
<p><strong>Come vedi la sfida di domani?</strong></p>
<p>Spero innanzitutto che si possa giocare una partita senza violenza e che la Roma possa vincere.</p>
<p><strong>Segui ancora la Roma?</strong></p>
<p>Quando posso la seguo: sono stato molto contento dell’acquisto di Leandro Castan. La Roma è nel mio cuore.</p>
<div></div>
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		<title>IL ROMANISTA L&#8217;Olimpico già sotto controllo. Percorsi differenziati per i tifosi</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:36:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(V.Vercillo) - Una partita che in campo farà scintille, quella di domani tra Roma e Lazio. Il derby dei derby, una sfida unica che vale un’intera stagione, se non di più. Scintille che in molti temono si trasferiscano anche all’esterno del rettangolo di gioco, visti i precedenti. La tensione è palpabile, e a dimostrarlo sono gli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/leggo-it-coppa-italia-il-derby-si-giochera-il-26-maggio-alle-ore-17-manca-solo-lufficialita/stadio-olimpico-roma/" rel="attachment wp-att-131760"><img class="size-medium wp-image-131760" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Stadio-Olimpico-Roma-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(V.Vercillo) -</strong> </em>Una partita che in campo farà scintille, quella di domani tra Roma e Lazio. <strong>Il derby dei derby, una sfida unica che vale un’intera stagione, se non di più</strong>.</p>
<p>Scintille che in molti temono si trasferiscano anche all’esterno del rettangolo di gioco, visti i precedenti. La tensione è palpabile, e a dimostrarlo sono gli stessi tifosi della Roma. Da “Er popolo de Roma vole sta vittoria” a “Vincete o scappate”, passando per “O Coppa o morto”: le parole dei tifosi rappresentano l’incredibile significato che questa partita riveste. A temere scontri e tensioni sono in molti, anche se ora come ora prevale l’ottimismo. «Il piano di sicurezza è stato adottato con il fattivo contributo delle società calcistiche, della Lega di Serie A e del Coni nell’intento comune di realizzare un grande evento sportivo, che vede in campo le due squadre di calcio della Capitale, all’insegna dei valori dello sport nello spirito di una serena competitività» le parole del Prefetto <strong>Pecoraro</strong>, che da subito aveva spinto nella direzione di un derby non serale, ma che alla fine ha condotto le parti in causa verso la soluzione a cui poi si è arrivati: 26 maggio, ore 18.</p>
<p>E ha aggiunto: «Questa partita deve essere una grande occasione di civiltà. Non serve tensione e parlare di città blindata è controproducente. Purtroppo a Roma molto raramente si gioca un derby che conta veramente, al di là dei tre punti. È un’occasione unica e rara per dimostrare che le preoccupazioni sono infondate. Speriamo che i tanti auspici non cadano nel vuoto». <strong>L’idea della Digos è di far entrare le due tifoserie separatamente allestendo due punti di incontro: il Ponte della Musica per i romanisti e Ponte Milvio per i laziali.</strong> Per le forze dell’ordine, dovrebbe bastare a evitare incidenti prima, mentre per il dopopartita dovrebbe essere un po’ più semplice evitare incidenti, perché chi vince resta dentro quasi un’ora in più. I servizi preventivi inizieranno comunque già da stanotte e proseguiranno fino alla fine dei presumibili festeggiamenti. O<strong>ltre al dispositivo tradizionale nei pressi dell’Olimpico, con un rafforzamento del secondo anello di presidio e con bonifiche dell’area che verranno effettuate diverse volte, saranno adeguatamente vigilati i luoghi sensibili e storici del centro della città e naturalmente gli obiettivi istituzionali.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>IL ROMANISTA 21 modi per dirti&#8230; Roma!</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:34:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118389" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/roma-milan-la-fotocronaca-dellincontro-foto/fbl-ita-seriea-roma-milan-8/" rel="attachment wp-att-118389"><img class="size-medium wp-image-118389" title="roma milan Curva Sud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/curvasud1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><strong><em>(L.Pelosi) -</em>  A – ANDREAZZOLI</strong> Molto probabilmente sarà l’ultima volta sulla panchina della Roma,almeno da “capo allenatore”. Ma l’ultima potrebbe renderlo il primo. Il primo a compiere un qualcosa di storico.Forse di eterno.Battere la Lazio in finale di Coppa Italia. Suona bene, mister. Forza.</p>
<p><strong>B – BRADLEY</strong> E’ stato il più continuo negli ultimi due mesi (almeno).Il suo rendimento è una garanzia.Potrebbe partire titolare anche oggi, accanto a De Rossi. Andreazzoli starebbe addirittura pensando di spostare Pjanic sulla tre-quarti, anche se le ipotesi di formazione sono ancora tante e la pretattica è sacra.Però,visto il rendimento degli ultimi tempi, l’americano starebbe comunque meglio in campo che fuori.</p>
<p><strong>C – CLASSIFICA</strong> Guardiamola un’altra volta. Roma 62,Lazio 61.Potenza di un punto,apostrofo rosa fra le parole “noi” e “sopra”.Dopo due anni è tornata a farsi guardare.A un certo punto avevano 10 punti in più e nelle loro radio dove sono abituati a darsi ragione a vicenda dandosi di gomitino e sorridendo, parlavano di vendicare il +36 di qualche anno fa. Sono tornati al loro posto, cioè sotto. Completiamo l’opera.</p>
<p><strong>D – DANIELE</strong> L’ultima volta che la Roma ha vinto la Coppa Italia,la fascia di capitano ce l’aveva al braccio lui, De Rossi. Perché Totti si era rotto il crociato un mese prima nel sabato nero di Roma-Livorno. Eppure ad alzare il trofeo fu proprio Francesco, che si presentò alla premiazione vestito di tutto punto, come se si fosse appena alzato dalla panchina.Lì per lì De Rossi ci rimase un po’ così,ma poi andò sotto la curva anche lui a festeggiare.Oggi viene da due settimane in cui si è allenato appositamente per arrivare al meglio a domani,per quanto,come ha detto poco tempo fa,”forse sarebbe stato più bello affrontare una squadra più forte”. Daje Roma daje!</p>
<p><strong>E – EX</strong> Walter Sabatini e Roberto Muzzi,entrambi adesso sono dalla parte giusta. Muzzi, in particolare, da allenatore delle giovanili non ha mai perso un derby.Lo scorso anno con i Giovanissimi sperimentali umiliò la Lazio allenata da Cesar che schierava tutti ragazzi più grandi. E non ha perso neanche quello di campionato,da assistente di Andreazzoli.</p>
<p><strong>F – FRANCESCO</strong> Il Papa che sta in Vaticano, che avete capito? Ha benedetto entrambe le squadre,ma il suo nome stava molto meglio sulla maglia della Roma.Sarà che gliel’ha consegnata il suo omonimo che sta a Trigoria. “Un’esperienza irripetibile”, l’ha descritta il capitano.</p>
<p><strong>G – GOL</strong> Il capocannoniere della Coppa Italia è Mattia Destro.Un gol all’Atalanta,uno alla Fiorentina,due all’Inter (andata e ritorno). Ha segnato in tutte le partite giocate dalla Roma in questo torneo, in pratica. Ha segnato anche domenica scorsa al Napoli.E’ la sua coppa.Manca poco…</p>
<p><strong>H – HOTEL</strong> Questa Roma non è un albergo.Eppure,nel senso cittadino del termine, continua ad ospitare i laziali.</p>
<p><strong>I – ITALIA</strong> Coppa.Ne abbiamo vinte nove (loro cinque,e va bene così). Nessuno ne ha vinte più di noi. E’ la nostra coppa.Andiamocela a prendere.</p>
<p><strong>L – LUPA</strong> Nessuno ha avuto l’ardire di toglierla dal logo. Lei è ancora lì e anche se un po’ più stilizzata, è pronta ad affondare i denti.</p>
<p><strong>M – MURO GIALLOROSSO</strong> Deve essere così,il nostro settore.Una scenografia di 90 minuti.Chi va allo stadio, si porti qualcosa di giallorosso. Una bandiera, una maglietta, qualsiasi cosa. E il cuore di Dio che, come dice Toninho Cerezo, è giallorosso.</p>
<p><strong>N -NORCIA</strong> Dicono: siccome ha portato bene, ci andiamo in ritiro tutta la settimana. Peccato non aver messo in conto il maltempo che ha imperversato su tutta Italia e che ha costretto Petkovic a far allenare i suoi più in palestra che sul campo.</p>
<p><strong>O – ORSATO</strong> L’arbitro della partita più importante dell’anno.Comunque la sezione arbitrale di Schio, insieme a quella di Mantova, va chiusa al più presto. Vedi a pagina 3.</p>
<p><strong>P – PECORARO</strong> Il prefetto, che cosa avevate capito?</p>
<p><strong>Q – QUATTRO</strong> I derby consecutivi che non abbiamo vinto.A prescindere da tutto il resto,già così ce n’è abbastanza per ricominciare.</p>
<p><strong>R – RITIRO</strong> E’ cominciata ieri sera l’ascesi spirituale da cui la squadra uscirà soltanto domenica.Di fatto,solo un giorno in più rispetto a quanto avviene normalmente per le partite di domenica. Ragazzi, non dimenticatevi di respirare.</p>
<p><strong>S – SIMPLICIO</strong> Ha segnato nell’ultimo derby di Coppa Italia. Prima di lui, Borriello, Montella, Emerson, Cassano, Paulo Sergio, Balbo, Di Carlo, Iorio, Prati, Ferrari, Da Costa (2), Bizzarri, Krieziu, Dagianti, Gadaldi. Avanti il prossimo. Meglio, i prossimi.</p>
<p><strong>T – TOTTI</strong> E se fosse lui,il prossimo? Già lo amiamo come noi stessi.</p>
<p><strong>U – UNDICI</strong> Anni di B. Anzi dodici. Vedi pagina 5</p>
<p><strong>V – VOTO</strong> No,non quello per le elezioni comunali che si tengono domani. Ma quello che ognuno di noi ha fatto, in caso di vittoria della Coppa. L’esperienza consiglia: ognuno se lo tenga per sé.</p>
<p><strong>Z – ZETA</strong> Ultima lettera dell’alfabeto, ultima partita della stagione, speriamo anche ultima finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio, per le nostre coronarie. Ultimo alfabeto della stagione.</p>
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		<title>IL ROMANISTA De Rossi: &#8220;Vogliamo vincere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 May 2013 07:05:10 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_123901" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/02/sampdoria-roma-la-fotocronaca/uc-sampdoria-v-as-roma-serie-a-12/" rel="attachment wp-att-123901"><img class="size-medium wp-image-123901" title="Samp-Roma De Rossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/de-rossi2-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">De Rossi</p></div>
<p><em><strong>(D. Galli) -</strong></em> «Vogliamo vincere, è molto importante. Ma noi abbiamo una grande responsabilità».Quella di vincere? Yes, of course. Ma anche un’altra. «Ce l’abbiamo affinché non si surriscaldino gli animi. La tensione è alta e dobbiamo essere noi i primi a non esagerare». <strong>Predica calma il romanista che più di tutti &#8211; ex aequo con Totti &#8211; sa cosa sia il derby e quanta tensione agonistica (chiamiamola così) trasmetta.</strong> Daniele De Rossi cerca di smorzare i toni, pur sapendo benissimo che per la squadra, quindi anche per il calciatore De Rossi, questa finale di Coppitalia è una specie di ultima spiaggia della stagione, mentre per i tifosi, quindi anche per il romanista Daniele, questa non è affatto una partita. È molto, ma molto di più. È una pagina di storia.</p>
<p>De Rossi commenta l’incontro con Napolitano, al Quirinale. «È stato piacevole. Il Presidente si augura che sia una partita bella e leale anche sugli spalti. Ha parlato della situazione in generale del calcio italiano e questa gara è importante per Roma e per il calcio affinché ne migliorino l’immagine. Non so di chi sia tifoso, è stato neutrale. Noi abbiamo una grande responsabilità. Dal punto di vista campanilistico vogliamo vincere, è molto importante. C’è grande responsabilità affinché non si surriscaldino gli animi, la tensione è alta e dobbiamo essere i primi a non esagerare. Vorrei che la mia città desse una grande prova di maturità. È successo qualcosa di spiacevole nei derby ma anche in altre partite, non solo a Roma. Sono fiducioso perché tanta gente vuole sperare di vincere e festeggiare e lascerà armi e coltelli a casa. Sarà una grande festa, soprattutto per chi vincerà. E sarà una grande prova di maturità».</p>
<p>Nei giorni scorsi c’è chi ha ricordato come De Rossi non abbia ancora fatto gol, quest’anno. C’è chi ha sottolineato come questa storia della casella zero possa pesargli e che magari potrebbe sbloccarsi proprio adesso, contro la Lazio.<strong> Le ha segnato una sola volta in carriera.</strong>Potrebbe, ma non certo per se stesso. No, De Rossi potrebbe, vorrebbe sbloccarsi perché come Totti avverte il senso più vero e profondo del<strong>VentiseiMaggio2013</strong>. Scritto così, tutto attaccato. Non il viatico per l’Europa: un appuntamento con la leggenda. La sua appartenenza a questi colori è la sua forza. E forse è anche uno dei motivi per cui Baldini ieri lo ha blindato: «Il suo futuro è con la Roma. Spero migliore, perché non è stata la sua miglior stagione. Direi tormentata. Ma recuperandolo, ci darà quel tipo di aggressività e voglia che quest’anno ci è mancata». La sua storia di Coppa non è infelice, è stato freddo nell’occasione più importante, quando la Coppa era Super, quando c’era da tirare un rigore alla Scala. De Rossi sa cosa significa alzare la Coppitalia, l’ha visto fare da bambino, uno sciame di capelli biondi in testa e addosso la maglia Barilla. Poi l’ha alzata lui. Questa Coppa ce l’ha nell’anima. Questa Coppa è la sua anima. <strong>Questa Coppa passerà per i suoi piedi. Segnatevelo nel cuore, quando l’urlo s’alzerà.</strong></p>
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		<title>IL ROMANISTA De Rossi e Pallotta da Napolitano</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 07:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134330" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/napolitano-giorgio.png"><img class="size-medium wp-image-134330" title="napolitano-giorgio" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/napolitano-giorgio-300x201.png" alt="" width="300" height="201" /></a><p class="wp-caption-text">Napolitano</p></div>
<p><em><strong>(D. Giannini)</strong> </em>- Dopo l’Udienza Generale in Vaticano, tocca al Quirinale: le due squadre finaliste di Coppa Italia oggi verranno ricevute dal Presidente Napolitano. Una visita importante, significativa, anche emozionante. Di fatto sarà anche l’ultima occasione per &#8220;staccare&#8221; mentalmente prima della full immersion che durerà fino al fischio finale della partita. Un appuntamento riservato, quello di oggi, al quale non avranno accesso i giornalisti che dovranno attendere all’esterno per raccogliere qualche dichiarazione delle due delegazioni. Per la Roma ci saranno il presidente Pallotta, Claudio Fenucci, Aurelio Andreazzoli e Daniele De Rossi (da Papa Francesco era andato invece Francesco Totti). E poi ci sarà la rappresentanza della Lazio, oltre che il presidente del Coni e quello della Lega, nonché l’amministratore delegato della Tim.<strong> L’incontro è previsto per le 11 e dovrebbe durare una trentina di minuti nella Sala della Pendola che è attigua allo studio del Presidente della Repubblica.</strong></p>
<p>Non sarà la prima volta che De Rossi incontrerà Napolitano. Era già successo in occasione dei <strong>Mondiali del 2006,</strong> nella finale di <strong>Coppa Italia del 2008</strong> e anche la scorsa estate durante gli Europei quando il presidente scese negli spogliatoi per complimentarsi con gli azzurri dopo la prima partita contro la Spagna.</p>
<p>Dopo questa parentesi Daniele tornerà ad unirsi ai compagni a Trigoria dove da oggi comincerà il <strong>ritiro</strong>. Due giorni e mezzo per trovare la concentrazione massima. Non di più, perché <em>&#8220;il troppo stroppia&#8221;</em>. Nel senso che caricarsi troppo potrebbe essere controproducente. E la Roma lo capì perfettamente e a proprie spese con la finale di Coppa Campioni quando arrivò consumata mentalmente e fisicamente dall’attesa. Un concetto che ha spiegato bene <strong>Fabio Capello</strong>. Uno che di derby a Roma ne ha vinti 7 a fronte di una sola sconfitta. <em>«Bisogna stemperare l’atmosfera nella settimana che ti porta all’evento &#8211; ha detto l’ex tecnico giallorosso in un’intervista al sito ufficiale del club -. La squadra non deve percepire che si tratta di un derby altrimenti è finita e si rischia di perdere. È una partita speciale, per la quale non serve dare motivazioni. Figuriamoci quante ne può dare uno in finale di Coppa Italia…».</em></p>
<p><strong>La Roma si prepara, dunque, cercando di non logorarsi.</strong> Impresa non facile per i giocatori, ma addirittura impossibile per i tifosi che ormai da settimane non pensano che al 26 maggio. Un’attesa snervante, un bisogno di allentare la tensione condividendola con gli altri. E allora sui social network c’è chi esorcizza con l’ironia, con le battute, chi pubblicando foto dei derby più belli, chi ha comprato il biglietto e si rassegna al suo destino, chi prova fastidio al solo pensiero di quei 90 minuti, chi non dorme da giorni e chi invece preferirebbe non prendere sonno per non sognare la partita. E ancora c’è chi vorrebbe pianificare un bel weekend fuori per tornare solo a risultato acquisito e preservare così la salute. Palliativi e niente più. Si è in ballo e non resta che continuare a ballare&#8230;</p>
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		<title>IL ROMANISTA Dubbio Pjanic a centrocampo</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 07:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124668" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/totti4.jpg"><img class="size-medium wp-image-124668" title="Roma Juventus Totti Pjanic" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/totti4-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Totti Pjanic</p></div>
<p><em><strong>(V. Meta) -</strong> </em>Sale la tensione e pure la concentrazione. A Trigoria l’atmosfera che si respira comincia a farsi elettrica, visto che le ore che separano i giallorossi dal derby di Coppa Italia sono sempre di meno. Eppure ancora ieri pomeriggio, nel penultimo allenamento prima della rifinitura di domani mattina, Andreazzoli non ha potuto lavorare con il gruppo al completo: fuori causa <strong>Stekelenburg</strong>, che si è allenato a parte ed è l’unico sicuro di non prendere parte alla gara di domenica, a parte anche<strong> Torosidis</strong> (in forte dubbio), le assenze importanti erano quelle di <strong>Florenzi e Destro</strong>, a Milano per il primo giorno di allenamento dell’Under 21 di Devis Mangia, ma già da oggi a disposizione del tecnico. Con chi c’era, il tecnico ha provato il 4- 2-3-1, modulo che finora si è dimostrato il più affidabile. Parte atletica leggera, al “Bernardini” si è lavorato prevalentemente sulla circolazione di palla e le esercitazioni tattiche. Osservati speciali i centrocampisti, visto che lì si concentrano i dubbi di Andreazzoli. Sicuro del posto il solo <strong>Daniele De Rossi</strong>, che ritroverà una maglia da titolare dopo essersi messo completamente alle spalle il dolore alla solita caviglia che lo ha costretto a saltare le ultime due partite di campionato contro Milan e Napoli.</p>
<p>Accanto a lui il ballotaggio è fra<strong> Pjanic e Bradley</strong>, e non è così scontato che la spunti il bosniaco. Miralem non è al meglio per un problema alla caviglia che non gli ha permesso di allenarsi al massimo nelle ultime due settimane. Contro il Napoli è uscito a metà ripresa dopo aver preso l’ennesima botta, ma la sua prova non è stata brillantissima né in regia né quando c’era da andare al tiro. La contusione è stata smaltita e da martedì è tornato ad allenarsi regolarmente, la classe non si discute e la personalità nemmeno, ma in una partita secca (e in un derby) Andreazzoli dovrà valutare e soppesare tutti gli aspetti prima di decidere chi mandare in campo accanto a De Rossi. Tanto più che contro il Napoli Bradley ha giocato forse la sua miglior partita stagionale, recuperando un gran numero di palloni e vincendo i contrasti anche contro un centrocampo affollato e fisico come quello di Mazzarri. L’altro ballottaggio è quello in attacco, dove al momento Osvaldo sembra favorito su Destro, che però è l’uomo che con i suoi gol ha portato la Roma in finale. Anche qui Andreazzoli dovrebbe decidere all’ultimo. Per il resto, formazione più facile da decifrare, con Marquinhos che potrebbe essere confermato nel ruolo di terzino destro (ieri il tecnico lo ha provato lì nella partitella che ha chiuso l’allenamento) e<strong> Balzaretti</strong> che ha recuperato dai guai fisici e si candida per una maglia da titolare a sinistra, visto che difficilmente in una partita come il derby Dodò potrà essere rischiato in difesa. Sulla trequarti, sicuri del posto Totti e Lamela, <strong>Marquinho favorito su Florenzi</strong> per la terza maglia.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Sarà un Olimpico per 55mila</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 06:53:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118389" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/curvasud1.jpg"><img class="size-medium wp-image-118389" title="roma milan Curva Sud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/curvasud1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(D. Giannini)</strong></em> &#8211; Alla fine si dovrebbero sfiorare le 55mila presenze. Non sarà una finale da tutto esaurito, ma non si avrà neppure lo spettacolo desolante che si temeva fino a qualche giorno fa quando le tribune erano ancora semideserte. A quarantotto ore dal fischio d’inizio del derby l’attesa ha ormai logorato i tifosi mentre l’apertura della vendita libera ha dato nuovo impulso alla voglia di esserci, di provare a dominare le emozioni assistendo alla partita più sentita direttamente allo stadio.<strong> Una voglia più forte dell’ansia, il desiderio di vedere alzare la Coppa più vigoroso del timore che a farlo siano gli altri.</strong> Insomma, un balzo verso l’alto del numero degli spettatori. Ieri si è superata quota 49mila. E il trand di vendita continua ad essere positivo dopo il boom del primo giorno in cui è stato possibile acquistare il tagliando senza limitazioni, senza abbonamenti, senza tessere.</p>
<p><strong>L’abbondanza di posti liberi dovrebbe aiutare a garantire la sicurezza.</strong> Nel senso che per questa partita ai tifosi della Roma è stata assegnata la Monte Mario, ai laziali la Tevere, proprio per evitare che le due parti venissero a contatto. In caso di tutto esaurito in una delle due tribune, c’era il rischio concreto che i tifosi impossibilitati a trovare un biglietto dalla propria parte pur di non mancare all’appuntamento si riversassero in massa sulla tribuna opposta noncuranti del fatto di trovarsi in mezzo ai tifosi avversari. Ora, vista l’ampia disponibilità di posti, questo pericolo sembrerebbe scongiurato. Al momento del fischio d’inizio gli spettatori dovrebbero essere circa 55mila. Più di quelli nelle due stracittadine stagionali in campionato. All’andata erano circa 51mila, al ritorno in &#8220;casa&#8221; della Roma un migliaio in più. Non tutto esaurito, dunque, ma comunque un bello spettacolo.</p>
<p><strong>Soprattutto dal lato romanista dove sta proseguendo il passa parola per alzare il muro giallorosso</strong>. Un’idea nata quasi per caso da una dichiarazione di Christoph Winterling che qualche tempo fa aveva detto di sognare una Curva piena di maglie romaniste. E così è partito il tam tam dei tifosi tra radio, internet e social network, con l’invito per chi andrà allo stadio domenica ad indossare qualcosa di giallorosso.<strong> Dentro sarà uno spettacolo</strong>. Lo stesso si spera che accada fuori, che non ci siano incidenti, che tutto fili via liscio e che i timori che hanno spinto ad anticipare l’inizio della partita fossero eccessivi. Concetto espresso anche dal presidente del Coni, Malagò: «Domenica è un’occasione unica e rara per dimostrare che le preoccupazioni sono infondate». La macchina organizzativa è già in moto, ieri in Prefettura si è svolta una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Oggi ci sarà un altro tavolo tecnico. Tante le misure di sicurezza adottate, un gran numero di agenti dispiegati nei dintorni dello stadio. I cancelli dovrebbero essere aperti attorno alle 14.30. Insomma, tutto è pronto per la partita delle partite. Il conto alla rovescia può iniziare. Anzi, per i tifosi è già iniziato da un pezzo.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Allegri, martedì l’annuncio?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 06:43:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/141709667.jpg"><img class="size-medium wp-image-41267" title="Massimiliano Allegri " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/141709667-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(V. Meta)</strong></em> &#8211; È rientrato ieri pomeriggio da Milano, Walter Sabatini, dopo due giorni di colloqui milanesi in cui si è occupato di mercato tanto sul fronte mercato quanto su quello giocatori. Si è parlato di Rafael, il portiere compagno di squadra di Neymar nel Santos che con ogni probabilità l’anno prossimo difenderà la porta della Roma, di<strong>Nico Lopez</strong>, in partenza per Verona sponda Hellas neopromosso, e naturalmente anche di allenatore. D’altra parte, che la faccenda fosse interamente demandata al direttore sportivo e a Baldini è stato ribadito dal presidente Pallotta («ho lasciato tutto nelle mani di Walter e Franco», le sue parole a margine della presentazione del nuovo logo). A Trigoria sanno di non potersi permettere un’altra scelta sbagliata e dopo il brusco raffreddarsi della pista Mazzarri, ormai a un passo dall’Inter, è quello di<strong>Massimiliano Allegri</strong> il nome buono per la panchina del prossimo anno. Il problema è che il quasi ex allenatore del Milan ha ancora un anno di contratto con i rossoneri e per liberarsi deve trovare un accordo sulla buonuscita: soltanto a quel punto, il tecnico potrà discutere con <strong>Baldini e Sabatini</strong> i dettagli di un accordo che dovrebbe prevedere tre anni a <strong>2,5 milioni più bonus a stagione</strong> (più o meno le stesse cifre che la Roma avrebbe offerto a Mazzarri).</p>
<p><strong>Se tutto andrà bene, l’annuncio potrebbe arrivare già martedì.</strong>Galliani, che fino all’ultimo ha fatto di tutto per trattenere Allegri a Milano contanto anche sulla stima che lo spogliatoio ha del tecnico, sta cercando di fare da mediatore fra lui e il presidente Berlusconi, negando peraltro ogni rottura con il presidente, dopo che nelle ultime ore si era addirittura parlato di un addio dell’ad per lasciare spazio a <strong>Paolo Maldini </strong>nella dirigenza rossonera.<em> «I miei rapporti personali e di lavoro con Silvio Berlusconi datano 33 anni</em> - si legge in un comunicato apparso sul sito del Milan -:<em> stima e affetto non sono mai stati incrinati dalla normale dialettica che deve caratterizzare ogni rapporto umano e professionale di valore».</em> Tradotto: <strong>su Allegri non siamo d’accordo, ma l’ultima parola sarà di Berlusconi. </strong>Che la sua parola sull’argomento l’ha già fatta capire piuttosto chiaramente, e non a mezzo Biscardi.</p>
<p><strong>Comprensibile che Allegri non l’abbia presa benissimo</strong>, specie dopo essere riuscito a portare la squadra in Champions per sentirsi rinfacciare un paio di panchine di uno stanchissimo <strong>El Shaarawy </strong>(che fra l’altro non si era mai lamentato), e che adesso non abbia intenzione di fare sconti sulla buonuscita. Non è disposto a farne neanche Berlusconi, per questo Galliani sta cercando di mediare, così da far arrivare il tecnico libero a lunedì, primo giorno buono in casa Roma per cominciare ad affrontare concretamente la questione allenatore. Il futuro di Andreazzoli sembra segnato indipendentemente dal risultato del derby di Coppa Italia, anche se su di lui la dirigenza non ha mai chiuso del tutto la porta. Sabatini e Baldini (che la prossima settimana è atteso a colloquio con Pallotta anche riguardo al suo di futuro nella Roma) hanno già da tempo preso i contatti con Allegri, al quale Roma e la Roma piacciono. <strong>Per questo il tecnico conta di liberarsi già questa settimana, magari questa sera stessa dopo la chiusura della Borsa </strong></p>
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		<title>IL ROMANISTA Pallotta: &#8220;Baldini rimane&#8230;&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:50:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(V.Meta) Bagno più di pioggia che di folla per James Pallotta, che dopo il Vaticano ha fatto un salto anche dalle parti di Palazzo Chigi. Soltanto di fronte, però, per presentare il nuovo logo al Romastore di piazza Colonna. Dove non si è parlato solo di marketing, visto che la prima domanda per il presidente riguarda l’allenatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119233" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/01/il-romanista-coppa-la-roma-ha-ragione/baldini-e-pallotta/" rel="attachment wp-att-119233"><img class="size-medium wp-image-119233" title="Baldini e Pallotta" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/baldini-e-pallotta-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">Baldini e Pallotta</p></div>
<p><em><strong>(V.Meta)</strong></em><strong> </strong>Bagno più di pioggia che di folla per <strong>James Pallotta</strong>, che dopo il Vaticano ha fatto un salto anche dalle parti di Palazzo Chigi. Soltanto di fronte, però, per presentare il nuovo logo al Romastore di piazza Colonna.</p>
<p>Dove non si è parlato solo di marketing, visto che la prima domanda per il presidente riguarda l’allenatore e lui risponde con una battuta: «Conoscete Doc Rivers? (coach dei Boston Celtics, ndr)». E quando gli fanno il nome di Allegri, finge stupore: «Chi? No, di questa questione ho lasciato che si occupassero Baldini e Sabatini». Un assist per indagare sul futuro del direttore generale, di cui si era ventilato un possibile addio a fine stagione: «Per quanto mi riguarda, lui resta, ma dobbiamo parlarne ancora la prossima settimana. A me piace Franco!». E il contratto di Totti? «Ne abbiamo parlato due mesi fa e torneremo a parlarne a fine stagione».</p>
<p>All’ingresso nel negozio, una voce isolata aveva espresso un certo disappunto per il nuovo logo, ma le critiche non preoccupano Pallotta: «Ogni volta che si cambia c’è sempre qualcuno che non è d’accordo. È successo anche a me quando sono diventato presidente, c’era chi mi amava e chi mi odiava ed è ancora così. Però sono certo che il nuovo logo piacerà a moltissime persone. Abbiamo passato molto tempo con i designers per creare il giusto marchio, che fosse globale e raccontasse al mondo la storia della Roma. Sfortunatamente molti tifosi nel mondo non sanno di cosa si parli quando dico “AsRoma”, addirittura dicono “AcRoma”, per questo abbiamo deciso di pulire e semplificare il logo, così tutti possono realizzare che si tratta del club Roma e che esiste dal 1927. Spero piaccia a molti e sono sicuro che sarà così».</p>
<p><strong>Pallotta entusiasta anche quando si parla di stadio</strong>: «In un paio di mesi ci sarà l’annuncio del progetto e rimarrete piacevolmente sorpresi dal design del nuovo impianto, che sarà uno dei migliori in Europa, non solo per quanto riguarda il terreno di gioco ma anche per tuttio quello che ci sarà intorno. Vedrete, cambierà tutto». Intanto, però, c’è da finire la stagione con la finale di Coppa Italia, che potrebbe dare tutt’altro senso a quella che, precisa Pallotta, «è la mia prima annata da presidente, non la seconda, perché ad agosto festeggerò un anno». <strong>Il derby, appunto:</strong>«Sono venuto apposta per vederlo - sorride Pallotta - e non vedo l’ora di essere allo stadio. Sono molto eccitato».</p>
<p>Anche perché di motivi per stare allegri, guardando la classifica, non è che ce ne siano molti (a meno di guardare alla posizione subito sotto, ma questo è un altro discorso): «È chiaro che a me non piace perdere e mi dispiace che la squadra non sia riuscita a qualificarsi alla Champions League. Il nostro, però, è un progetto a lungo termine e sicuramente nei prossimi anni saremo in Champions, non c’è ragione per cui non debba essere così. Un bilancio della stagione? Abbiamo fatto molte cose buone, a cominciare dal lavoro di valorizzazione dei giocatori che hanno preso Sabatini e Baldini (che Pallotta chiama sempre “Walter and Franco”, ndr). Non abbiamo fatto il lavoro migliore per quanto riguarda la scelta iniziare dell’allenatore. Molto bene è andata sul fronte del marketing e del merchandising».</p>
<p>Al discorso commerciale si lega quello relativo agli investimenti per il prossimo anno: «Quanti soldi spenderemo? Dipende, vedremo anche quello che riusciremo a fare con il marketing. Sarebbe senza senso dire una cifra adesso, è chiaro che noi tutti vorremmo essere una squadra importante, un top team. Il problema è che per riuscirci dobbiamo competere con le squadre di tutto il mondo, non soltanto con quelle che abbiamo battuto».</p>
<div><em><br />
</em></div>
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		<title>IL ROMANISTA Totti dal Papa: &#8220;Irripetibile&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:42:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135283" class="wp-caption aligncenter" style="width: 288px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/udienza-papa-francesco-la-roma-e-in-vaticano-foto/andreazzoli-8/" rel="attachment wp-att-135283"><img class="size-medium wp-image-135283" title="Andreazzoli e Totti" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Andreazzoli-278x300.jpg" alt="" width="278" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli e Totti (foto AS Roma)</p></div>
<p><em><strong>(D.Giannini) </strong></em><strong>Francesco e Francesco</strong>. Oppure Francesco e Jim, Francesco e la maglia della Roma con il numero 1. Un mercoledì emozionante in casa giallorossa. Emozionante per Totti, per il presidente Pallotta e per tutta la delegazione romanista che ieri era a Piazza San Pietro per l’udienza di Papa Francesco.</p>
<p>Che ha ricevuto i rappresentati delle due società che domenica sera si contenderanno la Coppa Italia (c’era anche il presidente della lega Beretta che ha consegnato al Pontefice una miniatura del trofeo e una copia del pallone con il quale si giocherà la partita). A fare da cornice all’evento un sole splendente che si è fatto largo tra le nuvole e l’acqua di martedì e quella di ieri pomeriggio e regalare una di quelle mattinate luminose che solo Roma sa offrire<strong>.</strong> Verso le 9.30 la delegazione Romanista era già lì in Vaticano annunciata da un messaggio della società su Twitter: tra gli altri, oltre a Pallotta e al capitano, c’erano anche Italo Zanzi e <strong>Aurelio Andreazzoli.</strong> All’arrivo del Pontefice dalla piazza si alzano le grida dei fedeli: <em>“Francesco, Francesco”.</em> E qualcuno non resiste alla tentazione di scherzare con Totti dicendogli che <em>“ce l’hanno con lui”.</em></p>
<p>Un sorriso del capitano e poi tutti concentrati ad ascoltare le parole del<strong>Pontefice</strong>. Che dopo il consueto discorso alla folla di fedeli si è avvicinato alle <strong>delegazioni delle due squadre che hanno donato le rispettive maglie con la scritta sulle spalle “Papa Francesco” e il numero 1</strong>. Le casacche di Roma e Lazio ma anche quella dei <strong>Celtics </strong>con la scritta “The Pope” da parte del presidente Pallotta, che alla fine ha detto con visibile trasporto: «Vengo da una famiglia cattolica e l’incontro con il Pontefice costituisce per me una delle esperienze più emozionanti mai vissute. Per l’occasione speciale abbiamo avuto l’onore di consegnare una riproduzione raffigurante l’aggiornamento del nostro logo, che il nostro Club adotterà da adesso in poi. La benedizione di Papa Francesco porterà sicuramente fortuna alla nostra squadra.</p>
<p>L’incontro di oggi, inoltre, è il simbolo dell’unione di intenti che le due Società hanno in merito alla partita, che tutti auspichiamo sia caratterizzata dal fair play e dalla legalità». «Ho avuto l’impressione di avere a che fare con una persona umile, come tutte le altre – ha spiegato Totti che materialmente ha consegnato nelle mani del Papa la maglia giallorossa -. Mi ha trasmesso sicurezza e umanità. Il Pontefice ha messo tutti a proprio agio. Consegnargli la maglia giallorossa è stata un’esperienza irripetibile». Commosso Aurelio Andreazzoli che, lasciando l’Udienza Genarale ha detto: «Prendere parte a un momento così è sicuramente una esperienza che non ha eguali. Ho apprezzato molto l’umanità del Pontefice e porterò per sempre nel cuore le sue parole». E poi il Ceo, Italo Zanzi: «La visita di oggi ha evidenziato le cose più importanti della vita: la pace, la fiducia e l’armonia. Papa Francesco ha la straordinaria capacità di trasmettere questi valori con le sue parole. Oggi mi sento onorato di aver preso parte a un simile incontro».<strong> Dal vaticano al Quirinale, dove la Roma sarà ricevuta domani dal Presidente della Reupubblica Napolitano. </strong>Poi stop agli incontri ufficiali, a quel punto sarà tempo di calarsi totalmente nel clima partita.</p>
<div></div>
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		<title>IL ROMANISTA In silenzio verso il derby. Ok De Rossi e Balzaretti</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:31:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(V.Vercillo) È un silenzio surreale a fare da protagonista nella seduta di allenamento di ieri. La tensione al Fulvio Bernardini si riesce quasi a toccare con mano: nessuno parla, la testa è solo sul campo. Quello di Trigoria, oggi. Quello dell’Olimpico, domenica pomeriggio. A quattro giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, le buone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/corriere-della-sera-cambiano-gli-allenatori-la-roma-resta-incompiuta/roma-pescara-andreazzoli/" rel="attachment wp-att-131704"><img class="size-medium wp-image-131704" title="Roma-Pescara Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Roma-Pescara-Andreazzoli-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><strong><em>(V.Vercillo)</em> </strong>È un silenzio surreale a fare da protagonista nella seduta di allenamento di ieri. La tensione al Fulvio Bernardini si riesce quasi a toccare con mano: nessuno parla, la testa è solo sul campo.</p>
<p>Quello di Trigoria, oggi. Quello dell’Olimpico, domenica pomeriggio. A quattro giorni dalla finale di Coppa Italia contro la Lazio, le buone notizie arrivano dall’infermeria, da dove l’andirivieni sembra essere finalmente cessato. A testimoniarlo sono le condizioni di<strong> Daniele De Rossi e Federico Balzaretti</strong>. Il centrocampista ha svolto l’intera seduta col gruppo, apparendo in piena condizione: il problema alla caviglia è ormai superato. E Daniele non mancherà all’appuntamento più importante dell’anno (ma in fondo, qualcuno aveva dubbi?). In forma smagliante anche il terzino ex Palermo, che proprio pochi giorni fa aveva assicurato: «Darei una gamba per vincere la Coppa».</p>
<p>E la voglia di chiudere col sorriso una stagione da cui tutti si aspettavano di più, proprio con il derby di domenica, lo ha aiutato a superare l’ultimo infortunio rimediato durante un allenamento in solitaria, nella settimana in cui era stato squalificato dal giudice sportivo. Unico assente ieri a Trigoria è stato Torosidis, che si è limitato a lavorare in palestra. Il greco non è al meglio, ma non vuole perdersi il derby e punta ad una maglia da titolare. Così come Erik Lamela, oggi regolarmente in campo con i compagni dopo il martedì passato tra palestra e fisioterapia. Il tutto solo in forma precauzionale, visto che l’argentino era uscito stremato dai 90 minuti contro il Napoli. Sotto gli occhi vigili di Baldini e Fenucci, la squadra ha svolto prima navette e scatti sul breve, per poi passare a esercizi di circolazione di palla. Per quanto riguarda la parte tattica, Andreazzoli ha suddiviso il gruppo a coppie – per ruolo – per esercitarsi sullo sviluppo della manovra. Nessuna partitella per i giallorossi, che si sono limitati a un lavoro improntato al possesso palla. E terminata la seduta, il tecnico ha chiesto ad alcuni dei suoi di effettuare un lavoro aggiuntivo specifico.<strong> Sul campo, quindi, sono rimasti Romagnoli, Lamela, Balzaretti, Dodò, Nico Lopez, De Rossi e Pjanic</strong>. E proprio gli ultimi due sono rimasti più a lungo per provare i calci piazzati: nessun problema dunque per il bosniaco, apparso poco in condizione domenica contro il Napoli.</p>
<p>Contro la Lazio, dal primo minuto torneranno sicuramente <strong>Balzaretti </strong>e <strong>Marquinhos</strong>, con <strong>Castan </strong>a completare il centro della difesa. Per la fascia sinistra, il ballottaggio tra Piris e Torosidis rimane aperto. A centrocampo nessun dubbio per <strong>De Rossi</strong>, ma è <strong>Bradley </strong>a insidiare Pjanic per il posto da titolare. In attacco, con l’inamovibile Totti ci saranno Lamela e uno tra<strong>Destro </strong>e <strong>Osvaldo</strong>. In porta, praticamente certo il forfait di<strong>Stekelenburg</strong>: spazio ancora a <strong>Lobont</strong>.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Da oggi è vendita per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:05:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_36729" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/03/milan-roma-lairc-organizza-la-trasferta-per-milano/curva-sud/" rel="attachment wp-att-36729"><img class="size-medium wp-image-36729" title="curva sud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/curva-sud-300x192.jpg" alt="" width="300" height="192" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud Roma</p></div>
<p><strong><em>(P. A. Coletti) -</em></strong> Il muro giallorosso crescerà. Dalle 10 di questa mattina anche i tifosi non fidelizzati potranno acquistare il biglietto per il derby. Questa la decisione presa ieri mattina dalle autorità nel corso dell’ennesima riunione per la sicurezza del derby. Una decisione importante che, sia la Lega che le due società, sperano possa far lievitare i numeri di una prevendita che fino a ieri è stata decisamente fiacca. Solo 38mila i tagliandi venduti per la finale di coppa Italia. Per quel che riguarda la parte romanista la curva Sud si è esaurita con la prelazione degli abbonati, ma, complici i prezi elevati nei Distinti Sud, ci sono ancora circa 3mila posti disponibili. <strong>In Monte Mario, la tribuna assegnata per l’occasione ai romanisti, la situazione è ancor più critica: fino a ieri sono stati venduti solo qualche centinaio di biglietti.</strong></p>
<p>Per centrare l’obiettivo di avere mezzo stadio tutto giallorosso servirà anche l’apporto dei tifosi non tesserati. I posti liberi sono rimasti e da questa mattina il popolo romanista non in possesso di tessera del tifoso potrà mettersi in fila per accaparrarsi il proprio posto all’interno del muro. I biglietti potranno essere acquistati esclusivamente presso gli As Roma Store o chiamando il Centro Servizi As Roma (solo la Monte Mario potrà essere acquistata anche online sui siti www.listicket.it o www.lisclick.it). Si potrà acquistare un solo biglietto a testa. Certo è che il costo, 50 euro i Distinti Sud e 120 euro la Monte Mario, non aiuta a costruire questo muro. L’idea di avere metà dell’Olimpico completamente vestito di giallorosso, sulla scia del muro giallonero dei tifosi del Borussia Dortmund, è di circa due settimane fa ed ha avuto più padri. Tramite radio, siti internet e social network la voce <strong>si è diffusa nel tifo romanista e domenica chiunque andrà allo stadio porterà con sé qualcosa di giallorosso: la maglia, la sciarpa, la bandiera, il cappello</strong>. Qualsiasi cosa. Nonostante un’affluenza al di sotto delle aspettative i tifosi romanisti vogliono colorare il più possibile l’Olimpico. <strong>Un effetto ottico che dovrà intimorire avversari e caricare gli undici che Andreazzoli manderà in campo.</strong></p>
<p><strong>PALLOTTA AL ROMA STORE </strong>Bagno di folla per il presidente della Roma. Oggi James Pallotta, dopo l’incontro in Vaticano con il Papa in programma nella mattinata di oggi, andrà alle 18.30 al Roma Store di Piazza Colonna per incontrare i tifosi romanisti. Il presidente, così, potrà assaporare direttamente l’umore e le emozioni del popolo giallorosso a soli quattro giorni dalla partita più sentita degli ultimi anni. Il calendario degli appuntamenti romani pre-derby per Pallotta è fittissimo. Ieri sera il presidente ha cenato con Franco Baldini. Un incontro che dopo le voci rimbalzate ieri dall’Ingilterra di un interesse sempre più insistente del Tottenham per il direttore generale giallorosso, dovrebbe rassicurare sulla volontà di Pallotta di confermare la fiducia a Baldini. Domani poi il presidente americano, insieme a tutta la squadra, verrà ricevuto dal Presidente della Repubblica Napolitano.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Lamela e Torosidis lavorano a parte. Domenica fuorigioco solo Stekelenburg</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A. F. Ferrari) - La partita che può salvare la stagione. Con questo pensiero ieri pomeriggio hanno iniziato a lavorare i giocatori della Roma in vista della finale di coppa Italia in programma domenica alle 18 contro la Lazio. Alla seduta, iniziata alle 17.20, non hanno partecipato Lamela (defaticante in palestra) e Torosidis (fisioterapia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_77658" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/08/corriere-dello-sport-roma-rebus-portiere-stek-o-goicoechea/irdning-secondo-ritiro-20122013-38/" rel="attachment wp-att-77658"><img class="size-medium wp-image-77658" title="Ritiro Irdning Stekelenburg" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/08/stek-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Stekelenburg</p></div>
<p><strong><em>(A. F. Ferrari) -</em> </strong>La partita che può salvare la stagione. Con questo pensiero ieri pomeriggio hanno iniziato a lavorare i giocatori della Roma in vista della finale di coppa Italia in programma domenica alle 18 contro la Lazio. Alla seduta, iniziata alle 17.20, non hanno partecipato Lamela (defaticante in palestra) e Torosidis (fisioterapia e palestra).<strong>Stekelenburg ha invece lavorato a parte.</strong> Dei tre, l’unico che non sarà a disposizione di Andreazzoli per la partita contro la Lazio è il portiere olandese. Roma-Pescara (1-1) potrebbe essere stata, visto l’interesse del Fulham nei suoi confronti, l’ultima partita di Stek con la maglia giallorossa. Sia Lamela sia Torosidis (sostituito durante Roma-Napoli per una botta alla caviglia) dovrebbero, invece, recuperare per la partita di domenica. Partita a cui tutti, tifosi in testa, tengono tantissimo come dimostrano i messaggi fatti arrivare alla squadra attraverso gli striscioni esposti durante la sfida contro il Napoli e fuori dai cancelli del Fulvio Bernardini.</p>
<p><strong>Marquinhos, De Rossi e Balzaretti, invece, stanno bene</strong>. I tre hanno infatti recuperato dai rispettivi problemi fisici e ieri hanno lavorato per tutto l’allenamento con il resto dei compagni. Aggregati alla prima squadra anche i primavera Marciel, Ferri e Cedric. Dopo la prima fase dell’allenamento dedicata alla parte altetica, Andreazzoli ha fatto disputare delle partitelle a tema dividendo il gruppo in tre schieramenti. Balzaretti, Marquinhos, De Rossi, Taddei e Lopez con i fratini bianchi; Lucca, Marciel, Romagnoli, Florenzi e Osvaldo, con i gialli; Piris, Guberti, Perrotta, Cedric (Ferri) e Totti, con i rossi. Bradley, Tachtsidis e Pjanic sono rientrati in anticipo negli spogliatoi. Niente di preoccupante per i tre centrocampisti che, come previsto dallo staff giallorosso, hanno svolto un allenamento ridotto. Domani alle 17 la seconda seduta della settimana.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Non capisco di cosa si parla</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:52:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(S. Romita) - Razzisti mai. Non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Il razzismo non è nel nostro Dna. E non potrebbe entrarci neanche con i calci di Totti. Roma e la Roma non conoscono proprio i confini tra razze, culture, colore della pelle, sesso e religioni. Abbiamo conquistato il mondo, anche se tanto tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-dello-sport-cori-razzisti-contro-balotelli-chiusa-la-sud-dellolimpico/balotelli-zittisce-tifosi-roma/" rel="attachment wp-att-135097"><img class="aligncenter size-medium wp-image-135097" title="balotelli zittisce tifosi roma" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/balotelli-zittisce-tifosi-roma-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a></p>
<p><strong><em>(S. Romita) - </em>Razzisti mai.</strong> Non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Il razzismo non è nel nostro Dna. E non potrebbe entrarci neanche con i calci di Totti. Roma e la Roma non conoscono proprio i confini tra razze, culture, colore della pelle, sesso e religioni. Abbiamo conquistato il mondo, anche se tanto tempo fa, e abbiamo visto, conosciuto, e regnato su tanta gente. Siamo stati abituati fin dalla nascita della città ai grandi lottatori neri del Colosseo, ai grandi pugili e agli atleti di ogni nazionalità. <strong>Farci passare per quelli che non siamo è grave, e merita grandi risposte e mobilitazioni forti.</strong>Oltre ai comunicati. Eravamo per l’omosessualità e per l’amore di gruppo quando gli altri abitanti del pianeta cercavano ancora di accendere il fuoco, figuriamoci se ci si può accusare di provincialismi e piccinerie meschine come il razzismo.</p>
<p>Tuttalpiù siamo vittime dell’esatto opposto.<strong> Troppo generosi, troppo aperti, troppo disponibili e ingenui.</strong> Siamo un popolo che per una battuta giusta e ad effetto siamo capaci di esagerare, di calpestare inavvertitamente la sensibilità altrui. Anche se spesso questa sensibilità è un po’ troppo puntuta, un po’ troppo sopra le righe, un po’ troppo di maniera. Insomma con noi si scandalizzano sempre un po’ tutti. Siamo troppo grevi, troppo arroganti, troppo alla mano. Ma, come dicevo, mangiavamo con le mani sdraiati sul letto mentre le ancelle e i preferiti ci giravano intorno carichi di cibo, vino e promesse di ogni tipo. La nostra visione del mondo è stata fin d’allora a 360 gradi. Abbiamo un’apertura mentale che svedesi e inglesi se la sognano di notte. I primi hanno inventato la libertà sessuale solo a parole, e poi bocciano i matrimoni gay, i secondi hanno creato la tolleranza, purché si faccia come dicono loro. Parlo in questi termini e affronto il tema in generale perché il razzismo è una cosa più grande, cattiva e seria dei &#8220;buu&#8221; di dieci stupidi in curva. Non vanno tollerati e vanno sicuramente stroncati.</p>
<p><strong>Detto questo vorremmo però far capire che massacrare di parolacce e insulti Mario Balotelli o chi per lui &#8211; e quasi in tutti gli stadi &#8211; e talvolta anche qualche proprio giocatore, fa parte del tifo</strong>. Vorremmo però spiegare che finita la partita, quello stesso identico giocatore noi lo inviteremmo in pizzeria per dirci sette o otto cazzate in allegria. Noi romanisti e noi romani siamo così. Il colore della pelle non c’entra. E in passato l’arbitro non era &#8220;cornuto&#8221; ma noi glielo dicevamo lo stesso. Espelliamo pure i reprobi. Ma non prendiamo sempre così tutto seriamente.<strong>Non partiamo per crociate che non esistono.</strong> Non carichiamo di angoscia chi vuole andare a vedersi la finale il 26 o una partita in trasferta. Non lanciamoci sempre in crocifissioni assurde. E anche se siamo ormai un po’ americani, non dimentichiamoci che siamo romani. Per crescere abbiamo bevuto il latte della lupa. Sul petto, sopra e sotto la maglia, ce l’abbiamo da svariati secoli. E guai a chi ce la tocca!</p>
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		<title>IL ROMANISTA Pallotta vede i dirigenti. Allegri supera Mazzarri</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:47:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118506" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/roma-milan-la-fotocronaca-dellincontro-foto/campionato-di-calcio-serie-a-20122013-18giornata-roma-milan-3/" rel="attachment wp-att-118506"><img class="size-medium wp-image-118506" title="Pallotta Baldissoni Zanzi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/pallotta-baldissoni-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">James Pallotta Mauro Baldissoni Italo Zanzi</p></div>
<p><em><strong>(D.Giannini) - </strong></em><strong></strong>James <strong>Pallotta</strong> è sbarcato in Italia. Vivrà anche lui intensamente il count down che porterà alla finale di Coppa Italia alla quale sarà ovviamente presente. Una settimana piena quella del presidente giallorosso, una settimana in cui si metteranno anche le basi per il futuro. Una settimana iniziata però non nella Capitale, ma a Milano, intervenendo al workshop &#8220;Il calcio che vogliamo&#8221;, organizzato dalla Gazzetta dello Sport. Dove non ha parlato del derby, cioè del futuro prossimo, ma di quello che sarà, che potrà essere del pallone nostrano tra ricavi da incrementare, impianti da costruire e problemi da risolvere. «<em>Vorrei dare un punto di vista da esterno sul calcio italiano, da statunitense </em>- <strong>ha esordito Pallotta</strong> -. <em>Posso dirvi che il calcio italiano sta performando meglio di quanto si pensi qui. Se consideriamo l’Italia nel suo complesso, vivere qui è qualcosa a cui tutti aspirano. Negli ultimi 20 anni gli Usa hanno scoperto come gli stadi possano contribuire agli introiti. Pensiamo a Dallas, con un incremento di 10 milioni di dollari all’anno di ricavi, o ai Celtics. Dal punto di vista dei ricavi, il calcio italiano può lavorare sui diritti televisivi, siamo ancora al di sotto dei livelli auspicabili. Serve guardare in avanti in questo senso. Negli ultimi 15 mesi noi abbiamo lavorato alla costruzione dello stadio, abbiamo ottenuto il terreno, sarà uno stadio da 55mila spettatori, polifunzionale, fruibile non solo il sabato e la domenica. Progettando il nostro stadio, ci siamo accertati che il flusso degli spettatori sia tale che i dispositivi di sicurezza possano agire all’esterno. Ci sono le tecnologie avanzate, sempre più progredite, che sono sicuro si potranno utilizzare, come il riconoscimento del volto del colpevole. Non sarà semplice dotare di queste tecnologie tutti gli stadi, ma non sono così costose</em>».</p>
<p>Dopo il workshop Pallotta è rimasto a Milano dove ha incontrato privatamente Andrea Agnelli per una chiacchierata per condividere le rispettive idee sulle prospettive del calcio. <strong>Oggi il presidente sarà a Roma</strong>, domani è previsto l’incontro con Papa Francesco, venerdì quello con il Presidente della Repubblica. In questi giorni ci sarà poi chiaramente l’occasione di incontrare la squadra e parlare con i dirigenti. Ci si aspetta infatti che prima della finale possano essere fatti importanti passi avanti sulla questione allenatore. Tante le panchine della Serie A che cambieranno, un vero e proprio valzer, frenetico e che è già cominciato. A dare il via ufficiale alle danze sono state le parole di Walter Mazzarri che ha salutato il Napoli. Ma mentre De Laurentiis sembra essere a un passo da Benitez per sostituirlo, la strada dell’ormai ex tecnico azzurro sembra un po’ più distante da Roma dove è rimasto dopo la partita e dove secondo alcuni ieri avrebbe avuto un incontro con Marco Branca. <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.laroma24.it/archivio/85959/il-club-ha-scelto-vuole-allegri-ma-il-tecnico-deve-liberarsi-dal-milan.html">E Allegri?</a></strong></span> Novità significative sul suo conto si avranno domani: «<em>Ci incontreremo mercoledì</em>- ha detto ieri Galliani -. <em>Poi prenderemo la decisione con Berlusconi. Vogliamo sentire che dice il nostro allenatore</em>». I candidati principali alla panchina della Roma restano comunque ancora loro: <strong>Allegri e Mazzarri</strong>. Con quest’ultimo che, al momento, sembra avere qualche chance e qualche motivazione in meno. E le due cose potrebbero essere legate, perché alla fine a indirizzare la scelta del tecnico del futuro potrebbe essere proprio una questione di entusiasmo.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Avanza il muro giallorosso</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:35:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_111437" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/11/lazio-roma-la-fotocronaca-del-derby-foto/s-s-lazio-v-as-roma-serie-a-10/" rel="attachment wp-att-111437"><img class="size-medium wp-image-111437" title="Lazio-Roma Curva Sud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/tifo1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(D.Giannini) - </strong></em><strong></strong>Un muro giallorosso. Sarà questo domenica sera la metà romanista dell’Olimpico. Saranno così soprattutto la Sud e i Distinti in un Olimpico che nelle Tribune è ancora semivuoto. <strong>Sarà un muro d’amore, un muro di passione, il luogo dove riversare tutta la voglia di rendere memorabile questa stagione</strong>. E come ogni muro che si rispetti, anche quello dell’Olimpico romanista sarà composto da un’infinità di mattoni. Come un quadro impressionista, l’immagine complessiva data da una serie di piccoli colpi di pennello, in questo caso migliaia di maglie sciarpe e bandiere della Roma.</p>
<p>Un’idea nata qualche tempo fa e portata avanti con il passaparola, con il tam tam delle radio, attraverso i social network. <strong>L’invito a chiunque assisterà alla finale di Coppa Italia a indossare qualcosa di romanista. Va bene tutto per costruire passo dopo passo il muro giallorosso</strong>. Che forse sarà anche un po’ &#8220;gialloroscio&#8221;. Come era soprannominato <strong>John Arne Riise</strong>. Il norvegese che era diventato un idolo dei tifosi e al quale la Roma è rimasta nel cuore. Ne parla spesso, qualche giorno fa aveva ricordato quale onore fosse stato aver giocato con Francesco Totti. Stavolta, appena concluso il campionato con il suo Fulham, la sua mente è andata alla partita delle partite: «<em>Voglio vedere il derby della prossima settimana</em> - ha scritto su Twitter -. <em>Con i tifosi della Roma e la Curva Sud</em>». Non una battuta messa là, in rete, tanto per dire, ma una precisa volontà ribadita con il successivo &#8220;tweet&#8221;: «<em>Devo chiamare il grande capitano per i biglietti</em>». Riise vuole esserci, vuole tornare a respirare il clima dell’Olimpico, sentire il calore della Sud.</p>
<p><strong>Quelle emozioni che domenica sera ha provato Marquinhos. Il brasiliano, non convocato per la partita con il Napoli, ha scelto di vedere la partita proprio dal cuore del tifo romanista</strong>. La notizia era già uscita durante il match, la Roma aveva anche pubblicato una foto di lui in mezzo ai tifosi. Ieri è stato lo stesso Marcos a raccontare le sue sensazioni: «<em>Che emozione stupenda stare in mezzo alla curva ieri mentre guardavo la mia squadra fare una grandissima gara</em>».</p>
<p>Mancano ancora 5 giorni alla partita, ma l’attesa è già alle stelle. Il sorpasso in extremis in campionato sulla Lazio ha dato anche un pizzico in più di euforia ai romanisti che ora però, come testimoniano gli striscioni apparsi allo stadio nell’ultima di campionato, vogliono il risultato, la vittoria, la coppa, una grande gioia. Che ripaghi la voglia di Roma che non è mai mancata. Come sempre, più di sempre. Per tutta la stagione, dall’inizio alla fine. Lo testimoniano i dati pubblicati ieri da osservatoriocalcioitaliano.it secondo i quali <strong>le presenze all’Olimpico per le partite della Roma sono cresciute del 10,9% rispetto alla stagione passata </strong>a fronte di un miglioramento della Serie A nel suo complesso solo del 4,4%.</p>
<p>Una<strong> media di 40.170 spettatori per ogni partita della Roma</strong>, un ottimo risultato, il terzo in assoluto in Italia dietro solo a Inter e Milan. Al campionato ci si ripenserà tra qualche mese, ora in mente c’è solo la Coppa, e una finale da giocare in uno stadio che al momento è ben lungi dall’essere esaurito. Solo trentottomila i biglietti venduti complessivamente a causa dei prezzi elevati e delle limitazioni alla vendita.</p>
<p><strong>Ci sono ancora circa tremila posti disponibili nei Distinti Sud</strong>. E la Monte Mario, la tribuna assegnata per l’occasione ai romanisti, è ancora quasi vuota (come peraltro la Tevere). Qualcosa potrebbe cambiare nei prossimi giorni se i possessori di una card Romanista dovessero sfruttare l’opportunità di portare due amici (senza card) allo stadio. C’è poi anche la possibilità che alla fine venga aperta la vendita libera che potrebbe dare nuovo impulso alle vendite. Una decisione in tal senso potrebbe arrivare tra oggi e domani. D’altronde la finale è ormai dietro l’angolo.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Ore 17, via al conto alla rovescia. Stek unico assente, da valutare Pjanic</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 07:13:32 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124643" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/02/roma-juventus-la-fotocronaca-dellincontro-foto/as-roma-v-juventus-fc-serie-a-34/" rel="attachment wp-att-124643"><img class="size-medium wp-image-124643" title="Roma-Juventus Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/161805858-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(V.Meta) - </strong></em><strong></strong>Il conto alla rovescia era scattato idealmente già il 17 aprile, quello vero è partito alla fine della gara con il Napoli, quello del campo comincia a scandire i secondi questo pomeriggio, quando la Roma si ritrova a Trigoria per il primo allenamento della settimana più lunga dell’anno. <strong>Quattro sedute pomeridiane più la rifinitura di sabato mattina, queste le tappe di avvicinamento alla finale di Coppa Italia</strong>, e c’è da credere che i giorni avranno dentro molto più di ventiquattro ore.</p>
<p>Salvo brutte sorprese, le notizie su infortunati e acciaccati di varia natura dovrebbero essere tutte positive e già a partire da oggi Andreazzoli dovrebbe poter lavorare con il gruppo al completo, tranne il solo <strong>Stekelenburg</strong>, «<em>l’unico che probabilmente non ce la farà a essere in campo al derby</em>», come ha annunciato il tecnico alla vigilia di Roma-Napoli.<strong> Da valutare le condizioni di Pjanic</strong>, uscito malconcio contro il Napoli per un abotta alla caviglia, ma le cui condizioni non destano preoccupazioni. Gli altri, <strong>Balzaretti, Marquinhos e De Rossi, sono rimasti a riposto domenica scorsa a scopo più che altro precauzionale, ma contro la Lazio ci saranno</strong>.</p>
<p>Il terzino ex Palermo e il centrale brasiliano vengono da una settimana di lavoro differenziato, Daniele invece era tornato in gruppo già venerdì scorso dopo aver saltato il Milan per il riacutizzarsi del dolore alla caviglia infortunata. Insieme a Osvaldo, ieri si è presentato regolarmente a Coverciano, dove la Nazionale di Prandelli era attesa per una due giorni di test atletici che preludono al ritiro vero e proprio in vista delle due amichevoli contro San Marino e Repubblica Ceca in programma prima della partenza per la Confederations Cup. Toccata e fuga per i due, che in serata erano già di ritorno a Roma dopo aver svolto la prima seduta di test al centro tecnico federale.</p>
<p>A Firenze avrebbero potuto incontrare l’allenatore con cui non hanno mai trovato la giusta sintonia, <strong>Zdenek Zeman</strong>, che a margine della presentazione del Memorial Niccolò Galli ha parlato anche di Coppa Italia: «<em>A parte che non credo che una stagione possa essere giudicata da una partita, penso che Roma e Lazio abbiano fatto un campionato simile. La distanza fra loro è di un punto, quindi sicuramente sono due squadre che sono dispiaciute per quello che è successo durante il campionato. La Lazio a inizio torneo ha lottato anche per i primi tre posti e in questo girone di ritorno è andata male. La Roma è andata sempre a ondate, un po’ su e un po’ giù, non è mai riuscita a trovare gli equilibri giusti. Alla Roma non sono riuscito a lavorare come volevo</em> - ha concluso -, <em>non ho trovato delle condizioni in cui potevo lavorare come volevo io</em>».</p>
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		<title>IL ROMANISTA Stramaccioni porta a cena Florenzi</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:24:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(V. Meta) - Roma-Milano, andata, ritorno e intermezzo di mercato con cena. Sono tanti i fili che si intrecciano alla traiettoria che lega Trigoria ad Appiano Gentile e tutti ancora da dipanare. Il più difficile da sciogliere riguarda il futuro di Alessandro Florenzi e Miralem Pjanic, centrocampisti con caratteristiche diverse ma accomunati dal fatto di piacere tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130675" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/162205601.jpg"><img class="size-medium wp-image-130675" title="Andrea Stramaccioni" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/162205601-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Andrea Stramaccioni</p></div>
<p><em><strong>(V. Meta)</strong> </em>- Roma-Milano, andata, ritorno e intermezzo di mercato con cena. Sono tanti i fili che si intrecciano alla traiettoria che lega Trigoria ad Appiano Gentile e tutti ancora da dipanare. Il più difficile da sciogliere riguarda il futuro di <strong>Alessandro Florenzi e Miralem Pjanic</strong>, centrocampisti con caratteristiche diverse ma accomunati dal fatto di piacere tanto all’allenatore dell’Inter. Che nonostante la batosta casalinga contro l’Udinese, sarà ancora<strong> Andrea Stramaccioni,</strong> salvo auto-smentita del presidente Moratti.</p>
<p>Per la Roma significherebbe avere una concorrente in meno sul fronte Mazzarri e magari un’interlocutrice in più su quello del mercato. In via Turati sanno che dopo una stagione fallimentare come quella appena terminata, ci sarà da operare una ricostruzione in quasi tutte le zone del campo, a cominciare proprio dal centrocampo, il reparto più in difficoltà fra infortuni e raggiunti limiti di età. Il<strong> feeling</strong> fra Stramaccioni e Florenzi è storia di vecchia data, risale addirittura ai tempi degli Allievi Nazionali, quando il tecnico lo trasformò da trequartista in regista con i risultati che si sarebbero visti in Primavera.</p>
<p>I due sono rimasti in contatto e lunedì scorso, al termine della giornata libera che alcuni giocatori della Roma hanno trascorso trattenendosi a Milano dopo la partita con il Milan, <strong>hanno cenato insieme</strong>. Si è parlato di passato e anche di futuro, perché l’idea di ritrovarsi piace molto a Stramaccioni e non dispiace neanche a Florenzi, che però non ha alcun motivo per lasciare Roma, a maggior ragione dopo una stagione in cui è stato fra i pochi a garantire una certa costanza di rendimento e che l’ha visto guadagnarsi in breve tempo l’affetto e la stima dei tifosi.</p>
<p>Certo all’Inter ritroverebbe l’antico maestro, ma ha rinnovato a inizio stagione, Roma e Trigoria sono casa sua e l’ipotesi di lasciarle potrebbe essere presa in considerazione soltanto qualora la stessa società prospettasse una cessione. Ipotesi molto difficile, come anche per<strong> Miralem Pjanic, altro giocatore che piace all’Inter ma per il quale da Trigoria ascolterebbero proposte a partire da una base d’asta piuttosto alta.</strong> E ascoltare non vuol certo dire accettare, anche nel caso in cui l’offerta comprendesse entrambi i giocatori.</p>
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		<title>IL ROMANISTA La Roma attende Mazzarri</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:19:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(D. Galli) - Sì o no, ma a patto di saperlo entro un paio di settimane dalla finale di Coppa Italia. È il tempo che la Roma avrebbe concesso a Walter Mazzarri, che ieri ha detto addio al Napoli, per dare una risposta definitiva. Sul piatto c’è un’offerta importante, ma c’è soprattutto la possibilità di una sfida [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134115" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mazzarri.jpg"><img class="size-medium wp-image-134115" title="Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mazzarri-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">W. Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(D. Galli)</strong> </em>- Sì o no, ma a patto di saperlo entro un paio di settimane dalla finale di Coppa Italia. È il tempo che la Roma avrebbe concesso <strong>a Walter Mazzarri,</strong> che ieri ha detto addio al Napoli, per dare una risposta definitiva. Sul piatto c’è un’offerta importante, ma c’è soprattutto la possibilità di una sfida esaltante, un’esperienza nuova in un ambiente che ha fame di vincere. Il secondo nome buono, secondo non per importanza ma per le probabilità che arrivi, è <strong>Massimiliano Allegri</strong>. Stop. Al momento non ci sono terze piste.</p>
<p>Premessa. La Roma ha deciso di puntare su un allenatore italiano dotato di grande esperienza. Questo identikit ha automaticamente (per adesso) tagliato fuori altre soluzioni, come quella di un tecnico giovane e rampante come<strong> Eusebio Di Francesco</strong>, che alla Roma ci sarebbe venuto e ci verrebbe anche a piedi. E di corsa. <em>«Il mio futuro &#8211; ha spiegato Mazzarri all’Olimpico nel dopopartita &#8211; non sarà più a Napoli, ho concluso il mio ciclo. Ringrazio il presidente e Bigon (il ds, ndr) che hanno tentato di farmi cambiare idea. Ora valuterò le offerte che mi saranno fatte. Ma solo se avrò gli stimoli giusti. Altrimenti potrei restare fermo qualche mese».</em> Poi l’ex tecnico azzurro ha detto una verità che sotto sotto è una piccola bugia<em>: «Per rispetto del Napoli, non ho voluto incontrare altre società. Da oggi ragionerò sul mio futuro. È Bozzo (il suo agente, ndr) che tiene i contatti». </em>Infatti è a Bozzo che <strong>la Roma si è rivolta.</strong></p>
<p>A Castel Volturno potrebbe sbarcare Rafa Benitez, fresco vincitore dell’Europa League col Chelsea. Con la permanenza di Conte alla Juve, in Italia non ci sono altre grandi panchine libere. Ci sarebbe stata l’Inter, ma proprio ieri il ds Piero Ausilio ha confermato Stramaccioni: <em>«Mi attengo solo ai fatti. I fatti dicono che l’Inter ha un allenatore con un contratto fino al 2015 e risponde al nome di Stramaccioni. Mazzarri? Quando sono voci, danno fastidio proprio perché sono tali e non vanno neanche commentate</em>». È probabile che Mazzarri sia tentato anche da un’esperienza all’estero. Si dice, in Spagna. La Roma, che la sua proposta l’ha fatta, resta alla finestra. Allegri è invece sotto contratto fino al 2014 col Milan. Galliani sta cercando di trattenerlo<em>. «Con lui &#8211; ha detto l’ad &#8211; non ho un rapporto quotidiano, di più&#8230; Allegri è sereno ed è il nostro allenatore</em>». La (rocambolesca) qualificazione alla Champions potrebbe aver ricompattato l’ambiente rossonero. <em>«Berlusconi &#8211; ha spiegato Allegri &#8211; mi ha dato fiducia, credo che sia contento del risultato ottenuto. Io ho un contratto, quindi bisogna che parli con la società».</em></p>
<p>Queste non sembrano le parole di un allenatore in procinto di andarsene. Però quando dagli studi di Sky hanno provato a forzargli la mano, a fargli dire che resterà, il tecnico se n’è andato via in dribbling. Questi sono gli scenari. Poi c’è la realtà. La Roma fa quadrato attorno ad Andreazzoli. C’è una finale che va ancora giocata e in ballo c’è qualcosa di più importante di una qualificazione in Europa League. In ogni caso, Andreazzoli un traguardo minimo l’ha raggiunto: la Roma è finita davanti alla Lazio.<em> «Noi ce l’abbiamo un allenatore e si chiama Andreazzoli»</em>, ha commentato <strong>Baldini</strong>prima della partita, «è la nostra scelta e fino a che la stagione non sarà finita, la difenderemo. Non era ancora neanche stato preso Andreazzoli che già si parlava del suo sostituto». Quanto alla possibilità che venga Mazzarri, il dg ha sottolineato: <em>«È una ridda di voci incontrollate che non sta a noi commentare. Nel momento in cui decideremo anche noi di prendere qualcuno piuttosto che un altro, vedremo i tecnici che saranno disponibili».</em></p>
<p>Al momento, le possibilità di una permanenza di <strong>Andreazzoli</strong> sono remote. Però chissà. Un eventuale meraviglioso regalo il 26 maggio, sommato al sorpasso in campionato sulla Lazio, potrebbero cambiare le carte in tavola, qualora la trattativa con Mazzarri (e/o Allegri) non dovesse andare in porto<em>. «Il nostro obiettivo era di tornare in Europa e se ci dovessimo tornare attraverso la Coppa Italia sarebbe comunque un obiettivo raggiunto e una stagione soddisfacente. Non un campionato soddisfacente, ma una stagione soddisfacente».</em> Chiaro il messaggio, no?</p>
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		<title>IL ROMANISTA Marquinho, Destro. E dlin-dlon&#8230;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:13:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(V. Meta) - Il presente batte il futuro possibile, ma la cosa più importante resta sempre il futuro prossimo. Finisce 2-1 l’ultima gara all’Olimpico del campionato della Roma, che la spunta su un Napoli versione vacanza e approfitta del gol di Dessena a Cagliari per scavalcare la Lazio al sesto posto, prima di prepararsi a tirare un lungo respiro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134894" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/169069532.jpg"><img class="size-medium wp-image-134894" title="Roma-Napoli Destro" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/169069532-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Destro</p></div>
<p><em><strong>(V. Meta)</strong> </em>- Il presente batte il futuro possibile, ma la cosa più importante resta sempre il futuro prossimo. Finisce 2-1 l’ultima gara all’Olimpico del campionato della <strong>Roma</strong>, che la spunta su un Napoli versione vacanza e approfitta del gol di Dessena a Cagliari per <strong>scavalcare la Lazio </strong>al sesto posto, prima di prepararsi a tirare un lungo respiro in vista della settimana più lunga e importante della sua stagione. Finisce senza applausi e con pochi saluti, al massimo una passeggiata in campo con i bambini, mentre in Curva compare uno striscione piuttosto eloquente che invita a tirare fuori gli attributi dopo due anni di delusioni.</p>
<p>Tutto rimandato a domenica prossima e allora sì che si faranno i conti, tutto in una serata e ci vorrà tutto il coraggio a disposizione e pure un po’ di quello nascosto. Lo spirito con cui Roma e Napoli si affrontano in una partita che altrimenti fa respirare ben altra atmosfera non lo dicono tanto le rispettive formazioni (portiere a parte<strong>, Mazzarri </strong>manda in campo l’undici tipo, il turnover di <strong>Andreazzoli </strong>era prevedibile e previsto), quanto Cavani, che dopo una decina di minuti si vede venire incontro un pallone in area piccola e invece di calciare si ferma. Non è da meno la Roma, che per ammissione dello stesso tecnico ha già la testa alla Coppa Italia e contro il suo futuro possibile (Mazzarri) bada a non farsi male, meno a fare le prove generali, visto che Lamela non è tipo da sbagliare un controllo con il sinistro neanche nel più blando degli allenamenti.</p>
<p>Andreazzoli conferma il 4-2-3-1 e per la prima volta dopo la trasferta di Palermo si rivede dal primo minuto Tachtsidis, schierato interno a centrocampo accanto a Bradley, con Pjanic avanzato sulla trequarti insieme a Marquinho e Lamela. In avanti Destro dà il cambio a Osvaldo, mentre in difesa non c’è la seconda da titolare in A per Romagnoli, cui viene preferito Castan. Ritmi da amichevole in avvio, al punto che perfino un leone in gabbia come Mazzarri passeggia per l’area tecnica e a volte torna perfino a sedersi in panchina. Dopo un calcio di punizione alto di Pjanic al 10’ e un atto di misericordia di Cavani, che al 16’ salta Burdisso e poi conclude alto, la Roma sembra scuotersi e mette insieme tre occasioni di seguito, non fosse che riesce a fallirle tutte e tre. Prima è Lamela che triangola bene con Marquinho, ma al momento di entrare in area anziché tirare preferisce cercare un improbabile calcio di rigore.</p>
<p>Poi Rolando anticipa Pjanic al momento del tiro su invito dello stesso Lamela, infine (in pieno recupero) arrivano tre occasioni nella stessa azione: Rosati respinge un tiro di Marquinho sui piedi di Destro, che prima centra il palo da pochi metri e poi si vede negare il gol su pallonetto dal salvataggio sulla linea di Cannavaro. Partita impossibile da sbloccare, o almeno così sembra fino a una manciata di secondi dall’inizio della ripresa, quando Marquinho approfitta di una palla vagante al limite dell’area per scagliare un destro violento su cui Rosati non può arrivare. Lo svantaggio non sveglia il Napoli, semmai risveglia la Roma, che prima del quarto d’ora trova il raddoppio con Destro, splendido nel controllo a seguire e nella conclusione con il sinistro che piega le mani a Rosati.</p>
<p>Partita decisamente più vivace, poco dopo ci riprova Marquinho, stavolta con il piede buono, ma il suo diagonale è deviato in angolo dal portiere, mentre sulla fascia opposta Lamela prova qualche timida accelerazione che Armero può fermare soltanto con il fallo. L’unico a non dare segnali di riscossa è Pjanic, a corto di fiato e di idee, non in serata pure quando c’è da andare al tiro e sostituito alla mezz’ora. Poco dopo dai maxischermi arriva la notizia che dà un senso alla serata: il gol del Cagliari che rimanda giù la Lazio. Ininfluente il gol del solito Cavani, che accorcia le distanze a 7’ dalla fine, ininfluenti anche l’errore sotto porta di Destro a tempo scaduto, che avrebbe potuto regalare la doppietta all’attaccante. La settimana più lunga dell’anno può cominciare.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Ogni cosa al suo posto</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(S. Romita) - La motivazione nel calcio è tutto. Guardavo la partita e pensavo a quanto in questo sport, come in tutti del resto, sia un fattore determinante. Roma &#8211; Napoli era inutile a tutti. Ma lo era maggiormente per i napoletani, appagati per aver superato Maradona nel punteggio e dal secondo posto in campionato. Cavani, sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/166069027.jpg"><img class="size-medium wp-image-130301" title="Curva Sud Roma derby" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/166069027-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud Roma</p></div>
<p><em><strong>(S. Romita) -</strong></em> La motivazione nel calcio è tutto. Guardavo la partita e pensavo a quanto in questo sport, come in tutti del resto, sia un fattore determinante. <strong>Roma &#8211; Napoli era inutile a tutti</strong>. Ma lo era maggiormente per i napoletani, appagati per aver superato Maradona nel punteggio e dal secondo posto in campionato. Cavani, sempre forte, la sua personale classifica l’aveva già portata a casa. <strong>E Mazzarri in panchina si dimenava si, ma senza tanto ardore. Si siederà presto altrove. Anche la Roma si è interrogata nei i primi trentacinque minuti sul perché di questa serata.</strong></p>
<p>Sulle ragioni per cui correre e ragionare maggiormente nella chiusura delle triangolazioni. Poi tutto le è ritornato in mente. Quattro anni di commiati vittoriosi all’Olimpico, due anni di campionati chiusi dietro ai laziali, e bambini a bordo campo ad osservare i padri indossare la più bella maglia del mondo. <strong>E tifosi da riconquistare, un Andreazzoli da rispettare e ripagare, e un Totti &#8211; De Rossi da non far sempre rimpiangere.</strong> Quest’ultima cosa è tuttavia impossibile. Ma rimettere al posto suo la Lazio quello sì. Era alla portata delle cose. Non era poi così complesso no? Tutto ok dunque? Non proprio. Siamo abbastanza felici di aver chiuso in bellezza la serie A, anche se ci eravamo illusi quest’estate di aver riaperto finalmente un ciclo.</p>
<p>Il Barone ci lasciò, poi ritornò e vinse lo scudetto. Credevamo che la storia e l’aneddotica del calcio, metafora della vita, ci regalasse un bis di questo strano destino. Non è stato così.<strong> Costruiremo dell’altro. </strong>Per il momento godiamoci questa serata che è stata determinante come una mandorla per un assetato. E sogniamo di dissetarci presto. Diciamo, molto presto. Avevamo titolato ieri un po’ spavaldamente “Damoje du’ pizze”. Le volevamo sul piatto. I ragazzi ce l’hanno portate. Li ringraziamo. Ora ordiniamo dieci supplì. Ce li meritiamo. Noi, i giocatori, e tutto il gruppo dirigente alla cui guida siedono gli americani su cui tanti hanno stupidamente ironizzato. Gli striscioni minacciosi da curva non servono.</p>
<p>Serve cattiveria, determinazione, coraggio, e voglia di distruggere sul campo gli avversari. E se anche dovesse uscire, cosa che speriamo non accada, la notizia di un cambio di panchina ormai sicuro, non lasciamoci condizionare. Una finale vinta è una cosa talmente alta e sublime che io, al posto di un allenatore, sarei anche pronto a fare altro. D’altra parte spesso la vita è così. Ingiusta e irriconoscente.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Marcos in dubbio, niente turnover per il Napoli</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(P.A. Coletti) &#8211; Per una volta l’attenzione di tutti non sarà sul calcio d’inizio, né tantomeno sui 90 minuti. L’attesa di tifosi, e soprattutto dei dirigenti, di Roma e Napoli è tutta per le 22.30 di domani. All’Olimpico giallorossi e partenopei giocano l’ultima partita del loro campionato che allo stesso tempo potrebbe coincidere con l’inizio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131302" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/gazzetta-dello-sport-marquinhos-dodo-dalla-panchina/tim-cup-20122013-semifinale-di-ritorno-inter-roma-5/" rel="attachment wp-att-131302"><img class="size-medium wp-image-131302" title="inter roma marquinhos" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/marquinhos-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Marquinhos</p></div>
<p><em><strong>(P.A. Coletti)</strong></em> &#8211; Per una volta l’attenzione di tutti non sarà sul calcio d’inizio, né tantomeno sui 90 minuti. L’attesa di tifosi, e soprattutto dei dirigenti, di Roma e Napoli è tutta per le 22.30 di domani. All’Olimpico giallorossi e partenopei giocano l’ultima partita del loro campionato che allo stesso tempo potrebbe coincidere con l’inizio della nuova stagione. Telecamere e occhi saranno tutti su <strong>Walter Mazzarr</strong>i. Che sembra aver già deciso il suo futuro. Durante la cena di mercoledì scorso a Villa D’Angelo l’allenatore è stato tradito dall’emozione. Prima le parole del presidente, «chi va via sa cosa lascia e non sa cosa trova, ci auguriamo che lei possa restare con noi», poi l’applauso sentito di tutti i giocatori hanno portato Mazzarri alla commozione, tanto da doversi allontanare dal tavolo per andare verso la finestra a contemplare il mare.<strong> L’addio a Napoli dopo quattro anni è molto vicino</strong> e potrebbe consumarsi proprio nello stadio del suo prossimo amore. Prima di lasciar spazio alle parole e ai sentimenti però c’è una partita da giocare. Il risultato conta poco o nulla ma proprio la presenza di Mazzarri potrebbe essere una motivazione in più per i 22 giocatori che scenderanno in campo.</p>
<p>Da un lato gli azzurri vorranno salutare con una grande prova l’allenatore che li ha portati in Champions League per la seconda volta in quattro anni. Dall’altro i giallorossi vorranno dimostrare a quello che potrebbe essere di lì a poco il loro nuovo tecnico di poter far parte della Roma che verrà. Comunque fino a domani, anzi fino al 26 maggio, il giorno dell’unica partita che conta in casa giallorossa, sulla panchina della Roma siederà <strong>Aurelio Andreazzoli</strong>.</p>
<p>Ieri a Trigoria l’allenatore ha fatto svolgere un’ora e mezza di allenamento alternando parte atletica a parte tattica, concludendo con una partitella. Unico assente dal campo è stato Stekelenburg. Marquinhos e Balzaretti restano in dubbio per domani e ieri hanno svolto solo del differenziato. <strong>In dubbio resta anche Daniele De Rossi</strong> anche se ieri ha svolto con i compagni la prima parte dell’allenamento. Sicuro assente Francesco Totti. Il capitano salterà per squalifica la partita di domani e già sta lavorando in vista del derby. Mazzarri per quella che con tutta probabilità sarà la sua ultima partita sulla panchina del Napoli non è intenzionato a fare turn-over. I big, ad eccezione dell’infortunato Campagnaro e dello squalificato Insigne, saranno tutti in campo. Ieri a Castel Volturno la squadra ha svolto riscaldamento col pallone e una seduta tecnica. Nella consueta partitella di chiusura il tecnico toscano ha provato insieme Hamsik, Pandev e Cavani.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>IL ROMANISTA Nela: &#8220;Con questa rosa Max si divertirebbe&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:26:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(V. Vercillo) &#8211; C’è chi dice che sia «tutto già fatto», come lo stesso presidente del Milan Silvio Berlusconi. Ma che sia un battuta o no, Allegri alla Roma è una possibilità che negli ultimi giorni si va sempre più concretizzando. Una nuova sfida per l’attuale tecnico rossonero, quella di sedere sulla panchina giallorossa. Sfida grazie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/tuttosport-milan-senza-difesa-lezione-da-zeman-2/fbl-ita-seriea-roma-milan-12/" rel="attachment wp-att-118480"><img class="size-medium wp-image-118480" title="Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/158641941-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(V. Vercillo)</strong></em> &#8211; C’è chi dice che sia «tutto già fatto», come lo stesso presidente del Milan Silvio Berlusconi. Ma che sia un battuta o no, Allegri alla Roma è una possibilità che negli ultimi giorni si va sempre più concretizzando. Una nuova sfida per l’attuale tecnico rossonero, quella di sedere sulla panchina giallorossa. Sfida grazie alla quale «potrebbe divertirsi davvero tanto», parola di <strong>Sebino Nela.</strong> «Partendo dal presupposto che la dirigenza di Trigoria abbia fatto le proprie valutazioni su più allenatori, credo che la rosa attuale della Roma potrebbe essere, per lo meno all’inizio, davvero non male per un tecnico come Allegri, visto il suo tipo di gioco» dice l’ex giallorosso in esclusiva a &#8220;Il Romanista&#8221;.</p>
<p>E aggiunge: «Potrebbe trovarsi molto bene su quella panchina, a naso mi viene da dire che con questa squadra potrebbe divertirsi molto». Ma vista la stagione che si sta per concludere, qualcosa in estate dovrà cambiare, e non solo alla guida tecnica: «Per quanto riguarda eventuali innesti sta a Sabatini valutare, assieme al nuovo allenatore, su chi puntare e cosa rinforzare, magari in ruoli che quest’anno non sono andati benissimo. Potrebbe riguardare i portieri, potrebbe riguardare i terzini, forse anche qualcuno a centrocampo&#8230; Ma siamo già a un buon punto di partenza». Roma è una piazza difficile, ma «Allegri è un allenatore pronto, non deve assolutamente aver paura di Roma. Anzi, dovrebbe vederne il lato positivo: dovrebbe rendersi conto di quanto è bello lavorare a Roma. Che poi sotto pressione molto spesso si lavora anche meglio: Roma la conoscono tutti, tutto il mondo. C’è davvero un forte attaccamento alla maglia da parte della gente, e questo potrebbe essere un grande stimolo per Allegri».</p>
<div><em><br />
</em></div>
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		<title>IL ROMANISTA Losi: &#8220;Walter infonde voglia di vincere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(V. Vercillo) &#8211; Se il matrimonio tra Mazzarri e la Roma andrà in porto ancora non si sa. Sta di fatto che, ora come ora, il tecnico del Napoli è uno dei due candidati a sedere sulla panchina giallorossa, il prossimo anno. Carattere forte, quello di Mazzarri, «capace di garantre alla squadra una gran voglia di far bene». [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18539" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2011/12/napoli-roma-mzzarri-la-porta-della-roma-era-stregata/novara-calcio-v-ssc-napoli-serie-a-2/" rel="attachment wp-att-18539"><img class="size-medium wp-image-18539" title="mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2011/12/1355076771-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(V. Vercillo)</strong></em> &#8211; Se il matrimonio tra <strong>Mazzarri </strong>e la Roma andrà in porto ancora non si sa. Sta di fatto che, ora come ora, il tecnico del Napoli è uno dei due candidati a sedere sulla panchina giallorossa, il prossimo anno. Carattere forte, quello di <strong>Mazzarri</strong>, «capace di garantre alla squadra una gran voglia di far bene». L’ex giallorosso <strong>Giacomo Losi </strong>non ha dubbi: sarebbe la scelta giusta. «È un ottimo allenatore e caratterialmente è uno che potrà farcela, è perfetto» commenta in esclusiva a &#8220;Il Romanista&#8221;.</p>
<p>E ancora: «Certo, allenare a Roma non è mai semplice&#8230; Se dovesse arrivare lui sulla panchina dei giallorossi, spero vivamente che riesca a far meglio di quelli che ci sono stati negli ultimi due anni. Lui sarà capace di reggere la pressione della piazza, ma soprattutto di infondere una gran voglia di vincere. Perché è questo che manca alla Roma, ora come ora: bisogna voler vincere a tutti i costi». Ma per Losi, il problema &#8211; come la soluzione &#8211; non riguarda la panchina: «Qua si continuano a cambiare allenatori, io comincerei a cambiare altro. Che cosa? Innanzitutto la mentalità di questa squadra: bisogna ricordarsi che l’attaccamento alla squadra, ai colori è una cosa fondamentale. Bisogna voler vincere. E sono convinto che uno come Mazzarri potrà garantire questo cambiamento. Bisogna pensare che però anche Zeman, a livello caratteriale, era un tecnico che poteva fare la differenza in questo senso, e sappiamo tutti com’è andata a finire&#8230; purtroppo siamo in mano anche ai giocatori».</p>
<p>Per quanto riguarda il campo, «credo che sarà Mazzarri ad adattarsi alle opportunità garantite dalla Roma. Ovviamente riferirà le sue scelte, ma dovrà essere bravo a far funzionare degli ottimi singoli in gruppo, perché per ora è quello che manca. Starà a lui trovare il modulo giusto per i giocatori che ha senza incaponirsi. Ma l’importante, secondo me, sarà cambiare la mentalità».</p>
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		<title>IL ROMANISTA Una panchina non solo per due</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:08:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(D.Galli) - C’è una battuta che in questi giorni circola a Trigoria. «Se stavolta sbagliamo l’allenatore, non bastano le dimissioni: ci dobbiamo suicidare». È una battuta, appunto, ma dà il senso dell’importanza del momento. Della sua delicatezza. Mazzarri e Allegri sono in prima fila, ma la Roma non esclude una terza ipotesi. In ogni caso, non si tratterà di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133666" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/milan-rossoneri-gia-in-campo-dopo-la-vittoria-di-ieri-contro-il-pescara/allegrilapresse-400x266/" rel="attachment wp-att-133666"><img class="size-medium wp-image-133666" title="Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/allegrilapresse-400x266-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Allegri</p></div>
<p><em><strong>(D.Galli) -</strong></em> C’è una battuta che in questi giorni circola a <strong>Trigoria</strong>. «Se stavolta sbagliamo l’allenatore, non bastano le dimissioni: ci dobbiamo suicidare».</p>
<p>È una battuta, appunto, ma dà il senso dell’importanza del momento. Della sua delicatezza. <strong>Mazzarri e Allegri sono in prima fila, ma la Roma non esclude una terza ipotesi</strong>. In ogni caso, non si tratterà di un novizio, di un tecnico alle prime armi e quindi con poche panchine in Serie A. Il candidato ideale è un allenatore esperto, che sappia motivare una squadra che, per qualità tecniche, ha molto poco da invidiare al Napoli secondo e che, di sicuro, è inferiore solo alla Juve campione. <strong>Luis Enrique e Zeman </strong>sono stati due errori. Lo sono stati per ragioni diverse, ma lo sono stati. Lo ha ammesso con molta onestà lo stesso<strong> Baldini</strong>.</p>
<p>D’altronde la posizione in classifica non è un segreto, è bensì l’indice dello stato di avanzamento di un progetto tecnico che punta però sempre allo stesso obiettivo: lo scudetto. Chi prendere? Il 26 maggio, <strong>Andreazzoli </strong>ha l’opportunità di restare per sempre nella storia del club. E in ogni caso, anche qualora non dovesse restare nella storia, Aurelio resterà nel club. I tecnici in prima fila sono sempre i soliti due, <strong>Mazzarri</strong> e <strong>Allegri</strong>. Piacciono entrambi, ma per motivi diversi. Del primo viene apprezzato l’aspetto motivazionale. La nevrosi da risultato. Perché se un limite questo gruppo l’ha evidenziato, è stata l’assenza di stimoli contro le medio-piccole: l’1-1 in casa col Pescara, il 2- 3 col Bologna (subìto in rimonta, come è successo poi anche con l’Udinese, persa di nuovo 2-3), lo 0-1 col Chievo all’Olimpico, lo 0-2 a Palermo. Tutte partite, specie quelle con Pescara e Cagliari e Palermo, che la Roma avrebbe dovuto giocare con il coltello tra i denti. <strong>Il rendezvous con De Laurentiis, che si sarebbe visto rifiutare un biennale a 4 milioni a stagione, era previsto inizialmente nella serata di martedì, ma Mazzarri dovrebbe parlare del suo futuro già oggi alle 13, in conferenza stampa a Castel Volturno. </strong></p>
<p>Anche Allegri ha carisma. In più, a Trigoria apprezzano la sua capacità di valorizzare i prodotti del vivaio e condividono, soprattutto, la sua idea di gioco. Il 4-3-3 di base, perché un’altra dote del tecnico milanista è la flessibilità nell’adozione del modulo, si adatta bene alle caratteristiche della rosa attuale. Con Allegri non sarebbe necessaria una rivoluzione. Sarebbero sufficienti degli innesti mirati. «Andrà alla Roma, l’annuncio verrà dato dopo la partita con il Siena», ha detto Berlusconi a un cronista della“gazzettagiallorossa.it”. Era una battuta, si sono affrettati a spiegare dall’entourage dell’ex premier. Mentre Maurizio Gasparri ha smentito: «Non ha detto nulla del genere». Battuta o meno, resta l’impressione che Berlusconi lo abbia messo “in vendita” (Allegri ha un contratto fino al 2014, a differenza di Mazzarri, che è in scadenza). Particolare da non sottovalutare, un articolo di Panorama, il settimanale della famiglia Berlusconi, dove vengono offerti «5 buoni motivi per cui Allegri farà bene alla Roma». Uno è <strong>la stima di Allegri per Totti,</strong> un altro è sempre la stima, ma quella <strong>«dell’ambiente giallorosso»</strong> (senatori compresi) nei suoi confronti. Non ci sono solo Mazzarri e Allegri sulla lista della Roma. A Trigoria stanno battendo più piste. Se possibile italiane e con un curriculum importante alle spalle. La Roma vuole compiere la miglior scelta possibile, perché sbagliare, stavolta, sarebbe imperdonabile. Specie per una società che ha messo al centro il tifoso, che sta crescendo sotto tutti i punti di vista e che, con l’aumento di capitale (72 milioni e mezzo di versamenti in conto futuro), ha dimostrato di voler continuare a investire per non cedere nessuna pedina preziosa. E anzi rafforzare l’organico.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Il derby comincia&#8230; al mare</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:33:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130258" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/totti2.jpg"><img class="size-medium wp-image-130258" title="Roma Lazio Totti" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/totti2-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Totti</p></div>
<p><em><strong>(V. Meta)</strong> </em>- Era il sole l’unico assente alla tavolata che a dieci giorni dal derby di Coppa Italia ha visto la Roma riunirsi sul lungomare di Ostia per un pranzo che sapeva di carica. Niente di preparato, i giocatori hanno deciso di andare a mangiare insieme al termine dell’allenamento, che ieri era stato anticipato al mattino, e da Trigoria si sono spostati in blocco in un noto ristorante del litorale romano, per niente scoraggiati da cielo grigio e pioggia. Con loro anche Aurelio Andreazzoli, che delle cene rituali dell’era Spalletti è stato un testimone privilegiato.<strong>Atmosfera rilassata e squadra al completo</strong> per quello che aveva tutta l’aria di un appuntamento di fine anno, un po’ perché dopo la finale di Coppa, fra vacanze e ritiri delle nazionali sarebbe stao complicato riuscire a trovare il tempo per salutarsi mettendosi a tavola, un po’ perché da oggi si entra in clima Roma-Napoli, sorta di prova generale per il derby e ultima tappa prima dell’inizio della settimana più lunga per la Roma e i romanisti.</p>
<p><strong>L’attenzione di tutti è già concentrata sull’appuntamento del 26 maggio, decisivo sotto tutti i punti di vista, al punto che mai come ora si può dire che le sorti di un’intera stagione siano compressi in novanta minuti (ammesso che bastino).</strong> Un trofeo in bacheca, la stella d’argento sulla maglia, il nome della Roma nel tabellone della prossima Europa League. Per una squadra reduce dall’ennesima annata finita troppo presto, non sbagliare una notte così diventa fondamentale, anche in prospettiva futura. Perché se è vero che il destino di Andreazzoli sembra ormai segnato (se anche, come da contratto, continuerà a lavorare nella Roma, non lo farà da allenatore capo), la possibilità di giocare in Europa farebbe la differenza sia in termini di ricavi sia in termini di attrattive per chi siederà sulla panchina della Roma l’anno prossimo. La questione è ancora piuttosto fumosa. Il nome di Mazzarri resta il più accreditato ed è anche il preferito della Roma, ma le intenzioni dell’attuale tecnico del Napoli non sono ancora chiare. Il suo legale Bozzo sta prendendo contatti in giro e la settimana scorsa ha parlato con Sabatini, ma in piedi ci sono anche ipotesi estere (si è parlato del Malaga) oltre all’Inter, di cui si continua a parlare nonostante la conferma di Stramaccioni resti la soluzione più probabile. Come ribadito dal presidente De Laurentiis, sarà Mazzarri a decidere del proprio futuro, con ogni probabilità già dopo la partita di domenica sera (o pomeriggio?) all’Olimpico, quando l’allenatore dovrebbe far sapere se intende o meno restare al Napoli. L’alternativa è sempre Allegri: Galliani sta facendo di tutto per trattenerlo al Milan, ma è quasi impossibile che ci riesca senza fargli firmare il rinnovo del contratto in scadenza nel 2014.</p>
<p>AZZURRI Intanto ieri <strong>Daniele De Rossi e Daniel Osvald</strong><strong>o</strong> hanno ricevuto ufficialmente la notizia che la loro stagione non finirà con il derby di Coppa Italia, perché il ct Prandelli li ha inseriti nella lista dei convocati per la due giorni di test fisici in programma a Coverciano lunedì e martedì, in vista delle amichevoli contro San Marino e Repubblica Ceca (31 maggio e 7 giugno). I due romanisti, così come Marchetti e Candreva, sono attesi regolarmente al raduno, ma prenderanno parte soltanto alla prima giornata di lavoro.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Comprate meno. Comprate meglio</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:01:33 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_115113" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/baldini-sabatini.jpg"><img class="size-medium wp-image-115113" title="Sabatini Baldini" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/baldini-sabatini-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Sabatini e Baldini</p></div>
<p><em><strong>(G. Sanzotta) -</strong></em> Il nostro campionato è nato e finito con il Napoli. Due partite che sintetizzano una intera annata. L’ultima del girone di andata ci vedeva reduci dalla vittoria, bella e meritata, contro il Milan. <strong>Era finalmente la Roma di Zeman. Bel gioco e aspirazioni di classifica. A Napoli volevamo far risultato, ci speravano.</strong> Sappiamo tutti come è andata, il calvario del girone di ritorno si conclude ancora con il Napoli. Ma stavolta non ci aspettiamo niente, nulla modificherà il giudizio su un nuovo anno deludente. Ci resta la Coppa Italia. Una vittoria sarebbe la migliore spinta per ripartire anche perché vedrebbe i giallorossi finalmente tornare in Europa, ci prenderemmo una bella rivincita sulla Lazio che, anche stavolta, finisce davanti a noi in campionato pur con una squadra scarsa. Speriamo che i nostri eroi capiscano l’importanza di questa gara: si rendano conto che è l’ultima occasione per ripagare una tifoseria calda e appassionata e che si sente tradita. Comunque vada, però è tempo di bilanci. Per tutti. Forse abbiamo coccolato troppo i nostri eroi, ci siamo illusi che fossero capaci di competere per le prime posizioni di classifica.<strong> Ma la realtà è ben altra Una squadra che perde in casa con Udinese, Bologna, Chievo è semplicemente modesta.</strong> Un risultato deludente soprattutto per chi ha sostenuto due anni di dispendiose campagne di rafforzamento. E adesso si deve ripartire quasi da zero come quando subentrò la proprietà americana. Quella Roma, pur nella bufera societaria, nei suoi due ultimi anni aveva collezionato un secondo e un sesto posto, molto meglio di questo biennio.</p>
<p><strong>Però era una squadra vecchia e da rigenerare.</strong> E’ stata rivoluzionata. Sono arrivati potenziali campioni, o almeno abbiamo pensato fossero tali. Alla prova dei fatti di certezze ne abbiamo ben poche. Molti nuovi arrivati non hanno lasciato alcun segno. Come due anni fa dobbiamo trovare un nuovo portiere. Quelli che si sono alternati sono stati bocciati dai fatti. I due esterni bassi, o come si diceva una volta i due terzini, sono da cambiare. Piris può essere solo un rincalzo. <strong>Dodo </strong>è ancora un mistero.<strong>Balzaretti </strong>è simpatico, ma basta questo per farlo giocare titolare? A centrocampo siamo da mesi in attesa del vero <strong>De Rossi,</strong> Forse l’autentico gioca sotto falso nome all’estero e con noi un sosia, che sia una diabolica trovata di qualche astuto procuratore? Rivogliamo l’originale, speriamo di rivederlo il prossimo anno. <strong>Pjanic </strong>si è preso valanghe di elogi, ha grande tecnica, esperienza ed è giovane. Abbiamo letto che il Barcellona farebbe follie per averlo. Ma siamo certi che anche in questo caso sia quel ragazzo che gioca con la Roma? Perché di cose meravigliose ne abbiamo viste poche. Forse si sente un campione, ma sarebbe ora che convincesse anche noi spettatori. Poi abbiamo degli onesti comprimari a centrocampo, utili come rincalzi, ma non certo titolari in una squadra con ambizioni.</p>
<p>E in avanti quanto è stato celebrato <strong>Lamela</strong>. Grandi mezzi sicuramente. Ma ci vorrebbe qualcuno che in perfetto spagnolo spiegasse al ragazzo che si gioca tutte le settimane e la partita dura 90 minuti. Un campione non può esserlo a sprazzi. O il prossimo anno matura oppure dobbiamo convincerci che ci troviamo davanti al solito giocatore con grandi mezzi ma incapace di compiere il salto di qualità . <strong>E Osvaldo cosa ha? E Destro?</strong>Ancor dobbiamo capire se potrà essere il centravanti del futuro. L’unica certezza è il nostro Totti. Insomma ci avviamo alla terza ricostruzione. Umilmente ai dirigenti della squadra che seguo con passione da più di 50 anni vorrei consigliare di puntare sulla qualità più che sulla quantità. A me non interessa vedere arrivare 10 giocatori nuovi, sconosciuti, ma con un nome sudamericano. Essere nati in Brasile o Argentina non vuol dire essere bravi calciatori. <strong>Conoscevo un signore stonato che voleva per forza cantare e la gente lo invitava convinta che un napoletano avesse nel sangue la musica. Era un disastro.</strong> Allora comprate meno, ma comprate bene. Stavolta deve partire la ricostruzione della Roma. Tassello per tassello.</p>
<p><strong>Noi a questo scudetto dobbiamo arrivarci.</strong> E dobbiamo arrivare ai vertici per rimanerci a lungo. La rinascita di Roma passa anche per il calcio. E per la squadra che porta il nome della città. Stavolta non potete sbagliare, perché è vero che la vita ha tanti aspetti più importanti dello sport, ma questa è una nostra passione. E vogliamo vederla rispettata. Soprattutto dagli attori ben pagati per essere protagonisti della disciplina più bella del mondo.</p>
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		<title>IL ROMANISTA Burdisso: &#8220;Resto qui per vincere&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 04:44:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/burdisso2.jpg"><img class="size-medium wp-image-118507" title="Roma Milan Burdisso" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/burdisso2-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Nicolas Burdisso</p></div>
<p><em><strong>(P. A. Coletti)</strong></em> &#8211; All’orizzonte una partita che non vuol dire niente e un’altra che potrebbe voler dire tutto. Tutto questo con una panchina che ancora deve trovare il suo padrone per la prossima stagione. In un momento di massima incertezza sul futuro la Roma ha bisogno di punti fermi.<strong>Uno si chiama Nicolas Burdisso.</strong> «Io sono completamente sicuro del fatto che voglio rimanere qui a Roma». Da quell’estate del 2009, quando arrivò di corsa a Genova da Milano sponda nerazzurra per giocare titolare la prima di campionato in maglia giallorossa senza aver fatto neanche un allenamento con i nuovi compagni, il difensore argentino si è caricato la Roma sulle spalle. Questione di carattere. Burdisso non può che essere un leader, in campo e fuori. A Trigoria la sua presenza conta, eccome. «Mi auguro di restare qui e vincere qui, l’ho detto tante volte, ma a volte non sceglie il calciatore» le parole dell’argentino a SkySport24. A 32 anni compiuti da poco più di un mese Burdisso non ha la più minima idea di abbondanare la nave. Il contratto scade a luglio 2014 ma lui non può e non vuole lasciare il giallorosso con il ricordo negativo delle ultime due stagioni. «Sono carico, non preoccupato, penso a quello che può essere il finale di stagione, dopo un inizio difficile ci siamo ripresi e penso che a livello globale e di gioco questi tre mesi sono andati abbastanza bene. Siamo migliorati tantissimo, ma è servito poco a livello di classifica».</p>
<p><strong>Da quando Andreazzoli si è seduto sulla panchina giallorossa Burdisso ha ritrovato il posto fisso in squadra:</strong> delle 14 partite di campionato disputate dalla Roma con Andreazzoli in panchina l’argentino ne ha giocate 12 dal primo minuto, ha saltato Roma-Pescara per squalifica e si è seduto in panchina per scelta tecnica solo nel derby dell’8 aprile. Per il prossimo derby, però, l’allenatore difficilmente farà a meno di lui. Una partita che vale più della supremazia cittadina, più di una stagione, più dell’ingresso in Europa League. Il 26 maggio Andreazzoli sa che in campo serviranno i leader. «Serve una bella partita per chiudere bene il campionato col Napoli e poi preparare al meglio la finale. Sarà una finale e anche un derby: ne abbiamo vinti 5 di fila, poi li hanno vinti loro, non conta nulla». Non si tira mai indietro Burdisso. E sul tema razzismo entra a gamba tesa: «Non sono d’accordo per niente con i cori contro Balotelli. Mi hanno sorpreso, è la prima volta qui a Roma e queste cose vanno punite, non erano tutti i tifosi romanisti ma solo un gruppo. Siamo veramente contro questi atteggiamenti ed è la prima volta che li vedo in una tifoseria che non è mai stata razzista. Domenica è stato un episodio diverso, Mario è un personaggio molto controverso e allora si fa di tutto per innervosirlo, penso sia più questo: ma al di là di tutto sono assolutamente contro questi atteggiamenti. Di cosa abbiamo parlato con Rocchi durante l’interruzione? Ci ha detto che fermava la partita per dare un segnale ai tifos. È stato un bel segnale, speriamo non succeda più».</p>
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		<title>IL ROMANISTA Tecnico? Vedi il Napoli e poi sai</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:21:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(D.Giannini) - Vedi il Napoli e poi sai. Bisognerà aspettare dopo domenica, dopo cioè la fine del campionato perché il valzer degli allenatori cominci. Perché possa cadere la prima pedina capace di dare il via all’effetto domino. I giochi sono già avviati, ma perché i protagonisti comincino a sbilanciarsi sul futuro bisognerà attendere l’inizio della prossima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_18425" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2011/12/napoli-roma-mazzarri-la-roma-e-forte-ci-vorra-un-grande-napoli/ac-siena-v-ssc-napoli-serie-a/" rel="attachment wp-att-18425"><img class="size-medium wp-image-18425" title="Walter Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2011/12/96923284-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(D.Giannini) - </strong></em>Vedi il Napoli e poi sai. Bisognerà aspettare dopo domenica, dopo cioè la fine del campionato perché il valzer degli allenatori cominci. Perché possa cadere la prima pedina capace di dare il via all’effetto domino.</p>
<p>I giochi sono già avviati, ma perché i protagonisti comincino a sbilanciarsi sul futuro bisognerà attendere l’inizio della prossima settimana. Forse qualcuno lo farà a caldo a fine partita, altri però hanno già fissato l’appuntamento. Lo ha fatto Adriano Galliani, che ieri era ad Amsterdam in occasione della finale di Europa League. <em>«Di tutto parliamo lunedì</em>» ha detto. Tutto, ovvero di mercato e di allenatore. Cioè di <strong>Max Allegri</strong> che ha avuto una furibonda lite con Robinho durante l’allenamento di ieri.</p>
<p>In altre occasioni non si sarebbe saputo nulla delle scintille tra i due, ma caso ha voluto che ieri a Milanello ci fosse in visita un gruppo di tifosi rossoneri che hanno visto tutto: Allegri che riprende Robinho, la reazione e il giocatore mandato negli spogliatoi. Ma non sarà certo questo a decidere il futuro del tecnico, tanto più che Robinho potrebbe essere tra i partenti.</p>
<p>Semmai le scintille di ieri possono essere il segnale dell’importanza che può avere anche per Allegri la qualificazione alla Champions del prossimo anno. Alla quale prenderà certamente parte il Napoli di Walter Mazzarri, ormai aritmeticamente secondo in campionato. Ieri in casa azzurra c’è stata la tradizionale cena di fine anno, ma l’allenatore ha da tempo detto che parlerà il 21 maggio, cioè martedì, quando dirà pubblicamente quale sarà la sua decisione, se resterà a Napoli o se, come sembra ormai certo, andrà via.</p>
<p>Roma la destinazione più probabile, anche se proprio ieri l’agente Fifa Carlo Pallavicino ha dato peso ad un’altra pista: «Conosco benissimo Mazzarri e so che aspetta l’Inter – ha detto intervenendo a Sky -. Walter cerca la consacrazione e intende lasciare Napoli per un club obbligato a vincere. Con tutto il rispetto per la Roma, non credo proprio che abbandonerà una Champions con i partenopei per trasferirsi in giallorosso»<em>.</em> Ma, aldilà del fatto che anche l’Inter non farà la Champions e che a differenza della Roma è già sicura di non fare neppure l’Europa League, la verità è che <strong>a Mazzarri la Roma è sempre piaciuta</strong> e non ha mai nascosto il gradimento. Era destinazione gradita quattro anni fa quando poi la società scelse Ranieri per prendere il posto di Spalletti, era destinazione gradita anche quattro anni prima, quando Spalletti ancora non era sbarcato nella capitale e Mazzarri in una intervista al nostro giornale parlava benissimo di Roma città.</p>
<p>All’epoca era un tecnico emergente, aveva portato in A il Livorno, aveva salvato la Reggina e in quella primavera del 2005 era uno dei tanti nomi per la panchina giallorossa. In un sondaggio del nostro giornale faceva parte di una top 10 composta di nomi. Ma non c’erano ancora stati i grandi risultati degli ultimi anni e i tifosi risposero in maniera decisamente tiepida tanto che il suo fu uno dei primi nomi fatti fuori in un sondaggio che fino alla fine fu un testa a testa tre Ancelotti e Zeman. I tempi sono cambiati<strong>, Zeman </strong>è tornato ed è di nuovo andato via, quello con Ancelotti resta un matrimonio che “prima” o “poi” si farà, ma al momento è un “poi”. Ma soprattutto è un altro Mazzarri, che nel frattempo si è consacrato grande allenatore e che è pronto per nuove avventure.</p>
<div></div>
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