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	<title>gazzettagiallorossa.it &#187; IL MESSAGGERO</title>
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		<title>IL MESSAGGERO Sedotto e abbandonato, Aurelio punta al ribaltone</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 06:01:36 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Roma-Pescara-Andreazzoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-131704" title="Roma-Pescara Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Roma-Pescara-Andreazzoli-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(S. Carina)</strong></em> – «Abbiamo preso un impegno e prego tutti gli organizzatori di creare una bella sala, con una teca di cristallo, perché <strong>vorremmo portare la Coppa Italia in crociera con noi»</strong>. Era l’auspicio che Andreazzoli, in occasione della presentazione della crociera giallorossa che salperà il prossimo mese, fece l’8 febbraio. Ora che il countdown per la finale è iniziato, il tecnico massese intende mantenere la promessa. È il suo regalo d’addio. Nonostante le rassicurazioni di Sabatini e Baldini è consapevole infatti che domenica terminerà la sua avventura come allenatore della prima squadra.<strong></strong></p>
<p><strong>In questi giorni è più concentrato che mai</strong>, intento a regalare (e regalarsi) una gioia che avrebbe il retrogusto della rivincita personale. Non lo dirà mai, nemmeno sotto tortura, ma esser stato messo da parte non gli è piaciuto. Alla vigilia della gara contro il Napoli è arrivata la conferma del suo disagio quando ha sottolineato come «questa squadra ha ancora un allenatore e con pieni poteri. <strong>Il mio futuro? Lo controllo e lo decido io»</strong>. In realtà non sarà proprio così. Fosse per lui, firmerebbe anche in bianco.</p>
<p><strong>CONVOCAZIONI SGRADITE </strong></p>
<p>In questi giorni Andreazzoli è più meticoloso del solito. Out Stekelenburg, nutre ancora speranze di recuperare Torosidis che anche ieri ha continuato a lavorare in palestra. Salgono dunque le possibilità di vedere Marquinhos a destra con la conferma del tandem Burdisso-Castan al centro e Balzaretti a sinistra. In mediana, invece, Pjanic è in ballottaggio con Bradley per affiancare De Rossi anche se ieri il bosniaco è stato provato come vertice alto nel 4-2-3-1. <strong>In attacco Osvaldo è favorito su Destro</strong> assente insieme a Florenzi anche oggi dovendo partecipare allo stage iniziato a Milanello in vista della fase finale del Campionato Europeo in Israele. Doppia convocazione non gradita dal club giallorosso che ha provato, invano, a non far partire i due calciatori</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Allegri frena, la Roma freme</title>
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		<pubDate>Fri, 24 May 2013 05:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130940" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Massimiliano-Allegri1.jpg"><img class="size-medium wp-image-130940" title="Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Massimiliano-Allegri1-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(U. Trani) -</strong></em> Ultimatum o quasi. Adesso la Roma mette fretta ad Allegri. Sabatini, rientrato nel pomeriggio da Milano, è stato chiaro, nei colloqui recenti con il livornese: aspettare sta bene al club giallorosso. Domenica c’è il derby e non è ancora il tempo dell’annuncio. Non bisogna, però, andare oltre la finale di Coppa Italia. Così lunedì l’attuale allenatore rossonero dovrà dare una risposta definitiva. Perché finora siamo solo al gradimento della proposta economica per il triennale, dell’organico e della piazza. <strong>Ma serve il divorzio dal Milan</strong>per mettere nero su bianco e programmare il futuro con il management di Pallotta.</p>
<p><strong>LA STRATEGIA DI VIA TURATI</strong></p>
<p>Il regista della vicenda è Galliani: l’ad del Milan, sapendo che Allegri non ha mai detto di voler andar via, ha scelto di posticipare ogni decisione (risoluzione contrattuale o esonero) all’inizio della prossima settimana. <strong>Con l’intenzione di far riflettere Berlusconi</strong>: secondo Galliani, più passa il tempo e più il presidente rossonero potrebbe ammorbidire la sua posizione. Questo non è ancora successo. Berlusconi ne fa una questione di principio e sua figlia Barbara, in contrasto con l’ad, sposa la linea paterna. Il rinvio può però servire a Galliani<strong> per allontanare Seedorf, il candidato del presidente, dal Milan</strong>. Magari senza salvare il livornese che sarebbe libero di andare alla Roma. Allegri non pensa a dimettersi. Anche per difendere la sua immagine: Berlusconi lo accuserebbe di essere d’accordo da tempo con il club giallorosso.</p>
<p><strong>ANDREAZZOLI IN STAND BY</strong></p>
<p>La Roma sa di dipendere dalle lotte intestine del Milan. Sabatini, però, ha la parola (o forse più) del livornese che martedì, al telefono, ha conosciuto Pallotta. Nessuno vuole prendere in considerazione un’altra fumata nera dopo quella di Mazzarri, anche se <strong>a Trigoria rimane spendibile, per ammissione in pubblico dello stesso ds, la candidatura di Andreazzoli</strong> che piace a presidente e giocatori. Ieri Pallotta è rimasto in centro per alcuni incontri, in particolare per il nuovo stadio. Il Tottenham, intanto, continua il pressing su Baldini.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Il presidente: &#8220;Baldini è confermato&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:14:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_127332" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/as-roma-pallotta-arriva-per-il-derby-tutti-a-rapporto-dal-presidente/pallotta-2-3/" rel="attachment wp-att-127332"><img class="size-medium wp-image-127332" title="Pallotta " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/pallotta-2-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Pallotta</p></div>
<p><em><strong>(S. Carina)</strong> </em>- «Baldini? Per quanto mi riguarda resterà anche se dobbiamo ancora parlare. A me Franco piace». La rassicurazione arriva direttamente da <strong>Pallotta</strong>. Il presidente giallorosso (oggi a Trigoria) prova a spegnere le voci sul possibile addio del dg (nella foto) che ieri, insieme a Fenucci, ha assistito all’allenamento della squadra. Buone notizie per Andreazzoli: tutti i calciatori sono tornati in gruppo fatta eccezione per Stekelenburg e per Torosidis (palestra). In evidenza Totti sul quale Pallotta ha chiarito che per il rinnovo «ne abbiamo già parlato e dopo la fine della stagione torneremo a parlarne, assolutamente».</p>
<p>Intanto sono attese le convocazioni del ct <strong>Sabella </strong>in vista delle due gare che l’Argentina giocherà contro Ecuador e Colombia: probabile che nella lista possa comparire anche Lamela. <strong>Mercato: dalla Turchia danno per avanzata la trattativa con il Fenerbahce per il centrocampista Cristian Baroni.</strong> A Milano, invece, ieri Sabatini ha incontrato il ds del Verona, Sogliano. Ai gialloblù piace Lopez mentre alla Roma non dispiace<strong>Jorginho</strong>. Rumors anche su un<strong> vis a vis con Allegri, smentito dal ds.</strong></p>
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		<title>IL MESSAGGERO Lazio, la carica dei tifosi &#8220;Guadagnatevi l&#8217;immortalità&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(D.Magliocchetti)  I tifosi irrompono in ritiro. Il clima attorno alla Lazio cambia, la pioggia sparisce, torna il sole e l’atmosfera diventa meno pesante e più vicina a quella che di solito si respira alla vigilia di un derby. Non sono tantissimi, per la verità, ma quanta basta per spezzare la monotonia della giornata di lavoro di Klose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_117767" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/lazio-inter-pestati-due-tifosi-laziali-di-origini-africani-al-coro-duce-duce/curva-nord/" rel="attachment wp-att-117767"><img class="size-medium wp-image-117767" title="Curva Nord" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/Curva-Nord-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Nord</p></div>
<p><em><strong>(D.Magliocchetti) </strong></em> I tifosi irrompono in ritiro. Il clima attorno alla Lazio cambia, la pioggia sparisce, torna il sole e l’atmosfera diventa meno pesante e più vicina a quella che di solito si respira alla vigilia di un derby. Non sono tantissimi, per la verità, ma quanta basta per spezzare la monotonia della giornata di lavoro di Klose e compagni. Una cinquantina di sostenitori di fede laziale hanno deciso di stare vicino alla loro squadra del cuore per caricarla in vista della partita, forse, più importante della storia biancoceleste. Almeno è così per chi ieri era a Norcia, ma probabilmente pure per chi è rimasto a Roma e attende la finale di Coppa Italia. «Avete la possibilità di diventare immortali, una fortuna che hanno in pochi. Non c’è alternativa alla vittoria», le parole di un gruppo di ragazzi della curva Nord a Vlado Petkovic dopo avergli consegnato una sciarpa e averlo incoraggiato come mai prima. Il tecnico ha ringraziato e ha promesso ai tifosi che la Lazio «farà una grande partita».</p>
<p><strong>L’AIUTO DEL MENTAL COACH</strong> - L’allenatore è sereno e sta preparando la gara nel migliore dei modi. Inizialmente non era d’accordo sull’andare a Norcia, ma sono bastati due giorni per convincerlo che quella della società alla fine sia stata la scelta giusta. D’altronde a Petko piace lavorare a contatto quotidiano con i giocatori, soprattutto in un’occasione del genere. Può studiare e preparare la partita come piace a lui, parlando con i suoi ragazzi di quello che si potrà fare o meno in campo. Da buon psicologo però cerca di non pressare tanto i giocatori con tattiche e discorsi sulla partita. Anche e soprattutto a Norcia al suo fianco, oltre ai membri del suo staff, ha il mental coach Corapi che, rispetto a qualche suo predecessore, si è inserito alla grande all’interno dello spogliatoio. <strong>Ai giocatori piace. Ieri la mattinata è cominciata con una passeggiata al centro del paesino che dista pochi metri dall’albergo della squadra</strong>. Poi nel pomeriggio tutti in campo, pure Gonzalez. Sul modulo, ma anche su chi far giocare contro la Roma, non sembrano esserci dubbi. L’unico da tenere sotto osservazione è proprio il centrocampista uruguaiano ancora alle prese con la fascite plantare e un problema al ginocchio che si porta dietro da sempre. Il centrocampista non vuole mancare, tanto che ieri ha ripreso ad allenarsi con i compagni, pur non partecipando alla partitella in famiglia. Le sue condizioni come quelle di Hernanes e Radu non preoccupano.</p>
<p><strong>TUTTO SU KLOSE</strong> - Petkovic è orientato a confermare il modulo con cui la Lazio quest’anno ha sempre giocato: il 4-1-4-1. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo, soprattutto per una partita del genere, ma tutto lascia pensare che Miro Klose sia l’unico terminale offensivo. Sul tedesco compagni e allenatore puntano tantissimo, anche perché, cinquina a parte con il Bologna, da quando è tornato dall’infortunio al ginocchio l’attaccante sembra una lontana copia di quello ammirato ad inizio stagione. A Cagliari è stato uno di quelli che ha deluso di più, tanto da essere considerato uno dei maggiori imputati per la figuraccia rimediata all’ultima di campionato. Miro è pronto e si vuole riscattare. Contro la Roma ha sempre fatto ottime partite e poi vorrebbe togliersi due soddisfazioni in una: tornare a fare gol alla Roma e sbloccarsi in Coppa Italia, visto che fino ad ora non c’è mai riuscito. Da quando è alla Lazio il tedesco ha fatto gol in campionato e in Europa, ma non ha ancora segnato nella manifestazione che assegna la coppa nazionale.<strong> E per un bomber come lui è un mancanza importante.</strong></p>
<p><strong>IL DERBY E LA SICUREZZA -</strong> Per la finale di Coppa Italia saranno impegnati ben mille agenti delle forze dell’ordine. Un impiego massiccio, più del solito. C’è da dire che tra i sindacati di polizia emerge una forte preoccupazione per la partita di domenica, soprattutto dopo il dietrofront di due giorni fa dell’Osservatorio che ha deciso di dare il via alla vendita libera dei biglietti della partita con il conseguente grande rischio di veder mischiati i tifosi di Roma e Lazio.<strong> Per quanto riguarda l’acquisto dei tagliandi non c’è stata l’impennata attesa dopo la decisione di vendere i biglietti senza limitazioni.</strong> Ad oggi sono meno di 44.000 i tagliandi acquistati, ne restano ancora 16.000. <strong>Esauriti i Distinti Sud.</strong></p>
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		<title>IL MESSAGGERO Proteste per il nuovo logo &#8220;E&#8217; come quello delle maglie vendute a Porta Portese&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:18:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135404" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-giallorossa-rispetto-per-la-tradizione-che-si-impone-anche-nel-merchandising/as-roma-loghi-2/" rel="attachment wp-att-135404"><img class="size-medium wp-image-135404" title="As roma loghi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/As-roma-loghi1-300x161.jpg" alt="" width="300" height="161" /></a><p class="wp-caption-text">As roma loghi a confronto</p></div>
<p><em><strong>(B.Saccà)</strong> </em>Il nuovo logo della Roma<strong> divide i tifosi.</strong> E, ieri pomeriggio, il presidente James Pallotta ha potuto conoscere l’umore di una parte dei sostenitori in prima persona durante la visita al Roma store di piazza Colonna. <strong>Un approccio duro, forse prevedibile, che ha sorpreso il numero uno giallorosso e l’ad Zanzi.</strong> Un tifoso ha aspettato l’arrivo di Pallotta, e – proprio sulla porta del negozio – ha cominciato a inveire. «Questo logo è una m… Sembra quello delle bancarelle di Porta Portese, ridatece lo stemma nostro, la nostra storia». Silenzio. Imbarazzo. Il contestatore è stato allontanato subito, e Pallotta ha trovato il tempo per spegnere la scintilla delle polemiche. «Di solito quando ci sono questi cambiamenti ci sono scontenti, è stato così anche in passato», ha sospirato. Poi il presidente ha accompagnato una decina di tifosi all’interno del Roma store, ha firmato autografi e ha regalato vari sorrisi posando per alcune fotografie. Ha lasciato infine piazza Colonna tra qualche fischio.</p>
<p><strong>WEB SCATENATO - </strong>I supporter della Roma non sono contenti per l’esito della stagione, certo, e di riflesso il malumore è defluito sul nuovo stemma.<strong> Del resto, l’introduzione della scritta «Roma» e della data (di fondazione) 1927 nella parte inferiore del logo non hanno convinto tanti appassionati</strong>. L’acronimo «Asr» è sparito però per garantire una maggiore riconoscibilità al club. Una scelta di marketing. I social network e tutto il pianeta di internet e radio hanno ricevuto un mare di commenti. «Sembra contraffatto», «La lupa? Pare ‘na iena».<strong> Perfino una petizione è on line. «No al nuovo logo, Roma va rispettata!»</strong>, il titolo. «La lupa non è un peluche! E va specificato “As Roma”», il tenore delle opinioni.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Allegri tratta il divorzio</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M.Ferretti) Max Allegri,dopo aver trovato l’accordo triennale con la Roma, ora tratta con il Milan la separazione, e la Roma non può far altro che aspettare. Il club giallorosso ha bloccato l’allenatore del Milan che, essendo sotto contratto, non può ancora firmare per Jim Pallotta, che martedì sera ha parlato al telefono con il prossimo tecnico giallorosso.Allegri potrà firmare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135254" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/corriere-della-sera-cena-daddio/galliani_allegri_getty/" rel="attachment wp-att-135254"><img class="size-medium wp-image-135254" title="Galliani e Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/galliani_allegri_getty-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Galliani e Allegri</p></div>
<p><em><strong>(M.Ferretti)</strong> </em>Max <strong>Allegri,</strong>dopo aver trovato l’accordo triennale con la Roma, ora tratta con il Milan la separazione,<strong> e la Roma non può far altro che aspettare.</strong> Il club giallorosso ha bloccato l’allenatore del Milan che, essendo sotto contratto, non può ancora firmare per Jim Pallotta, che martedì sera ha parlato al telefono con il prossimo tecnico giallorosso.<strong>Allegri potrà firmare soltanto dopo essersi svincolato da Silvio Berlusconi: lui non vuole dimettersi e il Milan (sapendo della Roma) non vuole dargli un euro. Si va verso una transazione, ma le parti al momento sono molto distanti.</strong></p>
<p><strong>LE MOSSE</strong> - Se è facilmente intuibile perché Allegri non dà le dimissioni, è meno chiaro perché il Milan non lo caccia, visto che Berlusconi non vuole più sapere nulla del tecnico livornese. Forse perché Adriano Galliani non si arrende e in cuor suo spera non di convincere Allegri a restare, ma il suo presidente a prolungare il contratto all’allenatore? Chissà. O forse più semplicemente perché il Milan, come accennato, sa che Allegri ha la Roma sotto casa e, quindi, non gli vuole dare niente. Se non siamo al braccio di ferro, poco ci manca. Oggi o al massimo domani altro faccia a faccia tra le parti, dopo quello di ieri mattina in via Turati. «Non c’è nessuna divergenza tra mio padre e Adriano Galliani», ha dichiarato Barbara Berlusconi per smentire le voci di un’imminente cacciata dell’ad.</p>
<p><strong>L’INCONTRO</strong> –  Ieri mattina, come detto, Galliani alle ore 9,30 ha ricevuto Allegri nel suo ufficio in sede: due ore scarse di colloquio, poi i saluti. «Non è successo niente, abbiamo solo bevuto un buon caffè», ha dichiarato, uscendo, Allegri. «Due ore per un caffè? Ce lo siamo gustati bene…», la battuta di Max. Silenzio assoluto, invece, da parte di Galliani fino al tardo pomeriggio: «Il caffè era buono», il suo commento serale. Cioè? Occhio, perché Galliani è assolutamente contrario alla soluzione Clarence Seedorf e si sta giocando tutte le carte a sua disposizione, compresa quella Allegri, per evitare l’arrivo dell’olandese. Galliani preferirebbe Donadoni, se mai. Così come gli ultrà rossoneri, che sono dalla parte di Allegri e assolutamente contro Seedorf, che sta per essere raggiunto in Brasile dal suo agente. E non certo per prolungare con il Botafogo…</p>
<p><strong>IN BICI -</strong> Ieri pomeriggio, Allegri e gli uomini del suo staff, <strong>Mauro Tassotti in testa, si sono fatti un giro in bici per rispettare un fioretto legato alla Champions League.</strong> Dallo stadio di Varese a Sacro Monte, una pedalata a buona andatura.</p>
<p><strong>IL SOR PEP - </strong>Nella sua autobiografia, che sarà nelle librerie tra pochi giorni, Pep Guardiola ha rivelato un retroscena di mercato che riguarda la Roma: <strong>Pep ha scritto di esser stato cercato dalla Roma nella passata estate e che, dopo il suo rifiuto, il club di Trigoria ha scelto Zdenek Zeman.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>IL MESSAGGERO Roma e Lazio dal Papa per un derby di pace</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 06:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135292" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/udienza-papa-francesco-la-roma-e-in-vaticano-foto/totti-e-saha-con-le-maglie-per-il-papa/" rel="attachment wp-att-135292"><img class="size-medium wp-image-135292" title="Totti e Saha con le maglie per il Papa" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Totti-e-Saha-con-le-maglie-per-il-Papa-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Totti e Saha con le maglie per il Papa</p></div>
<p><em><strong>(U.Trani)</strong> </em>Claudio Lotito, così timido che non sembra nemmeno lui, si mette la mano sinistra in tasca, dopo aver scambiato qualche parola con Papa Francesco.<strong> Tira fuori il rosario che ha sempre e lo posa con cura sulla targa trasparente con lo stemma della Lazio, chiedendone la benedizione.</strong><strong>Francesco Totti, prima di consegnare la maglia della Roma autografata da tutta la squadra, piega la testa, flettendo il busto, e bacia commosso la mano al Pontefice</strong>. Sono i momenti più significativi della mattinata dei due club capitolini in Vaticano. Immagini vere e semplici delle finaliste del derby di Coppa Italia davanti al 266° vescovo di Roma.</p>
<p><strong>LA LUNGA ATTESA -</strong> Le delegazioni di Roma e Lazio si fermano quasi due ore e mezza a San Pietro. In prima fila nella Loggia di Carlo Magno, in alto, alla sinistra del colonnato e sotto il sole che scotta. Sul sagrato il Papa tiene l’udienza generale. «La scelta di partecipare in Piazza San Pietro in forma pubblica e non privata nasce dall’esigenza di stare tra la gente per dare un segnale di umiltà e un messaggio di distensione e di rispetto dell’avversario ai tifosi, nella logica di esaltazione dei valori cristiani in cui la Lazio crede e si riconosce». Lotito spiega come mai, a differenza di quanto è accaduto martedì con la Juve che privatamente ha incontrato il Pontefice, le due società romane abbiano scelto di fare la loro visita accanto ai pellegrini di tutto il mondo. Al suo fianco James Pallotta che dona al Papa, oltre al tanto discusso nuovo logo, la canottiera biancoverde dei Boston Celtics, squadra Nba di cui è azionista, sempre con il numero 1 e la scritta The Pope. «C’è un giocatore che si chiama così?» scherza il Pontefice con il presidente della Roma, raggiante al momento della stretta di mano. «Un sogno che finalmente diventa realtà. Vengo da una famiglia cattolica e questa è sicuramente l’esperienza più emozionante della mia vita» ammette Pallotta.</p>
<p><strong>MAMMA FIORELLA - </strong>La Lazio si presenta con Lotito, il tecnico della Primavera Bollini, il centravanti francese Saha e il responsabile delle relazioni esterne De Martino. La Roma, oltre a Pallotta e Totti, schiera in prima fila anche Andreazzoli, e il ceo Zanzi. Con loro l’addetto alla sicurezza Gombar, il personal trainer del capitano Scala, la responsabile della comunicazione Augelli e il capo della biglietteria Feliziani. <strong>Per il saluto al Papa avanza anche la mamma di Totti, la signora Fiorella. Che non può dimenticare la visita in Vaticano quando Francesco era alle elementari e ancora doveva entrare a Trigoria</strong>, la mano di Giovanni Paolo II sui capelli biondissimi del futuro capitano giallorosso che poi da campione affermato altre tre volte incontrò Papa Wojtyla, due con la Roma e una con la Nazionale, prima di andare, con tutti i suoi compagni, per l’ultimo saluto nell’aprile del 2005. «Complimenti» gli sussurra Papa Francesco. <strong>Totti racconta:</strong> «È una persona umile, come tutte le altre. Mi ha subito trasmesso umanità e sicurezza». Il presidente della Lega Beretta ha consegnato la Coppa Italia in miniatura al Pontefice che da Saha ha ricevuto una maglia biancoceleste, personalizzata come quella giallorossa, con il numero 1 e la scritta Papa Francesco.</p>
<p><strong>I TIFOSI</strong>- Davanti al Pontefice, grande appassionato di calcio e tifoso del San Lorenzo de Almagro di Baires, si affacciano tanti bambini sulla Loggia di Carlo Magno. Applausi sfrenati per il Papa, prima di chiedere una foto e un autografo a Totti.<strong> Alcuni scambiano Feliziani per Pallotta, solo perché sta distribuendo immagini con la firma del capitano</strong>. «Presidente, una foto anche a me», strilla un piccoletto. «Go to win». Pallotta sa che cosa rispondere a chi lo riconosce. E vuole sapere come finirà domenica. Un tifoso gli urla: «In bocca al lupo per il derby». Riceve in cambio un sorriso dal presidente giallorosso. <strong>E un’occhiata che trafigge da Lotito. Che è lì, già in marcatura stretta.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>IL MESSAGGERO Esoneri tv, smentite e riflessioni: una commedia all’italiana</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:40:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(P. Mei) - Berlusconi non ha una gran fortuna con i processi, neppure quando si tratta di quello di Biscardi: una sua presunta “dichiarazione spontanea”, data per scritta dal procuratore Biscardi ma forse soltanto intercettata, ha messo in subbuglio il giro rossonero, a cominciare da Adriano Galliani, sodale del Cavaliere fin dal Milan antemarcia. Oggetto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119886" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/01/mercato-roma-berlusconi-destro-e-santon-ci-piacciono-molto/berlusconi/" rel="attachment wp-att-119886"><img class="size-medium wp-image-119886" title="Berlusconi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/Berlusconi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p></div>
<p><strong><em>(P. Mei) -</em></strong> Berlusconi non ha una gran fortuna con i processi, neppure quando si tratta di quello di Biscardi: una sua presunta “dichiarazione spontanea”, data per scritta dal procuratore Biscardi ma forse soltanto intercettata, ha messo in subbuglio il giro rossonero, a cominciare da Adriano Galliani, sodale del Cavaliere fin dal Milan antemarcia.</p>
<div>Oggetto della contesa Massimiliano Allegri, il quale giusto lunedì si trovava a un master per allenatori a Coverciano, avendo tra i banchi sia Pippo Inzaghi, con il quale ebbe un bel diverbio, sia Andrea Stramaccioni, il dirimpettaio nerazzurro con il quale potrebbe condividere il destino dell’addio alla Madonnina. E al famoso panettone che già sembrava non dovessero mangiare neppure per il Natale 2012, figurarsi per quello che verrà.</div>
<div></div>
<div><strong>CONFERME A PAROLE</strong></div>
<div>Stramaccioni ha riscosso per tutto l’anno, insieme con le sconfitte da record statistico dell’Inter travolta anche da uno tsunami di incidenti da fare un manuale di anatomia, le parole di fiducia di Massimo Moratti: il quale, però, adesso, racconta della necessità di una “lunga riflessione” e aggiunge: “Gli allenatori sono tutti bravi, ma lavorare all’Inter è una cosa diversa”. Strana teoria, che però sembra colpire, tutte assieme, le grandi del calcio italiano.</div>
<div></div>
<div>Perché se la Juve sembra aver superato i giorni del malessere da panchina, con Conte che sta cercando di lanciare in Italia la nuova figura del “total manager” che oscura perfino un presidente dal cognome di Agnelli, dettando le regole della tattica ma anche della strategia, facendosi di tipo inglese (non per l’imperturbabilità, questo assolutamente no), con il Milan e con l’Inter accusano problemi di mister il Napoli dopo la rinuncia di Mazzarri e la Roma dopo la rinuncia ad Andreazzoli. Tra le grandi di stagione le sole a non manifestare problemi al momento sono la Fiorentina con Vincenzo Montella, alle cui orecchie però suonano e cantano le voci di sirene meneghine (la Roma, dopo averlo mollato due volte non se la sentirà di provare per la terza), l’Udinese che s’è sposata al Guidolin dei miracoli e la Lazio che si tiene stretto il suo low cost Petkovic, né troppo lodato né troppo criticato dopo una stagione partita in tromba, frenata senza l’aiuto del mercatino invernale ed attualmente in netta ripresa.</div>
<div></div>
<div>In questo bailamme si alternano voci e smentite: Clarence Seedorf segue un corso on line per trovarsi pronto alla chiamata di Berlusconi, il quale, chissà mai, forse s’augurava che non dessero al Milan quel generoso rigore che lo ha portato in Champions al posto della Fiorentina, così poteva mandar via Allegri senza dover tanto stare a spiegare; Aurelio de Laurentiis smentisce d’essersi recato a Londra per contattare e contrattare Rafa Benitez, mai amato al Chelsea dove del resto aspettano il cavallo di ritorno, o mister riscaldato Mourinho, al cui posto merengue si aspetta Ancelotti, mentre Guardiola va a Monaco di Baviera, Monaco-Montecarlo forse pensa a Mancini ma anche Parigi ci pensa.</div>
<div></div>
<div><strong>PANCHINE E PARAFULMINI</strong></div>
<div>Le italiane entrano in questa quadriglia, ma senza top mister riconosciuto tale: diciamo anche che la scarsità di cassa invita più a mirare all’allenatore che non agli irraggiungibili top players. Costa meno ed è parafulmine migliore. In attesa di fare stadi e squadre facciamo panchina e “ammuina”.</div>
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		<title>IL MESSAGGERO La Roma: &#8220;Buu a Balotelli? Quelli non sono i nostri tifosi&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:07:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A. Angeloni) - Come accaduto dopo i fischi a Balotelli il 12 maggio a San Siro, la Roma prende ancora le distanze dai “protagonisti” dei buu al calciatore del Milan durante la sfida con il Napoli. Lo fa con un comunicato. Duro. La sintesi: quelli non sono i nostri tifosi, ciò che è accaduto domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/la-partita-della-sud-la-nostra-fede-non-chiede-permessi-curva-sud-senza-compromessi/fbl-ita-seriea-as-roma-lazio-11/" rel="attachment wp-att-130301"><img class="size-medium wp-image-130301" title="Curva Sud Roma derby" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/166069027-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud Roma</p></div>
<p><strong><em>(A. Angeloni) -</em></strong> Come accaduto dopo i fischi a Balotelli il 12 maggio a San Siro, la Roma prende ancora le distanze dai “protagonisti” dei buu al calciatore del Milan durante la sfida con il Napoli. Lo fa con un comunicato. Duro. La sintesi: quelli non sono i nostri tifosi, ciò che è accaduto domenica scorsa è terribile e inaccettabile e le azioni di questo gruppo ristretto sono detestabili e danneggiano la nostra società. Il danno corrisponde alle centinaia di migliaia di euro da pagare e in più alla chiusura della Sud per una giornata di campionato. Il club giallorosso sottolinea che quanto accaduto danneggia «<em>i nostri fedeli tifosi che rispettano le leggi. Non abbiamo ancora ricevuto un rapporto dettagliato dalla Lega o dalla Federazione, ma continueremo a lavorare con loro e con le forze dell&#8217;ordine per garantire che venga fatto tutto il possibile per identificare e bandire i responsabili dagli stadi di calcio».</em><strong> Bisognerà aspettare lo scanner facciale per individuare i reali colpevoli e punirli, senza dover generalizzare</strong>. Il ceo <strong>Zanzi</strong>, per il futuro, chiederà intanto più telecamere all’Olimpico e sta pensando di far firmare un codice etico agli abbonati.</p>
<div></div>
<div><strong>BALO NEL MIRINO</strong></div>
<div>Extra comunicato, arriva l’opinione di Sabatini. Al ds della Roma non va giù il provvedimento.<em> «Paghiamo un dazio pesante, sono cose esecrabili di cui ci vergogniamo. È triste che gli stadi vengano parzialmente chiusi, è dura da affrontare. Ovvio, tutta la nostra solidarietà a Balotelli e speriamo che queste cose si risolvano in fretta»</em>. Balotelli preso di mira da tutti. In qualsiasi stadio. Violenza, razzismo, intolleranza in generale. La polemica resta aperta. Dipende dal colore della pelle o dai suoi atteggiamenti? Zeman si è espresso, ieri è tornata sull’argomento anche il ministro all&#8217;Integrazione, Cecile Kyenge. <em>«Qualunque tipo di violenza è da condannare. La violenza non ha colore, etnia, appartenenza. Siamo tutti uguali davanti alla legge». </em></div>
<div></div>
<div><strong>FIRENZE NON È RAZZISTA</strong></div>
<div>A Firenze c’è un sindaco, Renzi, che si scusa per il comportamento di alcuni cittadini/tifosi che hanno insultato l’attaccante del Milan; il presidente della viola, Andrea Della Valle, difende i proprio sostenitori e allarga il discorso a tutta la città. «<em>Firenze non è una città razzista, questo lo dico con certezza. I buu vanno ovviamente censurati ma se siamo davanti ad una semplice contestazione, allora non vedo dov&#8217;è il problema?».</em></div>
<div></div>
<div><strong>MALAGÒ: PROBLEMA CULTURALE</strong></div>
<div>Per Malagò, numero uno del Coni, il razzismo, è un problema culturale.<em>«Trovo sconfortante che si guardi il problema dal buco della serratura, dibattendo su questioni interpretative dei regolamenti, anziché affrontarlo per provare a sradicarlo. Ciascuno deve fare la sua parte: lo sport, la società, la famiglia e la scuola».</em></div>
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		<title>IL MESSAGGERO Il giorno di Allegri, la Roma è pronta</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 06:45:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(U. Trani) - «Stiamo tutti aspettando, dovranno concretizzarsi le nostre cose». Sabatini è realista. Sa che oggi, da Milano, può avere la certezza di conoscere l’allenatore della Roma per la prossima stagione. Perché Galliani, su input di Berlusconi, deve sollevare Allegri dall’incarico e spingerlo di conseguenza verso la capitale. Il diesse giallorosso non si sbilancia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/05/milan-allegri-lanno-prossimo-arrivera-montolivo/parma-fc-v-ac-milan-serie-a/" rel="attachment wp-att-41267"><img class="size-medium wp-image-41267" title="Massimiliano Allegri " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/141709667-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><strong><em>(U. Trani) -</em> </strong>«Stiamo tutti aspettando, dovranno concretizzarsi le nostre cose». Sabatini è realista. Sa che oggi, da Milano, può avere la certezza di conoscere l’allenatore della Roma per la prossima stagione. Perché Galliani, su input di Berlusconi, deve sollevare Allegri dall’incarico e spingerlo di conseguenza verso la capitale. Il diesse giallorosso non si sbilancia, scottato dal recente dietrofront di Mazzarri, proprio come gli accadde con Montella l’anno scorso. Ma forte del rapporto che ha con il tecnico rossonero stavolta è convinto di andare a dama. Un anno fa incaricò il suo braccio destro Massara (ex compagno del livornese nel Pavia e nel Pescara) di telefonare ad Allegri, già all’epoca in disgrazia per non aver bissato lo scudetto lasciandolo alla Juve: invito respinto, per una questione d’orgoglio. Adesso, anche per il feeling riattivato da ottobre, non dovrebbe temere la concorrenza del Psg e del Napoli. Sabatini conta di poter iniziare a parlare con il livornese già in giornata. Allegri, che avrà un triennale, vuole portare tre uomini dello staff: l’allenatore dei portieri Landucci e il preparatore Folletti e un fisioterapista. E sta convincendo pure il vice Tassotti. In queste settimane il ds, a parte i contatti con l’agente di Mazzarri, ha chiamato altri tecnici, in Italia e all’estero. Simeone, in quanto ex bandiera laziale, non è proponibile. Benitez lo intriga e per questo segue l’evoluzione della trattativa tra il Napoli e lo spagnolo (e l’inserimento del Psg).</p>
<div></div>
<div><strong>CONFRONTO A TAVOLA</strong></div>
<div>Dopo la passerella al Pirellone per celebrare i 50 della prima coppa dei Campioni del club rossonero, Galliani e Allegri hanno cenato insieme. Non da soli. Stamattina, invece, l’atteso faccia a faccia. L’allenatore non si dimette. Se il Milan decide di esonerarlo, punta a incassare la buonuscita. La transazione, dunque, potrebbe richiedere qualche giorno. Il livornese, però, sa che la Roma prima di lunedì non annuncerà il nuovo tecnico. Per questo non concederà facilmente il divorzio. Ieri ha evitato i giornalisti. L’ad ha invece svicolato sulla nuova raffica di Berlusconi: «Il presidente ha smentito. Il resto sono affari nostri. Il giochino rischia di diventare stucchevole». Il sostituto indicato dal presidente è Seedorf. Galliani non sa più come opporsi.</div>
<div></div>
<div><strong>AURELIO IN SELLA</strong></div>
<div>«Lunedì ci incontreremo con Andreazzoli che è ancora l’allenatore della Roma. Non abbiamo chiuso accordi con nessuno nè preso alcuna decisione». Sabatini si tiene stretto, ancora per qualche giorno, l’attuale tecnico. «Non l’abbiamo preso per sostituirne un altro, ma è un allenatore della società con un contratto lungo: è ancora possibile che resti lui sulla nostra panchina. Siamo molto soddisfatti, con lui abbiamo recuperato equilibri e posizioni di classifica». La società giallorossa ha intanto deciso di anticipare di un giorno il ritiro in vista del derby: i giocatori dormiranno, questa settimana, una notte in più a Trigoria. Da venerdì, dunque, massima concentrazione sull’evento.</div>
<div></div>
<div><strong>MARQUINHOS NON SI TOCCA</strong></div>
<div>La Roma continua il pressing sul centrale difensivo francomarocchino dell’Udinese. L’operazione, rilanciata anche dall’Equipe, non è semplice. Pozzo, presidente del club friulano, non conferma, anche per creare l’asta con il Napoli: servono 12 milioni. Benatia, 26 anni, lo avrebbe voluto Mazzarri (il ds partenopeo Bigon si è mosso da tempo), così come Allegri lo ha suggerito al Milan. Sabatini sta discutendo con il manager del calciatore, ma ha escluso che l’arrivo di Benatia determinerebbe la cessione di Marquinhos. «Non partirà nessuno dei nostri gioielli. Non perderemo pezzi, anzi cercheremo di mettere tasselli per essere all’altezza della nostra tifoseria. Noi vogliamo costruire qualcosa e il derby è solo una tappa». Più cauto su Osvaldo: «E’ il centravanti della Roma. I giocatori vorremmo tenerli tutti. Poi dobbiamo parlare, devono essere contenti di stare qui».</div>
<div></div>
<div><strong>LA SERATA CON IL PRESIDENTE</strong></div>
<div>Pallotta ha invitato ieri sera a cena i dirigenti giallorossi. Presente anche Baldini, con il quale dovrà confrontarsi: il dg non è convinto di restare, sentendosi responsabile di alcuni errori in queste due stagioni. Il presidente spera di vederlo più coinvolto. Se non fosse così, appare probabile la separazione consensuale con due anni di anticipo. Il Tottenham e Villas Boas lo aspettano a Londra. Pallotta nel pomeriggio sarà allo store di piazza Colonna per mostrare ai tifosi il nuovo logo, il restyling della Lupa preparato negli Usa che oggi presenterà a Papa Francesco nell’udienza al Vaticano. Nell’agenda del presidente anche il contratto di Totti. Che aspetta il rinnovo promesso.</div>
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		<title>IL MESSAGGERO Derby, a rilento l&#8217;acquisto dei biglietti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:20:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(D.Magliocchetti) - Il derby più atteso della storia? Dai giocatori e dirigenti di Lazio e Roma sicuramente, decisamente meno dai tifosi. Dopo i primi due giorni di frenesia, la vendita dei biglietti si è clamorosamente arrestata. Bloccata sotto tutti i punti di vista. Da almeno una decina di giorni, lo stadio Olimpico è fermo a circa 38.000 spettatori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130108" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/roma-lazio-gli-striscioni-esposti-sugli-spalti-foto/striscione1-2/" rel="attachment wp-att-130108"><img class="size-medium wp-image-130108" title="roma lazio coreografia" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/striscione1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Coreografia Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(D.Magliocchetti) -</strong></em> Il derby più atteso della storia? Dai giocatori e dirigenti di Lazio e Roma sicuramente, decisamente meno dai tifosi. <strong>Dopo i primi due giorni di frenesia, la vendita dei biglietti si è clamorosamente arrestata. Bloccata sotto tutti i punti di vista</strong>. Da almeno una decina di giorni, lo stadio Olimpico è fermo a <strong>circa 38.000 spettatori</strong>, con una leggerissima prevalenza di tifosi romanisti, ma è davvero minima. La frenata nell’acquisto dei tagliandi per il derby di domenica pomeriggio, finale di Coppa Italia, ha allarmato entrambi i club e la stessa Lega calcio, organizzatrice dell’evento.</p>
<p><strong>DELUSIONE DOPPIA</strong> - Si va dunque delineando, sperando comunque in un’accelerata finale, un contorno inimaginabile per una finale di Coppa Italia, che si gioca tra le due squadre della capitale. L’anno scorso per la partita Juventus-Napoli i biglietti andarono esauriti in pochi giorni, mentre ora mancano all’appello più di ventimila biglietti. Quello che più sorprende è il fatto che <strong>a disposizione ci sono ancora numerosi distinti di entrambe le parti dell’Olimpico</strong>, ovvero i settori più popolari dopo le curve. Il problema, oltre alla delusione per un finale di stagione davvero magro per le due squadre, è il costo dei biglietti, che arrivano fino ai 120 euro per le tribune (sono 4.000 i tagliandi venduti per questo settore da Roma e Lazio), ma c’è anche timore per l’ordine pubblico, visto quanto è accaduto nell’ultima sfida di campionato tra Roma e Lazio. <strong>A tenere bloccata la vendita ci sono anche restrizioni dell’Osservatorio, che ancora non ha dato l’ok alla vendita libera</strong>. Ieri, sia i dirigenti laziali che quelli romanisti e gli stessi dirigenti della Lega calcio, hanno tentato di far rivedere le posizioni dell’Osservatorio. Fino a tarda sera ci sono stati contatti e diverse riunioni tra l’Osservatorio, le società e la Lega calcio e questa mattina ci potrebbe essere l’annuncio della vendita libera. Così, da qui ai prossimi quattro giorni si potrà sperare nella tanto attesa impennata finale.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Prandelli critica Zeman: &#8220;Non sa la storia di Mario&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:11:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(S.Riggio) - Risposta e contro risposta, sul tema del razzismo, tra Cesare Prandelli e Zdenek Zeman. Qualche giorno fa il boemo aveva dichiarato che «non sempre i tifosi se la prendono con Balotelli perché di colore diverso, ma perché con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. Se fischiano Totti in tutti gli stadi e lo offendono è la stessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_66211" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/06/nazionale-prandelli-in-conferenza-stampa-contro-la-germania-dovremo-fare-la-nostra-partita-parlero-piu-tardi-con-de-rossi/prandelli-2/" rel="attachment wp-att-66211"><img class="size-medium wp-image-66211" title="Prandelli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/06/Prandelli-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Cesare Prandelli</p></div>
<p><em><strong>(S.Riggio) - </strong></em>Risposta e contro risposta, sul tema del razzismo, tra<strong> Cesare Prandelli e Zdenek Zeman</strong>. Qualche giorno fa il boemo aveva dichiarato che «non sempre i tifosi se la prendono con <strong>Balotelli</strong> perché di colore diverso, ma perché con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. <strong>Se fischiano Totti in tutti gli stadi e lo offendono è la stessa cosa</strong>. Altri giocatori del Milan di colore non vengono trattati allo stesso modo. Il problema non è il colore ma il comportamento, se uno si comporta bene non succede niente».</p>
<p>Ieri è arrivata la reazione del ct azzurro: «Stiamo veramente sbagliando. <strong>Innanzitutto bisogna avere rispetto per la persona</strong>, sempre, e avere coscienza di ciò che ognuno ha vissuto sulla proprio pelle. È un problema serio, è come dire che le donne subiscono violenza perché molte se la vanno a cercare. Non si tratta solo di un problema del Milan o del calcio italiano, è un problema di tutti. Non dobbiamo più tollerare nulla, dobbiamo avere determinazione di restare sul pezzo. Sarà un percorso lungo, ma bisogna insistere su questa strada, anche pensando ai bambini. Con Mario non ci siamo ancora confrontati su questo argomento, ma non lo faremo solo con lui, ma con tutta la squadra. Comunque, nel caso Mario ricevesse cori razzisti entreremmo sul terreno di gioco e lo abbracceremmo, non facendolo uscire dal campo».</p>
<p>Qualche ora dopo, ecco ancora Zeman: «Chi fa questi gesti, è gente sciocca che si scarica così, ma ripeto che secondo me non è razzismo, anche perché certa gente non sa nemmeno cosa sia il razzismo. <strong>I comportamenti di Balotelli non sempre sono da esempio</strong> e questo influisce. Io ho vissuto tante situazioni di razzismo nella mia carriera e ne ho sentite dire…».</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Giallo Berlusconi: &#8220;Allegri ti caccio&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 05:58:52 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_88921" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/09/il-pagellone-di-rocky-apollo-top-e-flop-della-nostra-serie-a-3/allegri/" rel="attachment wp-att-88921"><img class="size-medium wp-image-88921" title="Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/09/Allegri-300x186.jpg" alt="" width="300" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">Allegri</p></div>
<p><em><strong>(U.Trani) </strong></em>- <strong>IL FUTURO -</strong> E’ ancora giallo, come la settimana scorsa, sul destino di <strong>Allegri</strong>. Ed è sempre <strong>Berlusconi</strong> ad accelerare le pratiche per il divorzio del livornese dal Milan e di conseguenza per il suo trasferimento alla <strong>Roma</strong>. Non può essere ancora ufficiale l’esonero del tecnico rossonero, anche perché sul sito del club di Turati viene smentita l’ultima raffica dell’ex premier. Ma il testo della (sua?) nota inviata e letta in diretta tv al <strong>Processo di Biscardi</strong> è inequivocabile: scontata la separazione dall’attuale allenatore.</p>
<p><strong>IL VIA AL RIBALTONE</strong> - In quelle poche righe il presidente rossonero scarica Allegri, si prende i meriti del terzo posto e mette per la prima volta in discussione Galliani che è da sempre il suo dirigente di riferimento. «<em>Dopo il disastroso girone d’andata, prima della partita Napoli-Milan, ho convocato i dirigenti e l’allenatore del mio Milan ed ho detto, con estrema chiarezza, che bisognava assolutamente capovolgere la situazione e riassettare il Milan come società e come squadra e siccome credo di aver accumulato una molta esperienza in materia, ho specificato come avrei voluto che il Milan si schierasse in campo, diversamente da come aveva fatto fino a quel momento. I risultati di questa metamorfosi, modestia a parte, si sono visti da quella partita, ripeto, Napoli-Milan. La nostra squadra è passata dalla zona retrocessione, in cui era caduta, al terzo posto conquistato ieri sul filo di lana. Ho predisposto già da domani un riassetto completo dei quadri tecnici e anche, se ci fosse bisogno, di più efficiente e completa riorganizzazione societaria</em>». In un quarto d’ora <strong>il sito del club rossonero cancella la nota</strong>: «<em>Il Presidente Onorario Silvio Berlusconi comunica di non aver rilasciato, nella giornata odierna, nessun tipo di dichiarazione o di aver scritto alcuna lettera avente per oggetto il Milan</em>».<br />
<strong><br />
MAX FURIOSO</strong> - <strong>Galliani chiama Allegri</strong> appena la nota è di dominio pubblico: per tranquillizzarlo. Il livornese è furibondo. Si sente fuori dal progetto Milan ma non vuole darla vinta al presidente rossonero. Per ora non si dimette. Ma difficilmente potrà resistere. «<em>Non so se resterò</em>». Era stato sincero, con i suoi giocatori, domenica sera nello spogliatoio del Franchi. La squadra è per la conferma. E, a terzo posto raggiunto, gli ha rivolto un applauso spontaneo e affettuoso proprio dopo la gara di Siena. Il gruppo è con lui. Come Galliani. Che, prima del giallo di ieri sera, gli aveva dato appuntamento a domani. Già oggi, al Pirellone, parteciperanno insieme all’evento per celebrare i 50 anni della prima Champions vinta dal Milan (il presidente rossonero, invece, non ci sarà): «<em>Capirò quello che vuol fare Allegri e con Berlusconi decideremo. La società troverà una posizione univoca: io sono con il presidente dal primo novembre del settantanove, abbiamo un rapporto buonissimo da trentatré anni e mezzo</em>». Allegri, prima di spostarsi a Livorno, ha tenuto una lezione a Coverciano. Alla Roma disse no un anno fa, rispondendo alla telefonata di Massara, braccio destro di Sabatini. Ma ha poi dato la sua disponibilità al ds giallorosso già da ottobre. Sa che con Berlusconi è difficile ricucire. Ieri per il presidente consueta riunione di famiglia ad Arcore. Senza cambiare idea: <strong>via Allegri e al suo posto Seedorf</strong>. Galliani, però, studia una formula per confermare il livornese: rinnovo in caso di promozione, in estate, alla fase a gironi di Champions. Ma Allegri vuole soprattutto quattro rinforzi di qualità.</p>
<p><strong>ATTESA A TRIGORIA</strong> - La Roma può solo aspettare: i due candidati ancora non sanno che cosa rispondere ai dirigenti giallorossi. <strong>Mazzarri</strong> tratta con l’Inter e Allegri, sotto contratto con il Milan, deve essere liberato. Il livornese ha più chance di arrivare a Trigoria. Dove Sabatini si cautela: contattato Simeone.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Cori razzisti a Balotelli. Squalificata la Curva Sud</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 05:53:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124765" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/02/il-romanista-quando-la-roma-torna-la-roma/as-roma-v-juventus-fc-serie-a-37/" rel="attachment wp-att-124765"><img class="size-medium wp-image-124765" title="CurvaSud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/curvasud-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(A.Angeloni) - </strong></em><strong>IL CASO - Diffida, squalifica</strong>. Il passo è breve. <strong>La Roma giocherà un turno di campionato, ovviamente il prossimo, con la Curva Sud chiusa</strong>. Chiusa per razzismo. Uno slogan che piace a <strong>Blatter</strong>, fautore di pene quasi capitali per i portatori (non sani) di razzismo; forse piace pure a Platini, che auspica da sempre provvedimenti contro i tifosi e non contro i club. In questo caso ci rimettono i curvaroli innocenti (magari quelli che domenica hanno ospitato <strong>Marquinhos</strong>, il calciatore più nero della Roma&#8230;) e la società stessa, non tanto colpita economicamente (gli abbonamenti per l’anno prossimo sono già stati vendita per diciotto partite casalinghe, non certo per diciassette), quanto nell’immagine, proprio quando aveva preso le distanze dai buu di San Siro lo scorso 12 maggio e dopo che domenica con il Napoli aveva fatto scendere in campo la squadra con t-shirt con la scritta «As Roma contro il razzismo».</p>
<p><strong>CURVA CHIUSA IN CAMPIONATO</strong> - Stavolta la società giallorossa paga i buu fatti in contumacia a Balotelli, ovviamente protagonista a Siena e non all’Olimpico. Ma fa lo stesso: appena domenica è comparso il nome di Supermario &#8211; autore del momentaneo pari del Milan &#8211; sullo schermo dello stadio durante Roma-Napoli, è partito il coro: «<em>Balotelli figlio di puttana, buu buu buu</em>». Questa espressione insultante vale alla Roma anche cinquanta mila euro di multa. Stessa sanzione per l’Inter per gli stessi cori verso il milanista in occasione della sfida di domenica contro l’Udinese. L’Inter a cui era stata comminata la stessa multa per gli insulti nel derby con il Milan dello scorso 24 febbraio, ora entra in diffida. <strong>La Roma non pensa al ricorso ma vuole continua a prendere le distanze da certi episodi </strong>che finiscono con l’equiparare innocenti e colpevoli.</p>
<p><strong>IL COMUNICATO BIS</strong> - Domenica scorsa la Roma aveva emesso un comunicato, che vale anche per questa occasione. Eccolo: «<em>La Roma condanna ogni forma di abuso razziale. Questo tipo di comportamento da parte di qualsiasi tifoso, inclusi i nostri, è totalmente inaccettabile. Siamo impegnati ad affrontare con determinazione la questione con l&#8217;obiettivo di eliminare tale problema dallo sport e di promuovere il rispetto verso tutti</em>»</p>
<p><strong>NIENTE STADIO PER I CATTIVI</strong> - Il presidente della Roma, <strong>Pallotta</strong>, è tornato in Italia, ieri era a Milano per il convegno “Il calcio che vogliamo” e si è trovato in mezzo a discorsi di violenza negli stadi e razzismo. Proprio alla «vigilia» della realizzazione di un impianto di proprietà. «T<em>ecnologie come il riconoscimento facciale</em> - attraverso lo scanner del viso -<em>permetteranno di riconoscere i cattivi e non farli entrare</em>». Così, facile. «<em>L&#8217;Italia tornerà a essere il paese numero uno. Quelli degli hooligans e del razzismo sembrano episodi isolati, che vanno fermati con sanzioni individuali</em>», ha notato Pallotta. «<em>È orribile che il campionato o la Roma si portino dietro la brutta reputazione per colpa di alcuni</em>».</p>
<p><strong>IL PRANZO CON AGNELLI</strong> - Il presidente della Roma ieri è stato a pranzo con <strong>Andrea Agnelli</strong>, proprio per confrontarsi sullo stadio, e domani presenterà il nuovo logo. La Juve già ha il suo impianto e a Pallotta piace, è un modello da seguire. «<em>Negli ultimi venti anni gli Usa, oltre ai diritti televisivi, hanno scoperto come gli stadi possano contribuire agli introiti. Negli ultimi quindici mesi abbiamo lavorato alla costruzione dello stadio: sarà un impianto da 55 mila spettatori, con una parte da 15 mila posti operativa anche durante il resto della settimana, con negozi e campi di allenamento della prima squadra e delle giovanili, così da poter consentire ai tifosi di essere sempre presenti, non come succede adesso a Trigoria in cui si vedono centinaia di persone assiepate fuori dai cancelli solo per vedere se esce un giocatore e aspettare un suo cenno di saluto. Nel nuovo stadio i controlli di sicurezza avverranno soprattutto fuori, così che possa essere ripulito e accogliente per le famiglie che verranno a godersi le partite</em>».</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Baldini: &#8220;Aurelio è il nostro allenatore&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:17:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(Il Messaggero) - Franco Baldini, chiamato a parlare del prossimo allenatore della Roma, ai microfoni di Sky è stato chiarissimo. «La Roma un allenatore ce l’ha, ed è Andreazzoli. Fino alla fine della stagione difenderemo la sua scelta. Quando decideremo di prendere un altro tecnico, vedremo chi ci sarà a disposizione», le sue parole prima del match.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_92455" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/10/Bladini.jpg"><img class="size-medium wp-image-92455" title="Baldini" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/10/Bladini-300x176.jpg" alt="" width="300" height="176" /></a><p class="wp-caption-text">Baldini</p></div>
<p><em><strong>(Il Messaggero) - </strong></em><strong>Franco Baldini</strong>, chiamato a parlare del prossimo allenatore della Roma, ai microfoni di Sky è stato chiarissimo. <strong>«La Roma un allenatore ce l’ha, ed è Andreazzoli. Fino alla fine della stagione difenderemo la sua scelta. Quando decideremo di prendere un altro tecnico, vedremo chi ci sarà a disposizione», le sue parole prima del match.</strong></p>
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		<title>IL MESSAGGERO Arriva Pallotta per mettere la parola fine</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 06:13:05 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/pallotta-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-119232" title="Pallotta" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/pallotta-2-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Pallotta</p></div>
<p><strong><em>(S. Carina) -</em> </strong>«Bella serata, volevamo vincere e ci siamo riusciti. Sono contento del gol, dopo questo brutto infortunio ci voleva. Il nuovo allenatore? Andreazzoli sta facendo un grande lavoro. Ora possiamo finalmente pensare al derby». Sono le parole di <strong>Destro,</strong> protagonista di una serata che non verrà certo ricordata per il risultato, caratterizzata com’era dalla curiosità di conoscere il futuro di<strong>Allegri </strong>e<strong> Mazzarri</strong>. Tre punti che permettono alla Roma di sorpassare in extremis la Lazio e finire il campionato al sesto posto. Sorride <strong>Pjanic</strong>: «Sicuramente fa bene a noi e ai tifosi per il morale aver superato i biancocelesti, ci aiuta anche se in questa stagione abbiamo sperato di fare di più. Ora c’è la coppa Italia: in finale vincerà chi avrà più voglia e più fame. Noi vogliamo vincere». Del sorpasso ha parlato anche <strong>Andreazzoli</strong>: «Meglio essere davanti che dietro, abbiamo interrotto una tradizione che negli ultimi anni non ci sorrideva».</p>
<p><em></em><strong>IL PRESIDENTE A MILANO</strong></p>
<p>Oggi <strong>James Pallotta</strong> sbarca in Italia. Non a Roma ma a Milano dove lo attende un forum organizzato dalla Gazzetta dello Sport nel quale avrà modo di intrattenersi sia con il presidente della Juventus,<strong> Agnelli</strong>, che con l’amministratore delegato del Milan, <strong>Galliani</strong>. Inevitabile pensare che in privato <strong>Pallotta</strong> possa anche chiedere informazioni sulla situazione riguardante <strong>Allegri,</strong> uno dei papabili per la panchina romanista. Sarà una settimana intensa quella che attende il presidente giallorosso, accompagnato dal braccio destro <strong>Pannes</strong>. Sia a livello d’impegni istituzionali (mercoledì da Papa Francesco e venerdì al Quirinale) che dal punto di vista societario.</p>
<p><strong>AGENDA PIENA</strong></p>
<p><strong>Diversi gli argomenti da affrontare: dalla scelta dell’allenatore alla questione stadio, senza dimenticare la ricapitalizzazione e di conseguenza il budget che si avrà a disposizione per il mercato.</strong> I conti della trimestrale al 31 marzo 2013 hanno certificato la perdita consolidata di 10,3 milioni che nei primi nove mesi dell’esercizio salgono a 36,4 milioni. Se le previsioni per giugno non sono migliori – il rosso dovrebbe assestarsi attorno ai -50 – proprio per questo motivo continua la caccia a nuovi investitori che al momento avrebbero fatto pervenire a Morgan Stanley, la banca d’affari che si occupa della vicenda, una quindicina di manifestazioni d’interesse. Non resta dunque attendere sviluppi concreti ed evitare scivoloni come accaduto con <strong>Al Qaddumi</strong> (che negli ultimi giorni avrebbe provato, invano, a riallacciare i rapporti con Trigoria). Da domani, invece, <strong>Pallotta</strong> sarà a Roma dove si confronterà con <strong>Baldini</strong>. Al direttore generale certamente non mancano le offerte –<em> </em><strong>«Al Tottenham uno come lui farebbe comodo»</strong><em>,</em> ha affermato non più tardi di un paio di giorni fa il tecnico <strong>Villas Boas</strong> – ma prima vuol realmente capire se la fiducia che gli è stata concessa lo scorso anno è rimasta intatta. Poi deciderà sul suo futuro. Se capirà di aver perso posizioni, è possibile che si possa arrivare ad una separazione consensuale.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Corsa al tecnico, comincia lo sprint</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:53:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/158641941.jpg"><img class="size-medium wp-image-118480" title="Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/158641941-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(S. Carina) - </strong></em>Doveva essere la serata delle verità. Alla fine, invece, a far chiarezza sul suo futuro ci ha pensato solamente <strong>Mazzarri.</strong>E in parte. A fine gara il tecnico ha spiegato solo il suo addio da Napoli: «Voglio ringraziare innanzitutto i tifosi, ho concluso il mio ciclo in azzurro. Mi sono commosso negli spogliatoi, ringrazio tutti coloro che mi sono stati vicino. Ho preso questa decisione a fine stagione, non ho mancato di rispetto a nessuno. La scorsa estate avevo già pensato a una situazione del genere. Ringrazio Bigon e De Laurentiis che fino alla fine hanno provato a farmi cambiare idea. È giunta l’ora di cambiare aria o di restare fermo. Se dovessero arrivare offerte le valuterò: con gli stimoli giusto ci andrò. In alternativa posso restare fermo per qualche mese. Subentrare in corsa? Non escludo nulla. Dicono che non sappia lavorare con i giovani. Nella mia carriera ho fatto di tutto: lavorato con i ragazzi, con i veterani, ho rivitalizzato giocatori dati per finiti. Quello che mi verrà chiesto, se lo riterrò interessante, farò».</p>
<p><strong>DA MILANO SOLO CONFERME</strong></p>
<p>A Milano, versante Inter,<strong> Stramaccioni</strong> è in bilico, nonostante la difesa del ds <strong>Ausilio</strong>:«Abbiamo un allenatore, che ha un contratto fino al 2015 e si chiama Stramaccioni. Le voci su Mazzarri danno fastidio così come tutte quelle che ci sono state quest’anno». A Siena va invece in onda una versione leggermente criptica di<strong> Allegri:</strong> «Ora andrò a Coverciano a dire due “bischerate”’, poi a casa da mio figlio di 18 mesi. Sono contento del supporto dei tifosi e di quello che hanno fatto i ragazzi. Dopo la giornata di riposo parlerò con Galliani e saprete. Un allenatore e una società devono parlare di programmi futuri, non ho problemi con la società né con il presidente». Parole rassicuranti per il tecnico rossonero arrivano dall’ad <strong>Galliani:</strong> <strong>«Con l’allenatore non c’è alcuna situazione strana, sia io che il presidente abbiamo un ottimo rapporto con Allegri. Se non fosse stato così non avremmo fatto così bene. Non credo che Berlusconi abbia detto quelle cose su Allegri, il presidente almeno non me lo ha confermato.</strong> L’allenatore è sereno e tranquillo, ha un contratto per un altro anno e queste sono le certezze. Le indiscrezioni lasciano il tempo che trovano. Il signor Allegri ha inoltre fatto più punti della Juventus negli ultimi tre anni e io valuto questi numeri per giudicare il lavoro del tecnico». Nel gioco delle panchine, intenderebbe partecipare anche <strong>Andreazzoli</strong>: «La riconferma è una soluzione che dovrà decidere la società, di sicuro lo saprò con largo anticipo. Io sono comunque disponibile a qualsiasi soluzione. Vedremo in quali vesti starò a Roma, sono disponibile a fare qualsiasi ragionamento come ha detto <strong>Allegri che tra l’altro è bravo e farebbero bene a prenderlo».</strong></p>
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		<title>IL MESSAGGERO Tutti con la t-shirt anti razzismo</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:47:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(S. Carina) - Un’altra risposta dopo i cori razzisti contro Balotelli, costati alla Roma una multa di 50mila euro con diffida.Destro e compagni sono scesi in campo per il riscaldamento con una t-shirt bianca sulla quale compariva la scritta «As Roma contro il razzismo». Parole apparse anche sui maxi schermo. Non è la prima iniziativa da parte del club dopo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131303" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/riscaldamento1.jpg"><img class="size-medium wp-image-131303" title="inter roma riscaldamento" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/riscaldamento1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Riscaldamento</p></div>
<p><em><strong>(S. Carina) - </strong></em>Un’altra risposta dopo i cori razzisti contro <strong>Balotelli</strong>, costati alla Roma una multa di 50mila euro con diffida.<strong>Destro</strong> e compagni sono scesi in campo per il riscaldamento con una t-shirt bianca sulla quale compariva la scritta <em>«As Roma contro il razzismo».</em> Parole apparse anche sui maxi schermo. Non è la prima iniziativa da parte del club dopo i cori all’indirizzo dell’attaccante rossonero, insultato anche ieri sera all’Olimpico.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Campionato amaro: è un doppio fallimento</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:42:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(V. Cerracchio) - Tutto nella coppa. Anche l’Europa. La Lazio non ce l’ha fatta ad agguantare il quinto posto che va alla gagliarda Udinese. E quindi sarà il derby di domenica a decidere quale squadra romana sarà ammessa direttamente ai gironi di Europa League. Gli uomini di Guidolin, con due gol nei primi otto minuti, hanno spento le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133451" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/andreazzoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-133451" title="roma chievo Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/andreazzoli-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(V. Cerracchio) - </strong></em>Tutto nella coppa. Anche l’Europa. La Lazio non ce l’ha fatta ad agguantare il quinto posto che va alla gagliarda Udinese. E quindi sarà il derby di domenica a decidere quale squadra romana sarà ammessa direttamente ai gironi di Europa League. Gli uomini di<strong> Guidolin</strong>, con due gol nei primi otto minuti, hanno spento le velleità della contestata Inter e una superlativa prodezza balistica di <strong>Di Natale</strong> ha chiuso i conti già nel primo tempo rendendo di fatto ininfluente lo sforzo dei rivali sul neutro di Trieste. I biancocelesti si sono lasciati battere senza combattere dal Cagliari e chiudono addirittura settimi dietro la Roma, che ha sconfitto con orgoglio il Napoli all’Olimpico.</p>
<p>Il campionato si chiude, comunque, con un duplice fallimento. I giallorossi almeno si consolano con la supremazia cittadina. Ma entrambe sono state superate da squadre sulla carta meno attrezzate. Se la Roma, nonostante il parziale recupero con <strong>Andreazzoli</strong>, ha davvero lasciato poco spazio ai sogni, la Lazio ha rovinato tutto nel girone di ritorno dopo aver dato l’impressione di poter competere addirittura per la Champions. Un’utopia durata fino al mercato di gennaio quando la mancanza di rincalzi all’altezza ha portato a soffrire oltremisura gli infortuni di molti uomini chiave. I biancocelesti hanno regalato punti alle retrocesse Siena e Palermo, sei addirittura al Genoa e quattro al Torino, che la B l’hanno sfiorata. <strong>I giallorossi hanno rovinato tutto con la sconfitta di Palermo, il pari con il Pescara, il doppio ko con la bestia nera Chievo: resteranno pagine nere, difficili da archiviare senza magoni.</strong></p>
<p>Alla finale, almeno psicologicamente, arriva però peggio la Lazio. Avendo lottato fino all’ultimo per il traguardo minimo quando i rivali erano già fuori: per poi farsi addirittura superare da loro. I biancocelesti sono anche quelli che hanno giocato più partite e arrivano al match decisivo con il poco invidiabile primato di energie spese. La Roma è più carica dopo il sorpasso di ieri, almeno mentalmente non c’è partita, e si sa che in un match del tutto o niente i dettagli contano: <strong>Petkovic</strong> proverà a recuperare <strong>Hernanes </strong>e<strong> Radu</strong>, forse perfino <strong>Mauri,</strong> ma è indubbio che dovrà valutare bene le condizioni dei singoli. Meno problemi per Andreazzoli, che riavrà a disposizione un <strong>Totti</strong> che ha tirato il fiato. Ma sarà anche la settimana in cui si parlerà molto del nuovo allenatore e le distrazioni sono sempre dietro l’angolo. Come è accaduto al Milan di <strong>Allegri</strong> che ha rischiato davvero il tracollo a Siena. Trovando un miracolo e sicure polemiche.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Roma, schiaffo a Mazzarri</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 05:36:54 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(U. Trani) &#8211; L’ultima notte di campionato è più dolce del previsto per la Roma. Battendo il Napoli, 2 a 1, sorpassa la Lazio in classifica, e chiude al sesto posto un punto sopra ai biancocelesti: dopo due anni la capitale è sua. Ma ora c’è il derby che conta di per sè e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_51270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/04/142556423.jpg"><img class="size-medium wp-image-51270" title="Walter Mazzarri " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/04/142556423-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(U. Trani)</strong></em> &#8211; L’ultima notte di campionato è più dolce del previsto per la Roma. <strong>Battendo il Napoli, 2 a 1, sorpassa la Lazio in classifica, e chiude al sesto posto un punto sopra ai biancocelesti</strong>: dopo due anni la capitale è sua. Ma ora c’è il derby che conta di per sè e per l’Europa League. Chi lo sbaglia, perde quello e la partecipazione alle coppe europee. Intanto schiaffo a Mazzarri che, tentennando, non aiuta il club giallorosso: pochi fischi per il tecnico di San Vincenzo. Più però al rivale che al candidato.</p>
<p><strong>LA GRANDE ATTESA</strong></p>
<p><strong></strong>La Sud, all’inizio della sfida, avverte tutti con uno striscione eloquente: dopo un’altra stagione con l’amaro in bocca l’unico imperativo è vincere la coppa. La stessa curva applaude poi quella opposta. Perché la Nord è ancora più chiara: 26-5-13 vincete o scappate. Il pensiero, insomma, è solo per la finale contro la Lazio di domenica prossima. Si aspetta, però, anche il nuovo allenatore. Andreazzoli prende tanti fischi quando lo speaker dello stadio annuncia le formazioni: lui è sotto contratto, conquista 3 punti più di Zeman (contro le stesse 15 avversarie), ma non può certo restare. In corsa rimane Allegri che, a ottobre, era la prima scelta e ultimamente era stato superato da Mazzarri. Adesso torna d’attualità, anche se con il Milan, al fotofinish, si piazza terzo. E Galliani, al momento, lo conferma.</p>
<p><strong>L’ADDIO DI WALTER</strong></p>
<p><strong></strong>Mazzarri, dopo quattro stagioni e quattro qualificazioni in Europa, siede per l’ultima volta sulla panchina del Napoli. Il divorzio diventa ufficiale nella pancia dell’Olimpico a fine gara. Per ora si prende una pausa di riflessione. Deve scegliere il nuovo club. Teoricamente c’è anche la Roma che, a quanto pare, non lo convince a 360 gradi. Si ipotizza che voglia conoscere Pallotta prima di dare una risposta. Ha un’offerta interessante dalla Russia: l’Anzhi di Eto’o. Ma non è da escludere l’Inter di Moratti. Oppure che resti fermo. De Laurentiis volerà in settimana a Londra per parlare con Benitez, tecnico del Chelsea che piace anche a Sabatini.</p>
<p><strong>IL TURNOVER PER LA LAZIO</strong></p>
<p><strong></strong>Andreazzoli fa la rotazione per preservare alcuni titolari in vista del derby: oltre allo squalificato Totti, non convoca Marquinhos, Balzaretti e De Rossi, lascia in panchina Florenzi e Osvaldo. <strong>Nel 4-2-3-1, Tachtsidis fa il regista, Dodò e Marquinho si allineano a sinistra e Destro è il centravanti.</strong> Si fa male subito Pandev, caviglia destra dopo scontro con Buridisso, Pjanic calcia bene una punizione alzata in angolo da Rosati, Cavani si pappa un gol, Destro prende il palo nel recupero e Cannavaro salva sulla linea anche la sua replica. La Roma passa nella ripresa: Castan per Lamela, stop di petto dell’argentino e destro dal limite di Marquinho per l’1 a 0 al secondo minuto. Al tredicesimo Destro salta Rolando e di sinistro firma il 2 a 0, anche per la gaffe di Rosati. Si scalda il Re di Coppa: 11 gol (12 stagionali, compreso quello con la nazionale), 5 nella competizione che deve ancora finire. Il capocannoniere Cavani, ringraziando Lobont che respinge male, segna la sua rete numero 29 del torneo (38 comprese le coppe). Alla Sud non basta il sorpasso: due anni di delusioni, fuori i c&#8230;</p>
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		<title>ILMESSAGGERO.IT Roma-Napoli 2-1, Destro e Marquinho. Andreazzoli, messaggio a Mazzarri</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 22:20:19 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Andreazzoli sorpassa Petkovic: 62 a 61 nella classifica finale. L&#8217;Udinese schianta l&#8217;Inter va in Europa. Il Milan rimonta e batte il Siena: è in Champions. Amarezza Fiorentina ROMA &#8211; La Roma ci crede, batte il Napoli e chiude da grande la stagione. Gol di Marquinho e Destro nella ripresa, Cavani accorcia nel finale: 2-1 Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134916" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/ilmessaggero-it-roma-napoli-2-1-destro-e-marquinho-andreazzoli-messaggio-a-mazzarri/fbl-ita-seriea-as-roma-napoli-3/" rel="attachment wp-att-134916"><img class="size-medium wp-image-134916" title="Roma-Napoli " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/169065845-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;esultanza</p></div>
<p><em>Andreazzoli sorpassa Petkovic: 62 a 61 nella classifica finale. L&#8217;Udinese schianta l&#8217;Inter va in Europa. Il Milan rimonta e batte il Siena: è in Champions. Amarezza Fiorentina</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; La Roma ci crede, batte il Napoli e chiude da grande la stagione. Gol di Marquinho e Destro nella ripresa, Cavani accorcia nel finale: 2-1</p>
<p>Una squadra appagata da una parte e una delusa dall&#8217;altra: <strong>Roma-Napoli</strong>, ultimo atto del campionato, offre pochi spunti sul terreno di gioco ma decisamente tanti a bordo campo.<strong> Mazzarri</strong> sì, Mazzarri no è il leit motiv che scandisce gli ultimi 90&#8242; dei giallorossi e degli azzurri all&#8217;Olimpico, una partita che ha ben poco da dire in chiave campionato ma moltissimo da chiarire sul fronte mercato. Finisce 2-1 per i giallorossi senz&#8217;altro più motivati degli avversari, non fosse altro per preparare la &#8216;partita delle partite di domenica prossima. Per il Napoli, senza più motivazioni e obiettivi, era davvero difficile trasformare una delle partite storicamente più sentite della Serie A in qualcosa che non fosse una semplice sgambata. E anche il pubblico giallorosso, sempre e comunque vicino alla squadra, oggi è parso distratto dalle voci sull&#8217;allenatore che verrà e, soprattutto, dalla settimana di vigilia di <strong>Coppa Italia</strong>.</p>
<p><strong>I dubbi di Andreazzoli</strong></p>
<p>Molti dubbi per Andreazzoli alla vigilia sono stati risolti in anticipo, complice la squalifica di Totti e i leggeri malanni di De Rossi,<strong> Marquinhos</strong> e Balzaretti, tenuti a riposo per domenica prossima. Così Roma-Napoli diventa una sorta di passerella, per i vicecampioni d&#8217;Italia che Mazzarri (verso il quale la curva Sud si mostra indifferente per tutto il match) schiera al gran completo (Insigne è squalificato) e per chi, tra le file giallorosse, ha giocato poco quest&#8217;anno, a cominciare da Mattia Destro e da &#8216;toh chi si rivede <strong>Tachsidis</strong> in un 4-2-3-1 di spallettiana memoria. I giallorossi hanno comunque il merito di crederci anche per evitare l&#8217;ultima brutta figura di una stagione che lo stesso Andreazzoli ha definito insufficiente ma non mediocre.</p>
<p><strong>Marquinho, Destro e Cavani gol</strong></p>
<p>Nonostante siano di fronte due dei principali attacchi della serie A (72 gol il Napoli, 69 la Roma), la partita nel primo tempo offre scarse occasioni da rete: un lampo di <strong>Cavani</strong> al 15&#8242; ma &#8216;mister 63 milionì tutto solo davanti a Lobont spara al lato e tre palle-gol per la Roma confezionate in unica azione: prima salva Rosati, poi prende il palo Destro e quindi salva sulla linea Cannavaro. La ripresa è però tutt&#8217;altra storia con i giallorossi galvanizzati e che nel giro di 10 minuti chiudono la partita: ci pensano prima <strong>Marquinho</strong> con bellissimo tiro di controbalzo e poi Destro a dare la svolta al match e a far infuriare Mazzarri in panchina. Il Napoli continua a &#8216;latitare in campo e serve una malaugurata uscita di Lobont, che propizia la rete di Cavani, a riaprire la partita a 5&#8242; dal termine ma l&#8217;orgoglio partenopeo messo in campo negli ultimi 5 minuti non basta a raddrizzare una partita sbagliata. La &#8216;sgambata di fine anno finisce con scarsi spunti di cronaca, non per il tifo, già tutto proiettato in chiave derby, visto anche il sorpasso in classifica ai danni dei cugini sconfitti a Cagliari: &#8217;26.5.2013 vincete o scappate, sintetizza bene il clima che si vivrà in città da qui a domenica prossima.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO La scelta di Aurelio &#8220;Pensare al derby&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 07:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>di nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134139" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/il-messaggero-la-scelta-di-aurelio-pensare-al-derby/milan-vs-roma-campionato-di-serie-a-stagione-2012-2013/" rel="attachment wp-att-134139"><img class="size-medium wp-image-134139" title="milan roma Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/andreazzoli1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(M.Ferretti) -</strong></em> Contro il Napoli (ore 20,45), la Roma chiude oggi un campionato modesto, ricco soltanto di bocconi amari per i tifosi giallorossi. <strong>«Lo definirei insufficiente</strong>», sostiene Aurelio Andreazzoli, «ma se vinciano la coppa, la stagione diventa buona. Prima di dare un voto alla Roma, aspettiamo la finale», sostiene. Partita senza significati, stasera: Roma priva di Totti squalificato, di De Rossi, Marquinhos e Balzaretti infortunati, e del misterioso Stekelenburg, «<strong>che non sarà recuperabile neppure per la Lazio</strong>», la profezia di Aurelio. Turn over in vista della sfida con la Lazio (prevendita dei biglietti, a sorpresa, a rilento)? Esatto. [...]</p>
<p><strong>BILANCIO E FUTURO</strong><br />
Si chiude il sipario sul campionato. «Speravo di incidere molto di più sulla continuità della squadra e invece purtroppo abbiamo avuto due ricadute che non mi sono piaciute affatto, Palermo e Pescara», racconta Andreazzoli. Che, con tono piuttosto zittito, va avanti. «Il mio successore? E chi è? Vi siete dimenticati che questa squadra ha ancora un allenatore, anche se non è menzionato e non è contemplato, ma ha ancora un allenatore con pieni poteri e tutti i diritti che gli dà la carica, però mi sembra che sia già spostata la mira da tempo…», il suo commento. Dovrebbe spiegarlo a Sabatini, però, visto che il ds sta cercando da settimane un altro tecnico. <strong>«Se mi confermerei? No, non mi riconfermerei perché mi sento incapace»</strong>, la sua acida replica.</p>
<p>E poi. «Vi pare che vengo qui a dire che non mi riconfermerei? Se ho parlato con la società? Questi sono affari nostri». Alè. Prenderebbe in considerazione altre offerte? «Io faccio questo mestiere, credo di saperlo fare bene e di avere l’esperienza giusta per fare tutto quello che mi si potrebbe prospettare. Oppure posso fare quello che ho sempre fatto, ma – come vi ho già detto – il mio destino ce l’ho chiarissimo, lo controllo io e lo decido io». Poi una postilla. «<strong>Non credo che si debba ricominciare daccapo, qui.</strong> Non è la mia valutazione, credo non sia neppure quella della società. C’è da continuare un percorso che è stato tortuoso o per lo meno al di sotto delle aspettative generali[...]».</p>
<p><strong>LA SQUADRA</strong><br />
Sarà ancora 4-2-3-1, con Destro al centro dell’attacco e Lamela e Lopez punte esterne. A centrocampo uno tra Tachtsidis e Perrotta; dietro uno tra Castan e Romagnoli. Almeno queste sono le previsioni<strong>. A riposo in chiave derby Osvaldo, Torosidis, Marquinho e Pjanic.</strong> «Io, come il primo giorno, godo ancora a fare l’allenatore della Roma. Ovunque vado, la gente mi manifesta un affetto che non pensavo di arrivare a ottenere. Questo mi inorgoglisce e significa che quello che mi ero preposto l’ho ottenuto, cioè la partecipazione della gente», chiude Andreazzoli. Conquistare qualche punto in più, però, sarebbe stato meglio.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Roma, l’attesa si fa nervosa</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:13:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>di nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118480" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/tuttosport-milan-senza-difesa-lezione-da-zeman-2/fbl-ita-seriea-roma-milan-12/" rel="attachment wp-att-118480"><img class="size-medium wp-image-118480" title="Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/158641941-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(M.Ferretti)</strong> </em>- Il testa a testa va avanti. Walter Mazzarri e Max Allegri restano in corsa per la panchina della Roma. A Trigoria sono convinti che il tecnico del Napoli non abbia ancora firmato con nessun club, ma cominciano a spazientirsi perché non ha firmato neppure con la Roma. Avrebbe, Mazzarri, la possibilità di farlo ma ancora non l’ha fatto. E quelli del management giallorosso si chiedono, nervosi, come mai. Forse perché non è convinto della scelta? O perché sta cercando di arrivare ad un ingaggio più alto? Allegri, invece, è sotto contratto con il Milan, e non può fare ciò che vuole (o vorrebbe). Intanto, per cautelarsi, a Trigoria cominciano a pensare seriamente<strong> a una terza soluzione.</strong></p>
<p><strong>LA MOSSA</strong><br />
Ecco Mazzarri, ieri. «Da quando alleno non ho mai incontrato nessuna società prima della fine della stagione. Sono coerente con me stesso per rispetto del Napoli e mi piacerebbe che i tifosi lo apprezzassero. Io posso camminare a testa alta. Cinque giorni fa dicevano che avevo firmato per la Roma. Ora dicono per l’Inter. Come faccio? Ho firmato per due società, mi arrestano. Sulla mia scelta i soldi non contano. Se contassero, avrei già preso una decisione. Quando spiegherò le mie ragioni capirete perché è stato giusto fare così», le sue parole. E ancora. «Da quest’estate vado dicendo che avrei preso una decisione a fine campionato, cioè dopo 38 partite e ne manca una. <strong>Renderò nota la mia scelta e vi spiegherò tutto dopo l’ultima partita</strong>. Non so se subito o dopo qualche giorno[...]». Traduzione: Mazzarri prende (ancora) tempo.</p>
<p><strong>LA CONTROMOSSA</strong><br />
Ecco Allegri, ieri, dopo che era saltato il faccia a faccia a Milanello con Silvio Berlusconi. Un segnale? Chissà. Di certo, al di là delle parole di circostanza, i rapporti tra presidente e allenatore sono ai minimi termini, e Allegri (che vorrebbe un prolungamento e acquisti importanti) sta seriamente pensando al divorzio. «Non so se Berlusconi ha detto o no quella frase («<em><strong>Allegri è della Roma</strong></em>», ndr). Se l’avesse detta, spero mi abbia fatto da procuratore e mi abbia fatto anche un buon contratto…», la sua battuta. «La società conosce il mio pensiero, con Galliani ci parliamo tutti i giorni, ci siamo detti tante cose ma siamo d’accordo di lasciarle da parte finché non finiamo il campionato raggiungendo un obiettivo importante»[...]</p>
<p><strong>LA RIFLESSIONE</strong><br />
La Roma è disposta ad aspettare entrambi, anche se vorrebbe chiudere al più presto la faccenda. A Mazzarri ha offerto tanti soldi, 2,5 netti a stagione, bonus esclusi, ma meno di quelli proposti al tecnico da De Laurentiis. E meno di quelli che potrebbe proporre l’Inter, che non va sottovalutata. Così come il Psg (a breve un serio contatto, si dice). E Allegri? Fonti vicine al Milan sostengono che difficilmente Berlusconi gli rinnoverà il contratto: questo potrebbe portare alla rottura definitiva. Ma se Allegri vuole realmente la Roma, perché non forza la situazione? È netta la sensazione che più di qualcuno in questo grande valzer delle panchine stia bluffando. E anche pesantemente. La Roma, come detto, vista la situazione con Mazzarri &amp; Allegri si sta cautelando con una terza soluzione, e<strong> c’è chi assicura che sarebbe straniera</strong>[...]</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Roma, decide Mazzarri</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 06:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_131846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/repubblica-it-roma-mazzarri-ce-il-contatto/mazzarri_napoli_getty/" rel="attachment wp-att-131846"><img class="size-medium wp-image-131846" title="Walter Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/mazzarri_napoli_getty-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(U. Trani)</strong></em> &#8211; «Allegri andrà alla Roma dopo la gara con il Siena». La battuta, sempre che sia stata tale, di Berlusconi, giovedì sera dopo la cena elettorale per sostenere la candidatura a sindaco di Alemanno, fa tornare in pista il livornese per la panchina giallorossa e, comunque, lo mette in bilico su quella del Milan. Ma il primo candidato, almeno per Sabatini che si sta occupando di convincerlo, sembra essere ancora Mazzarri, a prescindere dalla previsione del presidente rossonero. E’ chiaro che il testa a testa tra i due tecnici, almeno fino a quando non ci sarà la firma, rimane d’attualità. Perché nessuno dei due si sbilancia sul proprio futuro. La situazione è strana, con il club giallorosso che, più di decidere quale sarà il successore di Andreazzoli, viene invece scelto dai due interessati. A seconda delle convenienze. Non è, però, solo così. Perché, a Trigoria, a ottobre il favorito era Allegri e sei mesi dopo è diventato Mazzarri. Per una virata che ha una motivazione. Il secondo si comporta da leader nello spogliatoio: per il management della Roma, caratterialmente, è la figura giusta. Bisogna, comunque, aspettare ancora. Il tecnico del Napoli lunedì comunicherà la sua decisione a De Laurentiis, mentre quello del Milan domenica sera cercherà a Siena la qualificazione in Champions. Tutto sarà più chiaro la prossima settimana. In coincidenza con l’arrivo di Pallotta nella capitale. Sabatini, per cautelarsi, si tiene in contatto con Guidolin. E con Bielsa.</p>
<p><strong>LA RIFLESSIONE DI WALTER - </strong>Mazzarri prende tempo con tutti. Con il Napoli che però sa di avere poche chance. E con la Roma: c’è chi ipotizza che voglia incontrare il presidente giallorosso prima di dire di sì. Ma il discorso è più ampio. L’allenatore di San Vincenzo sta valutando l’opzione migliore. Esiste anche quella di restare fermo. Accadde anche quando lasciò la Sampdoria perché stremato dal ciclone Cassano (la curiosità è che ora i due sono assistiti dallo stesso manager, il calabrese Bozzo). Prese il Napoli in corsa, subentrando a Donadoni. Sabatini lo vuole convincere con giocatori per lui fondamentali: Benatia e Nainggolan che, però, piacciono anche al rivale Allegri. Oggi Mazzarri, cambiando programma, parlerà in conferenza stampa, alla vigilia della partita all’Olimpico proprio contro la Roma. Aveva chiesto di essere esentato per non essere sgarbato con chi lo avrebbe stuzzicato con domande mirate al suo futuro. La società partenopea lo aveva accontentato. Ci ha ripensato. Non vuole il distacco traumatico. Più che salutare, farà un bilancio. E a pensarci bene è quasi la stessa cosa. De Laurentiis ormai è sicuro di averlo perso: già contattati Benitez, Bielsa e Di Matteo. C’è solo da avere il via libera da Mazzarri. Che non lo ha dato a nessuno. Nemmeno alla Roma.<br />
<strong><br />
IL NERVOSISMO DI MAX - </strong>Allegri è irritato per la nuova uscita di Berlusconi. Ha atteso invano la smentita del presidente rossonero. Galliani ieri lo ha tranquillizzato. E ha fissato un pranzo a Milanello proprio con Berlusconi. L’allenatore non pensa alle dimissioni. Potrebbe lasciare solo se non arrivasse terzo. Ma ora vuole che il presidente sia chiaro con lui. Se davvero lo stima, si aspetta il conseguente prolungamento di contratto. L’ombra di Seedorf esiste, anche se ci sono dubbi sul patentino che l’olandese, in Brasile, ha preso per corrispondenza. In settimana lo ha chiamato De Laurentiis, ma al momento per il livornese la Roma viene prima del Napoli.<br />
<strong><br />
LA SPACCATURA NELL’INTER - </strong>Solo Moratti vota per la conferma di Stramaccioni (per lui carriola di Tapiri d’oro). Per il tecnico romano, nuovo esame domani sera contro l’Udinese. Deve chiudere bene la stagione per non rischiare. Branca stima Mazzarri che, pure per questo, non ufficializza il suo nuovo club.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div></div>
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		<title>IL MESSAGGERO La Roma compra per Mazzarri</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_132374" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Walter-Mazzarri.jpg"><img class="size-medium wp-image-132374" title="Walter Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Walter-Mazzarri-300x212.jpg" alt="" width="300" height="212" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(U. Trani) - </strong></em>Se il Napoli sta ormai pensando di rivolgersi altrove,<strong> la Roma si sta concentrando sul suo primo candidato.</strong><strong>Alcune mosse di Sabatini,</strong> per il rafforzamento della rosa, sono chiaramente indicative sull’identikit del nuovo tecnico. E i calciatori individuati (e trattati in queste ore)<strong>combaciano con il sistema di gioco, il 3-4-2-1, di Mazzarri.</strong></p>
<p><strong></strong>Il diesse, ieri pomeriggio spostatosi di nuovo a Milano, ha già selezionato, conoscendo i gusti dell’allenatore, nomi di difensori centrali, per la linea a tre, esterni per le due fasce e diverse mezzepunte da sistemare alle spalle del centravanti. La gara di domenica all’Olimpico che vede l’incrocio, di fine campionato, tra i due club più vincolati al destino del tecnico di San Vincenzo serve solo a prolungare l’attesa. Sia davanti al Golfo che nella capitale. <strong>L’ultimo ostacolo per la società giallorossa è solo l’indecisione di Moratti su Stramaccioni</strong>. Se il presidente dell’Inter dovesse virare prima del weekend, la situazione si potrebbe complicare: oggi il presidente nerazzurro ne dovrebbe discutere con lo staff dirigenziale al completo. In questo senso ecco perché rimane aperta la pista straniera, Benitez e Bielsa, due nomi che pure il ds partenopeo Bigon ha sul taccuino per accontentare De Laurentiis. In serata, però, il presidente Berlusconi con una battuta alla cena elettorale per Alemanno spiazza tutti: «Allegri andrà alla Roma, l’annuncio dopo il Siena». Tutto questo nel giorno in cui Allegri contesta a Galliani il mercato del Milan e Seedorf, in un comunicato, dice: «Io voglio fare l’allenatore».</p>
<p><strong>INDIZI E STRATEGIE</strong> - Ottimista e tranquillo Stramaccioni: «Moratti è stato chiaro nelle sue ultime dichiarazioni». Sorridente, mercoledì notte, Mazzarri accanto al presidente durante la cena a Villa d’Angelo. Ma silenzioso quando De Laurentiis lo ringrazia. E lo incalza: «Deve decidere lui». E lo stuzzica: «Faccio un discorso che vale per allenatori e giocatori. Alcuni sono del Napoli, perché amano Napoli e ce l’hanno nel Dna, per questo li tieni fino alla fine. Poi ce ne sono altri che non gliene frega niente del Napoli». Lo strappo è in queste parole e forse anche la consapevolezza del presidente di aver ormai pochissime chance di trattenere il tecnico. Che, da parte sua, aspetta la partita dell’Olimpico per comunicare la sua decisione a De Laurentiis. Per primo a lui, almeno ufficialmente. Perché Sabatini, grazie al lavoro del manager Bozzo, sa bene che cosa deciderà Mazzarri. E come vorrà la Roma della prossima stagione. La considera, nei singoli (e per il vanto del ds giallorosso che lo va raccontando, da tempo, ai suoi collaboratori più fidati a Trigoria), già migliore del Napoli secondo, anche per accrescere i suoi meriti per il piazzamento finale in questo campionato. <strong>Sabatini vorrebbe accontentarlo con Benatia dell’Udinese, difensore centrale, e Zuniga del Napoli, esterno sinistro colombiano e Nainggolan, mediano belga del Cagliari. Nella lista c’è pure Guarin dell’Inter. Sono giocatori di primo piano, ai quali si può arrivare anche con cessioni eccellenti. O con trattative interessate. Il club nerazzurro cerca Pjanic e Florenzi, quello partenopeo Osvaldo. L’italoargentino piace tanto a Mazzarri che stravede pure per Destro e che per ora non ha la certezza di essere seguito a Trigoria dallo staff medico del Napoli.</strong></p>
<p><strong>TENTAZIONI E DUBBI</strong> – <strong> Il City offre 30 milioni per Lamela, il Barça parla spesso con il manager di Marquinhos: </strong>i due giovani sono però incedibili. De Rossi aspetta il nuovo tecnico della Roma e anche quello del Chelsea: Mazzarri e Mourinho possono incidere sul suo futuro. Lo stesso Pjanic discuterà con Sabatini dopo la finale di Coppa Italia.</p>
<p><strong>PRANZO CON VISTA SUL DERBY</strong> –  <strong>Appuntamento per tutti a Ostia,</strong> a tavola: dopo l’allenamento i giocatori si sono spostati in riva al mare. Per ringraziare Andreazzoli e il suo staff, come fecero l’anno scorso con Luis Enrique a Santa Severa. Alla cassa si sono presentati i senatori.</p>
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		<title>IL MESSAGGERO Sotto osservazione l’esterno Marcos Rocha e l’attaccante Bernard dell’Atletico Mineiro</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134569" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Marcos-Rocha.jpg"><img class="size-medium wp-image-134569" title="Marcos-Rocha" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Marcos-Rocha-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">Marcos Rocha</p></div>
<p><em><strong>(S. Carina) - </strong></em>Aspettando il nuovo allenatore, la Roma già ha iniziato da tempo il suo mercato. <strong>L’acquisto di Rafael dal Santos è solo la prima pedina di uno scacchier</strong>e che potrebbe vedere altri arrivi dal Sudamerica. Quello che lo scorso anno fu il Corinthians – con gli acquisti di Dodò, Marquinhos e Castan – la prossima estate, budget permettendo, potrebbe diventarlo l’Atletico Mineiro. Due i calciatori finiti nel mirino di Sabatini (ieri nuovamente a Milano) e visionati ultimamente: il primo è il laterale destro<strong> Marcos Rocha</strong> (ieri l’agente ha confermato i contatti con la Roma: «Stiamo parlando da gennaio»), l’altro è l’attaccante esterno <strong>Bernard</strong>, convocato da Scolari per la Confederation Cup. Classe ’92, passaporto comunitario, tecnica eccelsa, fa dell’assist la sua specialità ma gode anche di una buona vena realizzativa: nell’attuale Libertadores in 6 gare ha segnato 3 reti. <strong>Piace anche a Chelsea e soprattutto al Borussia Dortmund. Il costo si aggira sui 12 milioni.</strong></p>
<p><strong></strong><strong>BLOCCATO LANZINI</strong> –  Un identikit, quello dell’attaccante esterno, capace all’occorrenza di fare la seconda punta, al quale corrisponde anche <strong>Manuel Lanzini,</strong>vecchio pallino di Sabatini. Già un anno fa nella querelle tra Fluminense e River Plate, la Roma provò ad inserirsi. Poi le scelte furono altre ma questo non ha fatto scemare la stima nei confronti del giocatore. Nelle ultime settimane più volte il suo nome è stato accostato al club giallorosso. C’è addirittura chi è sicuro che sia stato bloccato in attesa di decidere se dare o meno il via libera all’acquisto. <strong>Un altro del River monitorato è il difensore centrale Pirez. Come Lanzini, è comunitario.</strong></p>
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		<title>IL MESSAGGERO Roma senza allenatore. Mazzarri prende tempo</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-dello-sport-mister-intrigo-mazzarri-napoli-ci-riprova-la-roma-studia-il-piano-b/mazzarri-2/" rel="attachment wp-att-134317"><img class="size-medium wp-image-134317" title="Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mazzarri1-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">W. Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(U.Trani) - </strong></em>Anche se Andreazzoli non ha il contratto in scadenza, la Roma, ormai convinta a voltare per la terza volta pagina in meno di due anni, è ancora senza allenatore. Sabatini è sicuro di prenderlo prima del derby di Coppa Italia. Lo va ripetendo ai suoi collaboratori già da un paio di settimane. E forse andrà proprio così. Perché Mazzarri ancora non esce allo scoperto. Rispetta l’impegno preso con il Napoli. Dunque comunicherà la sua scelta solo all’inizio della prossima settimana. Appunto quella che porta alla finale del 26 maggio contro la Lazio. Resta in corsa anche Allegri, semplicemente perché piace più al ds giallorosso che al presidente rossonero Berlusconi. Ma il Milan, inteso come Galliani e i giocatori, vogliono tenerselo stretto. Se saltassero le due candidature, da Trigoria guarderebbero all’estero: dopo il no di Guidolin, in Italia rimane poco. Maran piace, ma serve il leader. Per lo spogliatoio.</p>
<p><strong>L’INTRIGO -</strong> <strong>Mazzarri, come si era capito da giorni, sta prendendo tempo.</strong> Anche con il Napoli che può alzare ulteriormente l’offerta e che domenica mattina ha promesso allo staff medico al completo (De Nicola, D’Andrea e Canonico) il rinnovo. Il presidente De Laurentiis è già arrivato a 4 milioni a stagione. E per tre anni. Il tecnico di San Vincenzo potrebbe dire sì per una stagione e vedere se gli sarà messo a disposizione un gruppo da scudetto. Se non avrà i rinforzi richiesti, alla fine della prossima, saluti e baci. La percentuale dell’accordo per un anno è però minima. Ieri ha evitato sia la grigliata con i giocatori a Castel Volturno sia il solito ristorante con vista sul Golfo. Si è chiuso in casa, in attesa di incontrare De Laurentiis alla cena sociale, a Villa d’Angelo al Vomero, per festeggiare il ritorno in Champions. Arrivato con un auto con i vetri oscurati, i tifosi partenopei lo hanno riconosciuto: applausi e cori. E l’invito di restare con uno striscione ironico: «Mazzarri, meglio i Cesaroni della Champions?». Il presidente lo ha ringraziato davanti a tutti per il lavoro: «Chi parte sa che cosa lascia, ma non che cosa trova». I due si rivedranno tra lunedì e martedì per trovare un accordo o dirsi addio: «Ha quattro giorni per decidere» avverte De Laurentiis. Il ds Bigon, ovviamente, sta contattando qualche possibile sostituto. Allenatori che piacciono anche alla Roma, come Benitez (lo spagnolo è la prima scelta: «Il Napoli è forte e l’Italia mi piace: ora però mi godo la coppa vinta con il Chelsea»), Bielsa (con Reja) e Allegri. Più Di Matteo. Guidolin gli ha detto no, come a Sabatini. Mazzarri aspetta perché, oltre alla Roma che si è sbrigata a proporgli il triennale da 3 milioni, sa che l’Inter domani può rinunciare a Stramaccioni: il suo manager Bozzo ha visto a Milano sia Sabatini che Branca. Martedì era a Napoli a relazionare l’allenatore e ieri era a Firenze. In più Marotta, per conto della Juve, lo aveva chiamato prima dell’incontro di ieri pomeriggio a Torino tra Agnelli e Conte.</p>
<p><strong>LA PISTA STRANIERA</strong> - L’obiettivo di Sabatini è di affidare la panchina della Roma a un italiano. <strong>Se saltassero Mazzarri e Allegri,</strong> diventa scontata la virata verso l’estero. L’elenco è ricco, ma la soluzione complicata. <strong>Benitez ha ingaggio e staff robusti.</strong> E soprattutto vuole allenare un club che giochi le coppe europee. <strong>Rijkaard è stato studiato a lungo, già l’anno scorso: non convincono i suoi metodi di allenamento, con sedute di lavoro leggero</strong>. Torna d’attualità <strong>Bielsa</strong>, stimato dal ds giallorosso. Che comunque aspetta Mazzarri prima di riprendere la trattativa.</p>
<p><strong>IL MERCATO</strong> -<strong> Rafael Cabral Barbosa</strong>, 23 anni il 20 maggio, è il nuovo portiere. L’accordo con il Santos era stato già trovato a gennaio ma non ci fu tempo per formalizzarlo, facendo così saltare in extremis il trasferimento di Stekelenburg al Fulham. il copione si ripropone: l’olandese si trasferirà a Londra, pure se nelle ultime ore si è di nuovo fatto vivo il Valencia, e il brasiliano arriverà a Trigoria. La cessione di Stekelenburg coprirà l’acquisto di Rafael: 4 milioni spenderà il Fulham, proprio come il club giallorosso. Sabatini ieri ha visto i suoi agenti Paulo Alfonso e Di Cesare. Il portiere ha già vinto una Libertadores da protagonista: bravo tra i pali, fisico esplosivo, deve migliorare nelle uscite.<strong> In Brasile lo considerano il futuro titolare della Seleçao anche se Scolari lo ha escluso dalla lista dei convocati per la Confederation Cup, come Castan e Marquinhos</strong>. A Trigoria anche il manager di Marquinho: c’è sempre il Gremio. Seguito <strong>Marcos Rocha</strong>, 24 anni, terzino destro dell’Atletico Mineiro. Conferma per il rinnovo di Lobont <strong>e novità spagnola: Jorge Resurrección Merodio, 21 anni e detto Koke, trequartista dell’Atletico Madrid.</strong> Per Ilicic, rilancio del Napoli che, a sentire Zamparini, è davanti alla Roma e alla Fiorentina.<strong> Offerto il cartellino a Taddei che chiede la buonuscita, come fecero Juan e Pizarro. Osvaldo in permesso a Firenze.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>IL MESSAGGERO Il Tar definitivo: la finale il 26 alle 18</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:08:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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<div id="attachment_130301" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/la-partita-della-sud-la-nostra-fede-non-chiede-permessi-curva-sud-senza-compromessi/fbl-ita-seriea-as-roma-lazio-11/" rel="attachment wp-att-130301"><img class="size-medium wp-image-130301" title="Curva Sud Roma derby" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/166069027-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud Roma</p></div>
<p><em><strong>(S.Carina) - </strong></em>Il Tar del Lazio conferma per domenica 26 maggio alle ore 18 la finale di Coppa Italia tra Roma e Lazio. Respinto nella giornata di ieri il ricorso del Codacons che chiedeva di spostare l’orario della partita dell’Olimpico per la concomitanza con le elezioni comunali.</p>
<p>Il presidente della III sezione quater del Tribunale, Italo Riggio, <strong>ha ritenuto che i provvedimenti con i quali è stata disposta la data e anticipato alle 18 l’orario di svolgimento «non precludono l’espressione di voto da parte degli elettori i cui seggi elettorali ricadono nelle vicinanze dello stadio</strong>». I cittadini-elettori «restano liberi di scegliere gli orari più idonei per l’esercizio del loro diritto nelle giornate di domenica e lunedì 26 e 27 maggio prossimi». Anche perché «l’eventuale differimento della data stabilita -continua il decreto – verrebbe ad interferire con l’attività della Nazionale di calcio allo stato già programmata». <strong>Sul ritorno alle 21, poi:</strong> «Osta con l’esigenza di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica».</p>
<p><strong>Ma l’avvocato</strong> <strong>del Codacons, Carlo Rienzi,</strong> non si arrende: «La decisione del Tar, al momento, ci dà torto ma siamo convinti che martedì 21, dopo l’udienza collegiale, il Tribunale cambierà atteggiamento di fronte al gravissimo rischio di annullamento delle elezioni. Basterebbe che un qualsiasi partito politico avesse la contezza che un numero cospicuo di suoi elettori non sia riuscito a raggiungere il seggio a causa della partita per chiedere di invalidare il voto». Martedì quindi il ricorso (e la conseguente decisione del giudice Riggio) verrà nuovamente discusso davanti al Tar, stavolta in composizione collegiale. La possibilità, però, che venga ribaltato appare alquanto remota.</p>
<div></div>
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		<title>IL MESSAGGERO &#8220;Figc troppo tenera&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:01:55 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134346" class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/il-messaggero-figc-troppo-tenera/blatter-2/" rel="attachment wp-att-134346"><img class="size-full wp-image-134346" title="Blatter" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Blatter.jpg" alt="" width="290" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">J. Blatter</p></div>
<p><em><strong>(A.Angeloni) -</strong></em>Troppo tenera la <strong>Figc</strong>. Incapace di prendere provvedimenti seri verso i militanti del razzismo. I buu buu di San Siro costano alla Roma «solo» cinquanta mila euro e il presidente della Fifa, <strong>Joseph Blatter</strong> si infuria. Twitta, comunica attraverso organi istituzionali, insomma se la prende con il Palazzo di via Allegri in Roma.<em> «Penso non abbiamo imparato la lezione»</em>, dice <strong>Blatter</strong> in un’intervista a Fifa.com.</p>
<p>Una lezione che lui, insieme con la <strong>Fifa</strong> e l’<strong>Uefa</strong>, stanno dando da un bel po’, vedi convegno di Ginevra il 21 marzo scorso, giornata mondiale contro le discriminazioni razziali che ha visto protagonista <strong>Prince Boateng</strong> davanti anche all’Onu. <em>«È incredibile -</em> ancora Blatter – <em>che dobbiamo vedere tali incidenti soprattutto nella serie A e anche a San Siro tra Milan e Roma, in una gara così importante. L’arbitro ha dovuto interrompere il gioco per alcuni minuti per imporre la calma: è una pessima notizia proprio adesso che siamo impegnati in questo gruppo di lavoro contro il razzismo. Entro un paio di settimane celebreremo il nostro Congresso Fifa, e cercheremo di trovare una risoluzione che sia vincolante per tutti»</em>.</p>
<p>Si attendono prese di posizioni più forti, come sospensione della partita, squalifica del campo etc etc. Cose di cui si parla da tempo. <em>«Ciò che mi sorprende e non capisco è che la Disciplinare ha preso una decisione infliggendo solo un’ammenda e senza aprire un’indagine. Solo una pena pecuniaria non è accettabile. Loro troveranno sempre i soldi. Cosa sono cinquantamila euro per un simile incidente? Non sono contento e chiamerò la Figc».</em> E <strong>Abete</strong> risponderà. Dicendo che anche in altri casi in Italia è stata data una multa, vedi – esempio su tutti – alla Juve per i cori juventini sempre contro <strong>Balotelli</strong>. «<em>Nella risoluzione saranno previste delle sanzioni e dovranno essere applicate in tutto il mondo. Guardo avanti a questo traguardo e spero non ci siano altri incidenti fino al 30 maggio quando discuteremo di questo».</em></p>
<p><strong>ABETE REPLICA</strong></p>
<p><em>«Già a fine marzo la Uefa ha individuato nel razzismo e nelle scommesse gli argomenti base dell’Esecutivo. È stato deciso di modificare il quadro normativo inserendo la norma della chiusura parziale, e in seconda battuta totale, dello stadio. La Figc è stata tra i promotori di questa iniziativa in sede Uefa e abbiamo annunciato che avremmo modificato il nostro codice di giustizia sportiva a partire dalla stagione 2013/2014. Le nostre norme, peraltro, già prevedono la sospensione delle partite e i punti di penalizzazione in caso di episodi di razzismo, norme che siamo decisi a rinforzare ulteriormente»</em>, parole di <strong>Abete </strong>a ‘Novanta Minuti” di Rai Sport. La Figc conferma di essere in linea con la Uefa. «<em> Le multe? Diventano una modalità che non risolvono il problema»</em>, aveva detto nei giorni scorsi il presidente federale.</p>
<p><strong>IL CONI NON CI STA</strong></p>
<p>Il numero uno dello sport italiano, <strong>Giovanni Malagò</strong>, fa suo il rimprovero di <strong>Blatter</strong> e rilancia. <em>«È sempre antipatico farsi dare un cartellino dall’esterno e dall’estero, però il presidente della Fifa ha il polso della situazione e sa quanto il nostro calcio sia stato protagonista di episodi in negativo. Non bisogna lamentarsi di quello che dice Blatter ma fare in modo che non ce lo dica più».</em></p>
<p><strong>FABIO LO STRANIERO</strong></p>
<p>L’Italia <em>«deve imparare dall’Inghilterra dove sono state prese delle decisioni molto dure e dalla Spagna»</em>. A parlare è un italiano «straniero»,<strong> Fabio Capello</strong>, evidentemente d’accordo con Blatter sulla necessità di inasprire le pene. «<em>Il problema nasce dagli ultrà, come sempre. È una lotta che io cerco di portare avanti da anni. La giustizia ordinaria prende poche decisioni».</em></p>
<p><strong>L’AMBASCIATORE BOA</strong></p>
<p>Molto blatteriano il pensiero di<strong> Boateng</strong>, protagonista della fuga dal campo a Busto Arsizio lo scorso 3 gennaio per protesta contro i tifosi della Pro Patria che lo stavano insultando.<em>«Nessuna tolleranza. La multa è poco, mi dispiace per la Roma ma è davvero poco. Quanto è successo domenica è davvero triste. Pensavo la partita si interrompesse definitivamente, invece solo per novanta secondi».</em></p>
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		<title>IL MESSAGGERO La favola di Capradossi, il centrale che vale doppio</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:29:43 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134333" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/il-messaggero-la-favola-di-capradossi-il-centrale-che-vale-doppio/capradossi/" rel="attachment wp-att-134333"><img class="size-medium wp-image-134333" title="capradossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/capradossi-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Elio Capradossi</p></div>
<p><em><strong>(M. Ferretti) -</strong></em> Battendo la Slovacchia, l’<strong>Italia Under 17</strong> guidata da Daniele <strong>Zoratto</strong> si è guadagnata la finale (si giocherà venerdì) del campionato europeo. Due a zero il risultato che ha condannato la nazionale padrona di casa e che per la prima volta ha promosso gli azzurrini alla finale dell’Euro 17. Il secondo gol dell’Italia è stato messo a segno dal romanista <strong>Elio</strong> <strong>Capradossi</strong>, già a bersaglio (in maniera decisiva) nella semifinale contro la Russia.</p>
<div><strong>IL RUOLO </strong>Segnare due gol di fila in una competizione così importante è già una grande cosa, ma se le due reti arrivano da un difensore centrale assumono un significato ancora più importante. Capradossi, classe <strong>1996</strong>, arrivato alla <strong>Roma</strong> nell’estate del 2010 dalla <strong>Lodigiani</strong> &#8211; dopo aver giocato con la <strong>Lazio</strong> e la <strong>Spes Artiglio</strong> &#8211; nei mesi passati è stato il titolare al centro della difesa degli Allievi Nazionali di Sandro Tovalieri, ma ha avuto anche la possibilità di giocare qualche partita con la Primavera di Alberto De Rossi. Nato a Kampala da mamma ugandese e papà italiano, <strong>Capradossi</strong> viene descritto con un difensore dai piedi raffinati, uno che non butta mai via il pallone e letale quando si tratta di andare a colpire di testa nell’area avversaria (ma ieri ha segnato con un tiro di destro). Un ragazzo di diciassettenne anni (l’ha compiuti a marzo) che in campo dimostra molto più della sua età. Compassato, elegante, <em>Elio &#8211; che somiglia davvero molto a Juan -</em> è uno di quei difensori centrali che non usano la sciabola ma il fioretto; uno di quelli che preferiscono la classe alla forza. Destinato, dicono dalle parti di <strong>Trigoria</strong>, ad una carriera importante se con il tempo saprà confermare le tante cose buone mostrate finora.</div>
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<div><strong>IL FUTURO </strong>Capradossi abita a Roma Nord ma studia all’istituto Camilli, a Ostia. Ogni mattina il papà lo accompagna a scuola, poi passa al Bernardini dove molla la borsa del figlio prima di andare al lavoro. Elio torna, insieme con gli altri ragazzi del pensionato, a Trigoria con il pulmino della società, mangia lì, si allena e a fine giornata aspetta che il papà lo passi a prendere e lo riporti a casa. Il giorno dopo stessa storia e così via. Alla Roma sono sicuri di avere tra le mani un giocatore di grandi prospettive, che in azzurro ha battuto la concorrenza dell’altro centrale romanista <strong>Arturo Calabresi</strong>. I due, a partire dai prossimi mesi, formeranno la coppia di difensori della Primavera, che ha già regalato alla prima squadra un talento come <strong>Alessio Romagnoli</strong>. Un buon precedente.</div>
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