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	<title>gazzettagiallorossa.it &#187; GAZZETTA DELLO SPORT</title>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Fretta Pallotta. Se Mazzarri non si decide si va su Allegri</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 07:22:14 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_127332" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/as-roma-pallotta-arriva-per-il-derby-tutti-a-rapporto-dal-presidente/pallotta-2-3/" rel="attachment wp-att-127332"><img class="size-medium wp-image-127332" title="Pallotta " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/pallotta-2-300x185.jpg" alt="" width="300" height="185" /></a><p class="wp-caption-text">Pallotta</p></div>
<p><em><strong>(M.Cecchini)</strong> </em>Almeno in linea d’aria, adesso è lontano da Trigoria non più di venticinque chilometri. <strong>Quasi un paradosso perché Walter Mazzarri, passato in testa nella «hit parade» dei desideri romanisti, in qualche modo adesso sembra essersi ciclisticamente «piantato» in vista del traguardo</strong>. Motivo? Il più antico del mondo: il tempo d’attesa che si sta prendendo prima di sciogliere la riserva. Comprensibile. Il gap economico che esiste tra la proposta avanzata dalla Roma (2.5 più bonus) e quelle di Inter e Psg è corposa (quasi un milione), anche se la sfida professionale appare intrigante.</p>
<p><strong>TERZA PISTA </strong> Inutile dire che la dirigenza giallorossa non sta ferma. In questi ultimi giorni, col consenso dei due club, ha incontrato sia Mazzarri che Massimiliano Allegri, il suo principale «antagonista». Quest’ultimo, com’è noto, è in piena frizione col presidente Berlusconi, ma alternative vere latitano o non convincono. Insomma, le basi per una rescissione consensuale con relativo passaggio alla Roma, ci sono tutte, ma c’è la variabile Galliani. <strong>L’a.d. rossonero infatti, qualora domani il Milan centrasse la Champions League, è pronto ad un ultimo disperato assalto al presidente per convincerlo ad assecondare i desideri dell’allenatore, ovvero firmare un prolungamento per non vivere una stagione da tecnico in scadenza.</strong> Come si vede, i giallorossi ancora non hanno certezze da nessuno dei due prediletti, e per questo che coltivano una terza pista che di sicuro non sarà quella di Guidolin, deciso a rimanere a Udine. Occhio perciò all’outsider che possa sparigliare i giochi qualora Mazzarri e Allegri virino su un gentile «no, grazie».</p>
<p><strong>PALLOTTA &amp; BALDINI </strong> Da domani, comunque, a prendere in mano questa storia <strong>ci sarà anche il presidente Pallotta</strong> che — dopo il forum in Gazzetta — nel pomeriggio<strong>dovrebbe restare a Milano per incontrare privatamente Agnelli ed Allegri per uno scambio di vedute relativo al futuro del calcio italiano</strong>. Martedì, poi, tornerà a Roma per tutti gli incontri istituzionali (e non ) che lo attendono prima di accogliere i suoi soci Barror, D’Amore e forse DiBenedetto attesi domenica per il derby. Dal 27 maggio, infine, per lui ci saranno due giorni di «full immersion» tesi a delineare la prossima stagione incontrando Baldini. Il d.g. esporrà programma e malesseri, e non è detto che non si arrivi a una separazione consensuale. Dall’Inghilterra, tra l’altro, Vilas Boas ieri ha detto: «Baldini qui al Tottenham sarebbe utile».<strong> Chissà che Pallotta non si ingelosisca</strong></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Vai Destro! Una partita al top oggi con il Napoli per sfidare la Lazio</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 07:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>di nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(C. Zucchelli) - Fare una grande partita oggi per convincere Andreazzoli a dargli una possibilità anche nel derby più importante di sempre. Strano destino, quello di Mattia Destro, bomber di scorta in campionato, ma punto di riferimento in Coppa Italia (5 reti in 4 gare decisive per la finale), che si ritrova col mondo capovolto. Titolare stasera con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133450" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/roma-chievo-0-1-roma-inguardabile-thereau-la-punisce-al-90/as-roma-v-ac-chievo-verona-serie-a-17/" rel="attachment wp-att-133450"><img class="size-medium wp-image-133450" title="roma chievo Destro" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/destro-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Destro</p></div>
<p><em><strong>(C. Zucchelli) -</strong></em> Fare una grande partita oggi per convincere<strong> Andreazzoli</strong> a dargli una possibilità anche nel derby più importante di sempre. Strano destino, quello di Mattia Destro, bomber di scorta in campionato, ma punto di riferimento in Coppa Italia (5 reti in 4 gare decisive per la finale), che si ritrova col mondo capovolto. Titolare stasera con il Napoli, spera di replicare tra una settimana con la Lazio, anche se i soli 10’ giocati nelle ultime tre settimane lo hanno demoralizzato.</p>
<p><strong>Talismano</strong> Eppure farebbe bene a non darsi per vinto: Destro ha segnato<strong>10 gol con la Roma</strong> (ieri compleanno per il Ceo Zanzi, 39 anni) e ogni volta i giallorossi sono usciti imbattuti (7 vittorie e un pari). L’ultima rete il 21 aprile al Pescara, poi la squalifica col Siena, la panchina di Firenze e gli spiccioli di Milano. Sperava, dopo l’infortunio, di ritrovare gol e continuità ma così non è stato: ha segnato la doppietta in Coppa con l’Inter, ma non ha trovato posto in pianta stabile. E questo, unito a una naturale «paura» dovuta al primo serio <strong>infortunio</strong>, ne ha limitato il rendimento. Eppure i suoi 10 gol per la Roma sono stati tutti fondamentali:, anche in campionato: se il primo gol col Palermo è arrivato a gara finita, la doppietta di Siena ha dato la vittoria, poi il gol decisivo a Pescara all’andata e quello del pareggio al ritorno. In tutto, alla Roma 7 punti sono arrivati con i gol del bomber di scorta.</p>
<p><strong>Amore e Nazionale</strong> Destro però quest’anno è cresciuto come uomo. Abituato a vivere da solo da quando ha 14 anni, ha trovato amore e serenità. Non solo: affrontare un infortunio serio lo ha costretto a maturare in fretta. L’Europeo Under 21 di giugno gli permetterà di ritrovare sicurezza per poi giocare le sue carte a Roma il prossimo anno. Una cosa è certa: Mattia vuole diventare titolare e aspetta che siano i dirigenti a confermargli la sua importanza. Se non altro per non pentirsi della scelta fatta un anno fa, quando ha detto sì a Sabatini rifiutando Inter e Juve .</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Si accederà all’Olimpico solo da Viale dei Gladiatori</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:25:25 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131760" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/leggo-it-coppa-italia-il-derby-si-giochera-il-26-maggio-alle-ore-17-manca-solo-lufficialita/stadio-olimpico-roma/" rel="attachment wp-att-131760"><img class="size-medium wp-image-131760" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Stadio-Olimpico-Roma-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(Gazzetta dello Sport)</strong> </em>Il fatto che Roma-Napoli di stasera conti poco o niente ha tolto un bel pensiero al Coni e all’organizzazione degli Internazionali di tennis. L’anno scorso, nel giorno della finale, si giocò anche quella di Coppa Italia tra Napoli e Juve, ma il rinvio al lunedì per pioggia di Nadal-Djokovic scongiurò qualsiasi sovrapposizione di eventi. Stavolta, poi, le previsioni meteo sono buone, da Napoli arriveranno in meno di 1.000 e, in totale, non si andrà oltre le 32-33 mila presenze. L’accesso all’Olimpico, comunque, sarà possibile solo da Viale dei Gladiatori, mentre Viale delle Olimpiadi sarà riaperto in serata per favorire il deflusso.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Roma-Napoli: dall’8-0 di Da Costa ai due gol di Maradona</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:16:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(M. Perrone) &#8211; Un Roma-Napoli all’ultima giornata: mai visto in A. Mazzarri vuole evitare il 100° k.o. in A (in attesa, chissà, di sedersi sull’altra panchina), ma la Roma vuole provare il controsorpasso sulla Lazio. 2 I gol di Maradona in due stadi diversi. Uno all’Olimpico per un 1-0 del 1986 su assist di Giordano, l’altro al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119749" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/01/repubblica-it-roma-destro-deluso-e-inquieto-ma-la-societa-lo-blinda/napoli-roma-destro/" rel="attachment wp-att-119749"><img class="size-medium wp-image-119749" title="Napoli-Roma Destro" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/Napoli-Roma-Destro-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Mattia Destro</p></div>
<p><em><strong>(M. Perrone)</strong></em> &#8211; Un Roma-Napoli all’ultima giornata: mai visto in A. Mazzarri vuole evitare il 100° k.o. in A (in attesa, chissà, di sedersi sull’altra panchina), ma la Roma vuole provare il controsorpasso sulla Lazio.</p>
<p><strong>2 I gol di Maradona in due stadi diversi.</strong><br />
Uno all’Olimpico per un 1-0 del 1986 su assist di Giordano, l’altro al Flaminio, su rigore, per un un 1-1 del 1989. Erano i campionati dei due scudetti del Napoli.</p>
<p><strong>2 I gol di Osvaldo in 2 partite con la Roma.</strong><br />
Ha affrontato il Napoli, curiosamente, solo al San Paolo: restando a secco nei tre incontri con Fiorentina (2) e Bologna, poi segnando 2 reti in giallorosso, su cross di Totti nel 3-1 romanista del 2011, su assist di Pjanic all’andata quando il Napoli ha vinto 4-1.</p>
<p><strong>5 I giocatori che hanno segnato una tripletta.</strong><br />
Sono tutti romanisti. Guaita per un 4-0 del 1935: il corsaro nero, campione del Mondo con l’Italia nel ‘34, vinse la classifica cannonieri con 28 gol (record nei tornei a 16 squadre) e pochi mesi dopo scappò in Argentina per paura del servizio militare. Amadei ne fece 3 per un 5-1 del ‘41 (per iniziare col botto il campionato del primo scudetto romanista), poi tornò 4 volte da avversario negli anni ‘50, col Napoli, senza segnare. Da Costa fu tra i protagonisti dell’8-0 del 1959. Delvecchio firmò il tris in un 4-1 del 1996, Balbo in un 6-2 del ‘97.</p>
<p><strong>5 I gol di Da Costa: il record è suo.</strong><br />
Prima di quella tripletta per l’8-0 del 1959, aveva segnato 2 gol nel 1956: a marzo per decidere un 2-1 con una bomba di sinistro all’incrocio, dal limite dell’area; a dicembre quando si impose 3-1 il Napoli, vincendo a Roma dopo 22 anni.</p>
<p><strong>8 I gol per un clamoroso 8-0 del 1959.</strong><br />
Era il 29 marzo, domenica di Pasqua. Il filmato dell’Istituto Luce cominciava così: «Piove a dirotto all’Olimpico su Roma-Napoli, preludio della grandinata che si abbatterà sulla rete di Bugatti». E terminava, perfidamente, così: «Destino di un nome: Bugatti si chiama Ottavio». I gol: 3 Da Costa, 2 Pestrin e Selmosson, 1 Lojodice. Iil k.o. più pesante nella storia del Napoli in A.</p>
<p><strong>8 I gol di Cavani alla Roma.</strong><br />
E’ il suo bersaglio preferito insieme all’Atalanta. Le prime 2 reti le ha segnate con la maglia del Palermo, le altre 6 col Napoli.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT La finale a rischio-flop. La Lega corre ai ripari</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:09:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>di nardo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A. Pugliese) - La festa tanto attesa rischia di diventare un flop. A una settimana dalla finale di Coppa Italia i biglietti venduti sono circa 35mila, poco più della metà della capienza prevista domenica per l’Olimpico (63mila). Viste le difficoltà, la Lega ha deciso così di anticipare la fase 3 della vendita (era prevista per domani), permettendo ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131907" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/coppa-italia-il-comune-insiste-per-il-29-la-lega-conosce-i-problemi/hakan/" rel="attachment wp-att-131907"><img class="size-medium wp-image-131907" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/hakan-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(A. Pugliese)</strong> </em>- La festa tanto attesa rischia di diventare <strong>un flop</strong>. A una settimana dalla finale di Coppa Italia i biglietti venduti sono circa 35mila, poco più della metà della capienza prevista domenica per l’Olimpico (63mila). Viste le difficoltà, la Lega ha deciso così di <strong>anticipare la fase 3 della vendita</strong> (era prevista per domani), permettendo ai titolari delle fidelity card top (la Club Home e Privilege per la Roma, Millenovecento per la Lazio) di acquistare due biglietti per i non possessori delle card (iniziativa «Invita 2 amici alla finale», sulla falsariga del derby di ritorno, quando la persona in più era però una).</p>
<p>Nel frattempo, la Lega sta anche cercando una star per far cantare l’inno, dopo i fischi dell’anno scorso ad Arisa. Infine la scelta di far esibire il sudcoreano <strong>Psy</strong> (attesi altri fischi) con GanGnam Style ha innescato altre polemiche: sulle note della canzone entrambe le tifoserie hanno creato testi ironici e offensivi contro gli avversari.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Lo spogliatoio giallorosso passa ai voti &#8220;Per noi è meglio il tecnico azzurro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:07:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(M. Cecchini) - Informazioni, giudizi e pregiudizi con dedica finale. Precisamente a tutti coloro che pensano come i calciatori siano indifferenti a tutto, se non allo stipendio e a un extra-campo per la verità non sempre commendevole. Almeno in questi giorni, alla Roma non succede. In attesa che la telenovela allenatore abbia presto fine, lo spogliatoio giallorosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-dello-sport-mister-intrigo-mazzarri-napoli-ci-riprova-la-roma-studia-il-piano-b/mazzarri-2/" rel="attachment wp-att-134317"><img class="size-medium wp-image-134317" title="Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mazzarri1-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">W. Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(M. Cecchini) -</strong></em> Informazioni, giudizi e pregiudizi con dedica finale. Precisamente a tutti coloro che pensano come i calciatori siano indifferenti a tutto, se non allo stipendio e a un extra-campo per la verità non sempre commendevole. Almeno in questi giorni, alla Roma non succede. In attesa che la telenovela allenatore abbia presto fine, <strong>lo spogliatoio giallorosso i</strong>nfatti si è mosso per avere informazioni sui due allenatori al ballottaggio: meglio Walter Mazzarri o Massimiliano Allegri? Per scoprirlo e maturare un parere personale, i calciatori si sono attaccati ai cellulari chiamando tanti colleghi che hanno avuto a che fare in carriera sia col tecnico del Napoli che con quello del Milan. Il risultato ha plasmato pareri (per il momento) granitici: «Meglio se arriva Mazzarri».</p>
<p><strong>Sincerità e carattere</strong> A orientare il giudizio è stato il fatto che quest’ultimo, pur essendo tutt’altro che morbido, con i suoi calciatori sembra avere un rapporto più diretto,più schietto, senza contare come la carica che sa trasmettere alla squadra sembra essere proprio ciò che serve a un gruppo giallorosso a volte fragile psicologicamente. Certo, tutti sanno che molti pareri provenienti da altri spogliatoi possono essere influenzati da lunghe panchine, beghe personali o varia umanità, però al fixing odierno <strong>Mazzarri tra i giallorossi sembra in netto vantaggio su Allegri</strong>. Ma l’allenatore del Milan, volendo, potrebbe consolarsi con lo scarso gradimento riservato addirittura a un fresco ex presidente della Roma, Tom Di Benedetto. Solo motivi scaramantici, per carità, però a Trigoria sanno bene che il suo bilancio da spettatore è statomalinconico e così, quando a Trigoria si è sparsa voce che potrebbe arrivare dagli Usa per assistere al derby, un giocatore (di cui conserviamo l’anonimato) ha detto ridendo: <em>«Ditecelo prima, così non ci presentiamo neppure».</em>Mazzarri e Allegri, forse, si sarebbero associati.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Balzaretti shock &#8220;Darei una gamba per la Coppa&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:06:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_115998" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/siena-roma-la-fotocronaca-della-vittoria-giallorossa-foto/campionato-di-calcio-serie-a-20122013-15giornata-siena-roma-5/" rel="attachment wp-att-115998"><img class="size-medium wp-image-115998" title="Siena Roma Balzaretti" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/balzaretti-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Balzaretti</p></div>
<p><em><strong>(M. Calabresi)</strong> </em>- Non pioveva, al Foro Italico, ma<strong> Erik Lamela</strong> ha comunque deciso di incappucciarsi, e come lui il fratellino Axel. Niente da fare, lo sguardo dei tifosi ha i raggi infrarossi,<strong> e così la famiglia Lamela prima di vedere la sfida tra Nadal e Ferrer, ha dovuto aspettare che Erik, sempre incappucciato, finisse di firmare autografi e fare foto</strong>. Simone Perrotta ha visto anche la sconfitta di Novak Djokovic, come i laziali Mauri, Kozak e Ciani, che da inizio settimana non si sono persi uno scambio: tutti, invece, si perderanno (saranno negli spogliatoi) l’esibizione del sudcoreano Psy, che farà ballare l’Olimpico con il suo Gangnam Style prima della finale di Coppa Italia.</p>
<p><strong>Al Foro c’è anche Federico Balzaretti</strong>: a Trigoria si è limitato a un lavoro differenziato, e chissà se per il derby riuscirà a chiudere col sorriso una stagione da cui tutti si aspettavano di più. «Seguo tanto il tennis, lo praticavo da quando ero bambino — dice il terzino a SuperTennis —. Il mio giocatore preferito? Federer, per il suo stile e per l’immagine che dà». Si spengono le telecamere: Balzaretti, con le figlie, si incammina verso il Centrale, ma arriva un addetto alla sicurezza che lo ferma. «Federì, mi raccomando, noi il derby lo vogliamo vincere». Risposta: «Sapessi io, mi taglierei una gamba…».</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Osvaldo 2.0 &#8220;Credetemi Ora sono un altro&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_132325" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/roma-siena-4-0-poker-giallorosso-tripletta-di-osvaldo/fbl-ita-seriea-roma-siena-3/" rel="attachment wp-att-132325"><img class="size-medium wp-image-132325" title="roma siena Osvaldo" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/osvaldo2-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Osvaldo</p></div>
<p><em><strong>(C.Zucchelli)</strong> </em>La cosa più importante — e interessante — non la dice. <strong>Niente domande e risposte scomode quando si parla al canale di casa</strong> e quindi nessun indizio su quello che farà a fine stagione.<strong>C’era attesa per l’intervista di Dani Osvaldo a Roma Channel</strong>: parla raramente l’italo-argentino, poco avvezzo a microfoni e telecamere, ma a due giorni dalla partita col Napoli fa un’eccezione pur non svelando nulla sul suo futuro (che poi era la cosa che tifosi e addetti ai lavori volevano sapere). <strong>Meglio raccontare la sua rinnovata «tranquillità»</strong> che segue «un periodo complicato perché quando un attaccante non segna non è mai facile».</p>
<p><strong>RAMMARICO  </strong>Non parla di futuro Osvaldo, anche se in Italia lo vorrebbero proprio il Napoli, per sostituire Cavani, e la Fiorentina per il dopo Jovetic. Entrambe le destinazioni sarebbero gradite al numero 9 della Roma, chiamato da Prandelli per la Confederations Cup, allettato soprattutto dall’idea di giocare in Europa. Certezze però non ce ne sono, anche perché Osvaldo potrebbe rimettersi in gioco a Roma per riscattare una stagione nata male e finita peggio: «C’è rammarico per quello che potevamo fare, soprattutto in alcune partite che erano facili e poi sono diventate impossibili», racconta. Con Zeman o con Andreazzoli, il capocannoniere stagionale ha sempre trovato spazio ma non spiega i cali di concentrazione della squadra, limitandosi a parole di circostanza: «Per me siamo forti, spero che l’anno prossimo resti più gente possibile. Possiamo fare qualcosa di bello».</p>
<p><strong>MAGLIETTA SFORTUNATA </strong> Magari vincere la Coppa Italia sarebbe già qualcosa: «Adesso sono tranquillo, ma la settimana prossima lo sarò meno», ammette l’attaccante. <strong>Da quando è a Roma non ha mai vinto un derby, pur segnando alla prima occasione</strong>. Quel giorno, con Luis Enrique in panchina, mostrò una maglia «Vi ho purgato anche io» che voleva essere un omaggio all’amico Totti e a quel «Vi ho purgato ancora» mostrato dal capitano ai laziali nel 1999. L’iniziativa non portò bene, qualcuno in società non apprezzò il gesto e anche i tifosi non furono felicissimi.<strong> Un rapporto, quello con la gente romanista, che vive di alti e bassi: applausi a scena aperta e mitraglie sotto la curva Sud, fischi, di nuovo applausi.</strong> «Io non sono un ruffiano — la spiegazione di Osvaldo —. Roma è una città unica, che a livello di calore umano ti dà tantissimo ma io il rispetto devo guadagnarlo sul campo. Non bacio la maglia per tenermi buono il pubblico. Non mi piace prendere in giro la gente: da bambino non ero tifoso della Roma, sono un tipo leale».</p>
<p><strong>COMPAGNI DECISIVI </strong> Talmente leale che non c’è giocatore, a Trigoria, che ne parli male, compresi quelli con cui ha avuto screzi: da Lamela a Burdisso, da Totti a Florenzi e De Rossi, tutti gli vogliono bene. <strong>E proprio questo feeling con la squadra potrebbe essere decisivo per una sua eventuale permanenza a Roma.</strong> Non solo: se fino a qualche settimana fa Osvaldo sembrava in cima alla lista dei partenti, adesso è di nuovo tutto in bilico visto che sarà il nuovo allenatore ad avere l’ultima parola su una sua cessione. Cessione che, tra l’altro, lui non ha mai chiesto: «Su di me ci sono tante chiacchiere — la precisazione di Dani — ma adesso ho un equilibrio che non ho mai avuto». <strong>E chissà che non sia proprio questo a farlo restare a Trigoria.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT La Roma alla finestra Mazzarri e Max in lizza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 06:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134317" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-dello-sport-mister-intrigo-mazzarri-napoli-ci-riprova-la-roma-studia-il-piano-b/mazzarri-2/" rel="attachment wp-att-134317"><img class="size-medium wp-image-134317" title="Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mazzarri1-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><p class="wp-caption-text">W. Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(A. Pugliese)</strong></em> &#8211; La prossima sarà la settimana decisiva, in cui la Roma punta a chiudere i giochi per la scelta dell’allenatore della prossima stagione. A Trigoria, infatti, l’obiettivo è arrivare alla finale di Coppa Italia del 26 maggio con il tecnico già in tasca, in modo tale da poter dare l’eventuale annuncio già il lunedì successivo e (in caso di eventuale sconfitta) lenire il dolore e la rabbia dei tifosi.Machi sarà, alla fine, a sedere sulla panchina giallorossa la prossima stagione?</p>
<p><strong>Walter &amp; Jim</strong> Nonostante le battute di Berlusconi giovedì sera alla convention elettorale di Alemanno, Mazzarri resta ancora il primo nome sull’agenda di Walter Sabatini. Un po’ per scelta, un po’ perché a Trigoria si erano nel frattempo convinti che Allegri fosse oramai una pista difficile da perseguire. Intanto, però, Mazzarri (che oggi parlerà in conferenza stampa) ha fatto sapere alla Roma che prima di prendere una decisione definitiva avrebbe piacere di incontrare personalmente il presidente Jim Pallotta per capire tante cose, a cominciare dagli investimenti e dai programmi (societari e sull’organico) del club. Incontro che potrebbe andare in scena già lunedì, quando Pallotta (dopo aver passato la mattinata a Milano, mercoledì vedrà il Papa e venerdì Napolitano) sbarcherà a Roma. Per quel giorno Mazzarri dovrebbe aver detto addio a De Laurentiis ed è facile, quindi, che anche molti nodi della matassa giallorossa possano cominciare a sciogliersi.<strong></p>
<p>Altre opzioni </strong>Se l’opzione Mazzarri dovesse saltare, laRomaresta sempre alla finestra nella vicenda- Allegri, ma non solo. A Trigoria, infatti, vogliono cautelarsi nel caso in cui alla fine non si riuscisse a chiudere con nessuno dei due tecnici livornesi. E il terzo nome sul taccuino giallorosso è quello di Guidolin, apprezzato per l’ottimo lavoro svolto in questi anni a Udine. Tra l’altro, sembra che la Roma nei giorni scorsi abbia fatto anche una chiacchierata esplorativa con Giampiero Ventrone, l’ex preparatore atletico della Juve di Lippi. Pensare che possa sbarcare nella Capitale è difficile (con Mazzarri impossibile, si fida ciecamente di Pondrelli), soprattutto per i suoi trascorsi bianconeri e per tutto ciò che si porta dietro.</p>
<p><strong>Derby e Neep </strong>Intanto, ieri Florenzi ed Ederson hanno girato negli spogliatoi dell’Olimpico uno spot distensivo verso il derby di Coppa Italia. «Il derby è di chi lo ama», la frase must dello spot, che verrà proiettato in tv e passato sulle radio. Trigoria, tra l’altro, in questa settimana sarà una sorta di mini-bunker: niente visite, niente intrusioni, allenamenti top-secret. Infine, formalizzato da Neep Roma Holding Spa l’aumento di capitale di 72,5 milioni di euro messo già in conto-cassa e utilizzato per le spese dei mesi passati.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Irrompe Berlusconi: incontra Allegri, per ora è tregua. Prima il terzo posto</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 06:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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<div id="attachment_134744" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/milan-berlusconi-vs-allegri-come-ancelotti-e-zaccheroni-per-lallenatore-3-anni-di-frecciate/allegri-berlusconi/" rel="attachment wp-att-134744"><img class="size-medium wp-image-134744" title="allegri berlusconi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/allegri-berlusconi-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Allegri e Berlusconi</p></div>
<p><em><strong>(M. Pasotto)</strong></em> La sua ultima volta a Milanello non era stata una qualunque. E non solo perché era la vigilia del derby. Ma soprattutto perché Berlusconi si era seduto in conferenza stampa accanto ad Allegri e aveva dichiarato: «Se arrivasse un’offerta per il nostro allenatore? Non siamo una società poverissima: di fronte a offerte di altri club, potremmo rispondere con condizioni che potrebbero fare più ricco il signor Allegri». E ancora: «Ci sono cordialità e stima reciproca». Piccolo particolare: il Milan era reduce dall’impresa col Barcellona. Insomma, erano parole che Berlusconi non aveva faticato a pronunciare. Poi quel due a zero di San Siro era diventato zero a quattro al Camp Nou, e il Cavaliere non ha più fatto nulla per camuffare il proprio malumore. E la stima è scesa considerevolmente.</p>
<p><strong>Doppio invito </strong>Da quella vigilia sono passati tre mesi, e oggi Berlusconi si ripresenterà a Milanello. Per difendere il terzo posto occorre un ultimo sforzo e il presidente tornerà a rivestire quel ruolo di Grande Motivatore che aveva funzionato bene nei mesi più difficili. E’ questo lo scopo principale della visita, e stavolta la convocazione è duplice perché oltre al «solito» <strong>Galliani </strong>è stata la figlia <strong>Barbara a</strong> invitarlo a Milanello. Il futuro di Allegri, invece, diventerà il primo punto all’ordine del giorno solo da lunedì in poi. Quando il Milan gli esporrà i programmi e lui chiederà garanzie tecniche e contrattuali. Quella di oggi potrebbe essere definita una sorta di tregua a tempo determinato sull’argomento in virtù del bene comune.<strong></p>
<p>Prima ironico, poi serio </strong>Nell’aria rimbalzano infatti ancora le parole che Berlusconi avrebbe detto l’altra sera a Roma a proposito dell’allenatore. Esistono due file audio, acquisiti entrambi da Gazzettagiallorossa.it, in cui il Cavaliere racconta cose diverse con stati d’animo diversi. Il primo, dal quale si evince un contesto ironico e scherzoso, è quello in cui risponde:«Se daremo Allegri alla Roma? Lo abbiamo già dato&#8230; Lo annunceremo dopo Siena». Poi, quando gli viene chiesta conferma, replica serio a chi rifà la domanda: «Non posso assolutamente confermarlo, questa è semplicemente la sua tesi». A supporto di ciò anche le parole di <strong>Gasparri</strong>all’Ansa: «Berlusconi non ha detto niente del genere — ha detto il parlamentare del Pdl —. Il futuro allenatore del Milan è stato nominato solo quando Biscardi ha annunciato che lunedì Berlusconi interverrà al &#8220;Processo&#8221; per parlare anche del tecnico della prossima stagione ». Il mistero dunque prosegue, e vista la delicatezza dell’impegno che attende il Milan, non ce ne sarebbe bisogno. Ad ogni modo il summit Milan-Allegri non potrà avvenire lunedì mattina: il tecnico è atteso a Coverciano per una lezione di tecnica calcistica agli allenatori di Prima categoria-Uefa Pro, fra cui Inzaghi e Stramaccioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div></div>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT 60 anni di gol all’Olimpico tra Nazionale e scudetti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M. Perrone) - Era il 17 maggio 1953: ottantamila spettatori sfollarono delusi dall’Olimpico. Lo stadio venne inaugurato quel giorno con un’Italia-Ungheria 0-3, sconfitta che convinse Giulio Andreotti, allora sottosegretario agli Interni, a porre il veto all’arrivo di altri calciatori stranieri. In campo c’erano un laziale (il portiere Sentimenti IV) e 5 romanisti (Bortoletto, Grosso, Venturi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131907" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/hakan.jpg"><img class="size-medium wp-image-131907" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/hakan-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(M. Perrone)</strong> </em>- Era il 17 maggio 1953: ottantamila spettatori sfollarono delusi dall’Olimpico. Lo stadio venne inaugurato quel giorno con un’Italia-Ungheria 0-3, sconfitta che convinse Giulio Andreotti, allora sottosegretario agli Interni, a porre il veto all’arrivo di altri calciatori stranieri. In campo c’erano un laziale (il portiere Sentimenti IV) e 5 romanisti (Bortoletto, Grosso, Venturi, Pandolfini, Galli): allora le convocazioni si facevano anche così, la chiamavano geopolitica. Ma in questi sessant’anni l’Olimpico non è stato solo Roma e Lazio&#8230;</p>
<p><strong>Dieci anni </strong>L’Olimpiade del 1960, naturalmente: e le colombe che annunciarono l’oro di Livio Berruti. Il primo successo sui maestri inglesi sfumato nel finale, da 21 a 23, nel ‘61: Trapattoni regalò la palla che avviò l’azione del gol decisivo di Greaves, in porta c’era Vavassori entrato al posto dell’infortunato Buffon (Lorenzo). A proposito di portieri: Jascin parò anche un rigore di Mazzola e si lasciò battere da Rivera solo quando la qualificazione agli Europei della sua Urss era assicurata. Finì 11, era il 1963.</p>
<p><strong>Venti anni</strong> L’unico spareggioscudetto da quando esiste la serie A: 7 giugno 1964, BolognaInter 20. Gigi Riva che si spezza una gamba (’67) contro Americo, portiere del Portogallo: aveva addosso il numero 9, non lo volle più mettere. L’anno dopo, nel 1968, segnò un gol sul filo del fuorigioco alla Jugoslavia (ma era buono, anche se allora non si poteva stare in linea) e, insieme ad Anastasi, regalò all’Italia il titolo europeo. Ginulfi che para un rigore a Pelé in un’amichevole Roma-Santos (1972). Un’invasione di campo, 17 dicembre ‘72, Roma-Inter 12 (diventato 02 a tavolino), fallo di Morini su Mazzola quasi al 90’ sulla linea dell’area, rigore fischiato da Michelotti, gol di Boninsegna: e Mazzola che disse la sera in tv: «Un rigore così a parti invertite non ce l’avrebbero fischiato contro, a San Siro». La Juventus che vince lo scudetto a 3 minuti dalla fine nel 1973: botta di Cuccureddu alla Roma, 21, ciao Milan e ciao Lazio, che intanto perdevano a Verona e Napoli. Ma sei mesi dopo quello stesso Cuccureddu tirò un rigore sulla traversa, e la Juve vide volare nel vento (ce n’era tanto, quel pomeriggio) la coppa Intercontinentale andata all’Independiente.</p>
<p><strong>Trent’anni </strong>Via le bandiere delle squadre, peccato: le spostavano ogni settimana dietro la Monte Mario, per ricordare come cambiava la classifica di serie A. La festa della Lazio: 12 maggio 1974, rigore di Chinaglia al Foggia, il primo scudetto. I fischi per uno 00 con la Jugoslavia, era il ‘78, che convinse Bearzot a scegliere Rossi e Cabrini per il mondiale cominciato meno di un mese dopo in Argentina. E c’era proprio Paolo Rossi fra quelli che ricevettero un ordine di comparizione il 23 marzo 1980, giorno di Roma-Perugia: le macchine sulla pista, calcioscommesse, tanti calciatori arrestati, roba brutta. Ma mai brutta quanto quel razzo che pochi mesi prima aveva tolto la vita a un tifoso laziale, Vincenzo Paparelli, aspettando un derby. Poi l’Europeo sfumato per un rigore negato all’Italia contro il Belgio, che perse in finale contro la Germania Ovest. E lo scudetto della Roma, vinto battendo 20 l’Avellino, gol di Falcao e Di Bartolomei. Era il primo maggio 1983, ma la sicurezza arrivò la domenica dopo con l’11 sul campo del Genoa: perché uno Juve-Inter 33 venne trasformato solo successivamente in uno 02 a tavolino, altrimenti la festa sarebbe stata anticipata all’Olimpico.</p>
<p><strong>Quarant’anni </strong>Grobbelaar che dondola come un pagliaccio per far sbagliare i rigori a Conti e Graziani, le lacrime romaniste, la Coppa Campioni (1984) finì al Liverpool di Phil Neal, che all’Olimpico l’aveva già vinta nel ‘77 contro il Borussia Moenchengladbach. Un paio di derby al di là del Tevere, in un Flaminio pieno solo a metà, perché l’Olimpico era in ristrutturazione per i Mondiali. Le notti magiche inseguendo un gol, ma quelli degli avversari non arrivavano mai, e tutti Austria, Usa, Cecoslovacchia, Uruguay, Irlanda si fermavano davanti a Zenga, mentre Schillaci esplodeva e Baggio slalomeggiava. Peccato, poi, che la semifinale stregata con l’Argentina si giocò a Napoli&#8230; E il 16 maggio 1993, il giorno prima dei quarant’anni, 2 gol di Signori all’Ancona per vincere la classifica cannonieri: poi ce la fece altre due volte.</p>
<p><strong>Cinquant’anni</strong> Ravanelli centrò la porta quasi dalla linea di fondo, era il 1996, Jugovic sorrise prima di battere l’ultimo rigore, la Juve vinse la coppa Campioni contro l’Ajax. Poi due feste scudetto consecutive: tanta gente sul prato, 14 maggio 2000, ad aspettare dopo il 30 della Lazio di Eriksson alla Reggina che finisse Perugia-Juve; e tanta gente, 17 giugno 2001, che sul prato voleva entrarci prima che finisse Roma-Parma, ma Capello contribuì a buttarla fuori a muso duro, per portare fino in fondo quel 31 che voleva dire scudetto.</p>
<p><strong>Sessant’anni</strong> La Champions vinta dal Barcellona (2009) sul ManchesterUnited, gol di Eto’o e Messi. I pienoni per il Sei Nazioni di rugby: che feste, nel 2011 e poi anche lo scorso febbraio, per le vittorie sulla Francia! E le ultime coppe Italia conquistate dalle romane all’Olimpico: la Roma nel 2008, 21 all’Inter, la Lazio nel 2009, ai rigori con la Sampdoria. Il 26 maggio, quando l’Olimpico avrà 60 anni e 9 giorni, il derby in finale: festeggerà una sola.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Roma e Lazio, una foto insieme, ma che fatica!</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M. Calabresi) - La sincerità prima di tutto: se i teppisti vorranno andare a Ponte Milvio a tirarsi le bottiglie di vetro con le lame in tasca, ci andranno lo stesso. Sarà pure retorica, ma Roma e Lazio ce la stanno mettendo tutta per far sì che quella del 26 maggio sia una domenica di festa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/DeRossi.jpg.jpg"><img class="size-medium wp-image-130168" title="Roma-Lazio De Rossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/DeRossi.jpg-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">De Rossi</p></div>
<p><em><strong>(M. Calabresi) - </strong></em>La sincerità prima di tutto: se i teppisti vorranno andare a Ponte Milvio a tirarsi le bottiglie di vetro con le lame in tasca, ci andranno lo stesso. Sarà pure retorica, ma Roma e Lazio ce la stanno mettendo tutta per far sì che quella del 26 maggio sia una domenica di festa. Per tutta la settimana, sul red carpet del Foro Italico erano sfilati quelli che del derby saranno i protagonisti, ma ognuno era venuto per conto proprio e solo i bosniaci Pjanic e Lulic avevano avuto l’idea di fotografarsi assieme. Ieri si sono messe in mezzo le società che, dopo l’Harlem shake fallito prima della sfida dell’8 aprile, stavolta si sono trovate d’accordo su (quasi) tutto.</p>
<p><strong>IN RITARDO </strong> Tranne l’orario: l’incontro (dopo che la Roma aveva pranzato a Ostia e la Lazio a Formello con l’asado) era previsto per le 17, tanto che gli uomini dell’ufficio stampa dei due club, persino il fotografo, avevano raggiunto il Foro Italico quando ancora il sole picchiava forte e Nadal stava soffrendo come un cane con Gulbis. Quando sono iniziati a transitare i giocatori della Lazio (Marchetti, Ciani, Onazi, Candreva, Kozak e Saha) erano quasi le 18; poi è arrivato Goicoechea, ma la Roma rimaneva in netta minoranza, mentre al di là delle siepi il passaparola aveva portato in zona centinaia di tifosi prima che appassionati di tennis. Ci sarebbe in giro il portiere Julio Sergio, ma nessuno lo coinvolge. Alle 19.30, ecco i due greci, Tachtsidis e Torosidis, e allora sì che si può iniziare: giro di saluti, cordone di sicurezza per scortare il gruppo tra la tribuna autorità e il campo Pietrangeli e «cheeeese». Una foto tutti abbracciati, l’altra con le mani dei 7 giocatori (Candreva e Marchetti, intanto, erano andati via) sovrapposte. Prima, invece, altra foto per Marchetti, Goicoechea e un sorridente Nadal.</p>
<p><strong>CONTRATTEMPI </strong>Non è stato facile trovare calciatori disposti a prestarsi al rito, che sui social network dove è stata postata la foto ha riscosso pareri contrastanti: da «bravi, grande gesto», a «mo’ sciacquateve le mani», comprese tutte le colorazioni intermedie. Si sussurra che molti (big compresi) abbiano declinato l’invito per la poca voglia di incontrare gli avversari o per il timore dei rimbrotti di qualche tifoso. Alla fine, si è scelta la foto: l’idea iniziale era un doppio su uno dei campi del Foro, ma forse ricordando l’infortunio di Floccari giocando a basket per beneficenza (saltò la gara di Udine la domenica dopo), si è deciso di lasciar stare. Roma e Lazio, di iniziative «distensive» alla Lega ne hanno proposte altre, come lo spot pubblicitario che verrà realizzato in questi giorni: la Lega, però, del pomeriggio al Foro si era già dimenticata<strong>. Fortuna che, seppur al tramonto, sia filato tutto liscio.</strong></p>
<p><strong></strong><strong>IRONIA</strong> Ad essere pignoli si poteva puntare su qualche titolare in più visto che, tra i 7 immortalati, solo Torosidis e Onazi hanno chance di giocare dall’inizio. «Se famo un 5 contro 5 co’ questi, je famo tre gol», dice un ragazzo sui 18 anni scherzando ma neanche troppo.<strong>Dalla vita, però, non si può volere tutto.</strong></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT L&#8217;Osservatorio avverte: &#8220;Le trasferte possono essere cancellate&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:47:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124765" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/curvasud.jpg"><img class="size-medium wp-image-124765" title="CurvaSud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/curvasud-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(Gazzetta dello Sport) - </strong></em>La guardia non è stata abbassata. E così l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, alla luce della recrudescenza negli ultimi tempi dei fenomeni di violenza e di razzismo, ha avvisato molti club di A (ma non solo) che l’apertura di credito per le trasferte potrebbe essere ritirata.<strong> Sull’esempio della Roma, infatti, nella prossima stagione la «away card»</strong> — che consente ai tifosi di andare a vedere le partite fuori casa anche senza la «tessera del tifoso» standard — sarà adottata anche da altri club, ma l’Osservatorio avvisa di evitare collusioni e pubblicità ambigue: a livello di sicurezza equivale all’altra, perciò qualsiasi ultrà la acquisti è a tutti gli effetti un «tesserato». Roma, Juve, Torino, Lazio, Atalanta e altri club sono tra i più sensibilizzati. S<strong>e l’anno prossimo ci saranno episodi di violenza, si tornerà a vietare le trasferte, anche per chi ha già acquistato le card. Discorso a parte per il razzismo.</strong> Il fenomeno è in crescita. Per combatterlo è pronto il pugno di ferro. Si spera con l’aiuto dei club.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Mica tanto Allegri</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:42:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(A. Bocci) - I dubbi si addensano come nuvoloni. Con o senza terzo posto, con o senza prolungamento di contratto, con o senza altre panchine che lo attendono. In questo momento non ci sono trattative (e non potrebbero esserci, visto che è legato a un club) o prospettive. C’è soltanto il malessere profondo di Massimiliano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/140620936.jpg"><img class="size-medium wp-image-41268" title=" Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/140620936-300x202.jpg" alt="Massimiliano Allegri" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(A. Bocci)</strong> </em>- I dubbi si addensano come nuvoloni. Con o senza terzo posto, con o senza prolungamento di contratto, con o senza altre panchine che lo attendono. In questo momento non ci sono trattative (e non potrebbero esserci, visto che è legato a un club) o prospettive. C’è soltanto il malessere profondo di Massimiliano Allegri. <strong>Un malessere che la certezza dei playoff di Champions League e l’eventuale rinnovata fiducia di Silvio Berlusconi potrebbero forse lenire. O forse no.</strong></p>
<p><strong>Ambizioni e problemi</strong> Il futuro della panchina del Milan non è chiarissimo. Ieri c’è stata una lunga riunione a San Siro alla quale erano presenti Galliani, Allegri, Barbara Berlusconi e tanti altri dirigenti del Milan.Unariunione nella quale sono state ribadite le linee guida di austerità, la necessità di mantenere il bilancio in pareggio, la volontà di puntare sempre di più sul settore giovanile. Tutte cose belle, se non fosse che è stato anche ribadito ad Allegri più volte che il terzo posto è obbligatorio, e che i programmi per il futuro prevedono insomma grandi ambizioni,maforse non grandi acquisti.<strong>  </strong><strong>E Allegri, che già da tempo covava le sue incertezze, ha sentito la necessità di spiegare alcune cose ai vertici del Milan</strong>. È tornato a casa alla fine della riunione con Galliani e Braida, ed è probabile che sia entrato nei dettagli del personale malumore.<strong></strong></p>
<p><strong>Scogli e paletti</strong> Un malumore che non significa necessariamente divorzio, ma esprime le difficoltà attuali e le perplessità per la prossima stagione: in questo momento Allegri non ha la forza contrattuale di Conte, eppure la prospettiva di un anno sabbatico passato sugli scogli di Livorno, come disse per scherzo dopo il pareggio con la Roma, non è così campata per aria. Allegri ha fatto il tecnico fachiro per tutti questi mesi, ma non ha più voglia di fare eventualmente da capro espiatorio. La società probabilmente considera il Milan un’ottima squadra che con un paio di ritocchi potrebbe lottare per lo scudetto, e il parere di Allegri è essenzialmente diverso. Serve molto di più, soprattutto non si possono riporre speranze e ambizioni eccessive sulle spalle di giocatori giovani che hanno reso più del previsto nella stagione che sta per finire, ma non tutte le annate sono uguali. Insomma, Allegri si accinge a mettere paletti.Comeha fatto Conte, anche se lui non ha lo stesso numero di successi in bacheca.</p>
<p><strong>Atteggiamenti sbagliati</strong> Il clima degli ultimi tempi a Milanello ha rafforzato il malumore del tecnico, che si è accorto di non avere una truppa sufficientemente agguerrita, o comunque che non tutti i suoi soldati sono pronti a lottare come lui vorrebbe. C’è una certa mollezza in qualcuno che ad Allegri non piace, e che l’allenatore aveva già notato in qualche partita. L’idea di creare una filiera completa è ottima, perché permetterebbe di avere in futuro giocatori magari giovani, ma cresciuti con lo spirito giusto, e abituati agli standard che il Milan richiede. Però il presente e il futuro sono già oggi: passano per il campo di Siena e per le pressioni che accompagneranno la squadra prima e dopo la partita. Il futuro va costruito su patti chiari: Allegri non è disposto a guidare una squadra che non è attrezzata per gli obiettivi che la proprietà tradizionalmente richiede ai suoi calciatori e ai suoi allenatori. Lunedì, a mente fredda, Allegri e Galliani tireranno le ultime somme. Ora più che mai è chiaro che la fiducia del presidente per il tecnico, a lungo richiesta dall’ amministratore delegato, non è più l’unico punto in discussione e il sigillo finale su una nuova scrittura. Allegri non punta soltanto ad avere un anno di contratto in più: soldi e certezza del posto di lavoro (una certezza peraltro irraggiungibile, visto che ogni cosa è legata ai risultati) non sono tutto quello che chiede. E ieri sera, tanto per cambiare, Berlusconi avrebbe fatto un’altra battuta sul tecnico, rispondendo a un cronista romano: <strong>«Allegri verrà alla Roma. L’annuncio dopo la partita con il Siena ».</strong> Nuvoloni si addensano. E malumori</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Roma, svolta a sinistra. Fari accesi su Adriano e l’ex laziale Kolarov</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:37:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M. Cecchini) - La formula derby, in fondo, ha bisogno di curare anche piccoli particolari psicologici. Certo, c’era stato un patto del silenzio nello spogliatoio che avrebbe dovuto mantenere ignota la vicenda, ma Roma è quella che è: chiacchierona. E così il pellegrinaggio di tutto il gruppo giallorosso (giocatori e staff tecnico) ad Ostia per un pranzo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134613" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/kolarov2.jpg"><img class="size-medium wp-image-134613" title="kolarov2" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/kolarov2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Kolarov</p></div>
<p><em><strong>(M. Cecchini) - </strong></em>La formula derby, in fondo, ha bisogno di curare anche piccoli particolari psicologici. Certo, c’era stato un patto del silenzio nello spogliatoio che avrebbe dovuto mantenere ignota la vicenda, <strong>ma Roma è quella che è</strong>: chiacchierona. E così il pellegrinaggio di tutto il gruppo giallorosso (giocatori e staff tecnico) ad Ostia per un pranzo a base di pesce a due passi dal mare non è passato inosservato, con qualche irritazione successiva. Niente di male. In fondo i «senatori» — che hanno pagato — hanno solo deciso di rivolgere un richiamo a nuovi e baby: da qui alla sfida con la Lazio niente locali, niente vita notturna, niente bagordi. Bisogna vincere, altrimenti è finita.</p>
<p><strong>ROCHA &amp; RAFAEL </strong>Comprensibile. Quando si arriva all’ultima partita stagionale (la Roma aveva chiesto l’anticipo alle 15 ma non c’erano più i tempi) vedendo incombere il rischio del flop assoluto la squadra corre ai ripari, più o meno nelle stesse ore in cui la dirigenza invece ha già la testa al futuro. Walter Sabatini ieri era a Milano e, dopo aver messo nel carniere il portiere <strong>Rafael</strong> («sogna già la Roma», dice il suo agente Mille, a breve l’ufficializzazione) sta lavorando sul difensore <strong>Marcos Rocha</strong> dell’Atletico Mineiro, che piace anche al Borussia Dortmund. «La Roma è interessata — conferma l’agente Souzo a Romanews.eu — e siamo a colloquio con loro da gennaio. Lui vuole venire a giocare in Europa». In ogni caso, per la difesa — oltre a <strong>Zuniga</strong> del Napoli —<strong> piace anche Pires, difensore del River Plate.</strong> In attesa del derby, però, c’è qualche altra suggestione che galleggia, quella legata al ritorno a Roma — però stavolta su sponda giallorossa — di Kolarov, insidiato nel suo ruolo di esterno sinistro da <strong>Adriano</strong> del Barcellona, il cui contratto è in scadenza nel 2014. Certo, come si sottolinea su asromaradio.it, sono entrambe operazioni costose, ma se il reparto vuole essere rinforzato occorrerà investire. Resta il braccio di ferro invece sull’operazione Wallace col Chelsea, ovvero: la Roma vuole il prestito con diritto di riscatto, mentre il club inglese è disponibile solo a quello secco. Un’ultima voce riguarda Benatia dell’Udinese, anche se il centrale dovrebbe avere già preso la strada del Napoli.</p>
<p><strong>LANZINI &amp; PAREDES </strong> Detto che Stekelenburg piace anche al Valencia oltre che al Fulham (ha detto no al Psv), sempre sul fronte acquisti in avanti l’interesse ha uno spettro ampio, soprattutto sulla trequarti. Si va da Guarin (vedi pagine Inter) allo spagnolo <strong>Koke</strong>(Atletico Madrid), fino agli argentini <strong>Lanzini (River Plate) e Paredes (Boca)</strong>, anche se quest’ultimo, a differenza dell’altro, non ha lo status di comunitario.</p>
<p><strong>BERNARD &amp; LAMELA </strong> Scivolando infine nel reparto punte, due sono le notizie da segnalare. La prima riguarda Lamela, per cui il Manchester City sarebbe pronto a rilanciare fino a 30 milioni (ma Sabatini non vuole cederlo). La seconda invece riguarda l’attaccante <strong>Bernard dell’Atletico Mineiro,</strong> che piace anche al Borussia Dortmund ma parecchio soprattutto ai giallorossi, che pare rivedrebbero in lui una sorta di clone di Lavezzi. Se questo vi fa venire in mente che questo possa essere un indizio sul fatto che Walter Mazzarri nella prossima stagione sarà l’allenatore della Roma, confessiamo di averlo pensato anche noi.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Mazzarri in 4 giorni. Aspetta l’Inter, la Roma c’è</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:29:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_51270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/04/142556423.jpg"><img class="size-medium wp-image-51270" title="Walter Mazzarri " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/04/142556423-300x181.jpg" alt="" width="300" height="181" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(M. Malfitano) - </strong></em>Il gran finale lo riserva a tarda notte, Aurelio De Laurentiis, quando ormai tutti, Mazzarri e i giocatori compresi, hanno lasciato Villa D’Angelo dopo la cena di fine stagione. All’esterno del ristorante c’è ancora un gruppetto di tifosi ad attenderlo: ha voglia di sapere, la gente. Qualche ora prima, il presidente aveva lanciato l’ultimatum al suo allenatore che aspetta un segnale importante dall’Inter perché la prospettiva di allenare i nerazzurri in fondo in fondo è quella che attira di più il tecnico azzurro, <strong>e al tempo stesso è corteggiato dalla Roma:</strong> «Caro Mazzarri, lei ha altri quattro giorni a disposizione per darmi una risposta. Sappia, però, che se andrà via da Napoli se ne pentirà, soprattutto se andrà alla Roma, un club con grosse difficoltà economiche». Parole decise, giunte al termine di una serata fatta di falsi sorrisi e di reciproche cortesie. Di facciata, ovviamente. Ed anche lui ha voglia di parlare, di comunicare le sue idee in libertà, usando anche un linguaggio forte per meglio esprimere quei concetti in cui crede fermamente: «Mi chiedete se Cavani resta. Il suo contratto prevede una clausola rescissoria, per cui se ci fosse qualche club pronto a pagarla, e la destinazione starebbe bene al calciatore, io non potrei dire di no, perché i contratti sono tali e li rispetteremo. Comunque, piuttosto che preoccuparvi del futuro di Mazzarri e Cavani, dovreste preoccuparvi se dovessi essere io a rompermi i co… e ad andare via. Ma state sereni, perché io amo Napoli».</p>
<p><strong>NAPOLI DA AMARE </strong>Le domande fioccano e le risposte del presidente arrivano puntuali, nonostante la mezzanotte sia trascorsa da un bel po’. «Ecco, Mazzarri: dovrà decidere lui. Questo discorso che sto per fare vale per tutti i tesserati. Ci sono certi giocatori che sono qui, perché amano Napoli e ce l’hanno dentro, per questo motivo me li tengo fino alla fine. Ce ne sono degli altri, invece, a cui non frega un bel niente di Napoli. E allora, dopo 3-4 anni dovranno andare via, seguendo un po’ quella che è la politica del Bayern Monaco».<strong>Qualcuno gli fa notare, però, che a Monaco hanno appena vinto la Bundesliga</strong>. E lui ha avuto un gesto di stizza: «Ma noi siamo giunti secondi. Dal 1926, quante volte il Napoli è arrivato in questa posizione? Mi chiedete lo scudetto, ma dovete stare buoni, 9 anni fa questa società era fallita».</p>
<p><strong>JUVE DA ROSICARE </strong> La domanda sullo scudetto della Juve provoca in lui una reazione rabbiosa: «La Juve non ha vinto, bensì ha perso, perché vincere buttando i soldi dalla finestra, fregandosene del fair play finanziario non esiste. Se c’è una regola, allora va rispettata. Tra due anni, chi non l’avrà fatto, non potrà disputare le coppe europee», ha concluso De Laurentiis a notte fonda.</p>
<p>Mancini a Napoli La presenza in città di Roberto Mancini, l’ex allenatore del Manchester City, ha scatenato la fantasia dei tifosi. In tanti si sono chiesti se stesse in città per incontrare, magari, il presidente del Napoli. Ma lo stesso tecnico ha smentito ogni eventualità del genere. «Sono qui per cose personali», ha detto a Sky. Tra l’altro, le sue apparizioni in città sono frequenti essendo sua moglie una napoletana. «Napoli è bellissima, c’è il sole, una grande squadra e un allenatore bravissimo. Comunque, l’affetto della gente mi fa piacere». Sulle probabilità, un giorno, di poter allenare il Napoli, Mancini è stato esplicito: «Nella vita non si sa mai, soprattutto quando si è allenatori. Ma ci tengo a ribadire che sono qui per questioni personali», ha ribattuto l’ex tecnico del City che ha risposto vagamente ad alcune domande sul suo futuro. «Bella Parigi? Certo, ma pure Manchester lo è». E ha concluso con Balotelli: «Era un grande giocatore e lo è ancora. Non so se sia maturato, non lo vedo da un po’ di tempo», ha detto.</p>
<p><strong>PROIEZIONE DEL GIORNO </strong> Il borsino di ieri, in ogni modo, che quota il futuro di Mazzarri, si è chiuso con la Roma al 50 per cento, con l’Inter che sale al 25%, perché l’idea di approdare alla corte di Moratti stuzzica il tecnico e non poco, l’ipotesi anno sabbatico è al 10 per cento. L’unico a calare è stato il borsino del Napoli, dal 25 al 15 per cento.</p>
<p><strong>FUTURO AZZURRO </strong> Intanto, Aurelio De Laurentiis è in stretto contatto coi suoi collaboratori e sta valutando le opzioni che ha a disposizione per sostituire Mazzarri. In questo momento sono allo studio soprattutto le posizioni di due allenatori: Bielsa e Di Matteo. Con Benitez, invece, per il momento non c’è stata nessuna accelerazione e il tecnico spagnolo è in ballo per Psg, Monaco e anche per la Roma se dovesse sfumare Mazzarri.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Inter… Capitale. Idea Florenzi, piace Pjanic</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:25:23 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_115122" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/florenzi2.jpg"><img class="size-medium wp-image-115122" title="Pescara Roma Florenzi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/florenzi2-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Florenzi</p></div>
<p><em><strong>(Cecchini/Della Vite) - </strong></em>L’Inter zooma su Roma. Perché dopo l’interesse — antico e recente, e comunque difficile — per Miralem Pjanic, ecco spuntare un altro obiettivo, italianissimo e non facile nemmeno questo: <strong>si tratta di Alessandro Florenzi</strong>, ex allievo di Stramaccioni, interno-incursore scoperto da Bruno Conti, lanciato da Zeman, confermato da Andreazzoli e già convocato in Nazionale da Prandelli. L’identikit dei giocatori della Roma conferma i vari misteri che circolano attorno a Fredy Guarin: ieri c’è stato un incontro fra gli agenti del colombiano e il club, situazione stazionaria ma se arrivasse un’ offertona…</p>
<p><strong>IO LO CONOSCO BENE </strong> bene Mentre sul bosniaco ex Lione (pagato 11 milioni) risultano molti più ostacoli (Pjanic piace moltissimo in Inghilterra, e nel recente passato anche al Barcellona), <strong>ecco che per Alessandro Florenzi ci sarebbe proprio lo zampino di Stramaccioni che lo conosce perfettamente avendolo valorizzato negli Allievi della Roma</strong>. La storia di Florenzi in giallorosso è stata particolare: cresciuto nel vivaio, venne mandato in prestito al Crotone, club che ebbe in mano il diritto di riscatto. Diritto che venne esercitato e che costrinse la Roma a ricomprarlo per 1 milione e 250 mila euro. <strong>Oggi Florenzi è più titolare che no, ed è per questo che in giallorosso difficilmente se ne vorranno liberare</strong>.</p>
<p><strong>Un po’ come per Pjanic,</strong> ma di certo e soprattutto sul primo la «raccomandazione» di Stramaccioni – che da Florenzi quest’anno ha subìto due gol – esiste e chissà se porterà qualche frutto. Ah, piacerebbe anche Matteo Politano, ala classe ’93 del Perugia ma di proprietà-Roma.</p>
<p><strong>INCONTRO PER GUARIN </strong> Tutto <strong>dipende dalla cedibilità o meno di Fredy Guarin</strong>, per il quale il Tottenham starebbe valutando un assalto: il colombiano piace, come anche in Spagna, e solo se dovesse arrivare un’offerta attorno ai 20 milioni di euro l’Inter ci penserebbe. E nel caso, penserebbe più all’estero che all’Italia, perché infatti piace alla Roma (con tutti gli intrecci di cui sopra) e al Napoli che avrebbe avanzato una proposta. Ieri, i due manager del giocatore (Ferreyra e Dozzini) hanno incontrato l’Inter: c’è la volontà di proseguire assieme ma sempre al netto di una eventuale propostona. E Handanovic-Barça? Victor Valdes va al Monaco: Ter Stegen pare il favorito ma Handa, Cech, Reina e Guaita seguono a ruota per la successione. L’uscita eventuale di Handanovic vedrebbe Marchetti in pole, poi Agazzi.</p>
<p><strong>MORGAN IN PRESTITO? </strong> Quanto al ruolo di regìa, prende quota la candidatura di Morgan Schneiderlin, 23 anni, centrocampista centrale francese del Southampton: strappato ad Arsenal e Chelsea, il baby ha una valutazione alta, sempre gli occhi delle grandi d’Inghilterra addosso ma anche un commento ai possibili addii del suo tecnico Pochettino e del presidente Cortese. «I loro eventuali addii – dice Morgan – potrebbero mettere in dubbio la permanenza di molti di noi. Loro due sono parte di questo club, io e altri giocatori abbiamo firmato il rinnovo (fino al 2017, ndr) grazie anche a loro. Le loro partenze ci deluderebbero tutti». L’Inter osserva l’evolversi della situazione cercando di puntare (anche) a un prestito con valorizzazione del prodotto.</p>
<p><strong>Paulinho e Markovic E Paulinho? Interesse mai inabissato:</strong> in Brasile dicono che l’ingaggio da parte del Corinthians del cileno Maldonado potrebbe spingere Paulinho verso l’Europa. L’Inter c’è. Come per Markovic per il quale – come già detto – servirà un assist di Mourinho affinché la prenotazione del Chelsea venga annullata.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Capradossi: Uganda, cuore e gol</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:04:44 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134333" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/capradossi.jpg"><img class="size-medium wp-image-134333" title="capradossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/capradossi-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Elio Capradossi</p></div>
<p><em><strong>(F. Oddi)</strong> </em>- Ha una storia triste e un talento enorme il 17enne della Roma che alle 18 (Italia-Russia in Slovacchia, diretta Eurosport1), si giocherà uno storico primo posto all’Europeo Under 17. Non c’è riuscito nessuno,<strong> El </strong><strong>Shaarawy</strong>fu eliminato in semifinale dalla Germania di <strong>Goetze</strong>, che giocava pure in casa. Anche Capradossi ha trovato la squadra di casa in semifinale, e ha segnato il 20. L’altro gol lo aveva fatto sabato alla Russia, l’avversaria di oggi: stesso girone dell’Italia, che senza il suo colpo di testa sarebbe già a casa.</p>
<p><strong>Storia </strong>È il capocannoniere della squadra con l’atalantino Pugliese, ma gioca al centro della difesa: nero, i tratti somatici di Juan (<em>«Ho perso il conto della gente che me lo ha detto: erano troppi»</em>, spiegò mesi fa), l’eleganza pure. Il padre, ex d.g. della Rugby Roma, faceva l’imprenditore nell’ex Zaire, scoppiò la guerra, Elio lo fecero nascere in Uganda e crescere a Roma: aveva un anno, la madre rimase lì. Una stagione alla Lazio, poi arrivò Lotito, se ne andò il suo scopritore, il solito<strong> Wolfango Patarca</strong>, e lui passò alla Spes Artiglio, Lodigiani, poi Roma: primo allenatore Montella. A metà anno è salito dagli Allievi alla Primavera,ma senza giocare: De Rossi gli preferiva l’amico Calabresi, pure lui all’Europeo, ma con zero presenze, per Zoratto le gerarchie sono diverse. <strong>Resta da vedere cosa penserà il prossimo tecnico della Roma: la strada è tracciata, sembra solo questione di tempo. E se uno dei due cominciasse già dal ritiro, non sarebbe una gran sorpresa </strong></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT &#8220;Il Derby o la processione?&#8221;. A Boccea il parroco sposta la festa per San Filippo Neri</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 08:24:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Gazzetta dello Sport) - Boccea, profondo nord ovest della Capitale. Quartiere grande, popoloso, religioso e… calciofilo. Come tutta Roma, del resto. Ma Don Nunzio, parroco della chiesa di San Filippo Neri, ci ha provato lo stesso. C’era da scegliere cosa fare nel tardo pomeriggio del 26 maggio, se partecipare alla tradizionale processione del santo, un evento particolarmente sentito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130168" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/DeRossi.jpg.jpg"><img class="size-medium wp-image-130168" title="Roma-Lazio De Rossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/DeRossi.jpg-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a><p class="wp-caption-text">De Rossi</p></div>
<p><em><strong>(Gazzetta dello Sport) - </strong></em>Boccea, profondo nord ovest della Capitale. Quartiere grande, popoloso, religioso e… calciofilo. Come tutta <strong>Roma,</strong> del resto. Ma Don Nunzio, parroco della chiesa di San Filippo Neri, ci ha provato lo stesso.</p>
<p>C’era da scegliere cosa fare nel tardo pomeriggio del 26 maggio, se partecipare alla tradizionale processione del santo, un evento particolarmente sentito che ogni anno coinvolge migliaia di fedeli, o andare tutti al derby.<em> «Cosa volete, la processione o la partita?»,</em> ha chiesto ai suoi parrocchiani durante le messe del fine settimana.</p>
<p>La risposta non gli ha lasciato granché spazi di manovra: <em>«La partita, ovvio»</em>. Don Nunzio ha preso atto, ed ha annunciato al popolo: <em>«La processione si farà lo stesso, ma slitterà di una settimana. La faremo il 2 giugno».</em> Che oltre ad essere la festa della Repubblica, coincide con il Corpus Domini. San Filippo si offenderà? Intanto, Don Francesco, il vice parroco, se la ride: <em>«Io sono juventino».</em></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Finale alle 18 anche per il Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:22:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A.Catapano) - La paura del buio, che invita a nozze i violenti, e le esigenze della Nazionale, chiamata a preparare la Confederations Cup. I due macigni che hanno seppellito la richiesta del Codacons di modificare orario e/o data della finale di Coppa Italia — che dunque resta fissata alle 18 del 26 maggio — per consentire ai cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119396" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/01/coppa-italia-roma-udienza-corte-di-giustizia-slitta-al-101/immagine1-17/" rel="attachment wp-att-119396"><img class="size-medium wp-image-119396" title="Coppa Italia 2012-2013" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/Immagine1-300x196.jpg" alt="" width="300" height="196" /></a><p class="wp-caption-text">Coppa Italia 2012-2013</p></div>
<p><em><strong>(A.Catapano) - </strong></em>La paura del buio, che invita a nozze i violenti, e le esigenze della Nazionale, chiamata a preparare la Confederations Cup. I due macigni che <strong>hanno seppellito la richiesta del Codacons di modificare orario e/o data della finale di Coppa Italia — che dunque resta fissata alle 18 del 26 maggi</strong>o — per consentire ai cittadini romani un regolare afflusso ai seggi elettorali.</p>
<p><strong>STORIA CHIUSA? </strong> Per il presidente della III sezione quater del Tar Italo Riggio, «i cittadini restano liberi di scegliere gli orari più idonei per l’esercizio del loro diritto di voto nelle giornate di domenica 26 e lunedì 27 maggio». Anche perché il ripristino del derby alle 21 «osta con l’esigenza di garantire l’ordine e la sicurezza pubblica — scrive Riggio — Il buio in precedenti occasioni ha favorito la realizzazione di azioni criminose mettendo in pericolo operatori di polizia e spettatori». Allo stesso modo — scrive ancora il Tar — «l’eventuale differimento della data verrebbe a interferire con l’attività della Nazionale di calcio allo stato già programmata».<strong> Il sindaco Alemanno, in piena campagna elettorale, plaude alla decisione del Tar.</strong> «Meglio così: a questo punto era opportuno non cambiare orario e data, Roma sarà in grado di superare la sfida della finale di Coppa e delle elezioni nello stesso giorno».</p>
<p><strong>ALLA PROSSIMA PUNTATA </strong>Telenovela finita? Non è detto. Il Codacons dà appuntamento a martedì, quando il ricorso sarà discusso in sede collegiale. «Siamo convinti che il Tar cambierà atteggiamento di fronte al gravissimo rischio di annullamento delle elezioni», tuona il presidente Carlo Rienzi. <strong>Restate sintonizzati.</strong></p>
<div><strong><br />
</strong></div>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT La Roma punta Marcos Rocha e il baby Koke</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:17:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M.Cecchini) - Ormai è chiaro: è dai tempi di Lenin che si afferma come la rivoluzione non dorma mai. Figuriamoci possano esserci dei pisolini a Trigoria, dove Walter Sabatini, in puro stile Stakanov, vive il calcio con l’abnegazione di chi cerca un vaccino per i tumori o il segreto per la ripresa economica dell’Europa, anziché semplici pedatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_113500" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/11/mercato-roma-sabatini-segue-anocic/immagine-38/" rel="attachment wp-att-113500"><img class="size-medium wp-image-113500" title="Walter Sabatini" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/11/Immagine18-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Sabatini</p></div>
<p><em><strong>(M.Cecchini) - </strong></em>Ormai è chiaro: è dai tempi di Lenin che si afferma come la rivoluzione non dorma mai. Figuriamoci possano esserci dei pisolini a Trigoria, dove Walter Sabatini, in puro stile Stakanov, vive il calcio con l’abnegazione di chi cerca un vaccino per i tumori o il segreto per la ripresa economica dell’Europa, anziché semplici pedatori di buone speranze. Ma tant’è. Ognuno dà alla vita le priorità che crede e nello stile che ritiene più opportuno. Stile ruvido, come raccontano gli agenti che ieri hanno avuto udienza nelle segrete stanze, dove si sono alternati sia quello di <strong>Marquinho</strong> (Rivelino junior), sia quelli di <strong>Rafael</strong> (Di Cesare e Paulo Alfonso).</p>
<p><strong>RAFAEL: SI LIMA</strong> In questi intrecci brasiliani pare che per il primo si stia trattando il ritorno al Gremio, mentre per l’altro ingaggi e procure che definiscano l’approdo del portiere del Santos alla Roma. L’affare è ormai avanzato sulla base di circa 5 milioni, ma la definizione arriverà più avanti, visto che i giallorossi devono sistemare ben cinque situazioni riguardo i portieri. Se Lobont (in scadenza) ha virtualmente rinnovato, Stekelenburg è virtualmente in viaggio per la Premier League (pare Fulham) e Goicoechea virtualmente con la valigia in mano per il Sudamerica, sono da piazzare anche Curci e Julio Sergio. In ogni caso, uno dei due portieri che la Roma ha intenzione di comperare sarà Rafael, 23 anni, che piace molto a Sabatini.</p>
<p><strong>KOKE &amp; MARCOS ROCHA </strong> Cambiando reparto, per la trequarti piace Jorge Resurreccion Merodio, al secolo calcistico Koke, 21 anni, dell’Atletico Madrid, già approdato in tutte le Nazionali giovanili spagnole fino all’Under 23. Giocatore di sicuro più pronto, invece, è<strong>Marcos Rocha</strong>, 24 anni, difensore di fascia destra dell’Atletico Mineiro, che vanta anche una presenza nella Seleçao. <strong>Ma la concorrenza è tanta, e si chiama Borussia Dortmund, tant’è che la Roma potrebbe ripiegare sul baby Wallace, in prestito dal Chelsea.</strong></p>
<p><strong>GUIDOLIN &amp; BIELSA </strong> Detto che che la Roma segue sempre Ilicic e intenderebbe regalare il cartellino a Taddei (in scadenza nel 2014) che però per andare via chiede una buonuscita proprio come ottenuto da Juan e Pizarro, il vero nodo di questi giorni riguarda l’allenatore. <strong>Sul preferito Mazzarri così come su Allegri potete leggere nelle pagine precedenti, ma in caso di doppio no il club giallorosso cerca di cautelarsi guardando altrove</strong>. In Italia<strong> è stato sondato Guidolin</strong> — che piace parecchio ma non intende mancare alla parola data al presidente Pozzo — mentre all’estero<strong> resta viva la pista Rijkaard</strong> (su cui però esistono dubbi sull’intensità degli allenamenti) <strong>e il grande amore per Bielsa</strong>, allenatore dell’Atletico Bilbao. Quest’ultimo è considerato un maestro e le perplessità riguardano solo la rapidità di adattamento al calcio italiano. Perché il messaggio che arriva da Boston è forte e chiaro: una terza annata flop non sarebbe più tollerata.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Cassano: &#8220;Nelle big ho fatto poco Il 99% delle volte ho sbagliato io&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:14:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_118342" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/il-pagellone-della-serie-a-punti-di-svista-dei-nostri-rocky-apollo-5/cassano-3/" rel="attachment wp-att-118342"><img class="size-medium wp-image-118342" title="Cassano" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/Cassano-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Cassano</p></div>
<p><em><strong>(L.Bianchin) - </strong></em>Budapest a inizio secolo faceva mille promesse. Siamo nel settembre 2000 e la Nazionale Under 21 è in viaggio: in Ungheria si gioca la prima partita di qualificazione all’Europeo 2002 e quel gruppo sembra pronto a prendere il mano il calcio italiano. Ci sono due ragazzi dell’Inter con una carriera garantita: Matteo Ferrari e Andrea Pirlo, ma il più forte è un interista di Bari, Antonio Cassano. E’ il più giovane, però quella sera fa contenti tutti: segna due gol e l’Italia vince 3-0. Quasi tredici anni dopo, il mondo è cambiato. Budapest è sempre lì ma Ferrari è lontano. Vive a Montreal, dove ha appena fatto un gol e un autogol nella stessa partita per gli Impact: la coda americana di una carriera di secondo piano.</p>
<p><strong>ETERNO RAGAZZO </strong> Antonio Cassano invece è in uno studio televisivo e, come a volte succede con Valentino Rossi, fa uno strano effetto: è un eterno ragazzo a fine carriera. Si sta facendo intervistare per «Confessione Reporter», trasmissione di Italia1 di Stella Pende, e a fargli le domande non c’è un giornalista ma Marco Tardelli, il c.t. di quel giorno a Budapest. Il dialogo sarà trasmesso questa sera alle 23.50 da Italia1: seduti su due sedie nere, Marco e Antonio sembrano due amici che parlano della vita, e Tardelli fa la parte dell’amico saggio. Poi a un certo punto Cassano dice una cosa che non ti aspetti.</p>
<p><strong>L’AUTOCRITICA </strong> «E’ stata colpa mia se non ho avuto una carriera migliore — racconta il barese, rientrato in campo domenica scorsa dopo oltre un mese ai box per uno stiramento — Pensavo che con la sola qualità si andasse avanti. Ho giocato in grandi squadre, ma ho fatto sempre poco». La disponibilità all’autocritica diventa una costante, come in altre interviste: «Ho fatto più casini della grandine — dice Antonio a Tardelli — Il 99% delle volte ho sbagliato io, però gli altri mi mettevano nelle condizioni di sbagliare. Passavo dalla ragione al torto in un attimo». E ancora: «Ho fatto il 50% di quello che potevo, ho sempre avuto un modo di allenarmi non professionale». Tardelli ascolta e a volte lo sgrida: «Antonio, quando hai fatto le corna a Rosetti è stato molto brutto». Nel 1980, quando giocava alla Juve, in un’intervista simile lui disse: «Il mio vero maestro fu un certo Costa. Quando avevo 14 anni mi fece capire che questo era un mestiere maledettamente serio. Così dopo le medie dell’obbligo, mentre i miei compagni si davano alla pazza gioia, io giocavo già a fare il professionista».</p>
<p><strong>L’EDUCAZIONE </strong> Ad Antonio forse è mancata una figura del genere. <strong>La signora Giovanna per lui è stata mamma, papà ed educatore: «Mia madre è stata il punto di riferimento della mia vita</strong>. Fino ai 17 anni, quando ho iniziato a giocare a calcio da professionista, non sono mai andato a rubare pur avendo vissuto in un ambiente particolare. Mi ha messo sulla via giusta». Tardelli chiede se papà non gli sia mancato, e Antonio attacca: «Mi è mancato zero». Lui per fortuna non farà sentire la sua mancanza a Christopher e Lionel: «Nel tragitto verso l’ospedale, quando ho avuto l’ictus, non essendo credente ho pensato: “Se c’è qualcuno, fa’ che possa rivedere mio figlio”. Ho preso paura ma non della morte, era paura di non rivedere mio figlio».</p>
<p><strong>LE PRIORITA’ </strong>L’impressione è che quel giorno Antonio abbia riscritto le priorità. In cima alla classifica, la famiglia. Antonio la prende male — va bene, per finta — quando Tardelli gli fa i complimenti per Carolina («Mister, non guardarla troppo…»), poi racconta: «Mia moglie era più matta di me, faceva tre allenamenti al giorno e guadagnava 200 euro. A un certo punto le ho detto: “Il pane a casa lo porto io, tu pensa a fare la moglie di Antonio”». Non è un esempio di progressismo, ma Antonio è così: prendere o lasciare. <strong>E Carolina ha preso. In fondo alla classifica, il pallone</strong>: «Ai miei figli dico che la cosa più importante è non fare calcio. Questo calcio mi ha stancato, troppa gente finta, troppi… Mister, si può dire leccaculo?». Non è un esempio di eleganza. Ma, come Carolina, anche Tardelli ha preso. Si può dire.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Mazzarri addio? E&#8217; cena fredda con De Laurentiis</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131846" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/repubblica-it-roma-mazzarri-ce-il-contatto/mazzarri_napoli_getty/" rel="attachment wp-att-131846"><img class="size-medium wp-image-131846" title="Walter Mazzarri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/mazzarri_napoli_getty-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Walter Mazzarri</p></div>
<p><em><strong>(M.Malfitano) - </strong></em>Una stretta di mano senza calore, come i sorrisi forzati che si sono scambiati nel momento dell’accoglienza. <strong>Voci di dentro raccontano di un incontro senza emozioni</strong>, con quelle maschere tirate su apposta per non creare tensioni in una serata di festa, quella della cena di fine stagione, che ha radunato dirigenti, staff tecnico e sanitario oltre ai giocatori a «Villa D’Angelo», lo splendido ristorante sulla collina del Vomero che si affaccia sul lungomare con annessa veduta mozzafiato. Aurelio De Laurentiis ha rivisto Walter Mazzarri dopo l’incontro avuto domenica, prima di Napoli-Siena, e dopo il no ricevuto dall’allenatore all’offerta di 4 milioni netti all’anno, per due stagioni. L’atmosfera è stata di festa, ovviamente, e nulla l’avrebbe potuta rovinare, tanto più che i due si sono seduti uno accanto all’altro e nel momento in cui è stato dato il via alla cena, in contemporanea è partito l’inno della Champions League. <strong>D’altra parte, lo stesso De Laurentiis ha capito che prima di lunedì non avrà risposte certe dal tecnico, impegnato com’è nel valutare le offerte della Roma e l’interessamento dell’Inter: nell’ambiente danno per scontato il divorzio, intanto, Riccardo Bigon è a lavoro per individuare il nuovo allenatore</strong>. L’argentino Bielsa piace molto insieme con Benitez e Di Matteo. Il presidente è stato il primo ad arrivare, con l’a.d. Andrea Chiavelli, e il responsabile della Comunicazione, Nicola Lombardo, e ha atteso i giocatori. De Laurentiis s’è complimentato con ciascuno e ha annunciato un premio di 4 milioni lordi per la conquista della Champions League.</p>
<p><strong>CORI PER CAVANI </strong> Ad accogliere i giocatori ci sono poco più di 200 tifosi. L’entusiasmo è alle stelle, applausi per tutti, ma l’unico coro è per l’attaccante uruguaiano, scortato dall’addetto stampa, Guido Baldari. «Cavani non si tocca!», urlano a squarciagola i più esagitati. Il timore che possa andare via è forte, da queste parti. <strong>In questi giorni, la vicenda legata alla sua cessione è rimasta schiacciata dalla telenovela sul futuro di Walter Mazzarri.</strong> Ma la sua sarà una discussione che si riaprirà in tempi brevi, perché dalla prossima settimana dovrebbero essere ufficializzate le offerte di alcuni club europei interessati al suo cartellino. Chelsea e <strong>Manchester City le probabili destinazioni di Cavani</strong> ammesso che entrambe le società siano disposte a tirare fuori i 63 milioni della clausola rescissoria. Al momento in sede non sono giunte richieste di nessun genere in questo senso, mentre qualche sondaggio è stato fatto col procuratore del giocatore, Pierpaolo Triulzi. I cori sono anche per Mazzarri che arriva al ristorante in compagnia dell’inseparabile team manager, Peppe Santoro. Per lui, c’è anche l’ironia di alcuni tifosi che gli dedicano uno striscione sul quale c’è scritto: «Preferisci i Cesaroni alla Champions?».</p>
<p><strong>PROIEZIONI DEL GIORNO </strong>Il borsino di ieri, in ogni modo, che quota il futuro di Mazzarri, si è chiuso con un leggero rialzo della Roma che è passata dal 50 al 60 per cento, mentre sono rimaste invariate quelle dell’Inter, 15 per cento, e dell’anno sabbatico, 10 per cento. L’unica a calare è stata la probabilità Napoli, dal 25 al 15%, con una perdita di 10 punti percentuale.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Comune di Roma, Candidati in coro &#8220;Lo stadio si farà Ma con la gente&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 06:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[«Sì allo stadio della Roma», ma anche volontà di «consultare i cittadini». A dieci giorni dalle elezioni comunali, i candidati Marchini e De Vito, oltre al sindaco uscente e candidato Alemanno, si sono espressi sulla costruzione dell’impianto che Pallotta e soci vorrebbero a Tor Di Valle. «Lo stadio si farà — ha detto Alemanno — perché c’è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_39176" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/04/progetto-nuovo-stadio-fiumicino-si-candida/nuovo-stadio-roma/" rel="attachment wp-att-39176"><img class="size-medium wp-image-39176" title="Nuovo Stadio Roma" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/Nuovo-Stadio-Roma-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a><p class="wp-caption-text">Nuovo Stadio AS Roma</p></div>
<p>«Sì allo stadio della Roma», ma anche volontà di «consultare i cittadini». A dieci giorni dalle elezioni comunali, i candidati Marchini e De Vito, oltre al sindaco uscente e candidato Alemanno, si sono espressi sulla costruzione dell’<strong>impianto che Pallotta e soci vorrebbero a Tor Di Valle.</strong> «Lo stadio si farà — ha detto Alemanno — perché c’è molta determinazione. L’area di Tor Di Valle è compatibile col nostro piano regolatore».</p>
<p>Secondo<strong> De Vito</strong> è importante che nel processo di costruzione ci sia «una condivisione con la cittadinanza, bisogna sentire la gente», mentre per <strong>Marchini</strong> è giusto che Roma e Lazio possano «avere il loro stadio. L’importante è coinvolgere il territorio e studiare flussi e mobilità».</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Quelli per cui Roma-Napoli conta parecchio</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 05:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(C.Zucchelli) - C’è chi entrerà in campo con la malinconia di chi, dopo anni, saluterà la Roma. C’è chi giocherà con il rimpianto di quello che poteva essere e non è stato e chi invece avrà motivazioni da vendere. Mentre per i tifosi Roma-Napoli conta meno di un’amichevole, c’è chi ci vede l’occasione per mettersi in mostra o, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_126196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/03/roma-genoa-la-fotocronaca-della-gara-contro-i-grifoni-foto/fbl-ita-seriea-as-roma-genoa-7/" rel="attachment wp-att-126196"><img class="size-medium wp-image-126196" title="roma genoa Romagnoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/romagnoli-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Romagnoliue</p></div>
<p><em><strong>(C.Zucchelli) - </strong></em>C’è chi entrerà in campo con la malinconia di chi, dopo anni, saluterà la Roma. <strong>C’è chi giocherà con il rimpianto di quello che poteva essere e non è stato e chi invece avrà motivazioni da vendere.</strong> Mentre per i tifosi Roma-Napoli conta meno di un’amichevole, c’è chi ci vede l’occasione per mettersi in mostra o, quantomeno, salutare degnamente i colori giallorossi.</p>
<p><strong>I GIOVANI </strong> Tra coloro per cui Roma-Napoli conta qualcosa<strong> ci sono Romagnoli e Nico Lopez.</strong> Due presenze il primo, 6 il secondo, un gol a testa, diciotto e vent’anni: sono considerati, in difesa e in attacco, il futuro della Roma. In attesa di capire che ne sarà di loro (hanno offerte da mezza Serie A e da tanti club di B), domenica sera avranno l’occasione di fare esperienza. Romagnoli, contro il primo attacco della Serie A, dovrebbe partire dal primo minuto, probabilmente accanto a Burdisso, mentre Lopez dovrebbe entrare a partita in corso, magari al posto di Lamela, che Andreazzoli pare intenzionato a schierare ancora una volta dall’inizio. <strong>Una maglia da titolare ci sarà anche per Tachtsidis</strong>: fortemente voluto da Zeman, è in comproprietà col Genoa e con ogni probabilità tornerà alla base. Di certo, Sabatini e Preziosi ne discuteranno quando dovranno affrontare il futuro di Borriello.</p>
<p><strong>CHI SALUTA </strong>Chi avrà un futuro lontano da Roma è <strong>Rodrigo Taddei</strong>: il suo agente sta trattando la rescissione del contratto — scadenza 2014 — e sta discutendo sulla buonuscita. Alla Roma dal 2005, 276 presenze e 28 gol, grande protagonista con Spalletti, dovrebbe avere la possibilità di indossare per l’ultima volta la maglia numero 11. Al derby di Coppa difficilmente troverà spazio, visto che quest’anno ha giocato appena 5 volte. Più presente di lui (11 partite) è stato Simone Perrotta: partirà titolare e il suo sogno è quello di segnare per raggiungere le 50 reti da romanista. Il suo contratto scade il 30 giugno, difficilmente verrà rinnovato. Così come difficilmente resterà a Roma <strong>Ivan Piris</strong>, anche se il Deportivo Maldonado potrebbe accontentarsi della metà dei 4 milioni previsti per il riscatto. Tornerà invece al Danubio, e senza rimpianti, <strong>Mauro Goicoechea</strong>. A meno che Zeman, se dovesse tornare a Pescara, non decida di averlo di nuovo con sé.</p>
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		<title>GAZZETTA.IT Cannabis nello sport: niente più squalifiche</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 09:22:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124113" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/02/doping-howman-dir-gen-wada-la-strada-con-cui-puo-essere-affrontato-il-problema-e-quella-di-fare-molti-piu-test-piu-controlli-sul-sangue/doping_serie_a/" rel="attachment wp-att-124113"><img class="size-medium wp-image-124113" title="doping_serie_a" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/doping_serie_a-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Doping nello Sport</p></div>
<p><em><strong>(V.Piccioni) - </strong></em>Canne depenalizzate o quasi. L&#8217;ha deciso la Wada, l&#8217;Agenzia Mondiale Antidoping, alzando l&#8217;asticella della soglia di positività a un livello che certifica lo spinello libero, sportivamente parlando, almeno fino al giorno prima della competizione. La decisione è stata presa senza aspettare la conferenza mondiale antidoping che si svolgerà in Sudafrica, a Johannesburg, dal 12 al 15 novembre, e che scriverà il nuovo codice 2015. La traduzione operativa è già in vigore dallo scorso sabato: non più 15 nanogrammi/millilitro, ma addirittura 150. Un innalzamento che dovrebbe praticamente cancellare l&#8217;80 per cento delle positività del genere, forse pure di più.</p>
<p><strong>SOLO IN GARA —</strong> La questione è in qualche modo politica, mediatica ed economica, non tanto &#8220;sociale&#8221;. In effetti la positività per cannabis non era una sanzione di carattere morale visto che l&#8217;esame antidoping per la sostanza era ristretto soltanto ai controlli post gara. Il principio era quello di colpire eventuali vantaggi indiretti, la parola più usata è &#8220;rilassanti&#8221;, insomma un beneficio sulla prestazione. La proibizione riguardava già prima di sabato soltanto la gara, la competizione. Tanto che nei controlli a sorpresa, invece, la cannabis non si cercava neanche.</p>
<p><strong>FESTE ASSOLTE —</strong> Il problema è che con quella soglia, 15 nanogrammi, la rete rischiava di colpire anche il consumo in una festa (ma non il fumo passivo, che secondo gli esperti non produce più di 2-3 nanogrammi/millilitro nell&#8217;urina) magari un paio di settimane prima della competizione e senza alcun fine dopante. Sui tempi di smaltimento della sostanza, in effetti, non c&#8217;è un pronunciamento scientifico definito. Ora, con il passaggio a quota 150, si dovrebbe colpire soltanto il consumo nelle immediate vicinanze, un giorno o giù di lì, della competizione.</p>
<p><strong>SOLDI RISPARMIATI —</strong> Il problema è che nel 2011, nel mondo si erano registrati 445 casi di positività alla cannabis, ben l&#8217;8 per cento del totale, una bella fetta della torta, un grande impegno per i laboratori. Che prestava il fianco a una considerazione critica nei confronti dell&#8217;efficacia del sistema antidoping: mentre si annuncia il doping genetico, con le inchieste giudiziarie che smascherano assunzioni che i controlli spesso non riescono a evidenziare, voi pensate alle canne&#8230; Spendendo soldi e rischiando duelli legali per sanzioni inevitabilmente molto limitate (la media delle squalifiche non era superiore ai due mesi) a suon di parcelle, che andrebbero riservate ad altre vicende, per esempio alla difesa di quella che è sempre più la trincea del passaporto biologico, la frontiera su cui si sta combattendo più fra istituzioni e legali dei &#8220;positivi&#8221; con le prime che hanno avuto finora la meglio sulle seconde. D&#8217;altronde il risparmio di ricerca e di denaro è evidente. In tempi di crisi, c&#8217;è anche un problema risorse, inutile negarlo, l&#8217;antidoping può rischiare di fare il vaso di coccio. Inoltre diverse federazioni sportive internazionali avevano chiesto la cancellazione del divieto che vale dal 1999.</p>
<p><strong>CONCENTRARE GLI SFORZI —</strong> In ogni caso la decisione della Wada segna una novità importante nel sistema antidoping con il tramonto delle positività &#8220;festaiole&#8221; alla cannabis, ma soprattutto con la concentrazione pragmatica degli sforzi sui diversi fronti in cui la battaglia contro le sostanze proibite è sempre durissima. E purtroppo lontana dal successo.</p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Facebook, rabbia tifosi contro il falso Failla</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:54:50 +0000</pubDate>
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<div id="attachment_134360" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-dello-sport-facebook-rabbia-tifosi-contro-il-falso-failla/failla/" rel="attachment wp-att-134360"><img class="size-medium wp-image-134360" title="failla" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/failla-300x141.jpg" alt="" width="300" height="141" /></a><p class="wp-caption-text">Fabrizio Failla</p></div>
<p>In tempi di «<em>fake»</em>, ovvero di false indentità diffuse via internet, non sorprende che anche i giornalisti televisivi abbiano problemi con buontemponi (chiamiamoli così) che decidono di fingersi per volti noti del piccolo schermo, diffondendo commenti che l’originale non penserebbe neppure. Tutto questo, ovvio, per metterlo in difficoltà. Sta capitando in questi giorni anche a<strong> Fabrizio Failla</strong>, uno dei giornalisti <strong>Rai</strong> più conosciuti dagli appassionati di sport. Ebbene, su Facebook è stato aperto un account a suo nome in cui il finto Failla scrive commenti sui tifosi della Roma, facendo innervosire qualcuno. <strong>Tutto falso. i più esagitati si calmino. </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div></div>
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		<title>MERCATO ROMA Se non arriva il rinnovo, Allegri potrebbe lasciare Milano</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:11:37 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133666" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/milan-rossoneri-gia-in-campo-dopo-la-vittoria-di-ieri-contro-il-pescara/allegrilapresse-400x266/" rel="attachment wp-att-133666"><img class="size-medium wp-image-133666" title="Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/allegrilapresse-400x266-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Allegri</p></div>
<p>Come riporta l&#8217;edizione odierna della <em>Gazzetta dello Sport</em>, il futuro di <strong>Massimiliano Allegri</strong> non sarebbe poi cosi sicuro. Il tecnico del Milan, autore di una grande rimonta, nel caso in cui non gli venisse rinnovato l&#8217;attuale contratto potrebbe anche pensare di lasciare <em>Milanello</em>. Mentre l&#8217;ad rossonero <strong>Adriano Galliani </strong>continua a fare pressione sul presidente <strong>Berlusconi</strong> per convincerlo a rinnovare almeno di un anno il contratto di <strong>Massimiliano Allegri</strong>, lo stesso tecnico fa sapere di pensare solo all&#8217;ultima gara contro il Siena che dovrebbe consegnare il terzo posto al<strong>Milan</strong>. Fino a lunedì questa sarà la linea da seguire, poi a giochi fatti, l&#8217;allenatore livornese prenderà la sua decisione.</p>
<p>Fonte: <em>gazzetta dello sport</em></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT Attenta Roma, De Rossi può andare al Chelsea</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:03:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_6016" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2011/11/la-repubblica-de-rossi-a-un-passo-dalla-firma-sabatini-restera-in-giallorosso/ss-lazio-v-as-roma-serie-a-15/" rel="attachment wp-att-6016"><img class="size-medium wp-image-6016" title="de rossi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2011/10/DE-ROSSI-4-300x224.jpg" alt="" width="300" height="224" /></a><p class="wp-caption-text">De Rossi</p></div>
<p><em><strong>(M.Cecchini)</strong> </em>Forse sarebbe stato troppo bello per essere vero. <strong>Ma i matrimoni infiniti, nel calcio, ormai sono fuori moda.</strong>E così — <strong>complice un bilancio in sofferenza e un amore col tifo in qualche modo sfiorito — Daniele De Rossi è vicino all’addio alla Roma</strong>. Il centrocampista in estate compirà 30 anni e, sull’onda di una stagione deludente e di un ingaggio pesantissimo, <strong>i dirigenti giallorossi potrebbero cedere alle avance del Chelsea, visto che Mourinho è un grande estimatore dell’azzurro</strong>. La cifra intorno a cui ci si muove è di<strong>12 milioni</strong>, visto che gli inglesi si sobbarcheranno anche i circa 6 milioni d’ingaggio. Al di là dell’intramontabile amore per la Roma, De Rossi sarebbe felice di lavorare col tecnico portoghese, che però deve guardarsi da un eventuale assalto del Psg (come riportano i giornali francesi) se affidato alla guida di Mancini.</p>
<p><strong>ECO RAFAEL </strong>D’altronde la trimestrale licenziata ieri racconta spine ineludibili. Se i ricavi sono in sensibile crescita (93,3 milioni), le perdite dei primi nove mesi sono salite a 36,4 milioni, facendo ipotizzare un «rosso» a giugno di quasi cinquanta. <strong>Cifre pesanti, che però non hanno impedito al d.s. Sabatini di aver quasi chiuso l’accordo con Rafael</strong>, 23 anni, portiere brasiliano del Santos, che prenderà il posto di Stekelenburg destinato alla Premier League. «Non vedo l’ora di andare alla Roma», ha infatti confidato lo stesso Rafael agli amici.</p>
<p><strong>MARQUINHOS &amp; ILICIC </strong> Ma l’import-export è caldo a Trigoria. Nel giorno del suo 19° compleanno, infatti, tornano le voci che <strong>vogliono il baby fenomeno Marquinhos vicino al City o al Barcellona,</strong> cosa che consentirebbe alla Roma un introito importante.<strong>Ma il club sul difensore ha intenzione di resistere alle lusinghe alla stessa stregua di quanto accade per Lamela</strong>. D’altronde, i dirigenti giallorossi sono convinti che tenere queste due eccellenti promesse consentirebbe, oltre a far restare la squadra altamente competitiva, di far crescere ulteriormente il loro valore, sperando in possibili future cessioni che rappresentino veri e propri affari economici. Aspettando sviluppi, piace sempre Ilicic, su cui il club è pronto a investire 7 milioni.</p>
<p><strong>MAZZARRI &amp; BENITEZ </strong> D’altronde i conti hanno le loro esigenze, <strong>tant’è che in questi giorni si è addirittura tornato a riparlare di un ritorno alla carica dello scecco Al Qaddumi — fornito finalmente di liquidità — come partner del presidente Pallotta</strong>. Dopo la brutta esperienza, le smentite che giungono da Trigoria sono quasi a luce rosse nella forma, ma il messaggio è chiaro: tutte cavolate. Di sicuro però bisognerà fare uno sforzo economico per il nuovo allenatore. A proposito, in attesa di Mazzarri c’è da registrare anche l’interessamento per Benitez (potete leggere tutto nelle pagine precedenti). <strong>Entrambi sono allenatori da top club, ma con ingaggi allineati alla fama. Qualche sacrificio, perciò, meglio metterlo in conto.</strong></p>
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		<title>GAZZETTA DELLO SPORT La Roma è in nuove mani. Istinto e saggezza Rafael è già pronto</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 06:37:59 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_122878" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/02/repubblica-it-rafael-o-cassio-sara-brasiliano-lerede-di-stekelenburg/rafael-cabral-santos/" rel="attachment wp-att-122878"><img class="size-medium wp-image-122878" title="Rafael Cabral Santos" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/Rafael-Cabral-Santos-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">Rafael Cabral</p></div>
<p><em><strong>(C.Zucchelli)- </strong> </em>Un portiere brasiliano – <strong>Rafael</strong> – che, parola di chi gli è vicino, «non vede l’ora di arrivare». Un portiere olandese – <strong>Stekelenburg</strong> – con i bagagli già pronti e un portiere romeno – <strong>Lobont</strong> – che sta per rinnovare il contratto e, nell’attesa di tornare a fare il dodicesimo e l’uomo spogliatoio, punta a giocare la finale di Coppa. Oltre alla rivoluzione in panchina, a Trigoria a fine stagione andrà in scena anche la rivoluzione portieri: via Stekelenburg e <strong>Goicoechea</strong>, spazio a Rafael come titolare, Lobont come vice e, pare, Svedkauskas come terzo.</p>
<p><strong>IL NUOVO TITOLARE </strong> <strong>Rafael Barbosa del Santos, 23 anni</strong>, passaporto comunitario e tanta voglia di sbarcare a Roma, è da mesi un pallino di <strong>Sabatini</strong>. Forte di piede, dotato di ottima reattività e capacità di uscire dai pali senza paura, costerà alla Roma tra i 5 e i 6 milioni. Il d.s. voleva prenderlo già a gennaio, poi il trasferimento saltato di <strong>Stekelenburg</strong> al <strong>Fulham</strong> aveva bloccato l’affare. I rapporti col <strong>Santos</strong> e con il suo entourage non si sono mai interrotti e negli ultimi giorni c’è stata l’accelerazione decisiva. Nato a Sorocaba il 20 maggio del 1990, è alto<strong> un metro e 86</strong> e ha debuttato nel Brasilerao il 2 giugno 2010. Quello che fin da subito ha colpito Sabatini è stato il grande istinto tra i pali accompagnato a una maturità rara per un ventenne. «Non ha paura di nulla», scrivevano qualche tempo fa in Brasile, raccontandone la storia. Orfano di mamma, gioca nel Santos da quando ha 16 anni e quando la Roma, in autunno, lo ha cercato per la prima volta ha risposto positivamente senza pensarci due volte.</p>
<p><strong>BYE BYE STEK </strong>L’entusiasmo di <strong>Rafael</strong> si scontra con la malinconia di <strong>Stekelenburg</strong>. Dopo Roma-Genoa sembrava che si fosse definitivamente ripreso la porta giallorossa e invece era soltanto un fuoco di paglia. Colpa di alcune prestazioni non esaltanti e di un’elongazione al retto femorale sinistro che lo sta tenendo fuori da un paio di settimane. L’infortunio, dal punto di vista clinico, è alle spalle e in teoria il numero 24 olandese dovrebbe tornare in gruppo domani o dopodomani per poi giocare contro Napoli e, soprattutto, Lazio. Considerando però la sua soglia del dolore piuttosto bassa e considerando che <strong>Lobont</strong> viene considerato più che affidabile, non è così scontato il suo rientro, tanto che a Trigoria c’è chi dice: «Se in Coppa giocasse “Lobi” nessuno si stupirebbe». Il portiere romeno a fine stagione dovrebbe rinnovare il suo contratto mentre Stek non ha mai abbandonato l’idea di andare al Fulham, pronto a pagarlo 5 milioni di euro. Più o meno la stessa cifra che <strong>Sabatini</strong> vuole stanziare per Rafael.</p>
<p>&nbsp;</p>
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