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	<title>gazzettagiallorossa.it &#187; CORRIERE DELLA SERA</title>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Pallotta: &#8220;Allegri nuovo allenatore? Decideranno Baldini e Sabatini&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:26:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119232" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/pallotta-2.jpg"><img class="size-medium wp-image-119232" title="Pallotta" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/pallotta-2-300x180.jpg" alt="" width="300" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Pallotta</p></div>
<p><em><strong>(G. Piacentini)</strong> </em>-<em>«Allegri chi? Il nuovo allenatore sara` Doc Rivers (il coach dei Boston Celtics di basket, n.d.r.). Non ho parlato con lui, ho lasciato tutto a Sabatini e a Baldini». Il presidente della Roma James Pallotta non conferma e non smentisce, si concede anche una battuta sul tecnico della sua squadra di basket («Voi lo conoscete?»), ma tutto lascia pensare che con il tecnico del Milan la questione sia in dirittura d’arrivo. Nella giornata di ieri si era sparsa la voce che il direttore sportivo Walter Sabatini avesse incontrato</em><strong> Max Allegri</strong> in un albergo di Milano, ma la notizia non ha trovato conferme. La cosa certa è che il tecnico ieri mattina ha incontrato l’ad rossonero <strong>Adriano Galliani </strong>per trattare la buonuscita, e che le parti sono ancora lontane. A forzare la mano però potrebbe essere l’intervento dello stesso Pallotta, che avrebbe autorizzato i due manager giallorossi ad aumentare i bonus previsti per Allegri, facilitandone in questo modo il divorzio dal Milan. Per sistemare le cose c’è ancora tempo, visto che l’annuncio non sarà dato prima della prossima settimana. Prima va giocata la finale di Coppa Italia contro la Lazio. «Sono impaziente - ha proseguito il presidente giallorosso - fremo per vedere il derby. Sono venuto apposta dagli Stati Uniti e sono molto eccitato per questo».</p>
<p><strong>Dalla settimana prossima, poi, ci sarà tempo per risolvere alcune questioni in sospeso come il rinnovo del contratto di Totti e il futuro di Franco Baldini.</strong> «Del contratto di Francesco ne abbiamo parlato due mesi fa e lo rifaremo assolutamente al termine della stagione. Per quanto mi riguarda, Franco rimarrà alla Roma anche il prossimo anno. Lui mi piace, ma dobbiamo parlarne la prossima settimana ».<strong></strong></p>
<p><strong>Pallotta fa un bilancio dei suoi primi mesi da presidente</strong>. «Ad agosto sarà un anno, e abbiamo fatto un sacco di cose buone. Walter e Franco hanno valorizzato molti giovani giocatori, realizzando un buon lavoro con i calciatori, meno con gli allenatori». L’idea è quella di costruire una grande Roma che duri negli anni. «Non si può dire ora quanti soldi spenderemo, dipende anche da quanti soldi faremo con il marketing. È chiaro che vorremmo essere un top team, anche se la concorrenza è elevata soprattutto a livello europeo. Io detesto perdere, odio non stare in Champions League e non vincerla. Il nostro è un progetto a lungo termine e sono sicuro che nei prossimi anni ci staremo stabilmente. Lo stadio? Tra un paio di mesi presenteremo il progetto, quando lo vedrete rimarrete stupefatti non solo per lo stadio in sé ma anche per quello che ci sarà intorno. Questo cambierà tutto». È andata a gonfie vele, intanto, la prima giornata di vendita libera per i biglietti del derby: sono stati venduti 6 mila tagliandi, esauriti quelli validi per i Distinti Sud, mentre rimangono a disposizione solo posti in tribuna Monte Mario. Notizie dal campo: il portiere olandese Stekelenburg è l’unico indisponibile, la sua avventura a Roma può considerarsi conclusa (finirà in Inghilterra, al Fulham).</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Fallimento o riscatto: il derby della verità</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:18:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124642" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/161802521.jpg"><img class="size-medium wp-image-124642" title="Roma-Juventus Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/161802521-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(B. Tucci)</strong> </em>-<strong> Ora tutto dipende dal derby. </strong>Se Lazio o Roma giocheranno il prossimo anno in Europa lo deciderà la partita di domenica all’Olimpico. O dentro o fuori. Insomma, se la stagione la si potrà definire fallimentare (o no) lo stabilirà il match di domenica. Il campionato è stato un disastro per Trigoria e Formello. Sì, d’accordo. <strong>Al fotofinish, la Roma è riuscita a fare il sorpasso. Magra consolazione, perché gli obiettivi per la società a stelle e strisce erano altri</strong>. Il progetto è andato a farsi benedire ed i tifosi non sono soltanto delusi. Di più. Ed allora, il derby potrebbe rimettere a posto le cose: in primo luogo, perché è da tempo che la squadra di Andreazzoli non riesce a vincere una stracittadina; secondariamente, perché si entrerebbe in Europa: il che significa prestigio sportivo e incasso di danaro.</p>
<p><strong>Uguale discorso per Petkovic: dopo un avvio fantastico, la Lazio a gennaio ha cominciato a segnare il passo.</strong> Uno «score » da retrocessione: partite perse in continuazione, gioco deludente, smarrimento totale della squadra. Tanto che, all’ultima giornata, i biancazzurri si sono fatti soffiare il sesto posto in classifica dai cugini. Quindi, la vittoria nel derby significherebbe tanto: una rivincita e l’ingresso in campo internazionale che farebbe gioire il cassiere del presidente Lotito. Derby difficile da giudicare, il pronostico è aperto. Le migliaia di tifosi dell’Olimpico si augurano un match palpitante, magari incerto fino all’ultimo. Già, i tifosi: il problema non è di poco conto, visti i precedenti della volta scorsa. La violenza deve essere isolata. Non ama il calcio chi vuol far degenerare uno spettacolo così bello. Ed allora, chi è contro questo concetto deve essere allontanato da quanti, invece, vogliono continuare ad andare allo stadio finalmente con i propri figli.</p>
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		<title>LA REPUBBLICA Braccio di ferro</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:14:51 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_56377" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/05/141804382.jpg"><img class="size-medium wp-image-56377" title="Baldini e Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/05/141804382-300x213.jpg" alt="" width="300" height="213" /></a><p class="wp-caption-text">Baldini e Allegri</p></div>
<p><em><strong>(E. Currò)</strong> </em>-<strong>Molti nemici, molto onore. </strong>Se è così, prima ancora di sedersi sulla panchina del Milan, Seedorf è già onoratissimo. E se è vero che Berlusconi nel calcio ama le decisioni controcorrente, almeno quanto in politica sa cavalcare l’onda popolare, non avrebbe potuto scegliere per il Milan un nuovo allenatore più contestato del campione olandese. Se n’è avuta clamorosa riprova ieri, quando la Curva Sud si è schierata in maniera fin troppo esplicita contro il promesso mister. <em>«Chi investe può decidere di cambiare allenatore anche solo per scelta personale. Ma serve un allenatore affermato: se non con Allegri, che appoggiamo fermamente, almeno con un vero allenatore ».</em></p>
<p><strong>Il fatto è che gli ultrà, stavolta, non sono isolati</strong>. La squadra stessa da un mese non smette di sottolineare i meriti di Allegri, nella rincorsa al terzo posto. Ieri lo ha fatto il veterano Bonera, dopo avere ottenuto da Galliani l’inatteso rinnovo del contratto per due anni, in apparente contrasto con la linea societaria del ringiovanimento. «La cosa sicura è che questo allenatore ha fatto molto bene». I<strong>l pesante braccio di ferro continua: la maggioranza dei tifosi e dei giocatori dalla parte di Allegri (</strong>cioè con<strong>Galliani </strong>e contro Seedorf, perché tutti sanno come l’attuale allenatore sia vicinissimo all’addio), Berlusconi dalla parte di Seedorf.</p>
<p><strong>La vicenda non ha precedenti, nei 27 anni dell’era berlusconiana.</strong> Ma chi conosce bene il demiurgo del Milan assicura che <strong>nessuna contestazione potrà fargli cambiare idea.</strong> Ai detrattori lui ricorda come Sacchi, che inaugurò il ciclo dei trionfi, fu ingaggiato tra mille perplessità per la sua inesperienza. Per questo l’idea di promuovere subito in panchina un neofita come Seedorf — anche i dirigenti Capello e Leonardo in pratica lo erano — non spaventa Berlusconi, sempre più deciso a congedare Allegri, che ieri ha avuto un incontro interlocutorio nella sede di via Turati con Galliani. La richiesta di una ricca buonuscita, per rescindere il contratto da 2,5 milioni fino al 2014, postula ulteriori colloqui, perché l’allenatore non ha fretta, né intende dimettersi.</p>
<p><strong>La Roma lo aspetta (ieri è stato segnalato a Milano il ds Sabatini) assieme a Tassotti, storico vice rossonero, a sua volta tentato dal divorzio.</strong> E il derby della finale di Coppa Italia con la Lazio, da affrontare prima di prendere qualunque decisione di mercato, accentua il clima di incertezza. In teoria Berlusconi potrebbe decidere di licenziare Allegri. Ma non è abitudine del club arrivare a una conclusione traumatica dei rapporti con i tecnici, a maggior ragione dopo un triennio accompagnato da uno scudetto e da un secondo e un terzo posto. Così, mentre le ipotesi di<strong> Van Basten, Inzaghi e Donadoni restano in piedi</strong> soltanto se la candidatura di Seedorf dovesse di colpo perdere quota, entra in scena la diplomazia, incarnata da Barbara Berlusconi. «Non esistono divergenze tra mio padre e<strong>Adriano Galliani</strong>. La linea è comune ed è sempre la stessa da 27 anni, cioè l’interesse del Milan». Nel frattempo si pensa al futuro. Pazzini si opera al ginocchio dolente. A parametro zero, dal Nizza, arriverà il trentenne difensore argentino Civelli. Il Monaco, infine, vuole Boateng, che del resto non fa impazzire Seedorf. Il quale, oltre a frequentare il corso Uefa per allenatore (due istruttori della federazione olandese gli fanno periodicamente visita a Rio, le altre lezioni sono su Skype), fa ancora il calciatore: ieri notte ha giocato col Botafogo, in Coppa del Brasile, contro il Crb. Anche Allegri ha fatto attività fisica: col suo staff è salito in bici al Sacro Monte di Varese. Doveva onorare la promessa fatta per il terzo posto. Nel voto, però, non era previsto il rinnovo del contratto.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Duemila agenti per le strade. Rinforzi da altre regioni</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 08:13:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(R. Frignani) - Siti internet, chat riservate. Controlli incrociati anche on line per scoprire le intenzioni degli ultrà per la finale-derby di domenica pomeriggio. Un lavoro lungo e delicato sul quale si basa l’ordine pubblico per l’appuntamento più suggestivo e rischioso dell’anno. A quattro giorni daRoma-Lazio polizia e carabinieri lavorano senza sosta per identificare e isolare chi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_116991" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/stadio-olimpico.jpg"><img class="size-medium wp-image-116991" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/stadio-olimpico-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(R. Frignani) -</strong></em> Siti internet, chat riservate. Controlli incrociati anche on line per scoprire le intenzioni degli ultrà per la finale-derby di domenica pomeriggio. <strong>Un lavoro lungo e delicato sul quale si basa l’ordine pubblico per l’appuntamento più suggestivo e rischioso dell’anno</strong>. A quattro giorni da<strong>Roma-Lazio</strong> polizia e carabinieri lavorano senza sosta per identificare e isolare chi potrebbe progettare una serata di scontri prima, durante e dopo la partita. Oltre al Reparto mobile e ai contingenti dell’Arma e della Finanza (con rinforzi che arriveranno anche da altre regioni), attorno e dentro l’Olimpico ci saranno anche <strong>agenti in borghese di tutti i commissariati romani</strong>, ai quali sarà ordinato di mettere a disposizione un determinato numero di uomini. L’ordine pubblico per il derby dovrebbe comprendere più di un migliaio di unità, alle quali se ne aggiungeranno altrettanti per far fronte anche alla prima giornata di elezioni e, a mezzogiorno, alla seconda semifinale del campionato di <strong>basket </strong>al Palazzetto fra <strong>Roma e Cantù.</strong></p>
<p><strong>Una giornata complicata, ma soprattutto lunga</strong>: a preoccupare sono sia gli infiltrati violenti fra i gruppi ultrà, sia il dopo partita con i festeggiamenti di una sola tifoseria con i rischi di incidenti con quella perdente e con le forze dell’ordine. Nel piano di sicurezza non è stato preso in considerazione solo il Foro Italico &#8211; blindato e trasformato in una gigantesca isola pedonale da Ponte Milvio, al lungotevere fino a viale Angelico &#8211; ma anche le principali piazze del centro (piazza Venezia, piazza del Popolo, piazza Navona, Circo Massimo, Colosseo e ancora Testaccio, Prati, Trastevere con piazza Trilussa). Pronte anche alcune misure preventive nei confronti di soggetti ritenuti pericolosi. E mentre il questore Fulvio Della Rocca chiede la collaborazione di tutti, per oggi è previsto in Prefettura il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza. Massima vigilanza proprio ai seggi elettorali dove le operazioni di voto si chiuderanno solo alle 22 quando le strade saranno piene di tifosi. A preoccupare, oltre al timore di scontri e scaramucce praticamente dappertutto, è anche il fatto che la vendita liberi dei biglietti per il derby ha aperto a chiunque l’Olimpico.</p>
<p>Con la possibilità di settori misti e tifosi rivali l’uno vicino all’altro. <em>«Da un sistema duro, di tolleranza zero, si è passati all’opposto</em> - conferma<strong>Giorgio Innocenzi</strong>, segretario generale della Consap -, <em>ipotizziamo che ci sia stata un’intesa con i capi ultrà per dare un segnale di apertura ai tifosi. Ma siamo sicuri che alla fine gli incidenti non ci saranno lo stesso?». </em></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Scaramanzie, riti e silenzio: derby in clausura</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 07:38:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(G. Cavalli) &#8211; Potremmo definirla la Sindrome dell’Abate Faria. Quella che spingerà uno stimato notaio (romanista) a seppellirsi in una cantina di 3 metri per 3, dalle 15 di domenica pomeriggio, per non riemergerne che a sera inoltrata, quando sarà tutto finito. «Ecome sarà andata lo capirò dalle bandiere, ma prima non voglio saperne niente» spiega Alfredo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131907" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/coppa-italia-il-comune-insiste-per-il-29-la-lega-conosce-i-problemi/hakan/" rel="attachment wp-att-131907"><img class="size-medium wp-image-131907" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/hakan-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><strong><em>(G. Cavalli)</em> &#8211; Potremmo definirla la Sindrome dell’Abate Faria. </strong>Quella che spingerà uno stimato notaio (romanista) a seppellirsi in una cantina di 3 metri per 3, dalle 15 di domenica pomeriggio, per non riemergerne che a sera inoltrata, quando sarà tutto finito. «Ecome sarà andata lo capirò dalle bandiere, ma prima non voglio saperne niente» spiega Alfredo Maria Becchetti, che in previsione del lungo auto- esilio si attrezza: «Che faccio? Metto a posto». E quando ha finito? «Beh, le pareti sono tutte tappezzate dai poster dei calciatori stagione 82/83», dunque probabilmente farà offerte votive ai Penati scudettati. Mai come stavolta che ci si gioca in un colpo solo primato cittadino/ un trofeo che è sempre meglio di niente/Europa League/Supercoppa/ la faccia &#8211; e la Coppa Italia perciò sembra la Champions &#8211; la vigilia della finalissima è un cilicio che laziali e romanisti avrebbero volentieri evitato di indossare. Non andranno in tanti allo stadio &#8211; anche perché la partita la trasmettono in tv &#8211; ma la novità è che per non soffrire pene indicibili i più a casa terranno spenta pure quella, niente radio, zero Facebook, zitto Twitter, finché il destino non sarà compiuto e sarà Inferno o Paradiso.</p>
<p><strong>Prevale la strategia del silenzio.</strong> C’è gente che non ne vuole nemmeno parlare e cambia argomento. Chi si prepara ad una domenica solitaria di clausura. «Mi chiudo in casa e non voglio vedere nessuno» annuncia lo scrittore<strong> Alessandro Piperno</strong> (biancazzurrissimo, come testimoniava la mattonella &#8220;Qui vive un Laziale&#8221; apposta accanto al citofono, ora trasferita in libreria) perché questo special- derby richiede più concentrazione di un romanzo. «Non è un evento da condividere con nessuno, non è una festa, è una partita terribile, che andrebbe abolita. Qui non ti puoi nemmeno augurare un bello 0 a 0 giocato tutto a centrocampo». Qualcuno deve perdere per forza e tutti hanno un brutto presentimento che riguarda la propria squadra. «Ho amici romanisti che non si fanno sentire da una settimana e che forse non sentirò mai più, spero per colpa loro». C’è persino chi è pronto a negare la realtà: «Mi tappo in casa, solo, col megaschermo» rivela una celebre (qui anonima) firma del Corriere. «Se la Roma perde, fingerò che non sia successo niente ed uscirò a passeggiare il cane come niente fosse».</p>
<p>Mica tutti hanno il piglio del ministro della Giustizia <strong>Anna Maria Cancellieri </strong>che solo la comunione della nipotina, e giammai l’ansia, terrà lontana dallo stadio. «Ci sarei andata, ma devo fare la nonna», racconta divertita dai patimenti calcistici. «Io non soffro, però griderò Forza Roma fino all’ultimo dei miei giorni». Non ha la stessa tempra<strong> Giancarlo Governi,</strong> scrittore e storico autore Rai, spasimante laziale, che ha proposto seriamente «di rinunciare alla finale e cedere il nostro posto all’Inter o alla Juve per non dover vivere questo supplizio moltiplicato all’ennesima potenza». Ha rifiutato l’accredito per lo stadio: «Devono venirmi a prendere le SS». Sofferenza sì, ma con diritto di privacy.</p>
<p>Due amici, un commercialista romanista e un avvocato laziale, prenderanno il largo a Fiumicino per andare a pescare «partenza alle 17 e ritorno alle 21.30 e l’unica radio sarà quella di bordo per le emergenze» e l’unico derby sarà quello dei merluzzetti. Persino uno del mestiere,<strong>Patrizio Cacciari,</strong> giornalista di TeleRoma56, autore di «101 gol che hanno fatto la storia della Roma » e di «Sud, la Curva Magica», ad andare all’Olimpico non ci pensa nemmeno. «Forse la vedo da solo, ma forse invece stacco tutto, non voglio sapere, siamo in tanti a pensarla così, già la stagione è stata quella che è stata, perdere la Coppa Italia sarebbe un fallimento totale».</p>
<p>Sarà che magari è un rito anti-jella pure questo, fatto sta che<strong> Enrico Vanzina </strong>invece fa lo spavaldo: «Tutta questa tensione è esagerata, pensiamo invece a fare una bella figura come città di sport, una volta tanto. Oltretutto finisce che così mettiamo troppa ansia ai giocatori. Se vince la Roma bene, se vincono loro, ciccia». Sarà. Nemmeno il verduraio del mercato alla Circonvallazione Ostiense ha voglia di parlare, mentre ritira i due bandieroni giallorossi (in pendant con l’arazzo da 10 metri per 5 steso davanti al banco) perché piove. «Il derby? Nun ciò voja, signò, nun ze ingrugni, me so alzato all’una de stanotte, me lasci lavorà».</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Roma, è il giorno di Allegri. L’annuncio dopo il derby-finale</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135256" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/corriere-della-sera-roma-e-il-giorno-di-allegri-lannuncio-dopo-il-derby-finale/massimiliano_allegri_ap/" rel="attachment wp-att-135256"><img class="size-medium wp-image-135256" title="Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/massimiliano_allegri_ap-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><strong><em>(G. Piacentini) -</em> </strong>Oggi Massimiliano Allegri si separerà dal Milan. L’incontro con Adriano Galliani, che fino all’ultimo ha provato a confermarlo, servirà per discutere i termini economici del divorzio, che però non è in discussione. Un passo in più del tecnico toscano verso la Roma, anche se il suo arrivo sarà annunciato solamente dopo la finale di Coppa Italia. Una questione di rispetto nei confronti di Aurelio Andreazzoli, che sta preparando la gara più importante del biennio americano. «Ora —sono le parole del direttore sportivo Walter Sabatini — è lui il tecnico della Roma, stiamo valutando delle situazioni ma non è detto che non resti ». Parole pronunciate più per non distrarre l’attenzione della squadra, che da venerdì sarà in ritiro a Trigoria, dalla gara con la Lazio che per reale convinzione.</p>
<p><strong>Così come quelle sul futuro di alcuni calciatori della rosa e di Franco Baldini.</strong> <em>«Non perderemo i pezzi. Rimangono tutti alla Roma, non accetteremo offerte, sarebbe una controindicazione clamorosa. Osvaldo? I giocatori vorremmo tenerli tutti, ma devono essere contenti di stare qui. Per quanto riguarda Franco, lui è un cardine di questo club»</em>.</p>
<p>Il direttore generale, però, è sempre più attratto da un ritorno in Inghilterra, al Tottenham. Rispetto al passato, quando le sue dimissioni furono respinte, stavolta James Pallotta dovrebbe «liberarlo ». Come per il tecnico, l’eventuale divorzio sarà comunicato solo dopo la finale di Coppa Italia. Il presidente Pallotta ieri non si è visto a Trigoria, ma ha incontrato la dirigenza a cena: stamattina sarà accolto, insieme ad una rappresentanza della squadra, da Papa Francesco in Vaticano. Nel pomeriggio, invece, sarà presente al Roma Store di Piazza Colonna per presentare il nuovo logo. Ieri la società ha voluto prendere di nuovo le distanze dai responsabili dei cori razzisti contro Balotelli, che hanno portato alla squalifica della curva Sud. «Quello che è accaduto— si legge nel comunicato — è terribile e inaccettabile. La AS Roma non considera i responsabili di tali fatti come suoi tifosi. Le azioni di questo gruppo ristretto sono detestabili e danneggiano la nostra società e i nostri fedeli tifosi che rispettano le leggi</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Cena d’addio</title>
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		<pubDate>Wed, 22 May 2013 07:19:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Edwin Iacobacci</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_135254" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/corriere-della-sera-cena-daddio/galliani_allegri_getty/" rel="attachment wp-att-135254"><img class="size-medium wp-image-135254" title="Galliani e Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/galliani_allegri_getty-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Galliani e Allegri</p></div>
<p><strong><em>(M. Colombo) -</em></strong> C’eravamo tanto amati. Poi come accade in ogni causa di separazione, dopo un’appassionata storia, ci si trova a litigare anche sulla chaise longue di Le Corbusier. Oggi Massimiliano Allegri dirà addio al Milan ma non ci saranno vertici con il presidente Berlusconi né tentativi dell’ultima ora di ricucire un rapporto ormai definitivamente lacerato. Il tecnico toscano (probabilmente accompagnato da un legale) incontrerà Adriano Galliani e l’avvocato Cantamessa per chiudere una storia lunga tre anni. Piena di cose belle come lo scudetto e la Supercoppa Italiana, e altre meno (come la cessione di Thiago Silva ma pure la difficoltà nei rapporti personali con i senatori nel campionato scorso). Oggi il tecnico toscano metterà la parola fine alla sua avventura rossonera, non senza aver ottenuto prima una buonuscita, ed è proprio questo il nodo su cui si è arenato il processo di divorzio dell’allenatore dalla società di via Turati. <strong>Premesso che la proprietà ha lasciato trapelare che il comunicato letto da Biscardi lunedì al «Processo» era autentico, Silvio Berlusconi non intenderebbe versare al tecnico toscano un solo euro puntando invece a una risoluzione del contratto.</strong></p>
<p><strong>Del resto Allegri ha già una ricca offerta da vagliare: ovvero un contratto di tre anni con la Roma che gli ha proposto 2,8 milioni di euro a stagione</strong>. Ma l’allenatore milanista, che si sente scaricato e a tratti anche umiliato dopo le continue punture del presidente, è assolutamente riottoso all’idea di dimettersi, e quindi chiederebbe in cambio qualcosa per togliere il disturbo. Con quest’atmosfera di piatti rotti ci si siederà attorno a un tavolo. «Incontro programmato con Allegri? Sono affari nostri» ha replicato ieri stizzito Adriano Galliani al Palazzo della Regione Lombardia dove si è recato per la celebrazione della squadra che cinquant’anni fa vinse a Wembley la prima Coppa dei Campioni della storia milanista. «Dell’aria che si respira in queste ore non voglio dire niente. Basta, sennò il giochino diventa stucchevole per tutti». Allegri (che era stato invitato alla cerimonia quindici giorni fa) ha presenziato all’evento dove Maroni era il padrone di casa, ma — su suggerimento della società — ha evitato il contatto con i giornalisti. Del resto la proprietà aveva già considerato una provocazione la sua partecipazione all’evento. Poi in serata l’allenatore è andato a cena con Adriano Galliani e i grandi reduci di Wembley.</p>
<p><strong>Da oggi si volta pagina: </strong>Silvio Berlusconi vuole solo <strong>Clarence Seedorf</strong>sulla panchina del Milan. Del resto il centro tecnico di Coverciano ha fornito garanzie sulla validità del corso patrocinato dalla federazione olandese seguito on line dall’oranje. «Il sogno di mio marito è quello di vincere la Coppa dei Campioni da allenatore » ha dichiarato Luviana, la consorte brasiliana dell’ex numero 10 rossonero. Di certo non tutti i giocatori sono euforici all’idea di perdere Allegri e di essere guidati da un grande campione, non ancora in grado però di vantare esperienza sul campo da tecnico. Dicono che uno dei più scontenti sia Mario Balotelli che nei giorni scorsi aveva speso parole di affetto e stima per il tecnico toscano. «Quando Berlusconi ha visto Lotito, il presidente della Lazio, alla cena di giovedì scorso gli ha detto: ‘‘Tu arrivi sempre in ritardo come la tua squadra e io ti farò un dispetto: darò Allegri alla squadra concorrente alla tua’’» ha rivelato ieri Biscardi ad Alfonso Signorini su Rmc. C’eravamo tanto amati. O forse no, a essere davvero onesti.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA «Buu» a Balotelli, chiusa la curva. Allegri, è il caos</title>
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		<pubDate>Tue, 21 May 2013 06:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciani</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(G.Piacentini) - Cinquantamila euro di multa e la chiusura della curva Sud per la prossima gara casalinga. Il campionato della Roma comincerà senza i 14.000 tifosi (tutti abbonati) nel settore più caldo dell’Olimpico. Lo ha deciso il Giudice Sportivo, che ha sanzionato gli ennesimi cori razzisti che «verso il 39˚ del s.t. indirizzavano ad un calciatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_116771" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/12/roma-fiorentina-la-fotocronaca-dellincontro-foto/fbl-ita-seriea-roma-fiorentina-11/" rel="attachment wp-att-116771"><img class="size-medium wp-image-116771" title="roma fiorentina Curva Sud" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/tiforoma-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Curva Sud</p></div>
<p><em><strong>(G.Piacentini) - </strong></em><strong></strong>Cinquantamila euro di multa e la <strong>chiusura</strong> della <strong>curva Sud</strong> per la prossima gara casalinga. Il campionato della Roma comincerà senza i 14.000 tifosi (tutti abbonati) nel settore più caldo dell’Olimpico. Lo ha deciso il Giudice Sportivo, che ha sanzionato gli ennesimi cori razzisti che «<em>verso il 39˚ del s.t. indirizzavano ad un calciatore di altra società espressioni di discriminazione razziale</em>». Il calciatore era <strong>Balotelli</strong> e le offese nei suoi confronti a San Siro erano già costate alla Roma altri 50mila euro di multa e la diffida. Il fatto che il resto dello stadio si sia dissociato e che la società abbia operato con le forze dell’ordine per prevenire i comportamenti, ha evitato le «porte chiuse», non la squalifica del settore. La <strong>Roma</strong>, che per la gara col Napoli aveva creato una t-shirt anti-razzista, non presenterà reclamo.</p>
<p>Il presidente <strong>Pallotta</strong>, che a Milano ha incontrato anche Andrea Agnelli, è andato oltre: «<em>È orribile che il campionato italiano o la Roma abbiano una brutta reputazione per colpa di pochi. Hooligans e razzismo vanno fermati con sanzioni individuali. Occorrono tecnologie avanzate per offrire sicurezza per le famiglie dentro lo stadio. Quando abbiamo progettato il nostro impianto, ci siamo accertati che i controlli avvenissero all’esterno. Le tecnologie come il riconoscimento facciale permetteranno di identificare i personaggi cattivi e di non farli entrare</em>». Scanner anti-violenti, dunque, nel futuro stadio di proprietà.<br />
<strong><br />
Sul fronte allenatore, si scatena il caos su Massimiliano Allegri</strong>. Prima le parole di <strong>Berlusconi</strong> («Ho studiato un riassetto della struttura tecnica del Milan») che lasciavano capire che il tecnico era libero. Poi la smentita ufficiale del Milan. In ballo un anno di contratto da 2,5 milioni.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Roma, l’attesa infinita. Mazzarri o Allegri, è tutto in alto mare</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(G. Piacentini) - «Fino al termine della stagione Andreazzoli è il nostro tecnico. Allegri o Mazzarri? Noi non vogliamo alimentare delle speculazioni». Sebbene apprezzabile per salvaguardare la tranquillità dell’attuale tecnico romanista alla vigilia della settimana che può dare un senso alla stagione, il tentativo del d.g. Franco Baldini di sviare l’attenzione dal nome del prossimo tecnico della Roma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133666" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/allegrilapresse-400x266.jpg"><img class="size-medium wp-image-133666" title="Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/allegrilapresse-400x266-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Allegri</p></div>
<p><em><strong>(G. Piacentini)</strong> </em>-<em> </em><strong>«Fino al termine della stagione Andreazzoli è il nostro tecnico. Allegri o Mazzarri? Noi non vogliamo alimentare delle speculazioni»</strong>. Sebbene apprezzabile per salvaguardare la tranquillità dell’attuale tecnico romanista alla vigilia della settimana che può dare un senso alla stagione, il tentativo del d.g. <strong>Franco Baldini </strong>di sviare l’attenzione dal nome del prossimo tecnico della Roma è andato a vuoto. Ieri sera, infatti, l’attesa era tutta per le dichiarazioni di<a href="http://www.laroma24.it/archivio/85876/mazzarri-saluta-e-se-ne-va-la-roma-passa.html"> </a>Mazzarri e per quelle, da Siena, di Massimiliano Allegri.</p>
<p>Ci si aspettava, insomma,<strong> un indizio </strong>che facesse pendere l’ago della bilancia su uno dei due candidati forti alla panchina giallorossa. Di indizi, però, ne sono arrivati pochi e la sensazione è che tutto si risolverà nelle prossime ore. La Roma, non è un mistero, ha fretta di chiudere il prima possibile perché non vuole ripetere gli errori del passato e ritrovarsi a dover rincorrere un allenatore. Necessità che poco si sposa con la strategia di Mazzarri, che prende tempo e che ieri sera ha svelato solo una parte del suo futuro, quella che riguarda il suo addio al Napoli, senza dire dove andrà il prossimo anno. Oltre alla Roma e all’Inter, è circolata la voce di un interessamento per il tecnico toscano dei russi dell’Anzhi, pronti superare le offerte italiane.</p>
<p>L’avvocato <strong>Bozzo,</strong> che cura gli interessi dell’ormai ex tecnico del Napoli, ha passato gli ultimi due giorni in Francia: ufficialmente per trattare la cessione di Cassano al Monaco, ma si sussurra che possa aver parlato informalmente con il Paris Saint Germain. Le prossime saranno ore caldissime anche sul versante <strong>Allegri,</strong> che ieri sera ha conquistato in extremis la Champions con il Milan. Non ci fosse riuscito, probabilmente il suo futuro sarebbe stato segnato. Con il terzo posto in tasca, la situazione per la Roma si complica. C’è il rischio che si inneschi una guerra psicologica tra il tecnico e la società, che può andare per le lunghe. Nessuno tra <strong>Berlusconi,</strong> che ha la forte tentazione di cambiare, e Allegri, che è stufo di vivere costantemente sotto pressione e che pensa di aver meritato il rinnovo del contratto, vuole fare la primamossa.</p>
<p>Se Allegri vuole la Roma, insomma, dovrà essere lui a forzare la situazione.«Il nostro allenatore &#8211; le parole di Galliani - è sereno ed ha un ottimo rapporto col presidente Berlusconi, che lo ha confermato quando ha fatto sette punti in otto giornate». In attesa che si sbrogli la matassa, ieri sera i tifosi giallorossi hanno festeggiato la vittoria col Napoli, ma hanno voluto «ricordare» alla squadra quanto tengono alla Coppa Italia. «Vincete o scappate», lo striscione esposto ieri.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Bari bis, in arrivo i deferimenti: rischia anche Ranocchia</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:39:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(A. Ravelli) - Archiviati i campionati, cominciano le partite della giustizia sportiva. Nei prossimi giorni (ma c’è chi dice si aspetterà anche la disputa della finale di Coppa Italia, domenica prossima) arriveranno i deferimenti per il secondo filone dell’inchiesta barese, quella che ruota attorno alle partite aggiustate Bari-Treviso (0-1, 11 maggio 2008) e Salernitana-Bari (3-2, 23 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_59906" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/05/i-soldi-nel-mondo-del-calcio_9125250_980x735.jpg"><img class="size-medium wp-image-59906" title="Calcioscommesse" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/05/i-soldi-nel-mondo-del-calcio_9125250_980x735-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Calcioscommesse</p></div>
<p><em><strong>(A. Ravelli)</strong> </em>- Archiviati i campionati, cominciano le partite della giustizia sportiva. Nei prossimi giorni (ma c’è chi dice si aspetterà anche la disputa della finale di Coppa Italia, domenica prossima) arriveranno i deferimenti per il secondo filone dell’inchiesta barese, quella che ruota attorno alle partite aggiustate Bari-Treviso (0-1, 11 maggio 2008) e Salernitana-Bari (3-2, 23 maggio 2009). I giocatori di quel Bari rischiano tutti di andare a processo di fronte alla giustizia sportiva. Molti ci andranno con un’accusa piuttosto pesante: illecito sportivo, pronti a fronteggiare un possibile stop di tre anni e mezzo. <strong>Tra questi ci dovrebbero essere il portiere Jean François Gillet (ora al Torino), Cristian Stellini (all’epoca calciatore, poi nello staff tecnico di Siena e Juve), i vari Fusco, Ganci, Kutuzov già accusati di frode sportiva dalla procura della Repubblica, convinta che per le partite in questione siano circolate cifre a cinque zeri (dai 250 mila euro per la sconfitta di Salerno ai 300 mila per lo 0-1 di Treviso).</strong></p>
<p>Poi ci sono quelli la cui posizione è stata archiviata in sede penale, ma che potrebbero restare impigliati nella maglia (ben più stretta) della giustizia sportiva per omessa denuncia della combine con la Salernitana, come il difensore dell’Inter Andrea Ranocchia e i suoi compagni dell’epoca Alessandro Gazzi e Barreto (oggi entrambi al Torino). Erano i «giovani» della squadra, con nessun peso nello spogliatoio, avrebbero saputo della combine senza essere d’accordo, senza prendere soldi (Gazzi e Barreto sono stati ricompensati con un computer), ma anche senza denunciare. Come aveva raccontato al Corriere Cristian Stellini, le proposte indecenti iniziarono nel maggio 2008, quando Pianu, un ex passato al Treviso, propose ai giocatori del Bari di perdere la partita in cambio di 7mila euro a testa: dieci dissero sì. C’è quasi tutta la rosa (16 giocatori), invece l’anno dopo, all’ultima partita, quando la Salernitana ha bisogno di punti per non retrocedere. <strong>La combine costa 150 mila euro ai campani: la proposta la fanno Luca Fusco e Massimo Ganci. Nella stessa inchiesta era stato sentito dal procuratore federale Stefano Palazzi anche il tecnico della Juventus Antonio Conte, ma l’allenatore può continuare tranquillo a festeggiare lo scudetto.</strong></p>
<p><strong>Conte a Bari non è mai stato indagato, ma è sempre stato sentito come «persona informata dei fatti». Durante le audizioni in procura federale c’è stato il sospetto che potesse configurarsi anche per lui un’omessa denuncia.</strong> Di cosa? Certamente non dei soldi sottobanco, ma del fatto che la partita con la Salernitana non sarebbe stata giocata almassimo per fare un favore agli avversari gemellati. In questa direzione sembrava andare l’interrogatorio di Gillet a Bari, che raccontava del famoso caso Colombo, l’attaccante che si rifiutò di giocare «in una squadra moscia» (con Conte che «prese atto») poi ritrattato con un fax. E poi c’erano le dichiarazioni di Kutuzov, persino più esplicito («Conte disse che lui era comunque con noi&#8230; Sicuramente sapeva qualcosa»), ma anche il bielorusso poi ha precisato e alleggerito la posizione dell’allenatore juventino.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Mazzarri saluta e se ne va. La Roma passa</title>
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		<pubDate>Mon, 20 May 2013 07:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_127690" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/esultanza-gol.jpg"><img class="size-medium wp-image-127690" title="roma parma esultanza gol" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/esultanza-gol-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Esultanza gol</p></div>
<p><em><strong>(L. Valdiserri)</strong></em> - Il campionato è finito: il Napoli ha quasi tutte le risposte, la Roma nessuna. D<strong>e Laurentiis sa di dover scegliere: Di Matteo o Benitez? O una sorpresa? Pallotta non sa se la squadra andrà o meno in Europa e chi sarà l’allenatore della prossima stagione.</strong> La partita di ieri, resa inutile dalla bravura di chi ha blindato da tempo il secondo posto e dalla mediocrità di chi non ha conquistato l’Europa League attraverso il campionato, è vissuta solo sull’intreccio delle panchine.</p>
<p>La Roma ha vinto per <strong>2-1</strong> e, consolazione da poco, ha superato la Lazio in classifica: 6ª e 7ª, ma chi andrà in Europa lo deciderà solo la finale di Coppa Italia; Cavani ha segnato un altro gol ed è il secondo giocatore del Napoli, dopo Maradona, ad aver vinto la classifica cannonieri.<strong> Walter Mazzarri </strong>ha deciso. Se ne va da Napoli, dopo tre stagioni e mezza da protagonista: sesto posto (subentrando a Donadoni); terzo; quinto con la conquista della Coppa Italia; secondo. E poi il lancio definitivo di Hamsik e l’esplosione di Cavani a livelli planetari. <em>«Ho concluso il ciclo, la mia scelta l’avevo presa da un po’. Sono stati anni stupendi, ho salutato i ragazzi che hanno dato l’anima. È giusto cambiare aria o stare fermo. Valuterò, se mi verranno fatte offerte e se avrò l’adrenalina giusta». </em><strong>Difficilmente andrà alla Roma perché il «progetto » americano, illustrato da Sabatini, non lo ha convinto appieno.</strong></p>
<p>Ci riuscirà Moratti per la prossima Inter? Accetterà a sorpresa un’offerta straniera? O si prenderà un anno sabbatico? Se anche Cavani andrà via, come sembra inevitabile, lascerà 78 gol in 104 partite in serie A (104 in 138 in tutte le competizioni) e la clausola rescissoria da 63 milioni. Un tesoro di gol e di euro. <strong>Massimiliano Allegri, </strong>da Siena, ha agguantato rocambolescamente (eufemismo) il terzo posto. Il risultato c’è, ma l’immane sofferenza con cui è arrivato convincerà Berlusconi ad allungargli il contratto? O Allegri sposerà il progetto che la Roma è pronta a offrirgli? Galliani ha detto: «Ha ancora un anno di contratto e i rapporti sono buoni, anche con il presidente Berlusconi che lo ha confermato quando aveva 7 punti dopo le prime 8 giornate».</p>
<p>Allegri non ha detto:<em> «Parlare del futuro? È presto. Sono un dipendente della società, ho ancora un anno di contratto e non posso andare via. Se poi è la società a voler cambiare…». </em><strong>Andreazzoli </strong>è rimasto in mezzo a tutti questi spifferi. Sa che domenica, nel derby-finale di Coppa Italia, vivrà l’ultima panchina romanista. A lui la decisione se restare a Trigoria ad aiutare chi verrà o provare un’altra avventura altrove. Provata l’ebbrezza, è difficile fare un passo indietro. Chi il passo avanti non lo fa mai sono quelli che hanno ancora «ululato» contro Balotelli, non capendo il significato della t-shirt (AsRoma contro il razzismo) dei giocatori giallorossi. Per fortuna, il resto dello stadio ha fischiato i «buh». La strada è lunga, ma si può cominciare a fare qualcosa.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Berlusconi diserta la vigilia. Allegri un po’ più lontano</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2013 06:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>di nardo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119886" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/01/mercato-roma-berlusconi-destro-e-santon-ci-piacciono-molto/berlusconi/" rel="attachment wp-att-119886"><img class="size-medium wp-image-119886" title="Berlusconi" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/Berlusconi-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Silvio Berlusconi</p></div>
<p><strong><em>(A. Costa)</em> </strong>- Impegni personali. Peraltro sconosciuti venerdì sera quando, al telefono con Massimiliano <strong>Allegri,</strong> aveva garantito la sua presenza a Milanello, fortemente sponsorizzata dall’ad Adriano Galliani.<em> «Il presidentemi aveva comunicato che sarebbe venuto a salutare la squadra, ci teneva a farci sentire la sua vicinanza in un momento importante»</em> ha spiegato il tecnico rossonero. Invece <strong>Silvio Berlusconi </strong>ha rinunciato alla programmata visita pastorale alla vigilia della sfida di Siena, crocevia di una stagione inizialmente caratterizzata da «diffidenza, curiosità e paura» (copyright by Allegri) e ora, comunque vada a finire, conclusa in gloria visto che, tra terza e quarta classificata, vale a dire tra Milan e Fiorentina (o viceversa) <em>«ci saranno uno o due punti di differenza, troppo pochi per definirla fallimentare, sarebbe un giudizio sbagliato».</em></p>
<p>Galliani giura che dietro alla retromarcia presidenziale non ci sono «risvolti politici» però fonti vicine alla proprietà riferiscono di un patron poco motivato e dunque scarsamente interessato a benedire le sue truppe calcistiche. Mettendo il faccione a Milanello avrebbe dovuto dire cose che non pensa oppure mettersi la museruola. Meglio starsene coperto e abbottonato e il dettaglio non ci pare incoraggiante, a conferma di quello che, al di là delle smentite di facciata, sanno anche all’asilo nido: <strong>Berlusconi non sopporta il suo allenatore. </strong>Lo avrebbe potuto congedare al termine della stagione scorsa, dopo quello scudetto gettato nella spazzatura, e non lo ha fatto.</p>
<p>Ora però rischia di essere infilato in contropiede se Allegri, come si sospetta, decidesse di salutare in anticipo la compagnia per abbracciare il progetto romanista come proprio lui (Berlusconi) si sarebbe lasciato scappare qualche giorno fa: <em>«Se davvero il presidente ha detto che andrò alla Roma, spero almenomi abbia fatto un gran contratto visto che mi fa da procuratore. Battute a parte, parlare ora del mio futuro non serve a niente, in questo momento quello dell’allenatore è l’ultimo dei problemi»</em> è stato il mantra a cui si è aggrappato ieri il tecnico livornese accampando la fondamentale importanza della partita di stasera a Siena <em>«in cui avremo mille motivazioni in più ma se ci facciamo prendere dall’ansia ci complichiamo la vita».</em></p>
<p><em>«Sarà anche importante rimanere in 11—è stata l’ironica chiosa in riferimento alla sparata di Balotelli e alla suaminaccia dimollare tutto in caso di cori razzisti —. A Mario l’ho detto, sarebbe bene rimanesse in campo. In 10 potremmo avere delle difficoltà. Queste non sono decisioni che spettano a lui».</em> Domani mattina Allegri sarà a Coverciano a tenere una lezione agli allievi del Master (Pippo Inzaghi e Stramaccioni tra gli scolari) poi qualcosa accadrà. «La società sa che cosa penso, io e Galliani ci sentiamo tutti i giorni. Mancano poche ore alla fine della stagione, conta la partita di Siena. Il resto lasciamolo da parte». Siamo alla puntata finale. Da stasera si smontano palco e riflettori.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Allegri o Mazzarri: prima del derby la scelta di Pallotta</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:45:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/04/milan-per-il-dopo-allegri-volata-spalletti-capello/ac-milans-trainer-massimiliano-allegri/" rel="attachment wp-att-41268"><img class="size-medium wp-image-41268" title=" Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/140620936-300x202.jpg" alt="Massimiliano Allegri" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(G. Piacentini)</strong></em> &#8211; Tra Allegri e Mazzarri l’ago della bilancia è James Pallotta. Il presidente sarà nella Capitale all’inizio della prossima settimana, quella che porta al derby del 26 maggio, data entro la quale dovrà essere presa una decisione sul prossimo allenatore della Roma. <strong>Pallotta è in contatto quotidiano con i dirigenti di stanza a Trigoria</strong>, che anche ieri lo hanno aggiornato sugli sviluppi della doppia partita che stanno giocando con i tecnici di Milan e Napoli. Nel derby dei toscani molte chance vengono attribuite a Mazzarri, anche se le dichiarazioni di Silvio Berlusconi («Allegri è della Roma, l’annuncio dopo la gara col Siena») hanno di nuovo spalancato una strada che i dirigenti pensavano essersi fatta più difficoltosa.</p>
<p>Oggi Berlusconi sarà a Milanello ma non sono attese decisioni clamorose, in un senso o nell’altro. Il malumore di Allegri deriva non tanto dalle continue esternazioni del patron, ma dal fatto che la sua riconferma, che pensa di aver meritato sul campo, sia condizionata dal raggiungimento del terzo posto. Il suo addio, però, è tutt’altro che scontato e solo una sua forzatura (dimissioni) potrebbe far tornare sui propri passi i dirigenti giallorossi, che nel frattempo hanno raggiunto un solido accordo con Mazzarri. Il tecnico del Napoli sta aspettando l’arrivo di James Pallotta per incontrarlo personalmente. Un incontro utile non tanto a parlare di ingaggio e durata del contratto &#8211; argomenti sui quali Baldini e Sabatini hanno pieno mandato &#8211; ma che servirà al tecnico per conoscere quello che potrebbe diventare il suo prossimo presidente. Una richiesta legittima, soprattutto dopo quattro anni di alti e bassi vissuti al fianco di De Laurentiis. Pallotta, in sostanza, dovrà «convincere» Mazzarri non solo con la forza dei soldi ma soprattutto con quella della idee, fornendo le garanzie sulla voglia della società giallorossa di poter competere per vincere già dal prossimo anno. Inevitabile che si parli anche di un piano di rafforzamento, di staff (Mazzarri vuole portare il suo da Napoli, ipotesi che chiude la porta ad un clamoroso arrivo di <strong>Giampiero Ventrone</strong>, preparatore storico della Juventus che <strong>sarebbe stato contattato dalla Roma</strong>), di calciatori incedibili (Osvaldo, Totti, Lamela, Marquinhos) e di chi invece può considerarsi in bilico: il tecnico aveva richiesto qualche tempo fa di parlare Pjanic, ritenuto un grande talento ma ancora inespresso, per testarne le motivazioni. Domani sera, intanto, vedrà da vicino gran parte dei calciatori che potrebbe allenare il prossimo anno. Poi rimarrà nella capitale per incontrare Pallotta, prima di comunicare a De Laurentiis la sua decisione. Se sarà amore a prima vista la Roma avrà entro poche ore il suo nuovo allenatore, che sarà annunciato subito dopo la finale di Coppa Italia. In caso contrario si tornerà a parlare di Allegri e di Guidolin, che però non ha molta voglia di lasciare Udine.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Poco Allegri, molto tesi</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 07:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(M. Colombo) - Settimana più surreale non avrebbe potuto vivere il Milan prima di arrivare alla gara di domani sera a Siena, snodo cruciale della stagione. Alla partita in cui i rossoneri si giocano la qualificazione ai preliminari di Champions League, gara che vale più di 30 milioni di euro, gli uomini di Allegri approdano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41267" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/05/milan-allegri-lanno-prossimo-arrivera-montolivo/parma-fc-v-ac-milan-serie-a/" rel="attachment wp-att-41267"><img class="size-medium wp-image-41267" title="Massimiliano Allegri " src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/141709667-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong>(M. Colombo)</strong> </em>- Settimana più surreale non avrebbe potuto vivere il Milan prima di arrivare alla gara di domani sera a Siena, snodo cruciale della stagione. Alla partita in cui i rossoneri si giocano la <strong>qualificazione ai preliminari di Champions League,</strong> gara che <strong>vale più di 30 milioni di euro</strong>, gli uomini di Allegri approdano dopo sette giorni di polemiche, pallonate, comunicati intempestivi, frasi bomba. Prima la <strong>lite fra Robinho e il tecnico in allenamento</strong>, poi l’intervista di Balotelli alla Cnn in cui minaccia di uscire dal campo per i buu razzisti (immaginatevi se prendesse un’iniziativa del genere nella sfida che può costare il mancato aggancio alla Champions), quindi<strong> il rilancio della candidatura alla panchina di Clarence Seedorf</strong> che giovedì ha fatto sapere di essere impegnato nel corso allenatori Uefa Pro. Per finire Silvio Berlusconi con una dichiarazione (mai smentita) ha movimentato la notte di giovedì confessando ai commensali nella cena elettorale per Alemanno: «Allegri andrà alla Roma, l’annuncio dopo Siena».</p>
<p>Bum. E domani il Milan si gioca l’Europa. In uno scenario siffatto, di confusione estrema, Adriano Galliani ha convinto Silvio Berlusconi a tornare oggi a Milanello per compattare il gruppo, mantenere alta la concentrazione e legittimare davanti agli occhi dei giocatori la figura di Massimiliano Allegri. Già, perché loro—come tutti i tifosi rossoneri— si chiedono: l’uscita del Cavaliere era una semplice battuta o l’anticipazione di un annuncio da diffondere la prossima settimana? Quale esito avrà quest’intricata vicenda? La rescissione consensuale del contratto o il prolungamento di un matrimonio che pur fra mille cigolii ha resistito anche alle intemperie delle cessioni dello scorso anno? Ogni finale è possibile in questa storia dove si intrecciano i destini di tre persone: <strong>un presidente che ha dimostrato di non avere feeling con un allenatore che non ha scelto</strong> e al quale contesta fra mille punture uno scarso spessore internazionale; un tecnico che da un lato vorrebbe restare a Milano (nonostante le offerte di Roma e Napoli, quest’ultima peraltro già declinata) ma con un prolungamento del contratto (in scadenza il 30 giugno prossimo) e una campagna acquisti di livello per soddisfare le ambizioni della società che punta allo scudetto e a un cammino più lungo e convincente in coppa; un amministratore delegato che non contempla l’arrivo di nessun tecnico (tanto meno di Seedorf, il pupillo di Berlusconi) al posto di Allegri, convinto di replicare ancora una volta il capolavoro di diplomazia del novembre scorso quando riuscì a far cambiare idea al Cavaliere, determinato a esonerare l’allenatore dopo la sconfitta interna con la Fiorentina. Di certo <strong>il diktat di Massimiliano Allegri</strong> diffuso a mezzo stampa (più giocatori e più forza contrattuale per rispettare l’accordo) ha indispettito la proprietà che ha considerato ricattatorie le pretese divulgate. Tanto più che giovedì pomeriggio <strong>Allegri era stato pubblicamente elogiato da Barbara Berlusconi</strong> nella riunione con i dirigenti aziendali davanti ai quali Barbara aveva sottolineato l’importanza del lavoro svolto dall’allenatore con i giovani, traghettandoli in un momento di difficoltà e transizione. Raccontano pure che giovedì nel corso del vertice il Cavaliere (poche ore prima della boutade) abbia fatto una telefonata cordiale all’allenatore. «Ogni tipo di valutazione sul futuro di giocatori e dell’allenatore si farà dopo la gara spartiacque di Siena» rilancia Galliani. Poi da lunedì il futuro è un’ipotesi. Allegri sarà a Coverciano per una lezione al Master: è curioso che tra gli allievi figuri Filippo Inzaghi, uno dei candidati a raccogliere la sua eredità. <strong>Seedorf, Van Basten, Donadoni, Costacurta, Rijkaard</strong>: la lista dei papabili alla successione si allunga.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA In buono stadio</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 07:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(F. Monti) - Celebrare i 60 anni dell’Olimpico, inaugurato il 17 maggio 1953davanti al presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, è anche un modo per ricordare grandi momenti di sport, in un impianto, completamente ripensato a partire dal 1950, sul progetto dell’ingegner Carlo Roccotelli, con la consulenza dell’architetto Cesare Valle. Progetto ripreso dall’architetto Annibale Vitellozzi, dopo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_116991" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/stadio-olimpico.jpg"><img class="size-medium wp-image-116991" title="Stadio Olimpico" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/12/stadio-olimpico-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Stadio Olimpico</p></div>
<p><em><strong>(F. Monti) -</strong></em> Celebrare i 60 anni dell’Olimpico, inaugurato il <strong>17 maggio 1953</strong>davanti al presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, è anche un modo per ricordare grandi momenti di sport, in un impianto, completamente ripensato a partire dal 1950, sul progetto dell’ingegner Carlo Roccotelli, con la consulenza dell’architetto Cesare Valle. Progetto ripreso dall’architetto Annibale Vitellozzi, dopo la morte di Roccotelli nel <strong>1951</strong>: lo stadio dei Centomila. Per il battesimo di una struttura che si integrava in maniera sorprendente con quanto le stava intorno, viene organizzata un’amichevole (105 milioni di incasso) fra l’Italia e la Grande Ungheria di Puskas, Kocsis, Hidegkuti, Czibor, la squadra che avrebbe perso il Mondiale <strong>1954 </strong>in finale con la Germania Ovest, in circostanze poco chiare. L’Ungheria vince 3-0 (gli azzurri di quel giorno, guidati da Boniperti si ritroveranno giovedì prossimo proprio all’Olimpico) e nello stesso giorno arriva anche la tappa Napoli-Roma, vinta da Giuseppe Minardi (sarà Coppi a vincere il Giro). Nel<strong>1956,</strong> Mario D’Agata conquista il mondiale dei pesi gallo ed è il segnale che l’impianto è davvero multifunzionale. Il nuovo Olimpico vive il momento più solenne dal 25 agosto all’11 settembre <strong>1960</strong>, quando ospita i Giochi della XVII Olimpiade. È lo stadio della corsa di Livio Berruti verso l’oro dei 200 a tempo di record mondiale (20&#8243;5, 3 settembre). È in questo stadio che l’Italia del pallone vince l’unico titolo europeo della sua storia, attraverso una doppia finale con la Jugoslavia: 1-1 nel primo atto (8 giugno), 2-0 il 10 giugno (gol di Riva e Anastasi).</p>
<p>Sei anni dopo, è all’Olimpico che la Lazio conquista il primo scudetto della sua storia, con il rigore di Chinaglia al Foggia ed è qui che nel <strong>1974 </strong>si celebra l’Europeo di atletica, dove Mennea (già argento dei 100 e della 4&#215;100) imita Berruti, andando a vincere i 200 metri. Il 28 ottobre <strong>1979</strong>, l’Italia scopre che si può anche morire in uno stadio: un razzo lanciato dalla curva della Roma arriva in curva Nord e uccide Vincenzo Paparelli. Sulla pista dell’Olimpico, il 23 marzo <strong>1980</strong>, compaiono anche le auto della polizia, per arrestare tre giocatori del Perugia (Casarsa, Della Martira e Zecchini) alla fine della partita con la Roma. Tre mesi dopo, l’Italia del pallone non riesce a ripetere la vittoria nell’Europeo: le è fatale lo 0-0 con il Belgio, che poi perderà in finale con la Germania. Mai vista tanta gente per l’atletica come il 5 agosto 1980: è la notte del Golden Gala, nel nome di Mennea, che batte anche gli sprinter Usa, assenti a Mosca dieci giorni prima per il boicottaggio. Tre anni dopo, la Roma festeggia lo scudetto vinto una settimana prima a Genova (15 maggio), 3-1 al Torino. Ma i giallorossi vivranno davanti al loro pubblico (e a Pertini) una dele notti più amare dela loro storia: è il Liverpool a conquistare ai rigori la Coppa dei campioni (30 maggio <strong>1984</strong>). Nel <strong>1987</strong>, Roma ospita il Mondiale di atletica: l’Italia vince l’oro con Panetta (3000 siepi) e con Damilano (20 km di marcia), ma si rovina la vita sul salto di Evangelisti. Troppo lungo per essere vero.</p>
<p><strong>Nel 1988 lo stadio viene riprogettato, per ospitare il Mondiale 1990.</strong>La tribuna Monte Mario viene demolita e ricostruita; la Tevere ampliata; viene sistemata la copertura, poggiata su dieci pilastri. È tempo di notti magiche, targate Schillaci. L’Italia batte Austria, Usa, Cecoslovacchia, Uruguay e Irlanda; il trasferimento a Napoli non porta fortuna (eliminazione con l’Argentina). La finale è decisa da un rigore di Brehme; vince la Germania Ovest sull’Argentina e Maradona, fischiato, piange. L’Olimpico diventa lo stadio della Juve campione d’Europa (Ajax battuto ai rigori, 22 maggio <strong>1996</strong>) e quello della staffetta-scudetto fra la Lazio (14 maggio 2000) e la Roma (17 giugno <strong>2001</strong>). La Champions torna a celebrare la finale nel <strong>2009</strong>, quando il Barcellona batte il Manchester United (2-0). Ma oggi il signor Olimpico è Usain Bolt: ha corso (e vinto) nel <strong>2011</strong> e nel <strong>2012</strong>al Golden Gala, ci sarà anche quest’anno, il 6 giugno. È la vita che passa, la storia che continua.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Zeman dà la colpa a Mario: &#8220;Non è razzismo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:22:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_122135" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/zeman1.jpg"><img class="size-medium wp-image-122135" title="zeman" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/01/zeman1-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Zeman</p></div>
<p><em><strong>(M. Colombo)</strong> </em>- Non per il colore della pelle ma per l’atteggiamento provocatorio. I tifosi avversari accompagnano con buu e ululati i dribbling e le giocate di Mario Balotelli? Secondo<strong> Zdenek Zeman,</strong>sempre all’attacco in campo e nella vita, l’attaccante del Milan catalizza su di sé attenzioni e peggiori istinti degli ultrà delle squadre rivali per i suoi comportamenti. «Ho sempre detto che se c’erano dei cori razzisti allo stadio non mi interessava. Ma adesso penso di aver cambiato un po’ idea e se succede ancora una volta lascerò il campo, perché è una cosa veramente stupida» aveva dichiarato mercoledì alla Cnn il centravanti della nazionale. <strong>Ieri il tecnico boemo, avvistato agli Internazionali di tennis di Roma, è andato controcorrente:</strong> «Il discorso di Balotelli è un po’ strano. Non se la prendono sempre con lui perché di colore diverso, è che con i suoi atteggiamenti attira qualcosa. Se fischiano Totti in tutti gli stadi e lo offendono è la stessa cosa. Magari purtroppo oggi si gioca sul colore della pelle, ma altri giocatori del Milan di colore non vengono trattati allo stesso modo. Il problema non è il colore ma il comportamento, se uno si comporta bene non succede niente… ».</p>
<p><strong>Renzo Ulivieri,</strong> presidente dell’Assoallenatori, preferisce discostarsi dall’opinione dell’ex tecnico della Roma. «Io penso che Mario sia molto migliorato a livello di comportamenti e in questo progresso credo che siano determinanti i contributi di Allegri e Prandelli. Hanno saputo toccare le corde giuste, ora Balotelli fa molte meno provocazioni in campo. Certi comportamenti dei tifosi, comunque da condannare, sono un retaggio del passato. Ma sono sicuro che con il tempo andranno scemando ».</p>
<p><strong>Demetrio Albertini</strong>, vicepresidente della Figc, ritiene che i fischi, gli insulti e gli ululati siano da stroncare a prescindere. «Sono convinto che l’Italia non sia un Paese razzista e che certe manifestazioni stupide siano solo espressione di un tifo superficiale. Ma siccome certi cori sono indirizzati solo a giocatori di colore allora non posso non considerarli come espressione di razzismo. Perché fischiano solo Balotelli? Perché allora non fanno buu a un bianco, mi chiedo? Non sono d’accordo con Zeman: davanti a certe manifestazioni di idiozia non si può pensare che sia colpa del giocatore che causa certi comportamenti. È una lettura unilaterale e superficiale del fenomeno. Nemmeno io penso che tutti i tifosi della Roma siano razzisti ma è indubbio che i comportamenti di alcuni di loro abbiano quella natura».<strong></strong></p>
<p><strong>Damiano Tommasi</strong>, presidente dell’Aic, ritiene che Balotelli sia bersaglio dei tifosi rivali per due motivi. <em>«Lo insultano perché è un campione, è pericoloso, può sempre farti gol. Ma certamente anche perché qualcuno è convinto che non possano esserci italiani di colore. È questo il fenomeno da combattere» </em></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Roma, tutti al mare per un pranzo che fa spogliatoio</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 06:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131337" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Inter-Roma-esultanza.jpg"><img class="size-medium wp-image-131337" title="Inter-Roma esultanza" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Inter-Roma-esultanza-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">L&#8217;esultanza</p></div>
<p><strong><em>(G. Piacentini) -</em>Tutti al mare.</strong> Per i giocatori della Roma non si tratta di un anticipo di vacanze, anche se il campionato non ha più niente da dire, ma di un modo per fare spogliatoio. Per questo ieri i calciatori giallorossi, al termine dell’allenamento, si sono diretti ad <strong>Ostia</strong>, dove hanno pranzato tutti insieme (presente pure lo staff tecnico, <strong>conto pagato dai «senatori» della squadra</strong>). Una vecchia abitudine, che risale ai tempi di<strong>Spalletti</strong>, per cementare il gruppo in vista della finale di Coppa Italia. La gara contro la Lazio è senza dubbio la più importante della stagione e le due società stanno cercando in ogni modo di stemperare possibili tensioni. Ieri pomeriggio, ad esempio, alcuni giocatori di entrambe le squadre sono andati insieme ad assistere agli Internazionali d’Italia di tennis. Per la Roma erano presenti Torosidis, Tachtsidis, Goicoechea e Romagnoli mentre per la Lazio c’erano Onazi, Ciani, Marchetti e Saha.</p>
<p><strong>Prima di pensare al derby, però, bisogna onorare l’ultima giornata di campionato contro il Napoli di Mazzarri.</strong> La gara (arbitra Banti) si giocherà regolarmente alle 20.45 nonostante la richiesta di anticipo da parte della società giallorossa, fatta per favorire una maggiore affluenza allo stadio soprattutto nel settore dedicato alle famiglie. Andreazzoli non avrà a disposizione Stekelenburg, che potrebbe aver già chiuso la stagione, mentre sono da valutare le condizioni di Romagnoli, alle prese con una lombalgia. Per tutti gli altri «acciaccati» — De Rossi, Pjanic, Balzaretti e Marquinhos su tutti—possibile un turno di riposo. Ci sarà, invece, Nicolas Burdisso. <em>«Serve una bella partita</em> — le sue parole a Sky —<em>per chiudere bene il campionato e preparare la finale. Il mio futuro? Voglio restare, ma non dipende solo da me».</em></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Speranze biancocelesti e fallimenti giallorossi</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/il-romanista-andreazzoli-fa-le-prove-ma-e-black-out/fbl-ita-as-roma-chievo-9/" rel="attachment wp-att-133498"><img class="size-medium wp-image-133498" title="Roma-Chievo Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/168248183-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(B. Tucci)</strong> </em>- È tornata ad essere la Lazio di un tempo. E quindi, le possibilità di conquistare l’Europa minore sono aumentate notevolmente. Perché, vi domanderete, se l’Udinese ha in classifica due punti di vantaggio? Ragioniamo, calendario alla mano. Nei novanta minuti che mancano, i biancazzurri dovranno incontrare il Cagliari in campo neutro, mentre i friulani dovranno trasferirsi a San Siro per vedersela con l’Inter. Ora, è vero che la squadra di Stramaccioni è infarcita di riserve e non è più l’avversaria pericolosa di una volta; ma è anche vero che giocherà in casa e vorrà accomiatarsi dai propri tifosi con un risultato positivo. Certo, Petkovic deve vincere, altrimenti ogni discorso diventa vano. Siamo ottimisti? Sì. E stavolta diamo ragione al tecnico, che ci ha sempre creduto anche quando la squadra inanellava risultati negativi.</p>
<p>Se i biancocelesti batteranno il Cagliari e l’Udinese non andrà oltre il pareggio a San Siro, la squadra di Petkovic sarà quinta e qualificata per l’Europa League a prescindere dall’esito del derby: a pari punti, infatti, passerebbe la Lazio in virtù del confronto diretto coi friulani (3-0 all’Olimpico, 0-1 in trasferta). La <strong>Roma</strong> ha chiuso i battenti dopo la partita con il Milan. Non ha più nulla da dire in questa stagione al tramonto. Come si può definire il comportamento della squadra giallorossa? Con un solo aggettivo: <strong>fallimentare</strong>. Non ne trovo altri che possano spiegare la situazione. Un fallimento è stato il progetto; un fallimento il gioco; un fallimento gli allenatori che si sono succeduti in panchina; un fallimento la campagna acquisti e, di conseguenza, un fallimento per i dirigenti: <strong>da Baldini a Sabatini</strong> per finire con il presidente a stelle e strisce. Ed allora? Cominci la rivoluzione; ma quella vera. Nella speranza che il derby possa dare qualche soddisfazione ai tifosi assai delusi.</p>
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		<title>IL CORRIERE DELLA SERA Roma, Mazzarri ancora non decide. E Allegri aspetta</title>
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		<pubDate>Thu, 16 May 2013 07:25:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schito</dc:creator>
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<div id="attachment_41268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/04/milan-per-il-dopo-allegri-volata-spalletti-capello/ac-milans-trainer-massimiliano-allegri/" rel="attachment wp-att-41268"><img class="size-medium wp-image-41268" title=" Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/140620936-300x202.jpg" alt="Massimiliano Allegri" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p><em><strong> (G. Piacentini)</strong></em> &#8211; Non sono bastati un pranzo e una cena per svelare il futuro di Walter Mazzarri, anche se ormai sono in pochi quelli pronti a scommettere su una sua permanenza a Napoli. Lo hanno capito anche i calciatori, che ieri nel pranzo di fine stagione hanno provato a convincere l’allenatore di San Vincenzo a rimanere. E lo ha capito anche Aurelio De Laurentiis, presente invece alla cena con tutta la società in cui Mazzarri non ha lasciato trapelare niente sulla sua prossima destinazione. Lo farà martedì negli uffici romani della Filmauro dove, insieme all’agente Bozzo, incontrerà il suo presidente.</p>
<p>Per quella data dovrebbe essere perfezionato il suo accordo con la <strong>Roma</strong>, che ha fretta di chiudere per non rimanere spiazzata, come è successo lo scorso anno dopo il fallimento della trattativa con Montella. Non ha la stessa fretta Mazzarri, consapevole che più passano i giorni e più aumenta la sua forza contrattuale. Anche l’interessamento dell’Inter, ma la Roma è molto più avanti nella trattativa, gioca a suo favore. La soluzione è comunque vicina e domenica sera Mazzarri potrebbe avere un assaggio della realtà che lo attende il prossimo anno. Non sta vivendo un momento sereno l’altro candidato alla panchina giallorossa, cioè <strong>Massimiliano Allegri</strong> che ieri a Milanello ha avuto una brutta lite con Robinho.</p>
<p>Se non dovesse centrare la qualificazione Champions, il suo nome tornerebbe prepotentemente in corsa. Non c’è stato nessun contatto, invece, con <strong>Rafa Benitez, </strong>che tra tre giorni sarà un allenatore libero e che tramite il suo agente fa sapere che non chiuderebbe le porte ad un’avventura italiana. Può essere lui il piano C, ma la Roma spera che non ce ne sia bisogno.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div></div>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Tachtisidis, Lopez e Romagnoli: giocano le riserve</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:38:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luciani</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_126196" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/03/roma-genoa-la-fotocronaca-della-gara-contro-i-grifoni-foto/fbl-ita-seriea-as-roma-genoa-7/" rel="attachment wp-att-126196"><img class="size-medium wp-image-126196" title="roma genoa Romagnoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/03/romagnoli-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Romagnoli</p></div>
<p><em><strong>(G.Piacentini) - </strong></em>Spazio alle seconde e terze linee. La partita col <strong>Napoli</strong> di domenica sera non conta nulla per le ambizioni di classifica della Roma, e per questo Andreazzoli farà ampio ricorso al turnover per rischiare il meno possibile in vista della finale di Coppa Italia del 26 maggio. Oltre a Totti, squalificato, rimarranno a riposo tutti quei calciatori - <strong>Marquinhos, De Rossi, Pjanic, Balzaretti, Torosidis</strong> - che negli ultimi tempi hanno accusato qualche problema fisico. <strong>A loro dovrebbero aggiungersi, a scopo precauzionale, Lamela e Osvaldo.</strong></p>
<p>Contro il Napoli, quindi, troveranno spazio molti dei calciatori che negli ultimi tempi sono finiti nel dimenticatoio:<strong> Tachtsidis, Piris, Romagnoli e anche Nico Lopez avranno la possibilità di farsi apprezzare nell’ultima di campionato. </strong>Un rebus riguarda il portiere, perché Stekelenburg non è ancora tornato a pieno regime nonostante siano trascorsi i 15 giorni di riposo previsti dal bollettino medico. Se non dovesse farcela a recuperare, <strong>allora Andreazzoli potrebbe lasciare a riposo anche Lobont e dare spazio a Goicoechea</strong>.</p>
<p>Dopo aver affrontato Allegri &#8211; ieri ha smentito con una nota ufficiale sul sito del Milan di aver incontrato Walter Sabatini &#8211; domenica sera il tecnico giallorosso si troverà faccia a faccia con un altro dei candidati alla sua successione, <strong>Walter Mazzarri</strong>, che entro pochi giorni dovrà rendere pubblica la sua scelta: il tecnico di San Vincenzo sta decidendo se accettare la proposta giallorossa o rinnovare col Napoli. La Roma ha bisogno di una risposta in tempi brevi perché deve cominciare a pianificare la prossima stagione:<strong> fissate le date del ritiro precampionato a Riscone di Brunico, che ci sarà tra il 15 e il 30 luglio.</strong> Durata e programma delle amichevoli, però, saranno decise dal nuovo tecnico.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Il prefetto: &#8220;Spostate la data. Tifo violento fuori controllo&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:21:26 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(R.Frignani) - All’indomani degli incidenti dell’8 aprile scorso la Prefettura aveva invitato con una comunicazione ufficiale Lega Calcio, Roma e Lazio a cambiare data per la finale di Coppa Italia del 26 maggio perché in concomitanza con le elezioni e perché «si dovranno garantire tutti i servizi necessari per lo svolgimento delle operazioni». Un allarme esplicito nel quale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_130320" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/04/gazzetta-dello-sport-dentro-il-derby-inferno-tra-i-coltelli-di-roma-mai-piu-di-sera/scontri-derby/" rel="attachment wp-att-130320"><img class="size-medium wp-image-130320" title="Scontri derby" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Scontri-derby-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Scontri derby</p></div>
<p><em><strong>(R.Frignani) - </strong></em><strong></strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">All’indomani degli incidenti dell’8 aprile scorso la Prefettura aveva invitato con una comunicazione ufficiale Lega Calcio, Roma e Lazio a cambiare data per la finale di Coppa Italia del 26 maggio perché in concomitanza con le elezioni e perché </span><em style="font-size: 13px; line-height: 19px;">«si dovranno garantire tutti i servizi necessari per lo svolgimento delle operazioni».</em><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Un allarme esplicito nel quale il prefetto Giuseppe Pecoraro definiva anche come fosse «necessario» che nel prossimo campionato il derby </strong><em style="font-size: 13px; line-height: 19px;">«si svolga di domenica e in orario pomeridiano »</em><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">. Invece l’ultimo atto della Coppa si giocherà proprio la domenica delle elezioni e adesso il Codacons &#8211; convocato per oggi dal Tar del Lazio con le parti interessate dal ricorso presentato dalla stessa associazione contro la decisione di scendere in campo quel giorno alle 18 &#8211; presenterà un esposto in Procura per accertare come si sia arrivati alla decisione di confermare la data del 26 maggio nonostante i timori della Prefettura. Davanti ai giudici amministrativi si punterà a una sospensiva. Ma il sindaco </span><strong style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Gianni Alemanno</strong><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;"> ribatte: </span><em style="font-size: 13px; line-height: 19px;">«Ormai è troppo tardi per pensare a spostamenti e cambiamenti. Roma è in grado di superare la sfida delle elezioni e della finale</em><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">».</span></p>
<p><strong>A 11 giorni dalla finale più che le questioni sportive continuano a tenere banco polemiche e ordine pubblico.</strong> Tanto più che il vero problema sono da tempo gli assalti dei teppisti alle forze dell’ordine schierate attorno all’Olimpico. I poliziotti dell’Anip-Italia Sicura, con il segretario regionale Filippo Bertolami, chiedono di non giocare il derby se Lega Calcio e società non pagheranno i costi del dispositivo di sicurezza (mille uomini e relativi veicoli) che ammontano a oltre mezzo milione di euro. In più hanno annunciato una class action al Tribunale del lavoro degli agenti feriti in scontri allo stadio dal 2002 a oggi per «carenze strutturali e organizzative» dell’Olimpico segnalate dalla procura fin dal 2005: <em>«Ogni anno</em> - dice l’Anip - <em>i servizi d’ordine e sicurezza allo stadio costano 5 milioni di euro, in dieci anni abbiamo avuto 3mila feriti e i danni causati dagli scontri ammontano a 2 milioni. Tutte spese a carico dei cittadini»</em>.</p>
<p>L’Anip sollecita anche l’utilizzo per il 26 maggio di vigili urbani in assetto antisommossa, un maggiore coordinamento fra le forze in campo con un unico canale radio, un ufficiale di polizia giudiziaria a capo dei gruppi di steward, zone franche a ridosso dell’Olimpico e microtelecamere sui caschi dei poliziotti. Altre conferme che il derby di Coppa Italia sarà ad alta tensione. Tanto che si teme ancora «<em>la partecipazione di soggetti violenti e fuori da ogni controllo»</em> già segnalati dalla Prefettura nello stesso appello al mondo del calcio &#8211; in parte finora ignorato &#8211; dopo gli incidenti di aprile</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Serie A, è il festival delle gare inutili</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:45:21 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_42128" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/03/serie-a-il-prossimo-anno-la-stagione-iniziera-una-settimana-prima/serie-a-2010-2011-nuovo-logo/" rel="attachment wp-att-42128"><img class="size-medium wp-image-42128" title="Serie-A-2010-2011-nuovo-logo" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/Serie-A-2010-2011-nuovo-logo-300x187.jpg" alt="" width="300" height="187" /></a><p class="wp-caption-text">Lega Serie A</p></div>
<p><em><strong>(F. Monti)</strong> </em>- La prova che <strong>20 squadre in serie A</strong> sono troppe è nella giornata che fra sabato e domenica chiude il campionato. Sei delle dieci partite in programma fra sabato e domenica risultano inutili, perché sono già definiti scudetto (Juve), secondo posto con accesso diretto alla Champions League (Napoli), retrocessioni (Palermo, Siena e Pescara) e una posizione per l’Europa League (Fiorentina o Milan).<strong> Le sei amichevoli sono: Sampdoria-Juve (sabato) e poi Atalanta- Chievo; Bologna-Genoa; Palermo- Parma; Roma-Napoli; Torino-Catania. Resta da definire chi arriverà terzo (preliminare di Champions) fra Milan e Fiorentina </strong>(separate da due punti, 69 a 67) e questo rende interessanti<strong> Pescara-Fiorentina e Siena-Milan.</strong> In più rimane la corsa al quinto posto (doppio preliminare di Europa League),<strong> con Cagliari-Lazio e Inter- Udinese, visto che l’Udinese ha 63 punti e la Lazio ne ha 61.</strong></p>
<p><strong>Un campionato dove il 60% delle partite dell’ultima giornata non conta niente è l’esatto contrario di quanto imporrebbe la necessità di vendere un prodotto appetibile e interessante fino alla fine.</strong> Anche in Inghilterra, Spagna, Germania e Francia il titolo è stato assegnato in anticipo (in alcuni casi, come per il Bayern, in larghissimo anticipo), ma qui tutti i verdetti più importanti sono stati pronunciati e questo non aiuta a far crescere interesse intorno al format, che la serie A si trascina dal 2004-2005. Non è un caso che un buon numero di bookmakers abbia annullato le quote di alcune partite. E non sono i premi stabiliti dalla Lega, in rapporto al piazzamento finale a cambiare il corso degli eventi, anche perché le posizioni sono spesso cristallizzate. <strong>L’aspetto più curioso è che in Federcalcio sono tutti d’accordo sulla necessità di tornare ad una serie A a 18 squadre e a una B a 20</strong> (oggi i club sono 22, con un campionato di 42 giornate più playoff e playout) e se accompagnata da una riforma organica dei campionati, anche il sindacato calciatori è disponibile alla trattativa sulla riduzione del numero di club. In questo senso sono stati fatti studi, indagini di mercato, sondaggi e la Lega di B ha già annunciato che punta ad autoridursi. L’unica vera opposizione arriva dai vertici della Lega di A, che ha venduto i diritti tv fino al 2014-2015.</p>
<p>Eppure dopo nove stagioni con 38 giornate dovrebbe essere chiaro a tutti che una <strong>serie A</strong> così lunga non conviene a nessuno. Le società sono costrette ad allestire rose numericamente eccessive, per tamponare infortuni comunque sempre più frequenti; la qualità si abbassa ed è necessario giocare tre o quattro turni infrasettimanali, con stadi sempre più vuoti. A quattro-cinque giornate dalla fine, si forma un nucleo di squadre, che non ha più nulla da chiedere al campionato (soprattutto chi si è salvato), con le conseguenze negative che questo comporta. Anche in questa stagione, il c.t. <strong>Prandelli</strong> non è stato in grado di organizzare nemmeno uno stage dei nazionali, come aveva chiesto alla fine dell’Europeo.</p>
<p><strong>Tornare a 18 squadre, come consigliato anche da Fifa e Uefa (e non da ora), pur nel rispetto della libertà organizzativa di ciascun Paese, significherebbe evitare i turni infrasettimanali, lasciare un piccolo spazio in più alla nazionale, rendere più interessante un torneo che continua a perdere prestigio anche all’estero</strong>. Venti squadre potrebbero avere un senso, soltanto se si riuscisse a recuperare il quarto posto in Champions League e se si aumentassero le retrocessioni da tre a quattro. Ma è già molto se l’Italia riuscirà a conservare il terzo posto nell’Europa dei grandi e di aumentare le retrocessioni non se ne parla. Visto che il terzo posto in Europa League può arrivare dalla finale di Coppa Italia, avere in campionato 11 o 12 club senza un traguardo chiaro è un lusso, che la serie A di questi tempi non può permettersi</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Gli uomini d&#8217;oro delle panchine</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 07:27:41 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134352" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/corriere-della-sera-gli-uomini-doro-delle-panchine/mancini-e-benitez-800x540/" rel="attachment wp-att-134352"><img class="size-medium wp-image-134352" title="mancini-e-benitez-800x540" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/mancini-e-benitez-800x540-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Mancini e Benitez</p></div>
<p><em><strong>(A. Bocci)</strong> </em>- <strong>Carlo Ancelotti </strong>sta cercando di svincolarsi dal Paris Saint Germain, <strong>Walter Mazzarri</strong> tiene sulle spine il Napoli e sogna l’Inter, <strong>Massimiliano Allegri</strong> aspetta di raggiungere il terzo posto Champions per parlare con Berlusconi del suo futuro. Sono giorni decisivi per il mercato degli allenatori che, mai come stavolta, rischia di diventare un gioco di incastri. Prima mossa a Parigi dove oggi, al massimo domani, è in programma l’incontro tra Carlò e <strong>Nasser Al Khelaifi</strong>, presidente del Psg, espressione dello sceicco <strong>al Thani </strong>che tiene così tanto ad Ancelotti da non avergli neppure spedito un sms di congratulazioni dopo lo scudetto francese. Carletto ha capito bene di essere un ripiego, tornato in auge sotto la torre Eiffel soltanto perché Mourinho ha risposto picche all’invito dei principi del Qatar, scegliendo il Chelsea. Ora il Psg prova a fare la voce grossa, facendo leva sul fatto che, con il titolo in tasca, il contratto del tecnico di Reggiolo è automaticamente rinnovato. Ma il divorzio sembra inevitabile. <strong>Eloquente la dichiarazione di Nasser Al Khelaifi a Le Parisien:</strong> <em>«Il nostro progetto è più grande di una singola persona&#8230;»</em>. Ancelotti chiarirà di aver ricevuto una proposta del Madrid e di voler andare in Spagna.</p>
<p>All’incontro non parteciperà <strong>Leonardo </strong>per due motivi: 1) i rapporti con l’italien sono ai minimi storici; 2) proprio il brasiliano, ora d.s., potrebbe diventare l’allenatore della più importante squadra di Francia. Arsene Wenger, infatti, ha risposto picche e la soluzione Capello, accarezzata dagli sceicchi nei giorni scorsi, sta per cadere. La federazione russa non intende liberare l’uomo di Pieris che a Parigi ci sarebbe andato volentieri. Tutto però è ancora in gioco.</p>
<p>Per la prestigiosa e ricca panchina del <strong>Psg</strong> è in ballo anche<strong> Rafa Benitez,</strong>corre Roberto Mancini appena esonerato dal City e c’è chi ha suggerito il nome di Antonio Conte. L’uomo dei due scudetti, fanno osservare a Torino, non ha risposto alle parole di Andrea Agnelli che, di fatto, lo ha blindato alla Juventus. Se la Juve aspetta un cenno dall’allenatore che ha vinto gli ultimi due scudetti, il Napoli ha capito che Mazzarri la prossima stagione sarà da qualche altra parte. De Laurentiis ha fatto il possibile in termini economici (biennale da 3,5 milioni netti a stagione), ma esiste una sostanziale differenza di idee sul mercato (il presidente vuole giovani di valore, Walter suggerisce invece giocatori già affermati) e soprattutto la volontà del tecnico di cambiare. Beppe Bozzo, il manager di Mazzarri, spinge il suo assistito verso la Roma, ma lui è intrigato dalla possibilità di allenare l’Inter. A Milano, sponda nerazzurra, la situazione è tranquilla e Moratti lo ha ribadito anche ieri sera all’uscita del cda della Saras.<em> «Non faccio ipotesi su Mazzarri perché penso solo al nostro allenatore»</em>. Cioè <strong>Stramaccioni</strong>. Ma le certezze di oggi possono essere cancellate tra una settimana. Del resto non sarebbe la prima volta che Moratti cambia idea.<strong> E in ogni caso Mazzarri potrebbe persino stare fermo in attesa di una chiamata durante l’autunno.</strong> La questione sarà più chiara dopo il faccia a faccia con il Napoli: l’incontro decisivo si svolgerà la prossima settimana. De Laurentiis però è già a caccia di una alternativa e pensa ad uno straniero: non il cileno Manuel Pellegrini, che allenerà il City dopo Roberto <strong>Mancini</strong>. In ballo l’argentino Marcelo <strong>Bielsa</strong> dell’Athletic Bilbao e lo spagnolo Rafa <strong>Benitez</strong>. In Italia il preferito è Francesco Guidolin che però intende restare a Udine, mentre Vincenzo <strong>Montella</strong> ha già fatto sapere che resterà a Firenze (i Della Valle sono pronti a blindarlo sino al 2016). Allegri è una tentazione. Ma non è vero il contrario. Oggi Max è concentrato solo sulla conquista del terzo posto: dopo, insieme a Galliani, incontrerà Berlusconi. Intanto il livornese si gode l’ennesimo atto di stima di un suo giocatore: «<em>Non c’è Milan senza Allegri»</em>, si è sbilanciato Boateng.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Una sola giornata di squalifica per Totti</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:50:39 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_134055" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/gazzetta-it-milan-roma-0-0-i-giallorossi-ci-provano-ma-sbattono-sui-rossoneri-in-10/ac-milan-v-as-roma-serie-a-24/" rel="attachment wp-att-134055"><img class="size-medium wp-image-134055" title="Milan-Roma Totti" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/168624930-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Totti</p></div>
<p><em><strong>(G.Piacentini) -</strong></em> Per cercare un significato in <strong>Roma-Napoli</strong> di domenica (alle 20.45) bisognerà andare oltre il risultato. Con ogni probabilità sarà l’ultima da capo allenatore in campionato per <strong>Andreazzoli</strong>, al cui posto potrebbe sedere proprio <strong>Mazzarri</strong>, che a Napoli ha ormai esaurito il suo ciclo e che è stato vicinissimo a vestire giallorosso nel dopo Spalletti. Il cambiamento è reso necessario <strong>dall’ennesimo piazzamento fallimentare:</strong> in caso di vittoria, la Roma potrà al massimo arrivare sesta (se la Lazio perderà contro il Cagliari), dopo il settimo posto dello scorso anno e il sesto di due stagioni fa. Era dal triennio 1988/1991 (8˚, 6˚ e 9˚) che i giallorossi non facevano così male in campionato. Contro il Napoli non ci sarà <strong>Francesco Totti</strong>, squalificato, ma per una sola giornata dal giudice sportivo: la «manata» a <strong>Mexes</strong> non è stata considerata atto violento. Mercato: <strong>incontro tra Sabatini e i dirigenti dell’Ajax per Alderweilerd: gli olandesi chiedono 10, la Roma offre 6.</strong></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Il Tar rimette in forse il derby di Coppa Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 06:43:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(R.Frignani) - Roma e il calcio: un rapporto sempre più difficile. Gli ululati razzisti di domenica sera a San Siro contro Mario Balotelli (alla Roma multa di 50 mila euro con diffida, la società giallorossa ha emesso un comunicato molto duro: «La Roma condanna ogni forma di abuso razziale. Questo tipo di comportamento da parte di qualsiasi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_132632" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2013/05/corriere-della-sera-coppa-italia-derby-alle-18-gli-appelli-alle-tifoserie-fate-che-sia-una-festa/lazio-roma-serie-a-tim/" rel="attachment wp-att-132632"><img class="size-medium wp-image-132632" title="Derby ingresso in campo" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Derby-ingresso-in-campo-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Roma-Lazio</p></div>
<p><em><strong>(R.Frignani) - </strong></em>Roma e il calcio: un rapporto sempre più difficile. Gli ululati razzisti di domenica sera a San Siro contro Mario Balotelli (alla Roma multa di 50 mila euro con diffida, la società giallorossa ha emesso un comunicato molto duro: «La Roma condanna ogni forma di abuso razziale. Questo tipo di comportamento da parte di qualsiasi tifoso, inclusi i nostri, è totalmente inaccettabile») sono l’ultimo episodio di una crisi che rischia di toccare l’apice con la finale di Coppa Italia. Mentre si susseguono summit investigativi in previsione di quello che potrà accadere prima, <strong>durante e soprattutto dopo il derby del 26 maggio,</strong> è notizia di ieri che il presidente della III sezione quater del Tar del Lazio Italo Riggio ha accolto la richiesta del Codacons di convocare per domani le parti interessate dal ricorso con il quale l’associazione in difesa dei cittadini ha chiesto di sospendere il provvedimento che anticipa la partita alle 18. Il giudice amministrativo ascolterà i rappresentanti di Codacons, Coni, Lega Calcio, Rai, Comune, ministero dell’Interno, Prefettura, Roma, Lazio («È un atto dovuto, non capisco dove sia il problema», replica il presidente Claudio Lotito) per esaminare i piani approntati <strong>affinché il derby non si trasformi in un’altra serata di violenza</strong>. Questa volta con un pericolo in più: il coinvolgimento dei seggi elettorali per le Amministrative.</p>
<p>«La finale — avverte Carlo Rienzi, presidente del Codacons — bloccherà un intero quadrante della città proprio quando gran parte dei romani si recherà al voto. <strong>Troveranno un’area della Capitale praticamente paralizzata</strong>. In caso di tafferugli per molti cittadini sarà impossibile votare, con conseguenze che potrebbero arrivare all’annullamento delle intere consultazioni amministrative ». Un’altra tegola su un appuntamento che di sportivo rischia di avere poco, anche se i biglietti sono in gran parte già venduti: pericolo di scontri, bonifiche del Foro Italico, controlli di intelligence sugli ambienti estremisti e violenti, ricerca di arsenali, daspo, zone rosse e presidi mobili. Il sindaco Gianni Alemanno è preoccupato: «<strong>Sono perplesso perché derby ed elezioni insieme sono per la città uno stress</strong> molto forte. Penso che il problema esista e l’ho evidenziato». [...]</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Due minuti di razzismo</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:12:50 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(Corriere Della Sera) - Da uno 0-0 in cui se ne sono viste di tutti i colori, incluso la sospensione della partita per quasi due minuti in avvio di ripresa causa reiterati ululati razzisti di un manipolo di imbecilli al seguito della Roma, i giallorossi escono con un verdetto definitivo (addio Europa League, ora l’unica possibilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_133612" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mario-Balotelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-133612" title="Mario Balotelli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/05/Mario-Balotelli-300x258.jpg" alt="" width="300" height="258" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Balotelli</p></div>
<p><em><strong>(Corriere Della Sera)</strong> </em>- Da uno 0-0 in cui se ne sono viste di tutti i colori, incluso la sospensione della partita per quasi due minuti in avvio di ripresa causa reiterati ululati razzisti di un manipolo di imbecilli al seguito della Roma, i giallorossi escono con un verdetto definitivo (addio Europa League, ora l’unica possibilità di riacchiappare l’Europa è la vittoria nel derby di Coppa Italia) mentre il Milan un po’ si complica la vita perché ora è costretto a vincere a Siena visto che la Fiorentina è in vantaggio negli scontri diretti. Anche se, di per sé, la gara non è stata particolarmente aspra, alla fine si contano pure due espulsi:<strong> Muntari (che, cacciato prima dell’intervallo per un eccesso di proteste, ha lasciato in inferiorità numerica i compagni per quasi un’ora, recuperi inclusi) e Totti (colpevole di una gomitata a Mexes quando però la sfida era ormai agli sgoccioli) e una sfilza di cartellini gialli. </strong></p>
<p>Pesante, ovviamente in chiave milanista, la scelleratezza del ghanese. Già, in effetti, i rossoneri erano scesi in campo con un approccio fasullo, esprimendo un calcio asfittico, infarcito di errori anche grossolani come, giusto per esemplificare, certificava il destro svogliato e approssimativo di Balotelli che (13’) spediva il pallone in direzione del secondo anello; già la Roma, che pareva volersi limitare all’ordinario, quasi fosse più importante scongiurare indesiderati infortuni nell’ottica della finale di Coppa Italia, era stata quasi «costretta» a sfiorare il gol con Marquinho e Totti. Ecco, a completare uno scenario così malinconico, senza un minimo appiglio spettacolare, mancava soltanto il colpo di genio di Muntari che, non si sa a quale titolo, verso la fine del primo tempo, decideva di contestare in maniera maniera fastidiosa e violenta l’arbitro Rocchi, colpevole (a suo giudizio) di avere ingiustamente ammonito Balotelli per un’entrata su Marquinho. <strong>Detto che nella circostanza Supermario ha di fatto abbozzato, incassando il giallo senza particolari contestazioni, a dare in escandescenze è invece stato il ghanese che, non contento dell’ammonizione subito rifilata pure a lui, ha insistito nel suo scomposto show,</strong> afferrando il direttore di gara per un braccio e strattonandolo fino a quando Rocchi non si è potuto esimere dal piazzargli sotto il naso un (sacrosanto) rosso. In tutta sincerità non vorremmo essere nei panni di Muntari quanto gli toccherà incrociare Adriano Galliani con la bava alla bocca.</p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA I buu a Mario arrivano dai barbari dell’insulto</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 08:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(M. Sconcerti) - Il Milan rimette in piccolo gioco la sua stagione pareggiando male con la Roma. Partita confusa, orientata dall’espulsione di Muntari e condannata dai cori razzisti contro Balotelli. È sempre sorprendente l’ovvietà degli ultrà. Ci sono offese che vengono da molto lontano e sembrano ormai obsolete, ma negli stadi, tra i filosofi dell’imbecillità, vince sempre il facile, una vecchia volgarità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_123920" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/Mario-Balotelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-123920" title="Mario Balotelli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/Mario-Balotelli-300x193.jpg" alt="" width="300" height="193" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Balotelli</p></div>
<p><em><strong>(M. Sconcerti) - </strong></em>Il Milan rimette in piccolo gioco la sua stagione pareggiando male con la Roma. Partita confusa, orientata dall’espulsione di Muntari e condannata dai cori razzisti contro Balotelli. <strong>È sempre sorprendente l’ovvietà degli ultrà</strong>. Ci sono offese che vengono da molto lontano e sembrano ormai obsolete, ma negli stadi, tra i filosofi dell’imbecillità, vince sempre il facile, una vecchia volgarità gratuita per la quale non serve nessuna fantasia. Dispiace per tutti, certamente per Balotelli, ma soprattutto per chi non ha nemmeno più la magia di un’offesa diversa. Sono i barbari, bellezza<strong>. I due minuti di sospensione sono comunque un passo avanti, il rispetto di una regola perfino antica</strong>. Ci sono offese inammissibili davanti a cui il calcio sta imparando a fermarsi. Non credo basti solo questa intransigenza, servirà anche buon senso da parte di chi subisce. Ognuno di noi trova ogni giorno davanti un prepotente, un maleducato. Non sempre si può fare la guerra. Però far sempre sapere che la regola, la legge, ti dà ragione e prevede rimedi, aiuta anche nei casi di meno speranza come quelli del calcio.</p>
<p>La<strong> </strong>Roma è indecisa sul suo futuro, tra<strong> Allegri e Mazzarri. </strong>L’impressione è che il lavoro a Napoli di Mazzarri sia concluso. Ha ragione De Laurentiis a non forzare la politica della società, ha ragione Mazzarri ad accettare qualcosa di diverso. Mazzarri mi sembra uno di quei tecnici che hanno nella propria natura più l’insegnamento che l’ultimo risultato. A Napoli non c’è più niente da insegnare, resta solo da cercare di vincere, ma quello non dipende da lui. <strong>Nella Roma</strong> <strong>troverebbe una squadra che invece ha quasi soltanto bisogno di un maestro</strong>. È utile chiedersi perché tutti i migliori allenatori italiani siano in questo momento insoddisfatti (Conte, Montella, lo stesso Mazzarri). Credo sia il segno della modestia generale. Si chiede di più perché è evidente che quanto abbiamo non basta davanti all’Europa. La crisi del calcio italiano si vede nei particolari. Si arriva a centro classifica con una quarantina di punti che prima servivano per salvarsi, oggi si evita la retrocessione con 33 punti. Si è allargata la differenza tra le medio-piccole e le migliori. Le prime quattro hanno in totale 28 punti più dello scorso anno, un abisso. Basta poco di più per essere grandi, basta ancora meno per salvarsi. Nel mezzo c’è un territorio di nessuno che non è competitivo. <strong>I tecnici lo sanno, per questo chiedono.</strong></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Roma, per l’Europa resta solo il derby: &#8220;Mancata la qualità&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 07:31:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Parisi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[(G. Piacentini) - Ora lo certifica anche la classifica: l’eventuale qualificazione per la prossima Europa League della Roma potrà arrivare solamente dalla Coppa Italia. Dopo il pareggio 0-0 a San Siro, infatti, per la formazione giallorossa è impossibile raggiungere il quinto posto dell’Udinese. Eppure l’occasione di espugnare il «Meazza» si era presentata con le sembianze del cartellino rosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_124643" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/161805858.jpg"><img class="size-medium wp-image-124643" title="Roma-Juventus Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/02/161805858-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(G. Piacentini) - </strong></em>Ora lo certifica anche la classifica: <strong>l’eventuale qualificazione per la prossima Europa League della Roma potrà arrivare solamente dalla Coppa Italia</strong>. Dopo il pareggio 0-0 a San Siro, infatti, per la formazione giallorossa è impossibile raggiungere il quinto posto dell’Udinese. Eppure l’occasione di espugnare il «Meazza» si era presentata con le sembianze del cartellino rosso estratto da Rocchi nei confronti di Muntari, che ha costretto il Milan a giocare in inferiorità numerica per tutto il secondo il tempo. <strong>La Roma, però, non ha saputo coglierla e si ritrova, per l’ennesima volta, a rammaricarsi per l’occasione persa</strong>. Sulla gara pesa un rigore solare non concesso dall’arbitro nel secondo tempo per un fallo di Constant su Lamela.</p>
<p><strong>Andreazzoli però non cerca alibi</strong>. <em>«I calciatori</em> - le sue parole - <em>dicono che era rigore nettissimo, rivedendolo in televisione sembra che abbiano ragione. Il quinto arbitro era posizionato bene, ma è meglio non commentare queste situazioni di gioco».</em> <strong>Alla formazione giallorossa è mancata un po’ di cattiveria in attacco</strong>. <em>«Ci è mancata un po’ di qualità per poter chiudere la partita. Siamo stati bravi nel primo tempo e non nel secondo, quando avremmo dovuto essere molto più fluidi e con le idee più chiare. Anche nel primo tempo però ci è mancata la qualità, abbiamo avuto difficoltà ad esprimerci nei momenti importanti: non siamo riusciti a sfruttare cinque o sei occasioni. Mi sono divertito molto per una gara tra due squadre che si sono date battaglia e volevano vincere. La classifica dice che ci sono dieci punti di distacco, ma io credo che siamo sullo stesso livello anche se loro sono più squadra. Mi è dispiaciuto per l’espulsione di Muntari perché avrei preferito poter giocare tutta la partita nelle condizioni del primo tempo: per noi quella col Milan e con il Napoli sono gare propedeutiche in vista della finale di Coppa Italia e avrei preferito che fosse stata più probante, anche rischiando di perderla»</em>.</p>
<p>Il campionato di Totti è finito dopo la manata a Mexes. «<em>Con Philippe sono amici, forse non si è nemmeno reso conto che fosse lui in quel momento. Probabilmente si era innervosito per un paio di falli subiti». </em><strong>Ora al tecnico giallorosso rimane la Coppa Italia, anche se il suo futuro da capo allenatore sembra segnato</strong>.<em> «Il mio futuro è alla Roma ed è chiarissimo. La società mi ha chiesto un intervento e l’ho fatto con molta partecipazione insieme ai miei collaboratori e con discreto successo. Speriamo di poterlo completare con la vittoria della Coppa Italia ma la società deciderà tranquillamente quello che vuole fare»</em></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA &#8220;Alla Roma consiglio Allegri e Mazzarri&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 12 May 2013 08:12:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[(L. Valdiserri) - Prima di Udinese-Roma aveva dato un consiglio alla dirigenza:«Io, sinceramente, mi confermerei». Ora, a due giornate dalla fine di un campionato in cui l’Udinese e la Lazio sono davanti alla Roma, rendendo possibile lo sbarco in Europa League solo vincendo la Coppa Italia, Aurelio Andreazzoli ha un altro consiglio da dare. La Roma affronterà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_131704" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Roma-Pescara-Andreazzoli.jpg"><img class="size-medium wp-image-131704" title="Roma-Pescara Andreazzoli" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2013/04/Roma-Pescara-Andreazzoli-300x194.jpg" alt="" width="300" height="194" /></a><p class="wp-caption-text">Andreazzoli</p></div>
<p><em><strong>(L. Valdiserri)</strong> </em>- Prima di Udinese-Roma aveva dato un consiglio alla dirigenza:<em>«Io, sinceramente, mi confermerei». </em>Ora, a due giornate dalla fine di un campionato in cui l’Udinese e la Lazio sono davanti alla Roma, rendendo possibile lo sbarco in Europa League solo vincendo la Coppa Italia, Aurelio Andreazzoli ha un altro consiglio da dare.<strong> La Roma affronterà in fila Milan e Napoli, cioè Allegri e Mazzarri, i due nomi più «caldi» per la panchina giallorossa nella prossima stagione, e il tecnico attuale li approva:</strong><em>«Credo che siano l’identikit del mio allenatore ideale. Tutti e due hanno dimostrato qualità con i risultati per tutta la loro carriera, partendo dal basso e facendo gavetta. Ho un giudizio altamente positivo di loro. Hanno sempre fatto molto bene. Perché non potrebbero ripetersi in una piazza come Roma?».</em></p>
<p>Un’altra domanda di maggiore attualità è, magari, come mai la Roma abbia fatto tanto male in questa stagione. Ma Andreazzoli non è d’accordo: <em>«Se parliamo di continuità dei risultati, non direi. Nella mia gestione abbiamo fatto +9 sulla Lazio, +1 sul Napoli, +11 sull’Inter, -1 sulla Fiorentina, -4 sul Milan che sta andando a mille -3 sull’Udinese che ha fatto 7 vittorie consecutive. Non ho nulla da dimostrare. Penso che non sia un andamento così negativo così come si vuole far sembrare. Sul sistema di gioco spesso mi è stata attribuita sagacia per il cambiamento: o lo mettiamo tra gli elementi positivi o tra quelli negativi. Decidiamolo una volta per tutte, altrimenti si dimostra di non avere molto equilibrio».</em> <strong>Tutto bene, dunque.</strong> Compresa la sconfitta contro il Chievo o il pareggio casalingo contro il derelitto Pescara: <em>«Sono storie diverse. Malissimo contro il Pescara, dove abbiamo sbagliato atteggiamento. Normale contro la Fiorentina, con cui abbiamo vinto e preso titoloni pieni di entusiasmo. Poi abbiamo perso con il Chievo, facendo una buona gara contro una squadra difficile. La metterei tra le partite che potevano darci di più».</em></p>
<p><strong>Ma i tifosi cosa devono pensare di una squadra ancora fuori dall’obiettivo minimo? </strong><em>«Oggi non siamo in Europa, quindi non siamo attrezzati per andarci. Ma può essere che tra due domeniche lo saremo. O il 26 maggio. Perché la classifica dice sempre la verità, ma io la Coppa Italia la voglio vincere».</em></p>
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		<title>CORRIERE DELLA SERA Roma, Mazzarri ora testa a testa con Allegri</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 08:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>papi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_41268" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://www.gazzettagiallorossa.it/2012/04/milan-per-il-dopo-allegri-volata-spalletti-capello/ac-milans-trainer-massimiliano-allegri/" rel="attachment wp-att-41268"><img class="size-medium wp-image-41268" title=" Massimiliano Allegri" src="http://www.gazzettagiallorossa.it/wp-content/uploads/2012/03/140620936-300x202.jpg" alt="Massimiliano Allegri" width="300" height="202" /></a><p class="wp-caption-text">Massimiliano Allegri</p></div>
<p>Poche parole in una nota apparsa nel pomeriggio di ieri sul sito internet della Roma, per dare l’ufficialità ad una notizia che era nell’aria dall’ultima visita nella capitale del presidente James Pallotta:<strong> il prolungamento fino al 30 giugno del 2014 del contratto di Walter Sabatini</strong>.</p>
<p>Non c’è casualità nella tempistica dell’annuncio, che arriva 24 ore dopo la «sparata» del direttore sportivo contro gli organi d’informazione che hanno criticato società e squadra all’indomani della sconfitta col Chievo. Con il futuro di <strong>Baldini ancora da decidere</strong> (ma è stato proprio il d.g. a fargli firmare «fisicamente» il contratto), Sabatini rappresenta la continuità nella gestione americana del club: lui è stato il primo dirigente a lavorare per creare questa squadra – il d.g. è arrivato qualche mese dopo – quando ancora non aveva nemmeno un contratto, e sempre lui avrà pieni poteri nella gestione sportiva. <strong>Giusto, quindi, legittimarlo con il rinnovo, soprattutto agli occhi dei calciatori e dei tecnici che lo stesso Sabatini sta contattando per il prossimo anno.</strong></p>
<p>Per quanto riguarda la panchina, <strong>sono sempre di più gli indizi che portano a Walter Mazzarri</strong>, tecnico per il quale il d.s. ha un vero e proprio debole, le cui quotazioni nelle ultime ore avrebbero superato quelle di Massimiliano Allegri. Nell’incontro che c’è stato con l’attuale tecnico del Napoli si è parlato non solo di soldi e durata del contratto – la Roma sa di dover fare un sacrificio economico importante – ma anche di altri dettagli: dallo staff tecnico a quello medico (anche se da Trigoria ieri sono filtrate smentite e addirittura si è parlato di un possibile rinnovo per l’attuale responsabile, il dottor Gemignani), <strong>fino al ruolo che avrebbero il prossimo anno alcuni giocatori della rosa attuale, con Osvaldo e Totti inseriti nella lista degli intoccabili.</strong></p>
<p><strong>Un discorso ben avviato, insomma, come quello con Allegri.</strong> La sensazione netta è che oltre a questi due tecnici non esista un piano C. Per questo c’è il timore, ancora una volta, di non riuscire a centrare gli obiettivi per la panchina. Sia Allegri, a cui il Milan potrebbe decidere di prolungare il contratto, sia Mazzarri, che oltre a discutere il rinnovo col Napoli mantiene i contatti anche con l’Inter ed è in attesa di (improbabili) sviluppi per la panchina della Juventus, non hanno dato ancora certezze ai dirigenti giallorossi. <strong>La Roma però ha fretta, e ad entrambi ha fatto sapere che vuole una risposta definitiva prima della finale di Coppa Italia del 26 maggio</strong>. Per quella data, vera resa dei conti della stagione, i dirigenti vogliono poter annunciare il nome del nuovo tecnico. Notizie dal campo: De Rossi in fortissimo dubbio col Milan, pronto Pjanic.</p>
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