Cagliari-Roma, PINTO: “Nessuna polemica con gli esclusi, è una scelta del tecnico. Il club protegge e sostiene Mourinho”

Prima del fischio d’inizio di Cagliari-Roma, sfida valida per la 10a giornata di campionato, è intervenuto ai microfoni dei cronisti il General Manager giallorosso Tiago Pinto. Le sue dichiarazioni:

TIAGO PINTO A DAZN 

È stata una settimana di alti e bassi, ora servono i punti oltre alle prestazioni?
“Sì, sappiamo di aver fatto due partite importanti contro Juventus e Napoli. Si è parlato tanto della sconfitta in Norvegia, non c’è niente da dire se non chiedere scusa. È stato un momento brutto per la storia della Roma e anche nostra personale. Potevamo avere più punti con Juve e Napoli, le sensazioni son buone. Oggi vogliamo vincere e andare avanti. Dobbiamo giocare bene ma i punti sono più importanti”.

Cosa ne pensa delle dichiarazioni dell’agente di Diawara? Cosa devono fare i quattro esclusi per tornare a disposizione di Mourinho?
“Non voglio parlare su questo tema con i procuratori. Voglio dire tre cose semplici: sarebbe importante anche fare interviste ai procuratori di Volpato, Missori, Calafiori, di ragazzi che si allenano con Mourinho e per loro è un piacere, vogliamo creare una strada per loro. Abbiamo la tendenza di vedere il negativo, ma c’è un altro lato della storia. Poi mi piacciono i procuratori che vogliono risolvere il problema, mi dispiace perché Daniele Piraino (l’agente di Diawara, ndr) è sempre stato gentile per me, ma questo non va bene per nessuno. Amadou non c’entra niente: è un grande professionista e un bravo ragazzo, si allena bene, gioca quando il mister decide e non gioca quando il mister decide, non aveva bisogno di questa pubblicità che a mio avviso non ha senso. Oggi per esempio Kumbulla è rientrato in squadra. Per noi non c’è nessuna polemica, è una scelta dell’allenatore che il club protegge e sostiene. Andiamo avanti con quelli che sono qua e come ha detto ripartiamo da zero. Sono giocatori della Roma e di partita in partita si vedrà”.

Dobbiamo aspettarci una mezza rivoluzione a gennaio?
“Si parla tanto di mercato, ma abbiamo ancora 2-3 mesi. Il mio lavoro è anche lavorare con l’allenatore e la squadra durante questi mesi, a gennaio si vedrà. Sappiamo di cosa ha bisogno la squadra, cosa dobbiamo fare e il contesto economico del mercato mondiale. Ma è presto per parlare di gennaio, dobbiamo concentrarci sulle partite”.

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