Di Francesco, fumata grigia per la Roma. L’ultimatum è di dieci giorni

(Gasport) – I dirigenti della Roma sono tutti lì, negli studi della Raptor, il quartier generale di James Pallotta, a Boston nel Massachusetts. Al centro delle tematiche il futuro allenatore, le strategie di mercato (incluso l’eventuale budget) e gli equilibri economici del club. Ecco perché, in tal senso, al d.s. Monchi è stato chiesto di abbassare il tetto ingaggi della Roma (attualmente oltre i 90 milioni, l’obiettivo è portarlo intorno agli 80). Il primo nodo, però, è ovviamente il tecnico. Carnevali ha comunicato a Di Francesco la necessità di chiudere il discorso entro la fine della prossima settimana, termine oltre il quale non ha intenzione di andare, per programmare anche lui il futuro del Sassuolo. In più il nodo della clausola è effettivo, nel senso che la Roma non vuole pagare quei 3 milioni di euro necessari per liberare Di Francesco (che ha un contratto in essere fino al 2019) mentre il Sassuolo a quei soldi non ci vuole proprio rinunciare. L’allenatore, a meno di clamorosi colpi di scena, sarà lui. Ma bisogna venirsi incontro reciprocamente. E presto.

Intanto Ramy Abbas continua a lavorare per portare Momo Salah al Liverpool. L’agente dell’egiziano ha trovato l’accorso con i Reds per il suo assistito, un ingaggio di 4,5 milioni di euro a stagione più bonus. L’impressione è che l’operazione finirà con il chiudersi, magari a 35 più bonus. La Roma, in realtà, vuole cercare di massimizzare il profitto e spera di arrivare a 40, ma a Liverpool sanno bene che i giallorossi hanno bisogno di soldi ed entro il 30 giugno, per sistemare i conti del bilancio. Alla fine si troverà l’accordo su quella cifra o giù di lì.

 

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