GAZZETTA DELLO SPORT Strootman e Destro, le facce della crisi Roma

Destro
Destro

(A. Pugliese) – La sofferenza può avere volti diversi. Quello della delusione, del dispiacere, della rabbia che si trasforma in insicurezza. E quello del fastidio, dell’insofferenza e della presunta incomprensione. Due volti contrastanti per alcun versi, vicini nello stato d’animo. Di sofferenza, appunto. Come quello di Kevin Strootman, alle prese con il recupero dall’infortunio del 9 marzo. E come quello di Mattia Destro, alle prese con l’ennesima prova incolore, quella che ha fatto storcere la bocca a più di qualcuno. A cominciare dallo stesso Garcia («Di certo poteva fare meglio», ha detto nel post-Sassuolo).

SUMMIT A TRIGORIA Di questo e di molto altro hanno parlato ieri Garcia e Sabatini per un’ora e mezza, chiusi negli uffici di Trigoria per rianalizzare la partita con il Sassuolo e capire gli errori della Roma. Già, perché l’occasione per accorciare sulla Juve era ghiotta ed averla fallita così, comunque, non è andata giù. Aldilà delle smentite di rito e del piacere per il pareggio in extremis. Un ajetto, come si dice a Roma. Che non ha spostato il discorso, però, dal focus principale: l’impiego di Strootman e la partita di Destro, i due casi in un pareggio indigesto.

QUI KEVIN Nonostante tutto, ieri Kevin era parzialmente soddisfatto. Nonostante una partita brutta, in cui è parso un corpo avulso, fuori dal contesto di gioco. E nonostante qualche fischio, anche se poi gli applausi sul cambio lo hanno rinfrancato eccome. Tanto da rispondere via twitter: «Grazie per il sostegno, sto lavorando duro per tornare ai miei livelli ed aiutare la squadra. Ora concentrati sul big match col City». Garcia e Sabatini erano convinti che fosse pronto per giocare con il Sassuolo, magari qualche dubbio gli sarà venuto dopo. Della serie di gare a disposizione, però, era l’unica in cui poteva partire dal via, considerando che City, Genoa e Milan sono scogli ancora troppo duri. Almeno per questo Strootman, lontano da quello vero. È una questione mentale, non fisica dicono a Trigoria. Ed in parte è vero, anche se Strootman sabato ha sempre cercato l’appoggio, senza mai provare il calcio, né corto né lungo, quasi avesse paura di sforzare il ginocchio. Sempre a Trigoria, però, erano in molti a pensare che non fosse pronto per fare il titolare. E forse lo pensa anche lui, che ancora non ha recuperato la sicurezza mentale, appunto, che il ginocchio sia okay. Nel frattempo, però, dall’Inghilterra insistono: se la Roma non andrà agli ottavi di Champions, Van Gaal lo avrà con sé già a gennaio con una quarantina di milioni cash alla Roma.

QUI MATTIA In Inghilterra potrebbe esserci anche il futuro di Destro, con il suo agente (Renzo Contratto) che in questi giorni sarà a Londra per parlare con l’Arsenal. Aldilà della prestazione negativa con il Sassuolo e della bocciatura di Garcia, quello che non piace di Mattia è l’atteggiamento. (In)sofferente. E comincia a non piacere neanche a qualche compagno, a cui non vanno giù quelle facce strane e quelle sbuffate. Mattia, dal canto suo, si difende con una tesi: nel 2014 sono quello che ha segnato più gol di tutti (14: uno più di Gervinho, 5 in più di Ljajic e Totti), merito di giocare di più. Più o meno quello che dissero Borriello («Vado in panchina io che ho fatto 25mila gol») e Osvaldo («Ho fatto 200 gol, che c…o volete»). Morale: i gol non bastano per evitare panchina o dolorosi addii. Qualche sforzo in più forse sì.

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