IL TEMPO La finale di Coppa Italia confermata all’Olimpico

Genny 'a carogna
Genny ‘a carogna

 (S. Pieretti) Si era detto: quest’anno c’è l’Expo e la giochiamo a Milano. E invece ieri la Lega di serie A ha ufficializzato la conferma dello stadio Olimpico di Roma come sede della finale di Coppa Italia in programma il 7 giugno 2015.

Nonostante gli incidenti dello scorso anno che hanno portato all’uccisione del tifoso napoletano Ciro Esposito, sarà ancora una volta il Prefetto di Roma a dover far fronte a un evento che fa paura a prescindere dalle squadre che scenderanno in campo. Il presidente Beretta ha parlato di «orientamento generale» ma in realtà è tutto deciso, visto che servirebbe una modifica al regolamento per cambiare lo stadio della finale. L’articolo 3.9 del regolamento di Coppa Italia recita: «La finale si svolge in gara unica, in linea di principio allo Stadio Olimpico di Roma, o in altra sede individuata, a suo insindacabile giudizio e prima della disputa della gara di andata delle semifinali, dall’Organizzatrice». Ecco, e se uscisse un Roma-Napoli come ultimo atto, eventualità resa possibile (così come una rivincita del derby della Capitale) dal tabellone sorteggiato in estate? In quel caso verrà valutato l’eventuale spostamento. Ma, stando al regolamento, andrebbe deciso prima delle semifinali.

Si vedrà. Intanto i tifosi dell’Atalanta pagano dazio dopo gli scontri avvenuti nell’ultima sfida di campionato contro i giallorossi. Ieri, per la prima volta dall’introduzione del decreto legge sulla violenza negli stadi varato nello scorso agosto, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, ha firmato il provvedimento che vieta le trasferte per i prossimi tre mesi ai sostenitori nerazzurri. In realtà sono anni che gli ultrà dell’Atalanta non seguono più la loro squadra in trasferta, il gruppo degli orobici era stato tra i primi a boicottare l’introduzione della tessera del tifoso. Gli scontri all’interno degli stadi – sempre più vuoti – sono sensibilmente diminuiti, ma la violenza ha solo cambiato domicilio: dai tafferugli sugli spalti si è passati alle guerriglie urbane. Il bollettino degli scontri di Atalanta-Roma è stato grave, con cinque agenti di Polizia costretti al ricovero in ospedale. «Le frange violente – si legge nel comunicato del Ministero – dei tifosi bergamaschi si sono rese responsabili di gravi incidenti, attaccando le Forze dell’ordine con bombe carta, contenenti chiodi e bulloni».

In occasione della partite casalinghe dell’Atalanta sarà vietata la vendita dei biglietti, per tutti i settori dello stadio, a chi non possiede la tessera del tifoso. Per la prima volta arriva anche il blocco degli abbonamenti: quindi la società sarà costretta a risarcire quegli abbonati della Curva Nord che – sprovvisti di tessera del tifoso – d’ora in avanti, non potranno più usufruire della tessera già acquistata all’inizio del campionato. La replica della società non si è fatta attendere. «Il provvedimento emesso dal Viminale è quanto meno discutibile».

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