IL MIGLIORE E IL PEGGIORE Florenzi brucia la fascia destra, bravo anche in fase difensiva. Gervinho “ibernato”

Migliore Peggiore GazzettaGiallorossa
Migliore Peggiore GazzettaGiallorossa

Torna la rubrica di GazzettaGialloRossa.it “IL MIGLIORE E IL PEGGIORE“. Offriremo un’analisi delle prestazioni del calciatore che ha maggiormente brillato e di quello che, invece, ha convinto meno nelle gare della As Roma.

A 20 secondi dalla fine la Roma regala un punto d’oro al Cska Mosca che tiene i discorsi aperti per gli ottavi di finale di Champions fino all’ultima giornata. Un errore imperdonabile per la rosa giallorossa che pecca di presunzione e non gestisce la palla nel momento decisivo del match, subendo l’ennesima beffa, europea e non, della sua storia dei giri di lancetta finali. A quest’ora Rudi Garcia starà ancora ripensando alla sostituzione al minuto 82 (Strootman per Nainggolan) che per qualche decisione del fato è risultata determinante ai fini del risultato: è proprio l’olandese, infatti, a perdere un pallone sciagurato a centrocampo al 92esimo dando il via all’azione del pareggio del Cska. Con i “forse” e con i “ma” è tutto più semplice è vero, ma a vedere la prestazione del “ninja” fino al momento del cambio, uno dei migliori dei suoi, ancora una volta, forse quel pallone sarebbe stato gestito meglio. Ora la Roma dovrà prepararsi al meglio in vista della sfida dell’Olimpico del 10 dicembre contro il Manchester City, una sfida che andrà affrontata come una finale di Champions: in palio ci sarà l’orgoglio e il passaggio del turno. I giallorossi dovranno obbligatoriamente puntare alla vittoria, sia per non rischiare nulla (con l’incredibile vittoria del City contro il Bayern per 3-2, la Roma è a quota 5 punti assieme ai citizens e al Cska, ndr), sia per dimostrare ai suoi tifosi, che merita di essere tra le 16 squadre migliori d’Europa.

IL MIGLIORE: Alessandro Florenzi

Viene schierato in un ruolo non suo ed alla fine risulta comunque uno dei migliori in campo. Non sembra soffrire il freddo e brucia la fascia destra per almeno 60-70 minuti, regalando una prestazione degna del miglior Maicon, prima di calare bruscamente come d’altronde tutta la squadra. E’ lui il più pericoloso dei suoi nel primo tempo in quattro occasioni: con un cross leggermente corto per Totti; con un tiro (o un cross) a sfiorare il secondo palo dal limite dell’area piccola dopo un lancio sensazione del capitano; conquistando la punizione dal limite trasformata dal numero 10 con un siluro imprendibile e con un destro al volo da fuori area sul finale della prima frazione, che Akinfeev smanaccia come può in calcio d’angolo. Se in fase offensiva è attivissimo per gran parte della gara, in fase difensiva si dimostra all’altezza della situazione, non perde mai un contrasto ed è sempre puntuale nelle diagonali. Regala forse un metro di troppo a Berezutski che a 20 secondi dalla fine sigla il pareggio con quel cross maledetto che non fa dormire sonni tranquilli all’ambiente giallorosso, ma dopo una partita di alto livello ed una palla persa scioccamente a centrocampo da Strootman, ripetiamo a 20 secondi dalla fine, beh sarebbe ingiusto puntargli il dito contro.

IL PEGGIORE: Gervinho

A differenza di quando spaccò la partita nella gara d’andata con le sue accelerazioni improvvise, Gervinho in quel di Mosca è sembrato tutto fuorché Gervinho. L’attaccante non si è mai reso pericoloso per i difensori russi, non riuscendo in quelle giocate da cartone animato che lo hanno sempre contraddistinto. Quando è in giornata la Roma ha una freccia, quando è fuori forma, la Roma ha un ago in mezzo al campo che non punge ma da’ solo fastidio più ai suoi che agli avversari. Esce dal campo al minuto 77 lasciando il posto ad Iturbe, forse penalizzato dalla temperatura (-10) per lui inadatta, nato in Africa, nel regno del sole.

Leonardo Esposito (Twitter @Lnrd_Spst)

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