CORRIERE DELLO SPORT Garcia, un Destro al campionato

Destro esulta

(M. Eangelisti) E’ stato via. Ma era già tornato. Sepolto dieci ore al giorno a Trigoria, da prima che finisse l’estate, a farsi massaggiare i muscoli delle gambe, a toccare il ginocchio infortunato pregando di non sentire sotto le dita nulla di strano, sporgenze, gonfiori, nuovi segnali di un intermittente calvario.

Mattia Destro da ieri ha ripreso il suo posto, là dove deve stare come un leone: ad allenarsi in tutto e per tutto con il gruppo dei giocatori giallorossi. Dopo nove mesi nei quali, come il vento, non sapeva quale fosse il suo posto e viaggiava dalle terme di Sirmione ai campus medici di Barcellona agli impegni pubblici di Roma. Viveva la sua vita sospesa di giocatore di calcio (…). Qualcuno tra l’artroscopia al menisco del 26 gennaio, il rientro frettoloso di metà anno, il derby storico e infausto di fine maggio, la convocazione per l’Europeo Under 21 ha sbagliato qualcosa, ma Destro non saprebbe dire chi e preferisce prendersela con se stesso: «Sceglierei strade diverse. Oggi però m’interessa soltanto ciò che sta accadendo e ciò che accadrà nel prossimo futuro. E’ già abbastanza faticoso così» .

(…) A Garcia serve. Ne ha bisogno per tornare a colpire duro un campionato che sembrava sull’orlo del ko e invece continua a muoversi sul tronco appoggiato alle corde, rifiutando di arrendersi.

SEMPLICE – Uno come Destro è sempre utile e diventa indispensabile se succede, com’è successo, che Totti marchi visita a lungo.(…)
Intanto Destro corre, salta, scarta paletti e gioca partitelle a Trigoria, dove neppure si sono accorti del suo ritorno all’attività. Era come se non fosse mai stato via. Lo hanno visto a pranzo, lo hanno osservato ridacchiare alle prese per i fondelli da parte di Alessandro Florenzi, al quale lo legano oltre che i naufragi della Roma dello scorso anno anche la più tranquilla navigazione con la Nazionale Under 21. Ma come cammini? diceva Florenzi a Destro quando s’incontravano per i viali del centro sportivo e il secondo trascinava la gamba sinistra.
Lo hanno sentito anche fraternizzare con i nuovi arrivati, scherzare con Maicon quando entrambi giravano con la valigetta della fisioterapia, ma guardaci, non sembriamo due lavoranti che si portano dietro la gavetta? Padrone di casa con i giocatori appena arrivati, fratello di disavventure con quelli che c’erano, ma insomma mai lontano dalla Roma, alla quale deve ancora dare quel che valgono i 16 milioni del suo acquisto. Non è stata colpa sua, ma vuole sia suo il merito di quel che verrà.
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