ASTRI NASCENTI Andros Townsend, sterzate, dinamismo e profondità per l’esterno mancino del Tottenham (VIDEO)

Andros Townsend

Nome completo: Andros Darryl Townsend
Data di nascita: 16.07.1991
Luogo di nascita: Walthamstow
Età: 22
Altezza: 1,83
Nazionalità: Inghilterra
Ruolo: Centrocampo – Ala sinistra, ala destra
Piede: sinistro
Numero maglia: 17
Valore di mercato: 6.500.000 €

Andros Townsend é un calciatore inglese di origini cipriote e giamaicane, esploso quest’anno tra le fila del Tottenham, club dal quale in passato ha rischiato di separarsi in più di un’occasione. Dopo aver girovagato per diverse città inglesi in prestito, il ragazzo di ritorno alla casa base, complice qualche circostanza fortunata é stato lanciato quasi per caso da Villas Boas divenendo titolare inamovibile fino a guadagnarsi il posto in nazionale, con la quale é andato in gol all’esordio contribuendo a portare la selezione di Hodgson ai mondiali attraverso due buonissime prestazioni contro Montenegro e Polonia.

CARATTERISTICHE TECNICHE – Townsend, classe ’91, è un centrocampista esterno, appartenente a quella scuola inglese, in grado di sfornare illustri interpreti nel ruolo di ala, basti pensare a Beckham, Lennon, Walcott ma anche ai gallesi Bale e Giggs affermatisi proprio nella massima divisione inglese. Mancino naturale, l’esterno britannico può giocare indipendentemente sia sull’out sinistro che destro, posizione dalla quale, schierato con il cosiddetto piede opposto riesce a far valere l’attitudine ad accentrarsi per liberare il tiro costituendo un’autentica spina nel fianco per le difese avversarie.

Nelle sue disponibilità rientrano tutte le prerogative dell’ala moderna: molto veloce ed agile nello stretto, il calciatore del Tottenham possiede requisiti fisici di prim’ordine, 183 cm di altezza, distribuiti su 80 kg di muscoli. Una conformazione fisica che lo rende imprendibile quando parte in progressione, anche in virtù di eccellenti proprietà tecniche nell’uno contro uno. Serpentine, accelerazioni e sterzate improvvise ne caratterizzano il repertorio così come il movimento senza palla, efficace in profondità sia nel guadagnare il fondo per il cross che nei tagli verso il centro. Esuberanza fisica associata ad un grande talento, propensione all’assist per i compagni sono le evidenti qualità di questo giovane frenato in passato soltanto da qualche limite caratteriale che ha rischiato di relegarlo in una dimensione sottostimata rispetto alle sue reali potenzialità.

CARRIERAAndros Townsend é nato a Walthamstow il 16-07-1991. Suo padre é originario della Giamaica ed allena nelle serie minori mentre il suo nome presenta chiare estrazioni elleniche, essendo la nonna materna cipriota. Il ragazzo ha emesso i primi vagiti calcistici proprio nel suo attuale club, il Tottenham Hotspurs con il quale iniziò a giocare all’età di 9 anni. La sua carriera professionistica é stata connotata da continui cambi di maglia, ben 9 a dispetto della giovanissima età, variazioni che hanno determinato un incremento del tasso di esperienza senza intaccare la sicurezza di questo esterno dalla personalità pronunciata e dal carattere variopinto.

Nella stagione 2008/2009 Townsend, non ancora maggiorenne, approda allo Yeovil Town, club con il quale disputa la League One, equivalente della Serie C italiana, totalizzando 10 presenze coronate da un gol, siglato nella sfida casalinga persa contro l’Hartlepool per 3-2.

L’anno seguente si interessa a lui il Leyton Orient, altra compagine della League One con la quale l’esterno offensivo si mette in luce assemblando 22 gettoni conditi con un assist e 2 reti, decisiva quella di destro messa a segno nella vittoria di misura contro il Millwall. Il suo carattere instabile tuttavia sancisce il divorzio dal club londinese nella sessione di gennaio quando Townsend approda al Milton Keynes Dons, anch’esso partecipante alla League One. Con la nuova divisa il giovane di proprietà del Tottenham continua d esprimersi su buoni livelli siglando 2 reti e due assist in 9 presenze. La sua esperienza nella terza divisione inglese si conclude quindi con 41 presenze contornate da 5 reti e tre assist. Un bottino che unito agli interessanti numeri esibiti dal ragazzo sollecita le attenzioni di alcuni club di Championship, ovvero la Serie B inglese. Nello stesso anno Townsend entra a far parte della selezione Under 19 inglese senza tuttavia brillare eccessivamente, 4 presenze e nessuna perla da ricordare.


IL MANCATO TRASFERIMENTO A MILLWALL – La prima squadra a spuntarla é l’Ipswich accordatasi con gli Spurs per il prestito secco. L’avventura con i Tractor Boys non é foriera di grandi soddisfazioni per Andros, il quale al termine di 13 gare disputate ed appena una rete, fa ritorno al Tottenham. Il 9 gennaio del 2011 il talento inglese scende in campo nella sfida di FA Cup tra gli Spurs ed il Charlton, schierato in qualità di ala sinistra. In quel giorno il ragazzo realizza la sua prima rete a White Hart Lane di destro. Dopo la breve parentesi corredata da un gol alla casa madre, il ragazzo viene girato nuovamente in prestito, stavolta al Watford. Un’esperienza lampo quella in maglia giallorossa dalla quale si separa a distanza di appena un mese dopo 3 presenze ed un assist. A marzo Townsend si trasferisce in prestito al Millwall che gli garantisce un impiego maggiore, consentendo al calciatore di ritrovare la serenità adatta per esprimere il suo talento. Il centrocampista natio di Walthamstow non delude la fiducia riposta in lui, firmando 2 gol ed altrettanti assist in 11 gare con indosso la casacca dei Lions. Le sue prestazioni crescono nel 4-2-3-1 disegnato dal manager Jackett tanto da convincere la dirigenza del club del sud est di Londra ad inoltrare al Tottenham una proposta di 500.000 sterline per acquisirne il diritto alle prestazioni sportive a titolo definitivo.

IL PRIMO GOL EUROPEO E LE LACRIME – Le carriere dei calciatori passano spesso dalle decisioni di manager e direttori sportivi, non fa eccezione quella di Townsend, ragazzo dal carattere difficile ma di indiscusso talento le cui punte caratteriali necessitano di una temperata nel tempo per plasmare un formidabile calciatore. I vertici dirigenziali degli Spurs rifiutano la proposta, dimostrando di credere nella giovane ala che inizia la stagione 2011/2012 tra le fila del club londinese, senza mai scendere in campo in Premier League, giocando però il girone eliminatorio di Europa League per far rifiatare le prime linee. L’allora ventenne esterno inglese da prova di grande duttilità venendo impiegato inizialmente da terzino sinistro per poi scalare sulla linea dei centrocampisti. Il 15 dicembre 2011, segna il suo primo gol europeo, il secondo in maglia Spurs, nella partita di Europa League contro lo Shamrock Rovers. Una dedica particolare, di un commosso Townsend indirizzata al fratello scomparso dieci anni prima in un incidente stradale.

Nella sessione invernale la società decide di trovare una nuova sistemazione al calciatore, ancora in prestito, questa volta al Leeds, squadra militante in Championship, per osservarne i margini di crescita. Altra esperienza fugace con i Peacocks poiché Townsend incontra diverse difficoltà nell’ambientamento scendendo in campo appena in 6 occasioni. Al debutto in maglia Whites, il calciatore confeziona subito un assist e viene nominato uomo partita. Il primo ed unico centro della sua parentesi a Leeds si consuma nella sfida vinta 3-2 contro il Doncaster Rovers.

Nella sessione invernale il calciatore chiede la cessione, trasferendosi così in una nuova compagine della Championship, il Birmingham. Con la casacca dei Blunoses Townsend diviene subito un elemento cardine dell’infrastruttura di gioco di Mister Hughton, collezionando 16 presenze adornate da 4 assist vincenti. A fine stagione torna a Londra dove fatica non poco a trovare spazio, rimanendo di frequente a scaldare la panchina per subentrare in scampoli di partita, facendo la spola tra L’Under 21 degli Spurs dove eccelle con reti ed assist e la prima squadra, nella quale é relegato in disparte. Il tecnico lusitano Villas Boas lo considera una componente del suo progetto tattico. Tuttavia il numero 17 sembra ancora troppo acerbo per fornire il giusto contributo, chiuso peraltro da gente come Lennon e Bale.

Visto il poco utilizzo, appena 3 presenze, tutte da subentrato nei minuti finali, nel mese di gennaio il manager degli Spurs avalla la scelta di spedirlo in prestito per maturare ulteriore esperienza, stavolta in Premier League. Per il calciatore nessun brusco cambio di abitudini – risultato deleterio in passato per i suoi progressi – poiché finisce al QPR, club londinese allenato da Redknapp. Sotto l’egida dell’esperto tecnico inglese il calciatore sboccia trovando la sua collocazione ideale nel ruolo di ala destra, brillante intuizione di Redknapp per le sorti del giovane calciatore inglese. Con la maglia delle “Guardie della Regina” Townsend si mette in evidenza racimolando 12 gettoni, impreziositi da 2 reti e due assist. Memorabile la prestazione contro il il Sunderland nella quale, sempre da ala destra, sigla una rete e serve due assisti partecipando in maniera determinante al 3-1 dei suoi. L’elevato rendimento offerto nel corso della stagione convince il selezionatore dell’Under 21 inglese ad aggregarlo al gruppo, con il quale disputa 3 gare valide per le qualificazioni agli Europei di categoria.

LA SOSPENSIONE PER GIOCO D’AZZARDO E L’ESPLOSIONE – Quando tutto sembra propendere in direzione favorevole al talento inglese, il ritorno al Tottenham viene macchiato dall’ennesimo incidente di percorso, testimonianza di un carattere complicato, vero freno alla fioritura di questo calciatore:
La FA lo multa per un importo di 18.000 sterline accompagnando la sanzione amministrativa ad una sospensione di tre mesi per una grave infrazione al regolamento della Football Association, (“Your reputation, your responsibility, your career”).

Motivo del provvedimento, l’attitudine del calciatore al gioco d’azzardo, attività al quale il ragazzo si è sempre professato avulso, benché la presenza di diversi software applicativi dedicati alle scommesse rinvenuti sul suo smartphone, sembri smentire nettamente la tesi innocentista sostenuta da Townsend.

Questo grave episodio non interrompe la predestinata ascesa dell’esterno mancino il quale al termine di tre mesi di calvario può beneficiare di quella che i greci chiamano Kairos, ovvero la circostanza fortunata, il giusto momento: Un infortunio occorso a Lennon contestualmente alle carenze strutturali di una rosa in via di definizione dopo la cessione di Bale, a quei tempi vero e proprio cantiere aperto, suggerisce a Villas Boas, “obtorto collo” di fare del calciatore un titolare ad interim. Townsend coglie l’attimo fuggente vedendo la luce dopo i ripetuti prestiti, le difficoltà ambientali, i freni derivanti dai suoi comportamenti poco etici lontani dal campo. L‘ala inglese estrapola tutto il bagaglio di esperienza conquistato in anni difficoltosi, convertendo la rabbia ed i duri sacrifici in prestazioni formidabili. Dalla seconda di campionato il creativo e profondo esterno d’attacco é divenuto inamovibile per Villas Boas, realizzando una rete ed un assist in campionato, arricchendo il suo score con una rete e due assist in Europa League. Le sue performance appaiono così efficaci da convincere Hodgson, Dulcis in fundo, a dargli una chance in nazionale per fornire alla selezione inglese l’energia necessaria allo sprint finale per approdare ai Mondiali, in programma in Brasile a partire dal Giugno 2014. Neanche a dirlo Townsend cavalca l’onda dell’entusiasmo offrendo sontuose prove nelle sfide decisive contro Il Montenegro e la Polonia, giocate entrambe da titolare, siglando la sua prima rete in maglia inglese, proprio al debutto contro la selezione montenegrina, ad appena 22 anni e due mesi.

VALUTAZIONE – La recente deflagrazione del talento britannico ha incrementato esponenzialmente le sue quotazioni di mercato che si attestano all’incirca sui 6,5 milioni di euro, una cifra decuplicata rispetto a due anni fa. Il calciatore inglese ha di recente firmato il prolungamento contrattuale con la società del presidente Levi, legandosi agli Spurs fino al 2017 per un onorario di 15.000 sterline a settimana. Difficile quindi ipotizzare che il Tottenham e Villas Boas possano privarsi di un calciatore di simili qualità e così grandi margini di miglioramento, considerati i 22 anni di età che rimandano ad un futuro luminoso minato unicamente dalle sregolatezze della sua variegata personalità finora gestita proficuamente dal tecnico lusitano.

A cura di Danilo Sancamillo

Twitter: @DSancamillo

 

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