INTER-ROMA Bonolis: “Sarà una partita combattuta. Totti è un campione ma non lo porterei ai Mondiali”

Paolo Bonolis

Il conduttore televisivo Paolo Bonolis, romano ma di fede calcistica interista, ha parlato del suo derby personale che andrà in scena sabato sera a San Siro:

Che partita sarà Inter-Roma?

“Due squadre che hanno le loro inaspettate ambizioni. Ci daranno dentro perché entrambe hanno scoperto la possibilità di essere due squadre importanti. Hanno un unico impegno il campionato e poi più avanti la coppa Italia. Sarà una partita combattuta: la Roma cercherà di mantenere il primato, l’Inter dovrà far bene per tentare di raggiungere al termine del campionato un posto in Champions”.

Hai visto giocare la Roma di Garcia?

“È una squadra che imposta molto bene il gioco. Ha una difesa robusta, un bellissimo centrocampo, due proposte offensive molto interessanti Ljajic e Gervinho. L’ivoriano è un giocatore fastidioso per gli avversari, veloce, non ha paura dell’uno contro uno. La Roma gioca bene ma quello di Garcia non è un gioco spregiudicato bensì molto equilibrato. Ha avuto un calendario finora abbastanza facile, bisognerà vederla sabato contro l’Inter”.

Convocheresti Totti in Nazionale?

“Se io fossi Prandelli no, non lo porterei ai mondiali, perché il ct sta creando una Nazionale con un altro tipo di gioco. Francesco ha dei piedi benedetti da Dio ma è un po’ indolente nella fase di recupero palla”.

Che idea ti sei fatto della trattativa Inter-Thohir? Fiorello non sembra essere contento…

“Fiorello non è contento? Evidentemente non lo conosce. Moratti ha preteso delle clausole che tutelano l’Inter. Per l’indonesiano è una operazione commerciale, ma il calcio resta comunque una passione e quando si fa un investimento di denaro sul calcio non si può non tener conto della passione. Sono favorevole perché Moratti non l’avrebbe fatto se non fosse stato necessario, non solo per se stesso ma per l’Inter”.

Come ti spieghi questa metamorfosi di alcuni giocatori nerazzurri rispetto alla scorsa stagione?

“Alvarez è diventato un giocatore disponibile al gioco, al sacrificio e alla corsa. Ha iniziato ad alzare la testa: è sicuro ed incisivo, vede i compagni e questo l’ha imparato a fare quest’anno. Jonathan è diventato più evidente perché è il gioco di Mazzarri che richiede un forte impegno alle ali. È un buon giocatore ma non un campione, perché già contro la Juventus è un po’ scomparso dal gioco. Pereira è un calciatore mediocre. Dicono ha cento polmoni? Ok, se ne vendesse un po’ e si comprasse un cervello”.

Fonte: Centro Suono Sport

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