GAZZETTA DELLO SPORT De Rossi: “L’Italia del calcio indietro 20 anni. Osvaldo via dalla Roma? Perderemmo un campione”

D. De Rossi

(S.Vernazza) – Quando parla De Rossi, la conferenza stampa non finisce mai zero a zero. C’è Italia-Argentina sullo sfondo, ma siamo nel ventre dell’Olimpico e Daniele De Rossi viene sollecitato sulla Roma e su Roma. Si parte dalle tensioni romane per arrivare a dura conclusione: il nostro calcio è arretrato. «L’Italia del calcio è indietro di dieci o vent’anni, rispetto a Inghilterra, Germania e Spagna e presto anche alla Francia. Qui l’amore è eccessivo, il pallone da noi è una delle prime motivazioni per le quali vivere. Facciamo buoni propositi, poi ci gonfiamo in estate per il trofeo Pizza e Fichi perché magari ci sono dei conti in sospeso. Non siamo pronti per una conferenza congiunta alla vigilia di un derby Roma-Lazio, basti ricordare quello che è successo a Pjanic. Dopo la finale di Coppa Italia (l’ultimo derby romano, vinto dalla Lazio, ndr), Pjanic aveva detto di essere dispiaciuto per la sconfitta e però di essere contento che il gol partita l’avesse segnato il suo amico Lulic: ha ricevuto un sacco di insulti. Non so se basterà il messaggio del Papa a migliorare la situazione. Non è stato un bel periodo, quella sconfitta brucia ancora. Devo riconoscere che loro nei festeggiamenti sono stati abbastanza corretti, noi avremmo fatto di peggio. A Milano, Torino e Genova non vivono la rivalità in maniera così aspra come a Roma: là si scambiano i giocatori, cosa che da noi è impensabile. È un modo di vivere diverso, non voglio dire che sia arretrato. È anche un discorso generale. In Italia giochiamo d’inverno a Verona alle nove di sera. Sarebbe più bello se a gennaio facessimo vacanza come la Serie B. Faccio però parte di questo calcio, il cui campionato resta il più difficile ed equilibrato».

IO E LA ROMA «Sono parte integrante della Roma e la Roma sarà sempre parte integrante della mia vita. Possono dirmene di tutti i colori, ma non che non parli chiaro. Presto dirò tutto. Se nelle ultime due stagioni non ho fatto bene è anche colpa della squadra, non sono certo io la palla al piede. Sono felice: faccio il lavoro più bello del mondo, sono pagato benissimo, vivo a casa mia, ho tutte le persone care a dieci minuti di distanza. Non sono felice se penso alle ultime due stagioni calcistiche. Se dovessi lasciare la Roma, correrei all’estero, non potrei mai giocare in un’altra squadra italiana».

IO E OSVALDO  «Se Osvaldo andrà via, perderemo un grande giocatore e checché se ne dica un bravo ragazzo. Sono amico di Daniel e sono felice se lui è felice. Se ci lasciasse, perderei un amico e un inquilino diligente (Osvaldo vive in una casa di De Rossi, ndr). Non so quello che vuole fare, non voglio metterci bocca, ma ci sono dei chiari movimenti da parte sua e della società. Spero che stasera non venga fischiato da una parte del pubblico, che venga incitato come giocatore dell’Italia. Noi perderemmo un grande giocatore… Immagino che cosa succederebbe se dicessi: loro perderebbero… No, è giusto il mio plurale».

IO E L’ITALIA «In Nazionale mi trovo benissimo, tatticamente e come ambiente, ma ho fatto dei buoni campionati anche senza Prandelli, con tutto il rispetto. In Confederations l’Italia ha dimostrato di essere al livello delle nazionali più forti. L’Argentina è tra le prime al mondo, ha giocatori molto forti e tenaci. Mi dispiace che non ci sia Messi, l’avrei affrontato per la prima volta: spero di avere un’altra occasione in futuro. Sarà lo stesso una bella partita».

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