IL TEMPO A volte ritornano. Ci toccherà ancora la Spagna

De Rossi Spagna

(G. Giubilo) – Ci toccherà la Spagna, come previsto, ma il Brasile ha dovuto soffrire molto, finale tutto azzurro a nobilitare questa sfida, ma i padroni di casa soffriranno con l’Uruguay. Menomati e stanchi, gli italiani non sono stati inferiori ai verdeoro. Nove titoli mondiali in campo al Fonte Nova di Salvador de Bahia, ma non siamo ai livelli delle tante sfide leggendarie. Qui si giocava soprattutto per designare l’agnello sacrificale destinato, nella semifinale, alle fauci fameliche dei lupi spagnoli: che ormai, a qualsiasi età, sbranano il mondo. Un evento sportivo che, però, non può far passare in secondo piano il montare della protesta di un popolo che ha guadagnato tante posizioni nella scala sociale, ma denuncia ancora difficoltà e contraddizioni. Il «panem et circenses» che in tempi lontani offriva uno scudo agli imperi decadenti, non basta più.

Il Brasile ha contratto un pesante debito accollandosi in due anni l’ospitalità di avvenimenti come il Mondiale di calcio e l’Olimpiade estiva. Anche l’esercito mobilitato per garantire la sicurezza dei protagonisti, e quella dei tifosi che hanno voluto privilegiare l’appuntamento sportivo. Non il clima migliore, insomma, per questo atto conclusivo della fase a gironi della Confederations, che Cesare Prandelli ha dovuto affrontare con rimedi d’emergenza, risorse alletiche al lumicino e centrocampo senza Pirlo e De Rossi. Per i sostituti, avvio da incubo, Aquilani regala palloni, Montolivo si fa male e lascia il posto a Giaccherini, poi Abate deve uscire con la spalla sconciata, dentro Maggio. Neanche i brasiliani incantano, qualche numeretto di Neymar, ma a decidere in pieno recupero del primo tempo è Dante, che aveva rilevato David Luiz azzoppato.

Inutile miracolo di Buffon, tap-in vincente del difensore del Bayern, forse in fuorigioco. Tanta difesa, da parte dell’Italia, ma fretta e approssimazione nei rari contrattacchi, Balotelli abbandonato a se stesso non può fare miracoli. Tra i nuovi scelti da Prandelli, Candreva meglio di Diamanti, quasi sempre preceduto da Luis Gustavo. Ad alzare il livello tecnico, gli splendidi gol della ripresa, a partire dal pareggio, sinistro micidiale di Giaccherini su geniale tacco volante di Balo. Poi Neymar, artista del tuffo ma anche della balistica, trova l’incrocio su punizione, ma bellissimo anche il sinistro di Fred. Chiellini rimette in corsa l’Italia in mischia. Anche il Faraone a caccia di un pari comunque inutile, Fred fa doppietta e chiude lì

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