LEGGO Roma, Osvaldo più Destro

Osvaldo gol

(F.Balzani) –  Destro o Osvaldo? No, stavolta Destro e Osvaldo. Contro il Chievo, stasera all’Olimpico, Andreazzoli è intenzionato a proporre per la prima volta dall’inizio la coppia impossibile. «Sono simili come caratteristiche, ma credo possano giocare insieme. Lo dovremo verificare in gara», ha anticipato ieri il tecnico che – in vista del trittico di ferro contro Milan, Napoli e Lazio – ricorrerà a un massiccio turn-over. «Sì, lo faremo – ha confessato Aurelio – Possibile anche un turno di riposo per Totti e Lamela, valuterò in queste ore». Il capitano nel secondo tempo contro la Fiorentina è apparso stanco mentre l’argentino è diffidato e potrebbe sedersi in panchina per non correre il rischio di saltare la trasferta di Milano.

Incertezza anche tra i pali con Lobont intenzionato a giocare nonostante la frattura al setto nasale: «Conoscendolo non metterà neanche la mascherina. Goicoechea comunque ha fatto vedere quanto vale, a Firenze abbiamo vinto grazie a lui». Chi è certo di un posto è sicuramente Osvaldo (stasera 100 in A), rinato dopo i 5 gol nelle ultime 4 partite. «Ho influito moltissimo sul suo recupero psicologico. Sabato sera mi ha abbracciato fortemente dopo la partita ma non c’è stato bisogno di dire niente di particolare».

Andreazzoli si aspetta dalla sua squadra una conferma dopo la vittoria a Firenze che ha messo una piccola ipoteca sull’Europa: «Per quello che ho visto in allenamento mi aspetto una prestazione di alto livello. Anche prima di Pescara e Palermo eravamo in una condizione di questo tipo però». Il tecnico, dopo aver sottolineato che la distanza che separa la Roma dalla Juventus non è quella indicata dalla classifica, ha evitato di parlare del suo futuro: «Mi preoccupo solo di fare meglio di quello che ho fatto oggi. Abbiamo fatto miglioramenti impressionanti, basta esaminare i numeri e non solo. Ci sono anche gli atteggiamenti che io esalto sempre. Ho un gruppo di persone che si vogliono bene». Poi lancia una proposta: «Noi allenatori possiamo parlare alla squadra prima della partita e poi solo dopo il primo tempo, roba da età della pietra. Ci vuole almeno un time out per tempo».

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