AS ROMA Righetti: “Con Allegri la Roma farà divertire”

Ubaldo Righetti

Massimiliano Allegri e Ubaldo Righetti si sono conosciuti a Pescara agli inizi degli anni Novanta. Era il Pescara di Giovanni Galeone, che conquistò l’ultima promozione in serie A dopo quella di Zeman della stagione scorsa. Ecco le parole dell’ex difensore giallorosso:

Di Allegri si parla molto a Roma… per la Roma

«Se ne parla e sono contento per lui. Max intravede nella Roma un potenziale enorme, non ha mai nascosto la simpatia per la piazza, gli piace il contorno, il calore dell’ambiente. Intuisce che si può costruire una squadra importante. Poi lui non vive rinchiuso dentro casa, ama conoscere il contesto intorno alla squadra, per quanto è possibile. E poi la figlia è nata a Roma».

Secondo lei tra Allegri e la Roma c’è già qualcosa?

«Qualche contatto sono sicuro che c’è stato e c’è, soprattutto con Ricky Massara. Ma non solo. Su Allegri c’è la Roma e anche un’altra squadra italiana, sono sicuro anche di questo. E poi Max potrebbe essere coinvolto anche in un movimento di panchine a livello europeo».

Com’è la sua situazione al Milan? Resta o va via?

«E’ tutto possibile. Anche che possa essere lui ad andarsene a obiettivo raggiunto. Le dichiarazioni continue del presidente nei suoi confronti pesano e Allegri da questa situazione ne trae risorse infinite, a dimostrazione del grande carattere. Non è da un giorno che questa situazione va avanti, ma Massimiliano è riuscito ad essere impermeabile, anche con l’aiuto di Galliani, alle critiche. E’ lui che va in campo, che si confronta con la squadra. I giocatori sentono gli umori, che possono avvertire il malumore e il disagio del tecnico. Invece i giocatori del Milan stanno dando qualcosa in più anche nei suoi confronti. Allegri ha fatto un grande lavoro. Ha valorizzato giocatori come Constant che era al Genoa, El Shaarawy era in B, Zapata era scomparso. De Sciglio lo ha lanciato lui, come Niang e ha riportato Montolivo a certi livelli. Sta centrando un grande obiettivo con una squadra che è stata smantellata e rifatta, ha ridato credibilità a un gruppo, ha fatto crescere l’autostima»

Negli ultimi tempi si è un po’ allontanato dal 4-3-3, che fa parte del suo dna

«Lo ha fatto quando mancavano sette-otto giocatori. Introdurre modifiche tattiche vuol dire trasmettere un input alla squadra, per prestare più attenzione, evitare rilassatezza. Ha giocato con il 4-3-1-2 o la difesa a tre in situazioni di emergenza, ora la squadra può esprimersi con il 4-3-3 con più equilibrio. Comunque Allegri adatta il modulo alle caratteristiche dei giocatori».

Si parla molto del fatto che ad Allegri piaccia la Roma, ma ci dica la verità: che idea ha della squadra giallorossa?

«Ritiene che ci siano ottimi giocatori. Senza fare nomi considera la rosa molto competitiva. E con pochi accorgimenti crede che possa competere per qualcosa di importante in Italia».

Immagini di andare a una festa di tifosi della Roma e provi a presentare Allegri

«Se è una festa privata è possibile che si sbottoni la camicia, se è una festa in piazza rimane più posato, parla sottovoce. E’ ancora un ragazzo, fin quando avrà questo istinto ribelle di continuo fermento, continuo movimento trarrà vantaggi lui e chi allena. La sua qualità migliore è l’intuizione, in campo e nello spogliatoio».

Lo descriva come allenatore

«E’ bravo a leggere la partita, a cambiarla in corsa, a cambiare posizione a un giocatore. Ha la capacità di convincerlo per portarlo a dare il massimo. Ha intuizioni singole o nel collettivo».

Come gestisce lo spogliatoio?

«E’ uno diretto, parla chiaro ai giocatori, perchè rimandare significa creare un altro problema. E’ leale con i giocatori e sdrammatizza davanti al pubblico».

Una domanda ricorrente. Perchè Allegri dovrebbe lasciare il Milan per venire alla Roma?

«Lì ha solo un anno di contratto e questo non basta per avere potere all’interno dello spogliatoio. Con un contratto più lungo acquisisci più forza. E poi la Roma sembra poter costruire una squadra in prospettiva e diventare molto competitiva».

E Allegri come uomo che tipo è?

«Di grande equilibrio, un giocherellone in senso positivo, ha la battuta pronta, ma sa anche essere pungente. Nel lavoro non serve essere un sergente di ferro, ma bisogna saper dire le cose giuste ai giocatori. E’ molto sveglio, coglie le sfumature più sottili».

Un suo giudizio, per finire, da osservatore esterno

«Io dico che la Roma con Allegri farebbe la scelta giusta, pur riconoscendo grandi valori ad Andreazzoli, che ha fatto vedere cose positive. Ad altri allenatori danno un anno di tempo, perchè lui viene giudicato solo dopo tre mesi? Non è giusto. L’ho conosciuto, ha grandi capacità, grandi valori, ci siamo confrontati sotto l’aspetto tattico, mi faceva i complimenti per come commentavo le partite della Roma»

Allora, se Allegri viene alla Roma torna anche Righetti?

«Non succederà mai, lui sta bene così come sta e io posso dire lo stesso, per quanto mi riguarda».

Fonte: Corriere Dello Sport

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