CORRIERE DELLA SERA Derby di giorno “No alla partita a porte chiuse”

Giovanni Malagò

(G. Piacentini) – Dopo gli incidenti di lunedì scorso, l’eventuale derby in finale di Coppa Italia tra la Roma e la Lazio sta già diventando sempre di più un caso spinoso. Dopo le dichiarazioni dei giorni scorsi, ieri il Prefetto Giuseppe Pecoraro, è tornato sull’argomento. «Non possiamo – le sue parole – militarizzare gli stadi. Ci sono dei delinquenti, che creano disordini, non è possibile che si esca con bombe carta e coltelli. Finale a porte chiuse o in altra sede? Io ho solo chiesto, in caso sia Roma-Lazio, di farla di pomeriggio ».

Molte le reazioni. «Bisogna risolvere – le parole del presidente del Coni, Giovanni Malagò – una volta per tutte il problema. Il Coni si atterrà alle disposizioni della Prefettura, ma penso che giocare a porte chiuse o spostare la sede siano una sconfitta per tutti. La realtà è quella che è, ma l’argomento va aggredito e non aggirato». «Sono d’accordo con il Prefetto – le parole del sindaco Gianni Alemanno – nel non far giocare più il derby di sera. Bisogna fare uno sforzo affinché le scelte della Figc e della Lega siano fatte con grande attenzione per l’immagine della città. Sono però contrario a far giocare il derby a porte chiuse, diventerebbe una sconfitta, un’ammissione di non essere in grado di saper controllare l’evento». Puntano il dito contro le forze dell’ordine, invece, Paolo Cento e Francesco Storace. «Quanto è accaduto – le parole del presidente del Roma Club Montecitorio – è la dimostrazione che le “zone rosse” non risolvono i problemi, anche perché gli incidenti sono avvenuti di pomeriggio e con la luce del sole. Chiudere l’Olimpico sarebbe la cosa più sbagliata, servono forme di prevenzione e controllo più efficaci, le forze dell’ordine si attrezzino per evitare che accadano episodi del genere». Infine Storace: «Vorrei sempre stadi pieni e pacifici. Ma se la cosa pare diventata impossibile in questa città,

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