IL ROMANISTA Ricci di rigore, Ternana ko

(V. Meta) – Ci vuole un calcio di rigore di Matteo Ricci a nove minuti dalla fine per permettere alla Roma di tornare da Terni con tre punti fondamentali per la scalata ai vertici della classifica: se un mezzo passo falso del Napoli poteva essere preventivabile dopo le fatiche di Coppa Italia, molto meno lo era quello del Palermo, che è andato a pareggiare in casa del Pescara e ha detto addio al primo posto, dove restano da sole Lazio e Ternana, vittoriose contro Ascoli e Lanciano. I giallorossi si portano così a due soli punti dal terzo posto dei rosanero e, sintetizza Alberto De Rossi, «adesso non ci resta che vincere a tutti i costi il derby». Derby in programma nel turno infrasettimanale di mercoledì 3 aprile, quando il campionato riprenderà dopo due giornate di sosta. Il tecnico sopperisce alla contemporanea assenza di Rosato e Calabresi inserendo Boldor al centro della difesa e lascia in panchina Matteo Ricci (al suo posto Battaglia) per un fastidio muscolare, mentre al posto dell’infortunato Bumba c’è Pagliarini.

La Ternana è ben poca cosa, nonostante il fuoriquota del ’91 Meccariello e il ’93 Russo, tornato a incrociare Carboni tre anni dopo la sfida negli Allievi. Fin dalle prime battute si gioca a una porta sola, a cominciare dal sinistro di Frediani dopo una manciata di secondi, parato. È il primo di una serie di tentativi da distanza più o meno lunga che vede alternarsi il numero sette e Federico Ricci, con la variante dell’assist per Ferrante, anche se a colpire il palo è Somma, con un colpo di testa poco dopo la mezz’ora sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il copione non cambia nella ripresa, ma la manovra della Roma cambia marcia con l’ingresso di Matteo Ricci prima e di Ferri poi. Proprio il gemello destro al 21’ pesca Frediani sulla corsa in posizione defilata, controllo, un avversario saltato e conclusione che va a sbattere sul primo palo. Il forcing dei giallorossi continua con Federico Ricci, Cittadino dalla distanza e ancora Frediani, ma a scardinare una porta che sembra stregata è il calcio di rigore procurato da Ferri a dieci minuti dallo scadere e trasformato da Matteo Ricci, bravo a spiazzare Bravini con il destro. Nel finale Ferri non è fortunato e manca per due volte il raddoppio

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