ZEMAN vs GASPERINI Scontro inedito per la nostra Serie A

Zeman

Zeman contro Gasperini: parliamo di uno scontro inedito per la nostra massima serie, tra due dei tecnici che più amano praticare il calcio offensivo in Italia. Sarà una sfida delicata, vista la situazione del Boemo – reduce da due sconfitte consecutive – che non rischia la sua panchina, ma sta perdendo credibilità all’interno dell’ambiente romanista. Gian Piero Gasperini, subentrato a Sannino lo scorso 16 settembre, è reduce da da 4 pareggi consecutivi, preceduti da una vittoria casalinga, ottenuta contro il Chievo (4-1): grazie a questi ultimi risultati i rosanero hanno raggiunto il Pescara ad 8 punti, e sta cercando di tirarsi fuori dalla zona retrocessione.

Gaperini nasce a Grugliasco il 26 gennaio 1958, cresce nella Juventus, sia da giocatore che da allenatore, primo punto in contrasto con il credo di Zeman, che ha sempre – come tutti noi sappiamo – combattuto la sua personale guerra contro il famoso stile-Juve. Da calciatore occupa il ruolo di centrocampista, tra le varie maglie indossate ricordiamo proprio quella del Palermo oltre a quella del Pescara: le due società in cui si è imposto, riuscendo a giocare più di 100 partite con ognuna. Il Palermo nel destino, quindi, per il tecnico cresciuto in bianconero, che dopo quasi trent’anni si è ritrovato in Sicilia; regione cara anche all’attuale tecnico della Roma, che si fece apprezzare proprio nelle giovanili del club rosanero, tra il 1979 ed il 1983 (stesse stagioni in cui Gasperini vestiva quella maglia, in prima squadra), prima di trasferirsi a Licata e poi a Foggia.

Così il centrocampista smette di calcare i terreni di gioco nel 1993, per sedersi sulla panchina della giovanili juventine nel 1994, quando il Boemo vive la sua ultima Zemanlandia foggiana, prima di sedersi sulla panchina della Lazio, per vivere la sua prima occasione alla guida di una grande squadra. La Lazio, altro punto d’incontro nella carriera dei due tecnici: la storia di Zeman è indubbiamente tinta anche di quei colori, Lotito ha invece contattato Gasperini più volte, come anche nell’ultima estate, prima di scegliere Petkovic.

Tra il 2006 ed il 2010 Gasperini si è imposto come tecnico del Genoa, grazie al bel gioco e ad ottimi risultati raggiunti; famoso il suo 3-4-3, caratterizzato dall’alta intensità del suo gioco, dai continui tagli dei suoi attaccanti, supportati costantemente dagli affondi degli esterni. Altra particolarità del suo gioco era costituita dalle sovrapposizioni dei centrali, che spesso cambiavano posizione con gli esterni di centrocampo.

Anche domenica la Roma dovrà cercare di contenere le sovrapposizioni del Palermo, punto di forza del gioco rosanero; la vera differenza la farà la qualità di un altro ‘ragazzino’: Miccoli. Proprio il capitano rosanero, come Totti, rappresenta l’imprevedibilità, colui che può cambiare le sorti di una partita; e i giallorossi, che marcano a zona, potrebbero soffrire i suoi tagli. Zeman punterà ancora forte su Lamela, il più in forma dei suoi ragazzi, l’unico ad aver compiuto realmente passi avanti dal punto di vista del gioco. Il numero 8 si troverà di fronte Garcia, sicuramente il giocatore più lento della rosa avversaria, colui che soffre di più sull’uno contro uno, oltre ad essere il meno dotato tecnicamente.

A cura di Luca Fatiga

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