IL MESSAGGERO La rivincita di Mattia

Destro

(A. Angeloni) – Francesco Totti imbecca, Mattia Destro realizza. Pescara-Roma è in gran parte qui. Sono loro i protagonisti di questo acerbo pomeriggio pescarese. Uno, il capitano, guarda avanti e non manca di criticare la prestazione generale della squadra; l’altro si gode il gol e il risveglio dal torpore e dall’anonimato. Talmente felice, Mattia, che alla fine giocare a destra non è più così terribile.«È stata più una dimostrazione di carattere che una partita. La cosa importante era il risultato e quando porti a casa i tre punti diventa tutto più bello. E in questo senso siamo un passo avanti, visto che era importante proseguire il cammino cominciato con il Torino. Vogliamo dimostrare di essere una squadra veramente competitiva», le parole del capitano, al quale non è piaciuto del tutto il gioco della squadra.

«Non facciamo ancora al cento per cento quello che chiede Zeman. Stiamo cercando di trovare gli equilibri e così possiamo tornare sul palcoscenico che ci compete, quello dell’alta classifica. Continuando con questo spirito possiamo riuscirci. Contro il Pescara troppa sofferenza? Ci può stare, ma la colpa è nostra, dovevamo chiudere prima la partita e le occasioni non sono mancate. Quando vinci fuori casa su un campo così difficile, è di buon auspicio. Dove può arrivare la Roma? Tra dieci giornate faremo il punto della situazione e capiremo quali saranno i nostri traguardi».

Un plauso del capitano va a Destro, autore del gol vittoria e di una buona prestazione. «Se lo merita, è un bravissimo ragazzo e ha un grande potenziale. Abbiamo fatto un ottimo acquisto. Spero diventi sempre più forte», la chiusura del numero 10 giallorosso, migliore in campo insieme con il goleador di giornata.

Ed eccolo Destro, dolorante (caviglia) e felice. «Il gol? Lo dedico a me stesso. È stata una rete pesante in una partita difficile, sapevamo che avremmo trovato un Pescara tosto e siamo molto soddisfatti di questi tre punti». Dopo l’oblio, Mattia è a caccia di attenzioni, in primis da parte di Zeman. Stavolta l’esultanza è stata solo buffa (balletto vicino la bandierina del corner), come quelle di un anno fa a Siena, e non ha rimediato il giallo. «Di solito esulto così, con il Palermo era più rabbiosa, perché non ero riuscito a dare quello che volevo».

E siamo al ruolo: l’esterno destro. Non ci voleva giocare, Zeman lo ha accontentato e ha aspettato – poi godendosela – l’esplosione di Lamela. Ora è toccato a lui, obtorto collo. Risultati? Più che decenti. «Mi sono trovato bene a destra, mi metto a disposizione della squadra e del mister e cerco di dare il massimo in ogni posizione. Quando mi danno la fiducia provo a ripagarla in campo mettendomi a disposizione dei compagni e dell’allenatore. Stavolta credo di esserci riuscito. Purtroppo in questo inizio di campionato non sono riuscito a dare il massimo, spero di farlo nelle prossime partite».

E probabilmente toccherà ancora a lui fino a quando non risorgerà Lamela, che non stava andando affatto male. «Erik è un grandissimo giocatore – conclude Destro – e speriamo di recuperarlo». Sicuro?

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