ZEMAN vs DONADONI Il Boemo cerca il riscatto, nel 2005 vinse Donadoni (VIDEO)

Roberto Donadoni

Zeman contro Donadoni, non è una sfida inedita in Serie A, ma quasi: nell’unico precedente in serie A vinse l’attuale tecnico del Parma per 1-0. Parliamo di un Livorno-Lecce datato 24 aprile 2005, deciso da una rete allo scadere di Cristiano Lucarelli. I due si affronteranno quindi per la seconda volta: una sfida decisamente delicata per il più esperto tra i due, Zeman, mentre il mister dei crociati vive uno splendido momento, fresco di rinnovo contrattuale.

Roberto Donadoni nasce il 9 settembre 1963, nel bergamasco, e cresce calcisticamente proprio nell’Atalanta, squadra con cui gioca 96 partite da professionista – tra il 1982 ed il 1986 – prima di trasferirsi al Milan. Con i rossoneri 263 partite e vince tutto, prima di trasferirsi negli Stati Uniti, per poi tornare nuovamente a Milano. Da calciatore conquista 6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali, oltre alle varie Supercoppe Europee ed Italiane. In quelle stagioni, che vanno dal 1986 al 1996, Zeman vive da allenatore le sue stagioni migliori, trovandosi più volte di fronte proprio quel grande Milan. Nel 2000 il forte centrocampista decide di ritirarsi, dopo una stagione vissuta con la maglia dell’Al Ittihad, per iniziare la sua carriera da allenatore, il tutto mentre Zeman vive al contrario il suo peggiore momento, prima alla guida del Fenerbahce – dove viene accolto da salvatore della patria prima di deludere le aspettative – poi del Napoli, altra piazza in cui il Boemo delude le aspettative.

La carriera in panchina di Donadoni è una continua ascesa, che lo porta nell’arco di poche stagioni dal Lecco alla Nazionale, passando per le ottime annate livornesi. La Federazione italiana, dopo il Mondiale vinto nel 2006, scelse proprio il giovane e promettente tecnico del Livorno, nonostante la scarsa esperienza di quest’ultimo. La sua carriera in azzurro è contraddistinta soprattutto da grandi delusioni, come la sconfitta contro la Francia (3-1) o il pareggio contro la Lituania; sua, inoltre, la responsabilità delle fine del rapporto tra l’Italia e due giocatori rappresentativi come Totti e Nesta, i cui casi sono stati trattati con molta superficialità dal selezionatore. Tra l’altro l’ex giocatore del Milan fu preferito a Zeman: in molti, infatti, spinsero la candidatura del Boemo alla guida della Nazionale dopo il caso Calciopoli, per promuovere una nuova immagine di trasparenza.

A Parma il tecnico si sta definitivamente affermando dalla scorsa stagione, proprio mentre Zeman si sta rilanciando nel calcio che conta, nella speranza di conquistare quel trofeo che tanto manca nel suo palmares.

Donadoni è un tecnico che non ha uno schema ‘fisso’, un modulo a cui si affida a prescindere, ma sa adattare il modulo a seconda del momento e dei ragazzi a sua disposizione. In Nazionale attuava spesso un 4-3-3, poco offensivo a dispetto di quel che si potrebbe pensare, preferendo il contropiede alla costruzione della manovra; domani probabilmente schiererà la squadra secondo un 3-4-3, cercando la di sfruttare la grande spinta dei suoi uomini di fascia. Zeman continuerà con il suo ‘falso’ 4-3-3, con Totti più trequartista che punta esterna, e dovrà cercare di far volgere a suo favore questa situazione di parità numerica. Biabiany e Pabon, schierati ai lati di Amauri, avranno il compito di puntare Dodò e Piris, cercando di sfruttare la scarsa condizione fisica del brasiliano e gli ‘alti e bassi’ del terzino destro paraguiano. Donadoni è un altro amante della marcatura a zona, ma contro Totti è sempre difficile attuarla: uno tra Lucarelli e Paletta avrà il compito di controllare da vicino il Capitano giallorosso, cercando di non ripetere lo stesso errore di Granqvist del Genoa, portato spesso fuori posizione dai movimenti a incrociare del 10 romanista con Osvaldo.

Il video di Livorno 1-0 Lecce

A cura di Luca Fatiga

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