CORRIERE DELLO SPORT Con il Brasile c’è Castan che fa l’esterno

Leandro Castan

(R.Maida) Eccolo. Forte e dominante, direbbe Sabatini che lo ha scoperto e acchiappato in tempi non sospetti. Ora Leandro Castan diventa anche un calciatore internazionale, grazie all’investitura del ct brasiliano Menezes. Debutta oggi, salvo colpi di scena, in un’anonima città polacca, Wroclaw, nell’amichevole contro il Giappone di Alberto Zaccheroni.

DUTTILE –  (…) La curiosità è che nel Brasile, Castan potrebbe giocare terzino sinistro. «Gli è già capitato diverse volte nel Corinthians – ha osservato ieri Menezes – non avrà problemi anche nella Seleçao» . Proprio l’attuale ct ha allenato Castan per un semestre nel Corinthians 2010. Perciò ne conosce bene pregi e difetti. (…)
ESPERIMENTO – Spettatore interessato del test (ore 16) sarà Zdenek Zeman, che non ha mai provato Castan sulla fascia sinistra ma potrebbe scoprire di avere un’opzione in più, aspettando la prima partita di Dodò e la migliore versione di Balzaretti. E’ difficile che rinunci al difensore centrale più efficace e redditizio in una fase tanto delicata per gli equilibri tattici della squadra. Ma più avanti, se Sabatini dovesse portare a Roma un altro difensore – a proposito: adesso circola il nome di Kelic, classe ‘91, croato dello Slovan Liberec -, potrebbe valutare lo spostamento di Castan sulla fascia.
AFFARE – Di sicuro, la Roma non si è pentita di avere speso 5 milioni per acquistare un calciatore che fino alla finale di Coppa Libertadores conoscevano solo in Brasile. Anzi, a Trigoria benedicono la scelta tempestiva. Se avessero telefonato al Corinthians dopo la conquista della Coppa Campioni del Sudamerica, avrebbero rischiato di perdere l’occasione perché altre società si erano affacciate sul balcone brasiliano.
GRATITUDINE – Ma la felicità della Roma è anche la felicità di Castan, che pochi giorni fa ha ringraziato la nuova squadra per avergli consentito di arrivare alla nazionale. Nonostante le difficoltà oggettive della fase difensiva di Zeman, Castan si è calato con personalità e attenzione nel calcio italiano. E se si esclude la disastrosa partita collettiva in casa della Juventus, ha sempre fatto una buona figura. «Si è inserito molto velocemente – nota Aldair – per me i primi sei mesi italiani non furono affatto facili. Per fortuna Leandro era abituato a giocare a zona anche nel Corinthians. Certo, lì magari giocavano con una difesa più protetta…» . (…)
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