CORRIERE DELLA SERA Scommesse, Kutuzov apre un nuovo fronte

Antonio Conte

 (A. Arzilli/A. Ravelli) – Le ultime settimane di campionato, la promozione in serie A già in tasca dopo un anno durissimo. Allenamenti poco intensi, tante serate passate a festeggiare. Mancano due partite prima di andare in vacanza e la prossima è a casa di una squadra «amica»: le tifoserie sono gemellate, un paio di ex compagni sono andati a giocare là. Questo è il clima in cui il Bari arriva — svogliato e senza nessun desiderio di andare in cerca di guai — alla sfida con la Salernitana del 23 maggio 2009. La novità, che è emersa ieri, è che i giocatori avrebbero informato il loro allenatoreAntonio Conte della loro volontà di farsi, per così dire, molto arrendevoli.Di più: gli avrebbero proprio detto che a Salerno la squadra aveva in programma di perdere la partita, per questioni di amicizia con certi ex compagni e per l’alleanza tra le tifoserie.

A rivelarlo, nell’interrogatorio che si è svolto davanti ai procuratori di Bari il 20 agosto, sarebbe stato Vitaly Kutuzov, attaccante di quella squadra. «Ma fino a quando non arriverà la conclusione delle indagini noi non diremo nulla», frena l’avvocato Francesco Andriola. Kutuzov avrebbe però spiegato agli inquirenti che Conte era informato della volontà della sua squadra di «non giocare», il che potrebbe anche far ipotizzare un’omessa denuncia a carico dell’attuale allenatore juventino, già condannato a quattro mesi per il caso di AlbinoLeffe- Siena. Nessun altro giocatore però ha confermato l’episodio, neanche quelli (e sono tanti, da Stellini a Lanzafame ed Esposito) che si sono mostrati collaborativi con la procura.

Lo stesso Conte, sentito come persona informata dei fatti (non è indagato), ha negato di essere stato a conoscenza di qualcosa e ha assicurato di aver motivato la squadra come sempre. Anzi, secondo qualcuno l’avrebbe particolarmente caricata perché si era accorto dello scarso impegno generale. Sul piano penale, conviene ribadirlo, non c’è nulla contro Conte: i giocatori, infatti, si sarebbero ben guardati dal rivelargli un particolare decisivo. E cioè che la loro poca voglia di impegnarsi all’ultima giornata era stata spazzata via del tutto da 160 mila euro consegnati dai giocatori della Salernitana. Soldi che la squadra ha deciso di accettare (ci sono due-tre eccezioni, tra cui Gazzi e Barreto a cui è stato regalato un computer per «legarli » al gruppo) durante una riunione che si è svolta in palestra e che poi sono stati spartiti dopo la gara. E quindi quella partita non è stato un «favore» da sanzionare al massimo davanti alla procura della Figc, ma si è trasformata nell’ancora più grave reato penale di truffa e frode sportiva. Resta da stabilire se, una volta completata la combine, qualcuno l’abbia sfruttata anche per scommettere o abbia passato la dritta sicura. Nei giorni scorsi, dopo le rivelazioni di un altro pentito, Marco Esposito, la procura avrebbe iscritto nel registro degli indagati anche l’ex team manager del Bari Luciano Tarantino, che è già stato interrogato. Ancora non è chiaro se Tarantino abbia partecipato alla presunta trattativa con la Salernitana (che vede un suo dirigente a sua volta indagato) o se abbia solo scommesso sulla sconfitta di quella che, allora, era la sua squadra. In tutto gli indagati sono una ventina: ieri sono stati interrogati gli ex centrocampisti del Bari Ivan Rajcic e Raffaele Bianco che si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

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