AS ROMA Rocca: “Io allenatore in serie A? Solo se mi danno carta bianca”

Francesco Rocca
Francesco Rocca, ex difensore della Roma eletto nella Hall of Fame 2012, ha risposto così a chi gli chiedeva se avrebbe accettato l’offerta di allenare una squadra di serie A: “Solo se mi venisse concessa carta bianca, su tutto. Ma se uno non ha uno sponsor, nel nostro ambiente, non va da nessuna parte”.

I gradoni che fa fare Zeman fanno bene?

“Io non giudico mai il lavoro dei colleghi. L’allenatore ha una convinzione sua e dei metodi di lavoro personali che poi deve dare i risultati sul campo. A fine anno se ci sono troppi infortunati, il metodo non va bene. Io in genere non voglio il preparatore atletico, perchè lo faccio io”.

In serie A sono vicini al tuo metodo?

“No, molto lontani. C’è un ragazzo, che io ho allenato, è Vincenzo Montella diventerà un grandissimo allenatore. Zeman? Lui si è preso la responsabilità diretta e a fine anno si vedranno i risultati”.

Favorevole agli allenamenti aperti ai tifosi?

“Si, in determinati giorni a settimana lo aprirei anche alle scolaresche, e credo che sarebbe educativo per i ragazzi”.


Il calciatore italiano in genere lavora poco e male, e non c’è proporzione tra i privilegi che ha ed il lavoro. E’ così?

“I privilegi li hanno anche alcuni calciatori all’estero, è che in Italia manca sotto il profilo professionale il livello che sta in altri paesi. Io giro e lo vedo. Da noi manca l’uniformità nella cultura del lavoro, si è andati sempre dietro le mode, prima Olanda, poi Argentina. Noi italiani copiamo sempre, quando invece potremmo essere i migliori”.

Perchè troppi ragazzi dall’estero?

“Questa è un’altra anomalia. Un Paese come il nostro che vive di calcio 24 ore al giorno dovrebbe far uscire tantissimi talenti. Io rispondo solo sotto il profilo tecnico non in altro. Non si spazio ai nostri giovani. Faccio un esempio: Candreva è cresciuto in maniera esponenziale ed è giusto che meritasse la nazionale”.

Fonte Radio Radio

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