TRABAJO Y SUDOR La lavagna tattica di ADC

Juventus-Roma

24 Gennaio 2012. Ripartire da lì. Ripartire dall’approccio mentale sbagliato, dalla lezione tattica impartita da Antonio Conte, tornare a disputare una gara alla pari, da Roma. Esorcizzare lo Juventus Stadium come solo i ragazzi di Alberto De Rossi sono riusciti a fare, giocando sfrontati e compatti. Il fortino juventino non ha ancora registrato una sconfitta e la testa della classifica non può far altro che amplificare l’effetto del fattore stadio, che ha spostato tanto in questa stagione, determinante visto la vicinanza al campo. Ma la Roma prima della Juve deve battere se stessa: tranne Bologna e Napoli, lontano dalla Capitale la squadra giallorossa ha una media di 0,7 punti, una media da retrocessione. Gli incubi di Cagliari,Bergamo e Lecce sono ancora vivi nella mente del tifoso giallorosso che mal sopporterebbe un’altra umiliazione in casa dell’acerrima nemica di sempre (visto che vent’anni fa ci si contendevano gli scudetto e gli altri capitolini vagavano per la Serie B). De Rossi in difesa, Pjanic a centrocampo, Totti ed Osvaldo davanti. Si riparta dalle certezze indissolubili per tentare l’impresa, per tentare di sfatare un tabù, un mito che aleggia dall’aeroporto di Caselle fino agli spogliatoi. Se il Barca marziano può esser fermata da un coriaceo catenaccio, la Juventus tutta corsa può essere messa in difficoltà dalla Roma, quella versione Home, come direbbero gli inglese. Cinquecento anime la seguiranno, sfidando l’inferno dantesco del calcio italiano. “Lasciate ogni speranza o voi che entrate” sembra recitare lo stadio bianconero. Qualcun altro però, salga su a Torino con la speranza di guastare la festa.

A cura del nostro inviato Andrea Di Carlo

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