IL ROMANISTA. Il capitano non gioca, ma parla

Francesco Totti

(D.Giannini) Domani a mezzogiornoFrancesco Totti tornerà a parlare in conferenza stampa. Non lo fa da sette mesi, dalla vigilia della partita di Champions con lo Shakthar Dontesk. Per la Roma è una vita fa, non c’erano ancora gli americani, non c’era Luis Enrique e c’era ben poco della squadra di oggi. Non parla da tantissimo Totti, non lo ha fatto all’inizio di questa stagione quando il polverone mediatico sollevato attorno a lui sarebbe stato perfetto per trascinarlo in qualche polemica, magari con Franco Baldini, oppure nei confronti di Luis Enrique nei giorni successivi alla sua sostituzione con lo Slovan.

Non lo ha fatto Francesco, e la prima volta che ha detto qualcosa (non in conferenza stampa) è stato per richiamare tutti all’unione per stare vicini all’allenatore e a questa Roma. Con questo stesso spirito Francesco si presenterà domani alle 12 in conferenza stampa nella sala Champions di Trigoria, a tre giorni dal derby che lui non giocherà. O per lo meno non lo giocherà con gli scarpini ai piedi, ma con il cuore sì. Le residue speranze di vederlo in campo domenica sera si sono infrante ieri con il comunicato apparso sul sito della società che ha rimandato alla prossima settimana per valutare le condizioni del capitano«Il calciatore Francesco Totti, dopo gli accertamenti ecografici eseguiti in mattinata a Trigoria – si legge -, prosegue il lavoro riabilitativo comprensivo di fisioterapia e lavoro in acqua. Nei prossimi giorni inizierà il lavoro differenziato in palestra. Un controllo ecografico per valutare il decorso è previsto per la prossima settimana». Questo significa che, a meno di miracoli, se ne riparla solo per la partita con il Palermo e quindi addio derby.

E adesso? Ora che Luis Enrique non avrà più il dubbio sulla presenza o meno di Francesco, quali saranno le sue scelte? Chi lo sostituirà, chi sarà il prescelto per ricoprire quel ruolo, fermo restando il fatto che il suo credo tattico non cambierà di una virgola? Di possibilità il tecnico ne ha comunque un’infinità, grazie ad una rosa che gli permette di scegliere come meglio crede. A cominciare da quello che appare come il favorito alla sostituzione del capitano, vale a dire da Miralem Pjanic. Che ieri ha parlato attraverso le pagine di France Football e che proprio contro la Francia ha giocato con la sua Bosnia. A Trigoria tornerà solo oggi e quindi solo da domani comincerà realmente la sua preparazione per il derby. Eppure è lui il candidato numero uno per quel ruolo. Anche perché la posizione la conosce bene, in quella fetta di campo ci giocava al Lione e anche contro l’Atalanta dopo l’infortunio di Totti è stato subito messo lì, peraltro con ottimi risultati (vedi l’assist per il 3-1 definitivo di Simplicio). Se così fosse, se la scelta di Luis Enrique fosse proprio quella di mettere Pjanic al centro del tridente d’attacco con Bojan e Osvaldo ai fianchi, alle sue spalle a centrocampo si aprirebbe un ventaglio di alternative. Perché anche senza il giovane talento bosniaco, ci sono comunque 4 giocatori per due maglie. La terza, a meno di cataclismi, sarà sulle spalle di De Rossi. E allora con Danielino che si metterà davanti alla difesa, restano i due intermedi. Difficile capire chi sia in vantaggio al momento. Si potrebbe ipotizzare Pizarro e Simplicio, quelli che hanno fatto benissimo con l’Atalanta. Ma c’è anche il rientrantePerrotta, uno del quale Luis Enrique non si priverebbe mai, anche a costo di schierarlo come esterno di difesa. Difficile che sia così questa volta, viste le ultime prestazioni di Rosi. Perrotta, dunque, ma anche Gago, che ha completamente recuperato dall’infortunio al polpaccio ed in allenamento è dato in ottima forma.

E poi c’è un fattore che potrebbe far saltare tutte le previsioni: il fattore L. Come Lamela. Erik da qualche giorno si allena al meglio, la caviglia sta bene ed è pronto (lo ha detto lui stesso) a giocare. Esordio nel derby? Difficile, ma possibile. Soprattutto con Luis Enrique, che fa sempre giocare che vede più in forma. Possibile, a patto che abbia nelle gambe un buon numero di minuti. In che posizione? I romanisti non lo hanno mai visto con la maglia giallorossa e questo comporta un’incognita in più. Il ragazzo argentino può giocare in tutti i ruoli dell’attacco, ma in questo attacco, parrebbe essere perfetto per giocare alla Totti, cioè centrale ma pronto a indietreggiare. Con un tridente formato da Lamela, Osvaldo e Bojan, chi giostrerebbe alle loro spalle? In questo caso la maglia “ballerina” sarebbe una sola. Perché De Rossi gioca e Pjanic pure. A quel punto, a rigor di logica, Luis Enrique punterebbe su un giocatore con maggiore predisposizione alla copertura. Perrotta? Forse. Oggi torneranno quasi tutti i “nazionali” (per Burdisso bisognerà attendere ancora un giorno) e si capirà meglio chi potrà sostituire Totti. Che non giocherà, ma parlerà. E in campo ci sarà comunque. Con il cuore.

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